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vitalba paesano
12-04-10, 10:33
Dalla rassegna stampa di oggi. vp

vitalba paesano
12-04-10, 10:35
Dalla rassegna stampa di oggi. vp

maria luisa
13-04-10, 17:40
Dalla rassegna stampa di oggi. vp

Sì è vero, ed io purtroppo rubo molto tempo alla lettura per colpa del pc.
Ma ho appena finito di leggere "I vent'anni di Luz"di E.Osorio è la storia di una desaparesida, che grazie all'aiuto di suo marito anch'egli desaparesido,riesce a rintracciare la sua famiglia. Intreccio storico politico
argentino, vite di bimbi strappati ai genitori con brutalità e sevizie, commovente romanzo, difficile all'inizio, perchè è uno strano modo di raccontare, a ritroso nel tempo, ma che poi ti affascina e ti coinvolge.
Lo consiglio caldamente.

Maria Bertuzzo
14-04-10, 08:27
Dalla rassegna stampa di oggi. vp

continuo a vedere classifiche, numeri, ma in concreto cosa si vuol fare esattamente per incentivare la lettura non lo leggo mai da nessuna parte, regalare libri va bene ma se poi restano fermi nelle biblioteche o negli scaffali, questo non è incentivare la voglia di leggere, forse bisognerebbe fare una campagna dicendo che è vietato leggere...chissà potrebbe essere un'idea per far venire la voglia di leggere veramente!
A parte gli scherzi ci vuole una vera educazione alla lettura e questo dovrebbe essere un compito della scuola, a partire da quella elementare, certo i bimbi devono essere stimolati, bisogna fare in modo che abbiano veramente voglia di prendere un libro in mano...compito difficile, ma non impossibile! Per gli adulti...ci devo pensare...per ora dico solo che non sanno cosa si perdono...buona lettura a tutti!

ofelia
04-05-10, 16:00
Sì, certo, la scuola è importante, però fino ad un certo punto, perché la scuola è vista dai bambini e dai ragazzi come un obbligo, quindi anche la lettura appare loro come tale. Quello che invece li può stimolare è l'esempio. Se vivono in una casa in cui i libri sono pane quotidiano, più della televisione e dei videogiochi, loro imparano più che da qualunque imposizione più o meno edulcorata gli adulti possano fare. Lo stesso discorso vale per la musica, per l'arte: abituati fin da piccoli ad ascoltare, guardare, gustare, farlo sistematicamente per loro diventerà una cosa assolutamente "normale".

Maria Bertuzzo
04-05-10, 18:49
Sì, certo, la scuola è importante, però fino ad un certo punto, perché la scuola è vista dai bambini e dai ragazzi come un obbligo, quindi anche la lettura appare loro come tale. Quello che invece li può stimolare è l'esempio. Se vivono in una casa in cui i libri sono pane quotidiano, più della televisione e dei videogiochi, loro imparano più che da qualunque imposizione più o meno edulcorata gli adulti possano fare. Lo stesso discorso vale per la musica, per l'arte: abituati fin da piccoli ad ascoltare, guardare, gustare, farlo sistematicamente per loro diventerà una cosa assolutamente "normale".

Ciao Ofelia,
si, forse ho dimenticato di dire che ci vuole anche l’esempio dei genitori, ma per me questo era scontato, resta il fatto che comunque proprio a scuola i bambini devono essere stimolati dagli insegnanti, nel senso che non bisogna propinare loro libri che non destano interesse ma qualcosa di bello e divertente, e trovare il modo di non costringerli a fare le cose controvoglia, anche nell’insegnamento ci vuole fantasia e se c’è funziona!

ofelia
04-05-10, 21:11
Ciao, Maria. Sono assolutamente d'accordo con te. Quello che intendevo dire è che la scuola ha tempi e modalità limitati, se non supportati da atteggiamenti familiari adeguati: anche la famiglia può fare poco, se impone la lettura come un dovere (leggi, così impari a fare bene i temi!- frase del tutto priva di significato per un bambino o un adolescente). La lettura è amore, è passione, è volare in un'altra dimensione, e questo non si può insegnare a parole. Come dici tu, occorre fantasia, e occorre l'esempio, quotidiano, costante, sincero e pieno d'amore.

Maria Bertuzzo
05-05-10, 07:25
ho iniziato ieri a leggere un piccolo libro di Andrea Camilleri (90 pagine): La tripla vita di Michele Sparacino, lo trovo spassoso, è scritto in dialetto ma comprensibile (come parlano nei telefilm di Montalbano), è proprio questo siciliano che mi attira...

Ofelia, mi fa piacere constatare che siamo sulla stessa lunghezza d'onda!