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Visualizza la versione completa : Il conflitto infinito



Cristina Ricchetti
28-12-08, 10:49
Non riesco a non fare alcune considerazioni personali,
assolutamente confutabili e aperte all'ascolto.
Sta avvenendo una strage in quel di Gaza e tutti ci
chiediamo di chi sia la responsabilità, anzi, materialmente
sappiamo benissimo che le bombe le sta sganciando
l'esercito israeliano. Mi domando però perchè e vedendo
le cose in una prospettiva più profonda mi accorgo come
da sempre i fondamentalismi, in particolare in quel
territorio, abbiano agito nell'ottica della 'propria morte'
come metodo di lotta, come escamotage per raggiungere
gli obiettivi prefissati. Ecco che tutto mi si dipana e le
continue provocazioni di Hamas attraverso lanci di missili
che poco possono fare, le continue sfide protratte, lo
stillicidio lento ma perdurante a danno del popolo israeliano,
non sono altro che un modo , il modo, subdolo e premeditato,
di innescare la solita devastante, tragica e smisurata
reazione del governo israeliano, attanagliato da una, da quella
PAURA storica che da sempre lo strozza, dovuta alla situazione
geopolitica decisamente a se sfavorevole.
Hamas lo sa, sa perfettamente che provocando tale reazione
e sacrificando le vite del popolo palestinese, potrebbe innescare
una generale indignazione a danno dello Stato di Israele che,
in altro modo, non riuscirebbe mai a mettere in ginocchio, data
la sua netta superiorità tecnologica, logistica e concettuale.
Da questo punto di vista, l'ingenuità la vedo tutta dalla parte
israeliana che, ancora una volta, condizionata dal terrore, è
caduta nell'imbroglio studiato e pregresso di Hamas.

Un saluto a tutti e buona domenica ...
ciaoooo

ex Paolo
28-12-08, 18:01
Una interminabile e devastante guerra che persiste dal 1948,dal momento in cui gli inglesi crearono lo stato d'Istraele ,espropriando i Palestinesi!
Con brevissime tregue la strage si perpetua da ambo le parti,ma le sorti peggiori sono a carico dei civili (vecchi e bambini) palestinesi.Hamas,nella sua intransigenza non è molto propenso al dialogo e,per contro il goveno Istrailiano mostra i muscoli non certo solo per la paura(in ogni conflito la componente paura è fisiologica),prevalgono interessi economici e le influenze degli USA rappresentano un salvacondotto rilevante per Istraele che deve anche contrastare gli "strali" Iraniani e di gran parte delle fazioni integraliste che finanziano il terrorismo antiistrailiano.Penso,e non è difficile pensare diversamente,che non ci sia una concreta volontà (occidentale,americana)di risolvere il perenne conflitto.Non sarebbe pensabile politicamente e strategicamente arrivare ad una pace duratura senza l'individuazione certa dei baluardi del terrorismo internazionale che secondo i propugnatori di ogni foma di libertà democratica,ostentano da anni,ragioni prevaricatorie ed imperialiste.

Attilio A. Romita
30-12-08, 23:58
Sicuramente la situazione medio orientale è molto complessa in quanto si fondono aspetti storico-politici, quali la fondazione dello stato di Israele, il fatto che alcuni stati si fondino su fondamentalismi religiosi che spesso sono soltanto una estremizzazione voluta della religione islamica, una cattiva ripartizione della ricchezza in quanto produttori del petrolio ed infine piccoli gruppi di potere locale che vedono la democrazia come lo strumento che distruggerebbe il loro potere. Purtroppo, non potendo costruire un muro che isoli tutte queste realtà agitate per generare un ciclo di autodistruzione, occorre trovare strumenti diversi. Per ovvi motivi non è possibile dar luogo ad uno sterminio di massa, non è possibile aprire un serio tavolo di trattative con chi, per principio, non vuole trattare
Molti di noi si sono trovati talvolta di fronte ad un figlio che si comportava in modo indisponente: come abbiamo risolto i problemi? Realisticamente quasi sempre, dopo preoccupazioni, arrabbiature, qualche punizione più simbolica che reale, abbiamo aspettato che questo figlio crescesse.
Io non credo che esista al mondo nessuna reale componente che possa trarre vantaggio vero da questa situazione di guerriglia permanente.
Anni fa qualcuo diceva che c'era nel mondo un complotto "plutomassonicogiudaicocapitalista" che bisognava
debellare, ora si usano aggettivi similmente altisonanti, ma la sostanza non cambia: ci si empie la bocca di vento per sembrare più importanti.
Io no so suggerire nessuna ricetta reale e mi arrogo la presunzione di dire che forse nessuno sa realisticamente cosa fare. Andiamo avanti per tentativi più o meno grandi, più o meno positivi: la storia del mondo ci ha insegnato questo.
Essendo io un ottimista convinto sono sicuro che a questa fase negativa succederà una fase positiva e così via e per chi ci crede e se è stato buono prima o poi arriverà il paradiso.
Buon anno a Tutti!

