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  1. #1
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    predefinito Un nuovo racconto: il nostro n.2

    Raccolgo la richiesta di Maria per iniziare un nuovo racconto. Chi ha idee, suggerimenti sia per quanto riguarda la trama che per l'organizzazione del lavoro, può cominciare da qui. Direi di fare come per il racconto precedente, chi ha un'idea la butta giù e l'aggiunge a questa discussione, ma naturalmente niente ci vieta di seguire l'idea di Laura. A voi la scelta

  2. #2
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    predefinito Ora dovremmo essere nello spazio giusto...

    In verità non ho capito cosa intendesse Laura, dovremmo decidere chi comincia, ma scommetterei (si fa per dire!) che c'è già Attilio in agguato, o sbaglio!

  3. #3
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    predefinito Racconto 2

    La quercia sorgeva al centro del prato, rifugio alla calura estiva e solitaria sentinella della vallata. Alberto si godeva il fresco dei rami frondosi sonnecchiando con gli occhi semichiusi. Aveva passato la mattinata dipingendo e solo da poco si era fermato per mangiare qualcosa. Il suo dipinto raffigurava il lungo pendio erboso, contornato da boschi di pini e larici, dove una valligiana rastrellava il fieno con energia. L'aveva guardata a lungo prima di decidere di includerla nel suo dipinto, incerto di riuscire a rendere l'energia ma anche la sensualità dei suoi movimenti. Alla fine aveva deciso di dipingerla ma solo come piccola figura in lontananza. Ora la contadina era sparita, probabilmente era andata a mangiare, e Alberto rimuginava sulla sua scelta.
    Alberto era un sessantenne atletico, con i capelli brizzolati ma ancora folti e il viso abbronzato di chi passa molto tempo all'aperto. Non era un pittore di professione, fino a qualche anno prima si era occupato di un negozio di colori e vernici e, appena arrivato all'età della pensione, aveva colto l'occasione di dedicarsi completamente al suo hobby preferito. Si era armato di cavalletto, tele e colori ed era partito, con la sua fida mountain bike alla scoperta di angoli nascosti da dipingere. Le colline attorno alla sua città erano una fonte inesauribile di spunti per i suoi quadri ma era la prima volta che si spingeva fino a quella vallata.
    Un solletico sotto il naso lo spinse a girare la testa, certamente qualche insetto che aveva deciso di disturbare il suo riposo. Il solletico si ripeté e Alberto spalancò gli occhi deciso a scacciare la causa di quel fastidio. "Ma insomma" boffonchiò " te ne vuoi andare?". Il suo sguardo incontrò quello della contadina che, inginocchiata accanto a lui, lo fissava con uno sguardo divertito, ancora con un filo d'erba in mano.
    Alberto si tirò su, un po' impacciato per quella confidenza. "Ah, ma è lei, cosa...perché mi stava facendo il solletico" Chiese un po' indeciso su come interpretare quella situazione. "Non volevo disturbare" disse la donna, " é che volevo chiederti una cosa e non sapevo come svegliarti". "Così hai pensato di svegliarmi con il solletico?" Rispose Alberto ricominciando a connettere. "Cosa volevi, che ti svegliassi con un bacio?" "Perché no?". "Va bene, la prossima volta". "Ho guardato il tuo quadro, così per te io sarei solo quella insulsa macchiolina di colore? Ho passato tutta la mattina a rastrellare vicino a te e tu non mi hai quasi notata?" Alberto fissò la contadina quasi sentendosi uno scolaretto colto in fallo dalla maestra. " Vedi... io, è proprio il contrario, non sono sicuro di riuscire a renderti giustizia, a dipingerti come meriti e allora non ci ho neanche provato". "E con questo? non ci vuoi neanche provare?" Chiese la donna. "Sì, vorrei provarci, ma...vorrei fare un quadro solo su di te" Rispose Alberto improvvisamente attratto dalla schiettezza della contadina. "Va bene, allora d'accordo, domani ci vediamo qui e ti faccio da modella." Poi si alzò per andarsene ma prima tese la mano verso Alberto: " Io sono Angela" "Piacere, Alberto" Rispose il pittore stringendogliela. "A domani"

  4. #4
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    predefinito aggiungo...

