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Visualizza la versione completa : un idea , e il confine dei pensieri.



renato g
19-01-09, 08:02
Tutto quello che abbiamo fatto per noi stessi segue delle dinamiche. Non solo quello che ci ha proposto la vita, ma quello che abbiamo desiderato.Dopo tanti anni siamo il risultato delle nostre scelte, e non solo. Tutto quello che abbiamo costruito è transitorio, passato, presente ,e futuro, hanno sciolto solo un enigma. Questo enigma è il nostro presente. Non sempre tutti hanno seguito dei valori, spesso la vita ha posto uno sguardo nell ' indifferenza che cammina accanto a noi, con la stessa cupidigia con cui l' uomo si rivolge a quello che riteniamo sopranaturale.. Strano destino quello dell' uomo che si crede libero, raramente si rende conto di essere schiavo dei propri desideri, delle proprie complessita.Dopo tanto vivere, senza fuggire dai veri pensieri, mi chiedo è chiedo, tante cose si potevano evitare, abbiamo un debito con tutto quello che esiste?

Maria Bertuzzo
20-01-09, 12:34
Intanto bentornato Renato. Oggi ho proprio bisogno di uno sfogo e colgo l'occasione.
Da ragazza, dopo le scuole commerciali, avrei voluto continuare gli studi ma mi è stato impedito perchè dovevo aiutare in casa, non andare a lavorare ma proprio stare a casa perchè mia mamma lavorava e dopo di me c'erano 3 fratelli più piccoli, uno se lo portava con lei, dove lavorava c'era il nido, quello più grande doveva andare agli allenamenti di calcio e mio papà lo seguiva continuamente, dopo un anno con mia mamma siamo riuscite a fare in modo che io potessi frequentare almeno un corso di steno-dattilo e dopo finalmente un po' di libertà, ho cominciato a lavorare per fortuna e almeno durante la giornata ero libera. Poi sono cominciati i condizionamenti di mia mamma:
dove vai, con chi vai, a che ora torni, o ce lo fai conoscere o smetti di frequentarlo.. per fortuna avevo il mio stipendio e ho potuto frequentare le scuole preserali (2 anni in 1) e serale l'ultimo anno aiutata dalle 150 ore (permessi per uscire prima dal lavoro). In quegli anni almeno non dovevo dipendere da nessuno, ma dovevo sempre adeguarmi alla volontà della famiglia, finchè non ho retto più e me ne sono andata a vivere da sola, mi sono iscritta all'università ma ho conosciuto e, naturalmente innamorata, di quello che poi è diventato mio marito e lì altri condizionamenti, matrimonio, abbandono dell'idea di studiare questa volta voluta. Abbandono, parziale, delle mie amicizie c'erano quelle di mio marito che bisognava seguire perchè tutte in ambito politico, suo secondo lavoro non retribuito ma al di sopra di tutto anche della famiglia che stavamo costruendo insieme. Altri condizionamenti: ma cosa leggi, sono romanzetti, neanche avessi tolto qualcosa a lui con le mie semplici letture. Per fortuna gli interessi importanti combaciavano, le idee politiche e tutto il resto. E' nato mio figlio (io 33 anni) anni impegnativi ma belli, lavoro sempre interessante e piacevole. Poi la mia azienda si trasferisce a Milano e per sfortuna il mio settore è stato il primo, non ho potuto usufruire per poco della mobilità e del prepensionamento, ho dovuto dare le dimissioni. Ho fatto altre cose, che vi risparmio. Potessi tornare indietro? Rifarei lo stesso identico percorso immagino, in questi ultimi anni alti e bassi sempre condizionati dagli eventi. Quella che si doveva adeguare ero sempre io, mentre nello stesso tempo ho sempre lasciato a tutti la massima libertà senza intrusioni. Ad un certo punto, 4 anni fa circa, mio marito se ne va a vivere da solo. Ho pensato: adesso sarò libera anche io, no perchè per fare in modo che mio figlio e suo padre continuassero a vedersi ricevo queste telefonate, la domenica: "Marco è a casa? Si... allora posso venire a mangiare lì? Vieni pure...". Ma non è finita... Adesso sono controllata da mio figlio: ma mamma quante ore stai davanti a questo computer (mio), magari mi ero appena seduta... Adesso mi chiedo: ma che debiti devo pagare? Forse ho pagato pure quelli che non avevo!
Ma voglio essere ottimista, presto Marco finirà di studiare, forse entro l'anno, io andrò in pensione e sarò libera come l'aria e più nessuno mi condizionerà per nessuna ragione al mondo, non vedo l'ora! Andrò anche ad abitare in un altro posto, tranquillo rilassante...lo cercherò ho tempo per questo, voglio scegliere bene.
Fine della storia...anzi inizio...
Buona giornata a tutti
maria:)