Cristina Ricchetti
31-12-08, 14:47
Qui però si tratta di figli che non crescono perchè
uccisi, di madri e padri sacrificati, di vite troncate
per le quali nulla più è possibile fare. Un gioco al
massacro perchè la vita non è considerata un pregio,
perchè la morte ti porta dritto a quel paradiso che
non sei riuscito minimamente a conquistare in vita,
e mi riferisco ad un paradiso materiale di possessi
e piaceri negati in terra. Quella ricerca della
felicità che per noi occidentali è un dovere oltre che
un diritto inalienabile è per coloro che credono nei
fondamentilismi un regalo sicuro solo nell'aldilà
perchè di qua c'è solo spazio per la sopravvivenza,
per la sofferenza e il continuo odio verso chi sono
certi, a torto, essere l'unica causa della loro situazione.
Purtroppo non riesco ad essere ottimista e, comunque
vadano le cose, l'amarezza e il senso di impotenza,
oggi, ora, in questo preciso momento è veramente
dilagante, anche se è dovere di tutti cercare non stop
una dignitosa e definitiva soluzione.
Per ora, ALMENO UNA TREGUA potrebbe essere
un minimo di augurio di buon inizio anno.

Maria Bertuzzo
31-12-08, 17:13
lo so è troppo sperare in questo ci vorrebbero tanti Gandhi, Martin Luther King, da quelle parti proprio non riescono ad essere pacifisti appena fanno un passo in avanti ne fanno anche uno indietro, mi sembra impossibile che non riescano a parlarsi quei due popoli così vicini e così lontani, io oso sperare almeno in una tregua.
Mi ero persa questa conversazione perchè in questi giorni non sono stata molto presente non potendo maneggiare il mouse, racconterò poi perchè, anche adesso devo farlo con il contagocce.
Condivido quello che avete detto,
ciao a tutti

ex Paolo
01-01-09, 13:47
lo so è troppo sperare in questo ci vorrebbero tanti Gandhi, Martin Luther King, da quelle parti proprio non riescono ad essere pacifisti appena fanno un passo in avanti ne fanno anche uno indietro, mi sembra impossibile che non riescano a parlarsi quei due popoli così vicini e così lontani, io oso sperare almeno in una tregua.
Mi ero persa questa conversazione perchè in questi giorni non sono stata molto presente non potendo maneggiare il mouse, racconterò poi perchè, anche adesso devo farlo con il contagocce.
Condivido quello che avete detto,
ciao a tutti

..certo è molto difficile essere ottimisti,nulla fa presagire novità positive,se non una tregua per interrompere quest'immane sterminio di vittime innocenti. Una violenza inaudita che in coincidenza della festività "religiosa" del Natale cattolico è una opportunità per trovare la forza di reagire .....al di la' del nulla non si puo' andare...speriamo che le Nazioni Unite ,i Paesi occidentali,compresa l'Italia,s'impegnino con determinazione per mediare ogni possibile soluzione politica e diplomatica..
Paolo

Cristina Ricchetti
02-01-09, 11:38
La maggior parte dei media parla di ‘guerra’ , in realtà mi chiedo quale
guerra e tra chi ? Io vedo solo goffi tentativi, riusciti, di Hamas,
di ‘sollecitare’ la mostruosa macchina bellica israeliana che,
prevedibilmente, risponde in modo assolutamente sproporzionato,
come da sempre.
Però la guerra potrebbe veramente esplodere se non si placano gli
animi di ambo le parti e mi chiedo cosa potrebbe accadere se le
continue vittime sacrificali della scellerata tattica fondamentalista
di Hamas, richiamassero, come da loro sicuramente auspicato,
l’appoggio e l’intervento militare della Siria o addirittura dell’Iran,
in un momento in cui, a pochi giorni dal giuramento, si sta per
insediare alla White House, un presidente sicuramente non più
guerrafondaio e quindi meno minaccioso in termini
militari/interventisti, quale è Barak Obama.
E questa benedetta tregua tanto chiesta dalla diplomazia di tutto
il mondo tarda, tarda troppo a essere concordata.

Buona giornata
cristina

ex Paolo
02-01-09, 14:18
La maggior parte dei media parla di ‘guerra’ , in realtà mi chiedo quale
guerra e tra chi ? Io vedo solo goffi tentativi, riusciti, di Hamas,
di ‘sollecitare’ la mostruosa macchina bellica israeliana che,
prevedibilmente, risponde in modo assolutamente sproporzionato,
come da sempre.
Però la guerra potrebbe veramente esplodere se non si placano gli
animi di ambo le parti e mi chiedo cosa potrebbe accadere se le
continue vittime sacrificali della scellerata tattica fondamentalista
di Hamas, richiamassero, come da loro sicuramente auspicato,
l’appoggio e l’intervento militare della Siria o addirittura dell’Iran,
in un momento in cui, a pochi giorni dal giuramento, si sta per
insediare alla White House, un presidente sicuramente non più
guerrafondaio e quindi meno minaccioso in termini
militari/interventisti, quale è Barak Obama.
E questa benedetta tregua tanto chiesta dalla diplomazia di tutto
il mondo tarda, tarda troppo a essere concordata.