    Lei si allontana con il suo rastrello appoggiato sulla spalla mentre lui la osserva con ammirazione pensando all’intraprendenza della contadina ma anche colpito dalla sua genuina bellezza acqua e sapone e dai movimenti ondeggianti del suo camminare volutamente provocatorio.
    Dopo alcuni ritocchi al suo dipinto, Alberto ripone i suoi “attrezzi” e s’incammina verso la baita che aveva preso in affitto, non molto lontano, per trascorrere quel mesetto in assoluta solitudine, circondato solo da un meraviglioso paesaggio.
    Dopo una leggera cena, apre il suo libro per leggere qualche pagina ma non riesce a concentrarsi, il pensiero di lei lo assilla ma nonostante questo riesce a prendere sonno. La notte trascorre tra un sogno e l’altro, un po’ agitata in verità ma, mentre il cielo è ancora buio, arriva il canto del gallo a risvegliarlo.
    Anche Angela ha trascorso una notte un po’ agitata e continua a pensare a quell’uomo, ai suoi occhi penetranti, alle sue mani abbronzate, quella stretta di mano l’aveva colpita, era anche eccitata dal pensiero di poterlo rivedere e pensa a cosa indossare per l’occasione: doveva essere carina per il ritratto e s’infila una vestaglietta tutta abbottonata sul davanti che metteva bene in evidenza le sue forme, ma senza farla apparire volgare.

  5. #5
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    predefinito qualche indicazione su Angela...

    45 anni, bionda (ma anche bruna o rossa, scegliete voi uomini magari, come vi piace di più), formosa ma nel modo giusto, altezza normale.
    Sposata con un uomo un po' rozzo che frequenta il bar del paese, spesso ubriaco, non curante della moglie.

    Altri dettagli si possono sempre aggiungere...

  6. #6
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    Talking Per me e' una rossa

    "Dove vai così tirata?" le chiese il marito con gli occhi cisposi e l'espressione ebete. " A fare la spesa, non vorrai che vada al negozio con gli stracci che uso in campagna?""Ah, va bene. Ricordati il vino, in casa non ne è rimasto" Farfugliò l'uomo girandosi dall'altra parte e riprendendo a russare quasi istantaneamente.
    Nel frattempo Alberto si era alzato, incapace di riprendere sonno. Si recò in cucina per prepararsi un caffè. Si sentiva come uno scolaretto alla prima cotta, strano per un uomo di mondo come lui; già ma forse era da troppo che non frequentava il mondo. Non si era mai sposato preferendo la libertà ad un rapporto che non si sentiva in grado di portare avanti. Certo aveva avuto diverse avventure ai suoi tempi ma, non appena minacciavano di diventare qualcosa di più serio che un semplice flirt, le aveva troncate senza indugi. Ed ora quella rossa contadina lo faceva fibrillare come uno sbarbatello. "E' proprio vero" pensò "con l'età si torna ragazzini".
    Incapace di rimanere oltre seduto al tavolo di cucina, si preparò e, caricati gli attrezzi sulla bicicletta, si avviò verso il prato. "E' presto, vuol dire che continuerò un po il dipinto di ieri in attesa che Angela arrivi" pensò pedalando con lena.
    Angela uscì di casa, ma invece di avviarsi verso il centro imboccò il sentiero che l'avrebbe portata alla quercia, la spesa poteva farla al ritorno tanto suo marito non si sarebbe svegliato ancora per un bel pezzo. Camminando ripensava al suo matrimonio, certo la scelta non era molto ampia nei paesini di montagna e Ruggero le era sembrato un buon partito. Purtroppo la vita da sposina non era durata molto, il marito si era presto mostrato in tutta la sua avvilente meschinità. Pigro, ubriacone e, qualche volta, anche manesco. Si era trovata ben presto a doversi occupare sia della casa che del lavoro dei campi. Era una fortuna che il marito non fosse riuscito a darle un figlio, non avrebbe potuto fare anche la mamma. Però il lavoro duro l'aveva forgiata e adesso, a quarantacinque anni suonati, era una bella rossa, con un fisico niente male. Con qualche seduta in un centro estetico, giusto per eliminare i calli dalle mani e qualche pelo di troppo non avrebbe sfigurato in qualche occasione mondana al braccio di... Alberto? Sì, perchè no dopotutto era un bell'uomo, poi un pittore; un artista e sembrava anche una persona gentile. Perchè no?