Cristina Ricchetti
20-01-09, 17:04
Maria cara, 'la mia vita in un A4', come mi scrisse un giorno
un caro amico di vecchissima data. La tua vita è stata differente
dalla mia, naturalmente, ma c'è un filo che le unisce, quello del
rendere sempre conto, di qualcuno che, suo malgrado, ti condiziona,
ti trattiene, ti fa volare un pò basso e insicuro.
E che il debito, come hai scritto, ce l'abbiamo con noi stessi, è
verità sacrosanta. Ora ci fermiamo a chiederci se potevamo evitare
molte situazioni, credo di no, credo che siamo ciò che siamo sulle
base degli accadimenti, anche di quelli che oggi vorremmo resettare.
Ma ora, oggi, possiamo fare un attimo il punto, possiamo guardarci
indietro, osservarci nel presente ed essere più determinati sul progetto
verso il futuro, oggi possiamo cercare di condizionare solo noi il
successivo svolgersi degli eventi, almeno, ci possiamo finalmente
provare, io stessa, sono ancora alla ricerca di quella felicità che mi
spetta, dopo tanto dilazionare.
Come ha scritto recentemente Vitalba, adelante !

Un abbraccio, a presto, altro avrò da scrivere, sempre qui.

vitalba paesano
20-01-09, 18:11
Cara Maria, sei grande e mi hai commosso. Con la tua storia vera, con la tua pazienza infinita, con quel buon senso che ti ha fatto sempre capire quanto tutto o comunque molto dipendesse da te. Sei grande e vorrei che tuo figlio, incuriosito dal tuo amore per il computer, capitasse qui a leggere. E vorrei che tuo marito passasse ancora a pranzo la domenica, ma sorprendendoti con un fascio di fiori! E sono sicura che poco per volta recupererai la tua libertà.... ache se temo che troverai sempre sulla tua strada qualcuno cui donare la tua generosità. Un abbraccio.vp

Cristina Ricchetti
21-01-09, 14:28
“Tutto quello che abbiamo fatto per noi stessi”,
caro Renato, questa frase da sola potrebbe essere un nostro
quotidiano spunto di riflessione. Potrebbe allargare il confine dei
pensieri, come tu scrivi ancora, quantomeno potrebbe costringerci
a cercare di giorno in giorno la via, la strada che più sia adeguata a
ciò che ancora vorremmo essere e non siamo. Oppure potrebbe
darci delle conferme e delle somme soddisfacenti allo stato dei fatti.
In ogni caso penso sia doveroso pensarla, elaborarla e trarne di
volta in volta parziali conclusioni. Probabilmente è una delle chiavi
per risolvere quei debiti verso noi stessi che Maria, nel suo intervento,
aveva ipotizzato.
“Strano destino quello dell’uomo che si crede libero”scrivi,
in effetti mi chiedo e richiedo spesso cosa sia la libertà, ed ogni
volta, trascorrendo il tempo, il significato si modifica parzialmente, si
arricchisce, si complica, fino a diventare spesso un termine che si lega
inesorabilmente ad altri, dai quali non possa più prescindere, come la
responsabilità, la consapevolezza, la considerazione dell’altro e così
via. Questa chiave di lettura della libertà che con gli anni attribuisce
più doveri che diritti, non impedisce comunque l’eterno dibattersi in me
stessa delle due anime che continueranno a volare parallele, senza mai
potersi incontrare, quella più vicina all’etica condivisa e quella più
lontana, sfrecciante, unica, creativa, impavida e senza limiti.
Grazie per essere tornato,
con affetto :):)
cristina