Buona giornata
cristina

Penso che questo "guerreggiare" :lanci di razzi che possono colpire qualsiasi obbiettivo ,seminando terrore morte e distruzione di persone e cose e la devastante risposta israeliana possa essere considerata,peggiore di una vera guerra (con gli eserciti delle opposte fazioni in campo). Leggevo, ultimamente (in merito ad una possibile interruzione delle ostilità), che la lega araba é divisa al proprio interno e che sotto la pressione dell'Iran,sarà difficile prevedere una sospensione. Intanto Israele sta meditando seriamente di intervenire anche con truppe di terra per incrementare la controffensiva.Non credo molto alle soluzioni miracoliste del nuovo presidente americano,tuttavia non escludo neppure che la coincidenza dell'insediamento sia stata una possibile,intenzionale,concausa di questo nuovo conflitto(se cosi'fosse,l'intervento di mediazione degli USA sarebbe auspicabile)!

ex Paolo
02-01-09, 14:40
La maggior parte dei media parla di ‘guerra’ , in realtà mi chiedo quale
guerra e tra chi ? Io vedo solo goffi tentativi, riusciti, di Hamas,
di ‘sollecitare’ la mostruosa macchina bellica israeliana che,
prevedibilmente, risponde in modo assolutamente sproporzionato,
come da sempre.
Però la guerra potrebbe veramente esplodere se non si placano gli
animi di ambo le parti e mi chiedo cosa potrebbe accadere se le
continue vittime sacrificali della scellerata tattica fondamentalista
di Hamas, richiamassero, come da loro sicuramente auspicato,
l’appoggio e l’intervento militare della Siria o addirittura dell’Iran,
in un momento in cui, a pochi giorni dal giuramento, si sta per
insediare alla White House, un presidente sicuramente non più
guerrafondaio e quindi meno minaccioso in termini
militari/interventisti, quale è Barak Obama.
E questa benedetta tregua tanto chiesta dalla diplomazia di tutto
il mondo tarda, tarda troppo a essere concordata.

Buona giornata
cristina

Penso che questo "guerreggiare" :lanci di razzi che possono colpire qualsiasi obbiettivo ,seminando terrore morte e distruzione di persone e cose e la devastante risposta israeliana possa essere considerata,peggiore di una vera guerra,(con gli eserciti delle opposte fazioni in campo).Leggevo, ultimamente che ,in merito ad una possibile interruzione delle ostilità,la lega araba é divisa al proprio interno e che sotto la pressione dell'Iran,sarà difficile prevedere una sospensione. Intanto Israele sta meditando seriamente di intervenire anche con truppe di terra per incrementare la controffensiva.Non credo molto alle soluzioni miracoliste del nuovo presidente americano,tuttavia non escludo neppure che la coincidenza dell'insediamento sia stata una possibile,intenzionale,concausa di questo nuovo conflitto!

Cristina Ricchetti
04-01-09, 09:22
...e l'entrata in campo delle truppe di terra non si è fatta tanto
attendere ...
a prescindere da tutte le cause, concause, le questioni geopolitiche,
economiche, demografiche, storiche etc, non riesco a capacitarmi
di queste 'risposte' o 'provocazioni' che si replicano dai tempi dei
tempi, a nulla sono serviti tutti i morti nel corso di questi sessanta
anni, a nulla gli uomini di regime illuminati e trucidati, a nulla
la distruzione di case, ospedali, il clima di terrore casa per casa che
ha attanagliato entrambi i popoli, a nulla il sacrificio continuo
della libertà individuale, della voci dei massimi esponenti
della cultura mondiale, a nulla ... perchè l'azione ed il pensiero
di entrambi i governi sono sempre uguali, si reiterano come
riflessi condizionati alla Pavlov e non hanno goduto, anzi, non hanno
voluto godere delle voci nel deserto di loro stessi rappresentanti
che volevano crescere, andare oltre, emanciparsi da questo arcaico
'occhio per occhio, dente per dente' che sta falcidiando delle
meravigliose civiltà, anzichè esaltarle.
ciao paolo e ciao a tutti
cristina

Maria Bertuzzo
04-01-09, 09:38
ciao Cristina ho visto che sei in linea e posso solo condividere pienamente quello che hai appena scritto, buona giornata a te e a tutti gli altri amici

Cristina Ricchetti
04-01-09, 18:13
...e l'entrata in campo delle truppe di terra non si è fatta tanto
attendere ...
a prescindere da tutte le cause, concause, le questioni geopolitiche,
economiche, demografiche, storiche etc, non riesco a capacitarmi
di queste 'risposte' o 'provocazioni' che si replicano dai tempi dei
tempi, a nulla sono serviti tutti i morti nel corso di questi sessanta
anni, a nulla gli uomini di regime illuminati e trucidati, a nulla
la distruzione di case, ospedali, il clima di terrore casa per casa che
ha attanagliato entrambi i popoli, a nulla il sacrificio continuo
della libertà individuale, della voci dei massimi esponenti
della cultura mondiale, a nulla ... perchè l'azione ed il pensiero
di entrambi i governi sono sempre uguali, si reiterano come
riflessi condizionati alla Pavlov e non hanno goduto, anzi, non hanno
voluto godere delle voci nel deserto di loro stessi rappresentanti
che volevano crescere, andare oltre, emanciparsi da questo arcaico
'occhio per occhio, dente per dente' che sta falcidiando delle
meravigliose civiltà, anzichè esaltarle.
ciao paolo e ciao a tutti
cristina