  7. #7
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    Smile vado avanti...

    Intanto Alberto, arrivato alla quercia, prepara il cavalletto, ma la sua mente è lontana, non riesce neppure a dare una piccola pennellata al dipinto del giorno precedente, è in frenetica attesa dell’arrivo di Angela, è turbato, non vede l’ora di rivederla, è strano questo tormento e pensa di essere proprio uno stupido, possibile che a questa età si possa tornare indietro come se si fosse al primo appuntamento? E poi in fondo è solo un incontro “di lavoro” un appuntamento si, ma non per un incontro amoroso! Si appoggia alla quercia e chiude gli occhi.
    “Buongiorno signor pittore, sono in ritardo?”, lui sobbalza, apre gli occhi e si alza in piedi “ma no che dici?, sono io in anticipo”, trova una scusa plausibile per nascondere l’ansia, le dice che doveva passare dal padrone di casa per definire alcuni dettagli sulla durata del contratto entro una certa ora perché dopo non l’avrebbe trovato. “Allora cominciamo” dice lei. Alberto ripone il dipinto precedente e prepara la nuova tela. Intanto lei si sistema su un tronco che sembrava lasciato sul posto proprio per l’occasione, prova a girarsi da una parte, poi dall’altra, lui la osserva e i suoi occhi la percorrono tutta dai capelli ai piedi nudi perché nel frattempo lei si era sfilata i sandali…
    “Ferma così” dice lui “sei perfetta in questa posizione” e si accorge che nei movimenti per trovare la sistemazione giusta, un bottone della gonna si era slacciato e se ne guarda bene dal farlo presente, anzi vorrebbe che se ne slacciassero altri in verità, le gambe erano belle e il quadro che aveva davanti era piuttosto seducente…

  8. #8
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    Thumbs up Inserito

    Carissimi, il testo in home comprende fino a qui.Adelante! vp

  9. #9
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    predefinito Volentieri

    Appena potrò continuerò molto volentieri, ma non c'è nessuno che ci aiuta? Dove sono finiti tutti gli scrittori?

  10. #10
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    predefinito Visto che non ci sono altri contributi io vado avanti