Attilio A. Romita
23-01-09, 01:23
Avendo visto scorrere dietro di me un buon numero di anni, ricordate che mi sono definito una white-panther, ogni tanto mi giro e cerco di vedere quello che è successo.
Sicuramente la mia vita è trascorsa in modo abbastanza fortunato o forse ho sempre cercato di dimenticare le cose meno belle e ricordo "il bicchiere sempre pieno a tre quarti".
Altrettanto sicuramente molte altre persone sono state meno fortunate e forse per loro ricordare i pochi momenti lieti è più difficile.
Però io vorrei evitare la parola condizionamenti per dare maggior valore alla libertà di scelta. Io credo che ogni nostra scelta sia guidata dal desiderio di un bene maggiore e questo ci porta, talvolta, a subire qualche peso. La scelta libera è degli essere umani, la scelta incondizionata è degli egoisti: dire "mollo tutto e chi si è visto si è visto", al momento forse rende felici e leggeri, ma subito dopo lascia un triste amaro in bocca. Preferisco essere una persona umana e, quando voglio sentire un sapore amarognolo, mi vevo un rabarbaro.;)

Matteo Bertili
24-01-09, 08:39
Non posso non intromettermi in questo interessantissimo dibattito. Personalmente penso che siamo quello che abbiamo cercato di diventare, in base a caratteristiche, personalità, temperamento, sogni, decisioni, aspirazioni e altro ancora, ma con pesanti interferenze posteci dalla vita stessa (salute, familiari, situazioni ambientali) e dalle persone che hanno fatto percorsi di vita insieme a noi (amori, amici, colleghi). Siamo liberi? Forse no, ma credo che a questa età siamo comunque liberati: dai vincoli del dover dimostrare tutto a tutti, e in primis a noi stessi, di dover far carriera o accumulare denaro, di dover decidere se fare figli o no, insomma... molto lavoro è stato fatto e a questo punto io mi sento più libero. Anche di fare due chiacchiere sincere qui con voi, di riprendere i miei viaggi, di sorridere e non guardare sempre, come facevo in passato, il mio orologio. Buona giornata a tutti. Matteo

Maria Bertuzzo
01-04-09, 09:31
facendo le pulizie di Pasqua nel mio archivio di pensieri positivi ho trovato quelli che copierò di seguito, prima però voglio dire che sono dedicati a una persona che sta vivendo una certa storia...e io le auguro si concluda proprio così...;) i sogni a volte si realizzano...

Le tue labbra
sulle mie
le mie mani
ti accarezzano
il tuo corpo
mi riscalda
ci amiamo
fino all’alba
domani volerai
ma poi…
tornerai
e questa volta
resterai

l'autore è sconosciuto

ma si, non so neanche io come ho fatto, forse alcune circostanze, incoraggiamenti, stare tra poetesse, artisti...certamente la "colpa" iniziale è tua Vitalba che mi hai trascinata qui...in questo forum...

Cristina, sorellina, un abbraccio

Cristina Ricchetti
01-04-09, 11:56
Mi dispiace doverti contraddire Maria,
ma l'autore sai bene non essere sconosciuto,
anzi ho la certezza essere un'autrice neofita
dall'animo delicato e gentile che sa
trasportare attraverso poche parole
le sensazioni e le emozioni al di là del
possibile, in un inatteso e soave sogno.

Come si fa a non volerle bene ?

cristina

vitalba paesano
01-04-09, 12:05
Anch'io... ci vedo uno zampino, ehm ehm... i sentimenti hanno una firma! vp