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Visualizza la versione completa : normalita' e solitudine



Cristina Ricchetti
05-11-08, 15:25
da un intervento di bruno nella sezione 'parliamo di lavoro' mi viene
proprio il desiderio di dire due parole sul concetto di 'normalita'', mi
chiedo e chiedo a chi mi leggera' il significato della parola e cosa si
possa definire tale. apparentemente io stessa potrei considerarmi una
'normomessa', ma in realta' so di non esserlo, il perche' potrei capirlo
se mi guardo in relazione agli altri, meglio alle altre. L'essere
'non normali' o 'disabili' lo capiamo solo quando veniamo totalmente o
in parte 'isolati', quando troviamo piccole o grandi difficolta' a
partecipare attivamente alla vita brulicante che ci circonda, quando
viene offesa la nostra dignita' e il nostro bisogno di esserci in quanto
gli altri ci vedano, ci parlino, ci amino, ci chiedano di lavorare, e
pronuncino il nostro nome per farci sentire utili, veri, vivi.
cosi' se bruno e' affetto dalla polio, io sono affetta da una disabilita'
invisibile ma profonda che mi ha sempre ostacolata nelle amicizie e
mi ha relegata in una leggera ma persistente solitudine, foriera di
meravigliosi pensieri e creazioni, ma pur sempre solitudine. ciao a tutti

riflessi
06-11-08, 22:00
Mi toccano molto le tue parole :"io sono affetta da una disabilita'
invisibile ma profonda che mi ha sempre ostacolata nelle amicizie e
mi ha relegata in una leggera ma persistente solitudine"
Hai mai provato a ribellarti a questo tuo concetto di te stessa?
a tuffarti fra gli altri?magari alla cieca,spargendo gentilezze e sorrisi che faranno felice te ..e poi forse anche qualcun altro?
Io credo profondamente che il dare sia propedeutico al sentirsi bene...
io ho deciso che non mi annoierò mai...che vorrò sorridere sempre agli altri.

Cristina Ricchetti
07-11-08, 07:39
carissima, grazie di cuore, in realta' la mia vita e' un continuo
proliferare sorrisi e gentilezze, in apparenza sono un essere
molto solare, aperto, rivolto in modo luminoso alla vita e
quindi agli altri, partecipo attivamente a molti aspetti della
socialità, tra l'altro ho spesso assunto il ruolo di 'rappresentante
genitori' nelle scuole dei miei figli, sono sempre stata 'portatrice'
delle istanze dei piu' deboli a farsi sentire, conosco molte
persone e per ognuno ho un vero interesse e una vera motivazione
all'ascolto ed alla reciprocita' comunicativa.
Ma questo non basta, non mi e' mai bastato, perchè il mio intimo,
il mio pensiero profondo, non riusciva e non riesce a trovare
interlocutori, meglio interlocutrici, le alter ego, le o la amica del
cuore, della mente, alla quale tutto e' dicibile e tutto ti dice, con la
quale ridere e piangere, trascinarsi nelle follie e sostenersi nel
dolore, con cui la mente possa viaggiare alla stessa velocita' di
crociera, inseparabili ma libere, ecco la mia disabilita', e' stata
foriera di questa incapacita' a ricevere un amore amicale ... del
quale non mi resta che esserne spettatrice ... e non e' poco ...
credimi ... ciao

vitalba paesano
07-11-08, 08:20
Carissimi, leggo con molto interesse e rifletto. Penso a quanto ciascuno di noi senta bisogno di comprensione e di comunicazione vera, quella che non si propaga all'esterno per molte miglia, ma che resta in un ristretto giro d'azione, intensa, completa, eppura riservata a pochi. Grande socialità, insomma, può voler dire anche grande solitudine. Capisco perfettamente. E mi piace pensare che le riflessioni ospitate in questo spazio possano aiutare a costruire una comunicazione tanto più vera perchè fatta di pensieri e riflessioni, prima ancora che di sguardi e strette di mano. Che saranno benvenuti, naturalmente, se ne capitera' l'occasione. Buona giornata a tutti. vp