    Alberto inizia a tratteggiare il dipinto con rapide pennellate, più la guarda e più quelle linee gli si fissano nella mente. L'ovale del viso, la curva altera del collo, le mani poggiate sul tronco, un po' nascoste, quasi a celare le callosità del duro lavoro, come timorose di deturpare la bellezza dell'insieme.
    Un refolo di vento scosta la gonna ed Angela si affretta a ricomporla. "No!" esclama Alberto "cioè, voglio dire, non muoverti. Potresti perdere la posa" E si volta verso il quadro quasi come un monello colto in castagna. "Sì, la posa" pensa Angela "so io cosa speravi che succedesse". Poi però guarda quelle mani gentili ed abili e quasi si pente del suo gesto istintivo.
    Il tempo scorre rapidamente e, ad un certo punto, Alberto sente un profondo borbottio risalirgli dallo stomaco. Angela ride "Hai fame eh?" poi però si fa seria "Ma che ore sono?" gli chiede. Alberto guarda l'orologio "Quasi le cinque, questa giornata è volata. Cosa ne dici di mangiare qualcosa?" Angela però è gia balzata in piedi "Devo correre, se si sveglia mio marito e non trova il vino..." Alberto rimane allibito, " Marito?" pensa sentendosi un po' stupido "e io che mi stavo gia immaginando chissà cosa, accidenti è sposata" Ma non ha il tempo di dire nulla, Angela, dopo avergli dato appuntamento per il giorno dopo è gia lontana.
    Torna un po' mogio alla sua baita, non ha più fame e nemmeno voglia di dipingere. Lascia la biciclette con i suoi attrezzi appoggiata al muro e va a sedersi sul dondolo in veranda.
    "Dopotutto non posso dire che mi abbia preso in giro, mi ha chiesto un ritratto e niente di più. Io...sì, forse me ne stavo innamorando, ma meglio così, meglio che le cose siano chiare fin da subito. Lei è sposata ed io sono solo un pittore che la sta ritraendo, sì niente di più." In quella però gli sovvengono le parole di Angela "se si sveglia mio marito e non trova il vino..." "Forse...non voglio illudermi ma potrebbe anche essere. Ma no, è sposata e basta" Però qualcosa dentro di lui lo solletica, lo spinge a reagire. Si alza e si infila sotto la doccia ma la smania non lo abbandona. Allora decide di fare un giro in paese, dopotutto non ha ancora mangiato, andrà alla locanda. Quattro chiacchere e un po' di buon cibo gli faranno passare tutto quanto.
    Si avvia lentamente lungo il viottolo che lo porta in paese sempre rimuginando tra se, incerto su come interpretare gli eventi della giornata. Arrivato alla locanda però il profumino che arriva dalla cucina gli fa dimenticare i suoi crucci e lo stomaco, quasi risvegliato dagli aromi celestiali, gli ricorda sonoramente che da parecchie ore non tocca cibo.
    Dopo qualche ora, ben satollo ed anche un po' euforico per il buon vino decide di fare un salto al bar per un buon caffè. E' sempre stato un piacere, per lui, ascoltare i discorsi da osteria dei tanti presunti esperti di tutto lo scibile umano. Si possono sentire affermazioni così bizzarre da scriverci un libro.
    Entra nel bar e si accomoda ad un tavolino vicino al bancone. Il locale è abbastanza affollato dai valligiani e da qualche occasionale turista; in alcuni tavoli si gioca a carte e Alberto si diverte ad ascoltare le colorite espressioni dialettali con cui i giocatori accompagnano ogni fase del gioco.
    Dopo un po' sente i giocatori del tavolo vicino che si sussurrano l'un l'altro "Eccola, è venuta a riprenderlo anche stasera" "Povera Angela, con un marito così, sempre ubriaco" "Perchè non lo pianta dico io". Alberto si volta e vede Angela sulla porta; lei non lo ha visto, si sta guardando intorno come cercando qualcuno, poi si avvia tra i tavoli e si avvicina ad un uomo che sembra dormire appoggiato al piano del tavolo. Lo scuote vigorosamente fino a che lui non alza le testa tentennante. Si mette il suo braccio in spalla e lo tira su. Gli avventori guardano ma subito si disinteressano come se fosse una scena abituale. Angela, un po' trascinando e un po' sostenendo l'uomo si avvia verso la porta. A questo punto Alberto si alza e si affretta nella stessa direzione, poi, mentre lei gli arriva vicino le sorride e le apre la porta. "Serve aiuto?" le dice Alberto "Una mano non mi dispiacerebbe" gli risponde lei "questi sfaticati guardano ma non aiutano mai, capaci solo a bere e a cianciare"
    Alberto esce con lei, afferra l'altro braccio di Ruggero ed insieme lo trasportano verso una casetta al limite dell'abitato. Angela prende dalla tasca un grosso mazzo di chiavi ed apre l'uscio cigolante. Apre un' altra porta e fa segno ad Alberto di entrare nella camera. Dentro, su un vecchio letto matrimoniale, finalmente possono abbandonare il loro fardello.
    Angela lo gira con mani esperte, gli toglie le scarpe ed i pantaloni ed infine lo copre con un lenzuolo. Fa segno ad Alberto di uscire e chiude la porta della camera.
    "Finalmente" esclama "grazie per l'aiuto". Alberto la guarda "Ma è sempre così? Voglio dire beve sempre in questo modo?" "O no, non sempre, a volte, quando vado a prenderlo, non è ancora abbastanza ubriaco ed allora mi tocca litigare per riportarlo a casa" Lei lo prende per mano "Vieni, sediamoci di la, tanto quando è così sbronzo non lo svegliano neanche le cannonate". Lo conduce in cucina, una vecchia stanza con mobili logori ma tenuta linda e in ordine. "Siediti" gli dice "oggi sono dovuta scappare in fretta e non ti ho salutato come si deve". Alberto è frastornato, non sa come comportarsi, vorrebbe capire le intenzioni di Angela ma per il momento non può fare altro che lasciare a lei la conduzione del gioco.
    Ultima modifica di Vittorio Galli : 24-11-09 a 03:04

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