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  1. #31
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    predefinito

    Alberto trascorre la notte girandosi e rigirandosi nel letto, ogni tanto si addormenta, ma solo per svegliarsi subito dopo a causa degli incubi. Arriva la mattina e si sente più stanco di quando e' andato a dormire. Si alza solo perchè non riesce più a rimanere a letto. Non ha voglia di dipingere, non ha voglia di niente. "Basta, torno in città. Rivedere Rosanna mi farà bene, mi farà dimenticare Angela"
    Passa la mattinata a preparare i bagagli sempre con quella sensazione di vuoto dentro. Poco prima di mezzogiorno inforca la bicicletta e si avvia verso la quercia. Quando arriva Angela lo sta già aspettando, fa per andargli incontro, ma poi nota che non ha con se il necessario per dipingere. Titubante si ferma a guardarlo, vorrebbe chiedergli il perchè ma lui la precede. E' tutta la strada che stà ripensando a quello che le deve dire, non vuole ammettere nemmeno con se stesso di essere geloso di Sandro. Le parole gli escono di getto, quasi come se un tappo le avesse trattenute troppo a lungo: "Angela, scusami, è capitato un'imprevisto e devo tornare in città con la massima urgenza" "Ma ...come, proprio adesso? Così all'improvviso?" chiede lei. "Sì, un problema con il mio vecchio negozio, scusami ma devo andare. Parto con il primo treno, domattina devo essere in tribunale" "Mi dispiace" fa lei con lo sguardo che tenta di fissarsi negli occhi di lui "spero che non sia nulla di serio" "Credo di no, ma sai, non si può far aspettare la giustizia. Comunque conto di tornare presto, un giorno o due al massimo". Non riesce a guardarla negli occhi, si sente un verme a mentire così. "Ma tanto lei si consolerà con Sandro" pensa. "Scusami ma devo andare subito, altrimenti perdo il treno". La bacia impacciato sulla guancia e subito risale sulla bicicletta e corre via senza voltarsi indietro perche teme che se lo facesse non riusirebbe più ad andarsene e si metterebbe a pregarla di stare con lui. No, non si vuole umiliare così. Qualche giorno lontano farà bene ad entrambi.
    Angela è rimasta a fissare il sentiero. Non sa cosa pensare, possibile che si sia stancato di lei? Eppure la sera prima erano stati bene insieme. E lo sguardo, perchè non era riuscito a guardarla negli occhi? Eppure prima le era così piaciuto quello sguardo così diretto sincero. "Forse mi sto immaginando tutto, forse ha davvero un impegno urgente" pensa, ma qualcosa dentro di lei le dice che non e' così.
    Alberto è arrivato alla baita, carica i suoi bagagli e si avvia per il sentiero che lo porterà in stazione. Vi arriva trafelato e quasi si precipita ad acquistare un biglietto e a consultare l'orario. Il primo treno, con un vagone adatto a trasportare la sua bicicletta, arriverà soltanto tra un'ora per cui si siede su una panchina ad aspettare e comincia a pensare a ciò che ha fatto. "Forse sto sbagliando, dopotutto non so se hanno fatto qualcosa, magari lei gli ha offerto da bere una tisana... una tisana come quella che ha offerto a me e poi io e lei... Certo non potevo chiederle nulla, -Scusa, hai fatto sesso con lui?- Bah, allontanarmi da qui mi farà bene, mi schiarirà le idee".
    Angela sta tornando verso casa dispiaciuta per l'improvvisa partenza di Alberto ma stranamente quasi soddisfatta. Non sa perchè, almeno fino a quando non si accorge che i suoi pensieri stanno prendendo un'altra direzione. Questa sera Sandro potrebbe aiutarla ancora a trasportare il marito a stavolta potrebbe non rifiutare le sue avances, oppure no. "E quando Alberto torna poi che gli dico?" pensa. Combattuta tra questi opposti sentimenti arriva finalmente a casa e si mette a fare le faccende per tenere la mente occupata, ma inutilmente, il dubbio che la opprime non la vuole abbandonare.
    Il trenino arriva sferragliando, si ferma in una nuvola di polvere e gas di scarico del suo motore diesel. Alberto si avvicina al carro merci e passa la sua bicicletta all'addetto che si è affacciato dal vano di carico, poi si arrampica sulla scaletta del vagone e si siede nel primo posto libero. Non c'è molta gente, solo pochi turisti e qualche valligiano che si reca in città per sbrigare qualche affare. Alberto alza lo sguardo attraverso il finestrino in direzione del paese che ha appena lasciato, chiedendosi, per l'ennesima volta, se sta facendo la cosa giusta o la più grande cretinata della sua vita. Poi il treno parte ed il monotono rollilo, cullandolo, gli permette di chiudere gli occhi e finalmente di dormire un po'.
    Ruggero è più ubriaco del solito, stravaccato sul tavolo del bar russa sonoramente suscitando l'ilarità degli avventori. Angela entra e lo vede quasi subito, ma indugia un po' a guardarsi attorno, sperando di vedere Sandro. Nonostante il pomeriggio passato a sfaccendare non ha ancora deciso cosa fare e spera che il caso decida per lei. Sandro però non c'è, così non le rimane che cercare di risvegliare il marito quel tanto che basta per portarlo a casa.
    Lo abbandona sul letto, senza neanche togliergli le scarpe. Al diavolo, di due cavalieri non ne è rimasto nemmeno uno. Sconsolata va a farsi la tisana e poi si siede sotto il portico a sorseggiarla. E' indecisa, Alberto è dolce, la fa sentire bene, amata desiderata e, sì, anche bella. Sandro per contro ha dalla sua il fascino, la ricchezza, il successo. Come si può scegliere così su due piedi? Ma poi scegliere cosa? Sono spariti entrambi lasciandola sola con quel catorcio di marito che adesso russa di la. Improvvisamente le viene in mente che il catorcio, l'aveva scelto proprio perchè era bello, affascinante e agiato, l'aveva scelto basandosi solo sull'apparenza, per scoprire poi che era un uomo egoista e meschino, capace solo di pensare a se. Adesso con Sandro stava commettendo lo stesso errore, continuava a pensare a lui ma lui, visto che non aveva nulla da guadagnare, se n'era andato. Avrebbe dovuto capirlo, Sandro era interessato solo al sesso. Anche il suo modo curioso di parlare e di atteggiarsi, solo apparenza per conquistare qualche donna e portarsela a letto. Che sciocca era stata. "Speriamo che Alberto torni presto" pensa guardando le luci della valle spegnersi una a una. Poi si alza e rientra in casa. "Un giorno o due ha detto, lo aspetterò"

