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Visualizza la versione completa : Il messaggio della cucina nel mondo



vitalba paesano
09-09-10, 12:04
Dalla rassegna stampa di oggi

Cristina Hess
22-10-10, 23:36
Ricordo di essere stata al ristorante cinese a Firenze, nella prima metà degli anni Sessanta. Non apprezzai per nulla, non perché il cibo non mi piacesse, pa perché stetti malissimo, forse per un gambero giunto nel wok un po' stanco del lungo viaggio. Infatti i ristoranti cinesi li ho evitati a lungo, preferendo i giapponesi, gli indiani, indonesiani, tailandesi, vietnamiti, mediterranei del Nord e del Sud, Europei dei quattro punti cardinali, nord e sudamericani, africani, oceanici e quant'altri. Quassù a Nord ce ne sono a legioni, perché ogni immigrazione ha portato con sé i propri cibi e ne sono nati punti di incontro gastronomici destinati in primis ai compaesani, ma presto aperti anche agli altri.
Un mistero mi ha sempre causato grandi perplessità: perché gli emigrati italiani riuscissero a fare un cibo immondo, annegando, tra l'altro, spaghetti scotti in tanta salsa malcotta da farla sembrare una pappa col pomodoro con la pasta. In un ristorante vicino all'Unione Europea ricordo un ossobuco cotto come una bistecca. Solo negli ultimi vent'anni sono arrivati ristoratori che hanno riportato la cucina italiana al livello al quale può legittimamente aspirare.
Ma questa è una chiosa. Quello che volevo dire è che non si può andare a mangiare etnico senza sapere nulla del paese di cui si mangia il cibo: si rischia di incontrare sapori troppo diversi, gratuitamente diversi, e di uscire insoddisfatti.
Però ben vengano, questi ristoranti etnici, se permettono di scoprire nuovi orizzonti ed imparare qualcosa di nuovo.
Sperando che siano buoni (rispetto alla cucina che si prepara nel paese di provenienza, ovviamente).