Grazie Maria, replico le considerazioni di cui sopra e per
confermare che violenza non fa altro che richiamarne
altrettanta, basta guardarsi in giro per il mondo e
rendersi conto dei 'moti' non troppo pacifici che tutto
questo sta scatenando.
buona serata

Attilio A. Romita
05-01-09, 10:27
Quando ci sono discussioni su argomenti relativi alla guerra guerreggiata il mio cervello si divide in due: da una parte il pensiero normale dell'uomo civile che vive lontano dai luoghi e dai motivi di una guerra e dall'altra un tentativo di razionalità, cinica se volete, che mi spinge a cercar di capire i motivi di una guerra e e come è possibile farla terminare.
Ovviamente lo "homo civilis" ritiene che la guerra non deve essere permessa, che deve essere sempre possibile trattare e mettersi d'accordo per trovare una soluzione. Lo "homo civilis" ha ragione, purtroppo i contendenti, uno o ambedue, sono estranei al suo potere e non vogliono essere d'accordo.
Lo "homo rationalis" cerca di leggere la situazione e vede, nel caso specifico, che esiste una parte, Israele, che, giusto o sbagliato che sia stato in origine, si trova da mezzo secolo ad essere bersagliato, fisicamente e realmente, da bombe vere e di tempo in tempo è costretto a reagire.
La situazione odierna, sempre uguale a se stessa, vede da una parte un gruppo armato, Hamas, che ha condizionato il proprio paese a calvalcare la tigre della vendetta al grido "Israele deve morire" e si rifiuta di trattare; dall'altra parte uno stato sovrano, riconosciuto da TUTTE le nazioni che ha solo due alternative: suicidarsi o reagire.
Purtroppo la soluzione non potrà essere che il tempo, cioè tutto il tempo necessario al popolo palestinese per capire che Hamas, eletto con regolari elezioni, non agisce per il bene del popolo, ma persegue solo una sua visione tragica e fuori del tempo.
Quanto tempo ci vorrà io non so prevederlo e questa mia ignoranza mi mette una grande paura. Poi penso che anche il Muro di Berlino è caduto dopo che quello che rappresentava avevo provocato tanti danni.
Da che mondo e mondo storia reale ed utopia si sono sempre rincorse e si sono di rado incontrate, fortunatamente noi siamo ancora qui a cullarci nell'utopia in attesa che la storia risolva i problemi.
Un anno nuovo sta cominciando, speriamo che Madame Histoire e Madame Utopie casualmente possano prendere un te insieme.
Buon Anno 2009 a tutti.
Attilio

Cristina Ricchetti
05-01-09, 21:39
...E speriamo che le signore si incontrino davvero e diventino
grandi amiche, come dire, mai dire mai !!
Domani rientrerò a Milano, e questa sera, tornata da fuori e
ascoltate le news sul canale radio preferito, mi è venuto
spontaneo ripassare nel forum e sfogare un pochino la mia
immane difficoltà ad essere ottimista, vorrei tanto seguire i
consigli di Attilio, la sua fede granitica nell'essere umano e nel
domani e sono anche d'accordo che bisogna operare perchè
questo avvenga, perchè tutti ci si metta del nostro per una
società in positivo divenire, ma, ma, ma come posso non essere
compassionevole ... più di cinquecento morti ... come posso
credere in una prossima soluzione ... solo oggi più di cento
miliziani uccisi (eppur sono uomini) ...
Come posso non immaginare la rabbia, il rancore, l'odio che
starà montando in quegli animi e corpi che domani ripeteranno
l'agghiacciante martirio credendo di riscattare il proprio popolo?
E ancora quanti, quanti altri innocenti dovranno sacrificarsi,
quanti fiumi di parole e di soldi e di armi e di acque torbide
dovranno scorrere?
E' vero che Israele aveva solo due possibilità Attilio?
Pensi veramente che abbia potuto scegliere solo tra suicidio e
reazione ?

Ti e vi saluto,
credimi, sarei la prima ad essere felice se trovassi un minimo
appiglio per una visione ottimistica ma, come detto all'inizio,
mai dire mai, nel frattempo ...