ex Paolo
07-11-08, 15:58
Non credo necessarimente ,a questa equazione;sarà anche una questione caratteriale,al modo di relazionarsi con i nostri simili,alla capacità di intravedere nuove possibiltà comunicative che prescindono dal prevalere della nostra espressività a scapito della non sempre facile ,relazione con gli altri.
Per espressività,intendo la mia personale,individuale,carica di sentimenti,pensieri,stati d'animo,che appartengono solo a me;la comunicazione,invece,come tutti sanno implica comportamenti che si devono confrontare con la nostra controparte.
Se riusciamo ad entrare in contatto,liberandoci,possibilmente,delle nostre barriere mentali,a volte della nostra supponenza,ecco che si realizza la comunicazione.
Gli interlocutori,come tu li defisci,Cristina,sono persone con i loro problemi,ed un vissuto personale diverso dal nostro,o simile al nostro:con disabilità e abilità che dobbiamo inevitabilmente accettare,sempreche' accettiamo noi stessi!
Ho l'impressione che tu pretenda troppo dal mondo che è cosi' com'è ,e non come vorremmo che sia.
Paolo Gruppuso

Cristina Ricchetti
07-11-08, 17:11
puo darsi, puo' darsi, sto riflettendo sulle tue parole, pretendo troppo..?!
si, forse, come da me stessa, ma allora, cosa mi rimane, la psicanalisi ?
eppure non sono come mi descrivi, ma mi fai pensare che gli altri di me
percepiscano un'immagine di supponenza, di 'maestrina' inacidita, mi fai
pensare quanto conti l'apparenza, la movenza, l'aspetto, e se la natura
ti ha dato una certa impostazione dell'essere, sei costantemente
obbligato a difenderti da te stesso, ma sono sicura che al mondo ci sono
ancora persone che vanno piu' nel profondo, che non si arrendono
al primo impatto, che hanno voglia di sentimenti forti e non superficiali,
io ci credo, non ho nulla da rimproverarmi e nulla da insegnare, lo
sguardo lo rivolgo sempre in avanti, anche con il vostro aiuto, grazie

ex Paolo
08-11-08, 08:32
cara Cristina,
Io non mi permetto mai di giudicare nessuno,hai mal interpreato le mie riflessioni che nascono dalla constatazione,realistica,di fatti della mia esperienza personale. Esigere troppo e/o pretendere sentimenti forti ,come li definisci tu,da persone molto diverse puo' essere causa di delusione profonda;qui la superficialità non è la causa prioritaria,entrano in ballo tanti altri elementi :caratteriali,psicologici,culturali che in un rapporto amicale hanno una certa influenza.
In tutti i casi,mi rendo conto (leggendo tra le righe le tue riflessioni),che, le persone dotate di un carattere ben strutturato e sensibile come il tuo,vanno spesso incontro a delusioni che possono sconfinare nella solitudine!
Penso che (non è un consiglio,forse un suggerimento di un amico),sia ugualmente importante donare amicizia ,sempre con spontaneità, anche nei confronti di chi,apparentemente,non appare tanto generoso nel ricambiare:una terapia efficace per allontanare la solitudine,
Ciao Cristina.
Paolo G.

Cristina Ricchetti
08-11-08, 20:28
caro paolo, mi piacerebbe su tale argomento riuscire a fare un
discorso piu' generale senza insistere sulla mia situazione personale,
ma un appunto lo devo fare perche' i miei interventi precedenti
riguardavano un tipo di solitudine molto profonda, non quella
quotidiana dello stare, del parlare, del divertirsi con gli altri, questo
tipo di compagnia non mi manca, gli altri nella loro diversita' sono
presenti nella mia esistenza, non ho mai centellinato il mio
affetto e la mia presenza. La mancanza non e' della persona
differente, ma di quella amica affine, l'avevo gia' scritto, empatica,
magari con una quotidianita' dissimile in tutto, ma connessa sulla
stessa lunghezza d'onda, quel rapporto amicale dove le menti
trasvolano negli stessi immaginari a prescindere dai contesti,
dove gli sguardi raccontano senza il supporto delle parole, ect ect.
Vorrei capire se altri/e come me hanno vissuto o stanno vivendo
questa mancanza, se questa solitudine che tu vuoi buttare alle
ortiche, sia qualcosa di raro perche’ ognuno ha cio’ che io non
sono riuscita a costruire o perche’ pochi si pongono il problema
stesso e magari non hanno neppure il tempo o la voglia di approfondire
se stessi in relazione con l’altro/a . Ti ringrazio veramente per l’interesse
che hai dimostrato alla questione, ciao, buona domenica, cristina

riflessi
08-11-08, 22:36
forse ho una chiave per interpretare il motivo per cui non hai ancora l'esperienza amicale cui ambisci...
ed è molto semplice...
ci vuol fortuna a questo mondo...per tutto..e non si hanno mai tutte le fortune...il caso la fa da bislacco padrone
la mia esperienza mi dice che quando meno te l'aspetti può entrare nella tua vita una persona che potrebbe divenire il tuo amico del cuore,anche l'Amico,talvolta...
insomma....non farti troppi crucci...
anche se so bene che è stupendo avere una sorella/o un fratello di sola elezione che ti fan compagnia per tutta la vita...