Attilio A. Romita
06-01-09, 12:24
Ciao Cristina,
non ho una un granitico fede nell'uomo e nella sua capacità di "uscire dal guado", sono semplicemente un banale osservatore dello svogersi degli eventi e ho scoperto, nel corso degli anni, che un eccessivo coinvolgimento umano, pur comprensibile e condivisibile, porta a sforzi immensi senza risultato. E' ottimismo inutile o menefreghismo opportunistico, stoicismo o mancanza di umanità, io non lo so o forse mi illudo di saperlo.
Ricordo un proverbio di mia nonna: "Il medico pietoso, fa la piaga putrescente" e si riferiva ai medici che durante la prima guerra mondiale, quando non c'erano gli antibiotici, non amputavano un arto per eccesso di pia considerazione verso il digraziato ferito e lo facevano morire di setticemia.
Io tendo a cercar di scegliere, nei limiti di una mia reale disponibilità, il male minore e poi ....mi siedo sulla riva del fiume e aspetto: "se oggi seren non è, doman seren sarà o si rasserenerà".
Ho dato la stura alla più banale cultura, quella popolare dei proverbi che però spesso nella loro banalità sono capaci di illustrare bene con poche parole delle realtà complesse.
Un abbraccio.

Cristina Ricchetti
08-01-09, 16:34
...come ha scritto Attilio ... 'mi sono seduta sulla riva del fiume
e sto aspettando'... ma nel frattempo, non essendo distante
anni luce, sentendo gli echi delle bombe, intravedendo la
possibilità che da rappresaglia si passi a una vera guerra con
più parti che si fronteggiano, non riesco a calarmi,come vorrei,
in quello stoicismo che aiuta l'uomo tutto d'un pezzo oppure
in un sano lieve distacco che fa vedere i fatti con razionalità
e lucida freddezza. Così non riesco a considerare ovvio più di
seicento morti, nè l'avere bombardato una scuola gestita
dall'Onu, neppure l'idea di una 'offensiva finale' ipotizzata dai
media, mentre alcuni missili katiuscia, provenienti forse dal nord
del Libano, fanno temere quell'allargamento degli scontri verso
una vera guerra come sopra scritto.
Ora ognuno dice la sua, cori di voci si sovrappongono, ma oramai
i 'giochi' sono iniziati da un pezzo, la gente muore da un pezzo e
non so se tutto questo agitarsi convulso possa finalmente stoppare
questo scempio.
"A volte invidio gli stolti
che consapevoli non sono
e vivono allegri".
... resto sempre seduta ad aspettare, però anche ad osservare
e a pensare e a capire, domani ai miei nipoti avrò il dovere di
raccontare, avrò il dovere di aiutare la costruzioine della loro
memoria storica, come è stato per noi, per non replicare, per
aiutare a prendere decisioni lungimiranti e calibrate sul profondo
solco lasciato dal passato...
ciao a tutti

gabrielle
08-01-09, 17:01
Ti volevo fare i complimenti per come scrivi e riesci a trasmettere i tuoi pensieri e le tue sensazioni.Io sono negata in questo e ho sempre invidiato in senso buone le persone con le tue capacità.Io sono più portata per le materie scientifiche.Un caro saluto

Attilio A. Romita
08-01-09, 17:42
Cristina, devo condividere il tuo pensiero non per "gentilezza formale", ma perchè tutte le considerazioni che fai sono giuste ed umanamente condivisibili, purtroppo la dura realtà della vita spesso ci deve portare a non fare delle letture solmanente "umane".
E' vero tutti i morti sono esseri umani da compatire umanamente. Ma chi si nasconde tra i civili per lanciare razzi verso civili inermi per poi urlare quando insieme a lui colpiscono i suoi figli non deve essere forse colpito?
Io, avendo lavorato per una multinazionale, ho parlato con persone che vivono e lavorano in Israele, cioè una nazione teoricamenti in pace che viene continuamente trascinata verso la guerra. Questi colleghi mi dicevano che la mattina quando escono da casa non sanno se torneranno la sera o se incontreranno un missile vagante o un kamikaze invasato. Dopo qualche hanno di questa vita, talvolta si ha anche la voglia di reagire. Purtroppo non esistono soluzioni miracolistiche, utopistiche o umanistiche e talvolta un po' di cattiveria serve.
Nel corso degli ultimi anni sono stati dati molto aiuti allo stato palestinese i cui cittadini hanno liberamente fatto una scelta politica diciamo leggermente estremistica, ma cavalcare la tigre non è sempre la scelta migliore. Nel corso degli ultimi decenni molte tigri di carta hanno fatto la voce grossa, hanno provocato molti danni e molti morti e poi sono cadute. Non è sicuramente un bel percoso da fare, ma talvolta è il solo possibile quando c'è qualcuno che pensa di dover fare la storia e non di essere soggetto alle leggi della storia. Il mio fatalismo non è una bella regola, ma purtroppo l'uomo, nella sua perfezione, ha insiti alcuni limiti e tra questi una assoluta incapacità di apprendere dalle esperiemze altrui.
Sempre con affetto

Cristina Ricchetti
08-01-09, 22:42
Ma se l’uomo non è in grado di apprendere dalle esperienze altrui,
perché mai leggiamo libri e studiamo testi compilati proprio sulle
esperienze di chi è stato prima di noi ?
Che senso avrebbe la memoria e la capacità complessa di elaborare
una deduzione senza passare necessariamente ogni volta dal
tangibile ?
Posso comprendere la reazione ma come immediata e fulminea
difesa ad una situazione violenta imprevista.
Reiterare in modo prevedibile e senza soluzione di continuità le stesse
azioni/reazioni che nulla hanno dimostrato risolvere, mi sembra
infantile oltre che dannoso per gli stessi schieramenti in campo.
Invece che subire ininterrottamente per poi scoppiare in imprese
ancor più crudeli e solo vendicative, non sarebbe forse ora di aprire
una terza via generalizzata di apertura, un tavolo, dove anche a lunga
scadenza tutti, ma proprio tutti, possano fare proposte e trovare un
solo compromesso, dove entrambi perdano e vincano la battaglia?
E questo non è utopia ma possibile realtà.

“alla mera distruzione non può che seguire una mera ricostruzione”

Ciao e perdonate l'insistenza, a Gabrielle vorrei dire che anche lei
scrive benissimo e lo possiamo fare tutti quando scriviamo di
cose profondamente sentite o che desideriamo tenacemente affrontare,
confutare o ribadire, ci vuole solo volontà, determinazione e fiducia
in se stessi, ciao e un abbraccio

Attilio A. Romita
08-01-09, 23:20
Ciao Cristina,
è vero studiamo, apprendiamo e risbagliamo.
Tu parli di un lungo tavolo per risovere pacificamente tutto.
Lo hanno inventato, si chiamava prima, tanti anni fa qualcosa come Tavolo della Pace di Versailles, dopo circa un secolo, si è chiamata Società delle Nazioni, poi ONU ed in futuro avrà altri nomi. L'idea è sempre stata bella, i risultati poveri. Oggi per i piccoli conflitti l'ONU organizza piccoli eserciti che controllano le piccole guerre locali con piccole azioni di guerra. Per i conflitti più complessi non è in grado di agire perchè non ha la forza sufficiente. E questo mi ricorda una tragica risposta di un Dittatore che alla domanda se aveva timore di una scomunica, rispose: "Ma il Papa quante divisioni ha?".
Anche nel nostro piccolo noi ascoltiamo i consigli dei nostri genitori e poi facciamo di tutto per ripetere le loro esperienze e rifare gli stessi errori.
Forse l'uomo per sua natura pensa di essere è libero solo quando, pur di non seguire i consigli dell'esperienza, vuole ripetere i suoi errori.
E' una conclusione triste e banale che cerchiamo di mascherare con alti discorsi morali da una parte e con complesse analisi storiche dall'altra.
Potrei dire che talvolta guardandomi allo specchio non mi piaccio per nulla quando faccio questi discorsi, ma poi, visto che questa è l'unica faccia che ho, dico come quel famoso condannato: "tiremm'innanz!".
Non ho altre ricette taumaturgiche, ho solo una piccola speranza!:o:)

Cristina Ricchetti
12-01-09, 10:38
Mi domando, accidenti, se ci voleva uno dei vari commenti
di Enrico Mentana a Radio Dimensione Suono questa
mattina, per esprimere ORA 'dubbi' sulla reazione israeliana.
Ha detto : "...forse inizialmente eravamo tutti d'accordo sulla
risposta israeliana, ma dopo più di novecento morti e la
sensazione che più che la pace si avrà al massimo una ulteriore
tregua e che poi tutto tornerà alla situazione antecedente il
conflitto....pensare che anche questa guerra a nulla possa essere
servita ...."
Cos'è, si comincia a percepire che 'occhio per occhio e dente per
dente" sia da seppellire definitivamente sotto tonnellate di
buon senso ?
Oppure, si fa per dire, fino alla prossima volta, ovunque accada,
sarà prima lecito, anzi, necessario, poi, di morti in morti, di
distruzione in distruzione, poi, forse, cominceremo a dire, a urlare,
BASTA !! BASTA !!?? :mad:

Attilio A. Romita
12-01-09, 11:10
Mi domando, accidenti, se ci voleva uno dei vari commenti di Enrico Mentana a Radio Dimensione Suono questa
mattina, per esprimere ......................" :mad:
Cristina, la rabbia impotente è il peggior male che un umano debba soffrire, ma dobbiamo continuare a pensare e cercar di capire. E' doloroso ed allo stesso tempo terribile dover gridare il proprio dolore ed essere inascoltati. Spesso l'azione che scaturisce da una rabbia impotente produce effetti pesanti, ma non deve essere considerata una replica della legge del taglione. Quelle madri israeliane, che hanno visti i loro figli dilaniati dalla bomba di un pazzo kamikaze o uccisi in battaglia per cercare di fermare altri scatenati guerriglieri della "Santa crociata contro Israele" pensi che non sarebbero contente se il tuo "BASTA..BASTA" fosse ascoltato.
A proposito mi pare che la tua interpretazione dell'intervento di Mentana sia leggermente "pro domo tua". Mi sembra che il giornalista abbia detto la guerra è terribile, i morti tanti, la soluzione incerta: aspettiamo e vediamo.
Sempre con affetto e soprattutto speranza.
Attilio