ex Paolo
09-11-08, 08:35
Quella solitudine molto profonda l'ho provata anch'io ,ma non mi son rassegnato.Concordo con la riflessi (pseudonimo?),quando sostiene che puo' capitare di imbatterti, quanto meno te lo aspetti,nell'amica/o del cuore.
Pirima di lasciarti/vi ,accludo il testo di una (modesta) poesia che riguarda la coscienza delle persone che non si arrendono mai.

Dipingere la sera

continuo a dipingere la luce
quando le luci del giorno
si stemperano nelle ombre della sera.
Sono note lievi quelle pennellate ardite
che illuminano spavalde
il biancore della tela.

Cristina Ricchetti
10-11-08, 13:53
anche la poesia aiuta, poche parole ma cariche di indizi, messaggi,
in questo caso, paolo, carica di speranza e fiducia nelle proprie
possibilita'. Riflessi parla di fortuna, di pazienza, di 'desiderio' universale
di contatti d'elezione, e mi piace leggervi, mi sembra di ascoltarvi,
seduti vicini, come amici di vecchia data, disposti alla reciprocita' e in
attesa che altri amici ci facciano visita, nel frattempo non siamo soli,
non sono sola, ciao

Maria Bertuzzo
29-11-08, 10:28
oramai siamo già amici, non avevo ancora letto questa conversazione e a maggior ragione mi intrometto. Io credo che ogni cosa capita nel momento e nel luogo giusto. Un esempio: parecchi anni fa circa 30, i miei genitori decisero di andare a vivere nel Veneto, nella loro terra di origine per l'esattezza quella di mia mamma, con i miei fratelli i due più giovani perchè uno era già sposato e comunque non viveva con noi, io abitavo per conto mio da circa due anni (ero andata via di casa perchè volevo la mia indipendenza) in quel periodo non avevo "ragazzi" solo amici, quelli non mi sono mai mancati per fortuna, ed ecco che in concomitanza di questo conosco proprio quello che poi è diventato mio marito. In seguito sono capitate tante cose sempre nel momento giusto.
Forse anche questo forum è capitato nel momento giusto, un po' per tutti.
Niente capita per niente. E adesso ciao a tutti:)
mb

Cristina Ricchetti
29-11-08, 21:25
sono d'accordo con te intrepida, 'questo forum è capitato nel
momento giusto', un pò per tutti coloro che lo frequentano
e che lo frequenteranno, che parleranno di loro senza timori,
che vorranno dire come la pensano su argomenti già aperti o
aprendo nuove discussioni, ma come abbiamo visto il momento
giusto deve anche essere 'sfruttato' dalla nostra volontà, penso
che si debba essere sinergici alla opportunità, insomma darsi
anche una spinta ad essere o fare cose diverse, a proporsi senza
tanti timori e veramente 'usare' questo spazio come si deve,
scrivendo di se, degli altri, di gioie e dolori, chiedere e rispondere,
attivarsi un pò insomma per dare senso al nostro passaggio
seppure fulmineo....e lasciare una pur piccola scia, uno spunto,
a cui altri, e altri, e altri si riferiranno perchè quello era il loro
momento giusto, il nostro.

vitalba paesano
30-11-08, 14:20
Assolutamente d'acccordo con voi sul senso e sulle potenzialità di questi forum. E allora, visto la soddisfazione condivisa e la voglia di un Natale che abbia senso, perchè non proviamo tutti, in questo mese, a portare qui, allegandolo stabilmente, un "volto nuovo" (amico, conoscente, collega, new entry, vecchia fiamma, cugina, fratello o che so io?). Allungate, allungate, è arrivato un altro frate! Per ritrovarsi tutti più ricchi, in più ampia compagnia. Buona domenica a tutti- vp