Cristina Ricchetti
12-01-09, 13:19
Sono andata a cercare sul sito RDS il video, il sonoro o
lo scritto riguardante l'intervento di Mentana,
purtroppo non l'ho trovato, lo cercherò nei giorni
seguenti.
Non voglio assolutamente polemizzare, anche se non
capisco quali vantaggi potrebbero recarmi le parole di
Mentana se non una piccola amarezza per non
averle sentite prima.
Pro domo mea sicuramente una freudiana trascrizione
di verbi non coniugati al condizionale.
Ti abbraccio e buona giornata

Attilio A. Romita
12-01-09, 14:13
Ciao Cristina,
la mia rabbia impotente di fronte a fatti che vorrei non dover conoscere, mi fa talvolta scrivere cose che possono essere fraintese.
La frase "pro domo sua" non vuole sottintendere alcun significato o commento strano, non implica alcun commento negativo. Talvolta, quando il nostro coinvolgimento è grande tutti tendiamo quasi inconsciamento a indirizzare il senso di un discorso. E' un comportamento umano e non implica alcun giudizio ne condanna.
In due parole che vorrebbero, qui si il condizionale è d'obbligo, essere di chiarimento e non di polemica, mi sembra, leggendo il tuo virgolettato:
"dopo più di novecento morti e la sensazione che più che la pace si avrà al massimo una ulteriore tregua e che poi tutto tornerà alla situazione antecedente il conflitto...." che Mentana abbia dato una volta ragione a Te che sei triste per i tanti morti ed una volta ragione a me per l'inutilità di quanto sta avvenendo.
Questa nota di scusa e chiarimento mi è sembrato giusto scriverla.
Un caro saluto.
Attilio:o:);)

Cristina Ricchetti
15-01-09, 14:31
75
Non ci resta che sperare, aspettare,
forse confidare nel 20 gennaio p.v.,
intanto più di mille morti di cui
300 e più bambini (ha forse vinto
la strategia di Hamas che sulle vittime
offerte su di un piatto d'argento, ha
furbamente mosso i fili del conflitto?)
Non smetterò mai di essere convinta
che Israele con la sua reazione abbia
dato ad Hamas il pasto delle fiere !!
:mad:ciao

Cristina Ricchetti
01-02-09, 10:52
Dopo gli obici dei miliziani palestinesi verso il
sud di Israele, la risposta di Olmert non si è
fatta attendere :
"Israele reagirà in modo smisurato"

....e da Teheran, il leader di Hamas, in viaggio
per colloqui con i vertici iraniani (che coincidenza!),
starà gongolando e aspettando la 'immane'
reazione stragista con cui i vertici israeliani
continueranno ad abboccare alla 'strategia'
subdola dei terroristi di Hamas.
un saluto rassegnato :mad:

Attilio A. Romita
02-02-09, 00:46
Cristina, tutti noi siamo infelici che non ci sia mai fine ad un conflitto nel quale ideologie di morte continuano a prevalere.
Gli Israeliani da una parte promettono, e molte volte mantengono, reazioni violente, ma poi sono disposti anche alla tregue.
Hamas, che nella pace vede il suo maggior nemico e il suo più grande rischio di perdere potere, non sa far altro che violare la tregua per poter poi far finta di piangere i morti che provoca.
Io non so come questa tragica logica di guerra andrà a finire, ma so sicuramente che qualsiasi debolezza, incertezza, caritatevole intento allungheranno la catena delle vittime.
Purtroppo piangendo ed inveendo andiamo avanti, l'importante è non farsi trarre in in inganno dalla falsa invocazione di pietà. La pietas è anche fermezza e certezza che la verità, prima o poi, vincerà.
Attilio A. Romita

Cristina Ricchetti
02-02-09, 07:45
Caro Attilio,
dopo la dichiarazione ‘a caldo’ di Olmert, si può sempre sperare
che alle parole non seguano i fatti e che anche un sistema politico
super organizzato nella difesa, possa desistere dal compiere atti
che fino ad oggi hanno portato poca ‘acqua al mulino’, se non
riaffermare il proprio diritto a continuare ad esistere come Stato
costantemente minacciato, e capisco.
Ciò che più mi induce rabbia e senso di impotenza è la difficoltà
ancora oggi, dopo tanti morti, dopo costi giganteschi, per le forze
volenterose internazionali, di operare, al fine di tutelare ed assicurare
a entrambi questi popoli il sostegno, l’ attenzione, l’impegno e il
lavoro duro per una definitiva costruzione e riconoscimento delle
loro bandiere, del loro orgoglio nazionale.

Un saluto :)
cristina

Attilio A. Romita
02-02-09, 08:59
..rifacciamoci alla storia.
Guardandoci indietro possiamo constatare due cose:

debellare una guerriglia, giusti o sbagliati che siano i motivi che la hanno scatenata, è stato sempre lungo, difficile, costoso e, molte volte, ha continuato a covare ed esplodere a tempi alterni
per mantenere viva una guerriglia sono sufficienti poche persone che fanno derivare la propria importanza, e talvolta ricchezza, facendo apparire le cause della guerriglia come irrinunciabili diritti dell'umanità.

Se queste premesse sono vere, o almeno condivisibili, si vede come qualsiasi "grande intervento internazionale" è destinato a dare piccoli risultati.
Sicuramente nel caso Palestin/Israele si potrà arrivare ad una soluzione solo quando la popolazione palestinese si accorgerà, per scelta ideologica o per constatazione dei danni che ne riceve, che la fazione estremista è un corpo estraneo da espellere. Altrettanto sicuramente il processo sarà lungo, doloroso e costoso.
Cosa possiamo fare per facilitare questo processo? Non ho la ricetta, purtroppo. L'unica cosa che posso dire è che una generica pietà, che condanna mette alla pari uno stato indipendente con un gruppo di terroristi, non è sicuramente d'aiuto.
Io ho fiducia nell'uomo che ragiona, talvolta mi fa paura l'uomo pietoso: questa filosofia può portare anche a molte morti innocenti, ma, alla lunga è l'unica che paga ....devo dire purtroppo![/FONT]

Roberto Gioffredi
02-02-09, 11:05
Non è facile scrivere qualcosa in merito al problema del conflitto Hamas-Palestina-Israele.
Ci sono decenni di instabilità dovuti, non dimentichiamolo, alla realizzazione dello stato di Israele nell'immediato dopoguerra ad opera delle potenze che vinsero la seconda guerra mondiale.
Forse ad ogni fine di una guerra mondiale si verificano queste 'spartizioni' ed il mondo in generale le accetta perchè imposte dall'alto ma le tensioni restano tra le popolazioni (anche noi in Italia abbiamo tensioni se pur piccolissime al confronto: Alto Adige, Istria).
Il problema esiste e pur ripugnando personalmente il terrorismo, non posso sottacere che non mi sembra corretto dare dei terroristi ad altri (Hamas) e poi far finta di dimenticare che pure i Padri dello stato di Israele non esitavano a fare attentati terroristici per ottenere il loro scopo di fondare lo stato di Israele. Quando lo facciamo noi Occidentali è giusto (es. Resistenza) e quando lo fanno gli altri sono pazziestremistiterroristi?
Non ho la capacità culturale e neanche la pretesa di fare analisi accurate di questo problema. Personalmente credo che durerà finchè durera questo mondo 'suddiviso' in influenze gestite dai vincitori dell'ultimo conflitto, forse per sempre.
Comunque, la fragilità di questo mondo si è potuta constatare nelle cause della crisi finanziaria attuale.
Uno scenario internazionale diverso a causa di conflitti che possano modificare le aree di influenza od annullarne delle attuali (USA,GB) potrebbe aprire strade inimmaginabili e forse ancora più terribili.
'Tutti i nodi vengono al pettine', inevitabilmente.

Cristina Ricchetti
02-02-09, 11:54
Caro Roberto,
il terrore è terrore,
da qualsiasi parte esso provenga,
sia per ragioni fine a se stesse che
per ragioni di disperazione.
Personalmente non faccio alcuna
distinzione di mani, la mia parte
di cittadina del mondo è quella
della solidarietà verso qualsiasi
popolo avvilito e spaventato,sia
esso di religione cristiana, ebraica,
musulmana.
So per certo che la strategia del
terrore non sia da me contemplata
come soluzione dei conflitti in genere,
sono cresciuta e vivo nell' assoluto
rispetto della vita e dei diriti umani e
nella certezza che ogni contrasto sia
da affrontare con il dialogo e la
convinzione di soluzioni concertate
tra tutte le parti coinvolte.
Ma come tu scrivi, appunto,
non è facile.
Ciao, ti leggo sempre con stima
cristina

Attilio A. Romita
02-02-09, 12:35
è vero Roberto, è difficile scrivere sulla attuale situazione Palestina/ Israele. E vero che è una situazione, nata in un certo momento storico, fatta sulla base di scelte più o meno valide in quel momento.
Purtroppo, o menomale, la storia va solo in avanti e quasi mai ricorda le lezioni precedenti: è un bene, è un male ...io non lo so, ma occorre trovare una soluzione oggi, il resto purtroppo è filosofia.
Per quanto riguarda il terrorismo, la storia ci insegna che molta della democrazia moderna è nata da un moto terroristico o rivoluzionario che poi, al momento opportuno, ha saputo leggere la situazione e rientrare nella legalità normale.
Nel caso Palestino/Israeliano un certo sig. Arafat è stato per anni un vero terrorista, poi ha raggiunto il suo scopo di coagulare intorno alla sua idea la maggioranza del suo paese ed è diventato un rispettato capo di stato oserei dire "normale". La frangia deteriore del suo movimento, piuttosto che mettersi a lavorare per la pace, ha preferito continuare ad essere terrorista ritenendo con ciò di aver diritto ad un maggior rispetto.
Prima o poi questi estremisti saranno ridotti alla ragione, purtroppo nel frattempo molte vite umane saranno spente. Secondo me, qualsiasi ragionamento che tenda minimamente a giustificare o capire questo "estremo estremismo" allunga i tempi della storia.