  2. #32
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    predefinito Ho inserito già

    Ho inserito già il pezzo di Vittorio. Complimenti a tutti davvero. vp

  3. #33
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    predefinito Grazie per i complimenti

    Ne mancava un pezzetto, eccolo:


    Alberto si sveglia, il treno sta entrando in stazione. Ha riposato un po' dopo la notte insonne ma i suoi crucci sono li ad aspettarlo. Recuperata la bicicletta si avvia verso casa. Appena arriva la lascia nel garage e, senza nemmeno riprendere i bagagli, sale nel suo appartamento. Com'è strano, guardandosi in torno sente una sensazione di estraneità, quasi non fosse casa sua. Osserva i soprammobili, i quadri, i suoi quadri, come se li vedesse per la prima volta. "Domani chiamo Rosanna, una cenetta e poi uno spettacolo, poi..." Ma chissa' perchè la solita conclusione della serata non gli sembra più così attraente. "Una doccia e a letto" pensa "Tanto questa sera non ho fame". Ma teme che anche questa sera il sonno tarderà a giungere.

  4. #34
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    Smile grazie!

    Quote Originariamente inviata da Vitalba Paesano Visualizza il messaggio
    Ho inserito già il pezzo di Vittorio. Complimenti a tutti davvero. vp
    Mi unisco a Vittorio, grazie, maria

  5. #35
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    predefinito e la storia continua

    In effetti non riesce proprio ad addormentarsi, il pensiero di Angela lo perseguita, quella donna lo ha stregato, ma poi il dubbio su Sandro… per fortuna la stanchezza prende il sopravvento e finalmente si addormenta. Il sonno è agitato, i sogni confusi, ma giunge l’alba. E’ presto ma si alza, è inutile restare nel letto tanto non si riaddormenterebbe più, si prepara il solito caffè, due biscotti e poi decide di andare al parco, ci va spesso è un luogo rilassante e poi c’è un angolino dove si reca sempre quando ha bisogno di ispirazioni e consigli come se lì ci fosse qualche invisibile saggio che gli indica la strada da seguire.
    Forse anche questa volta troverà conforto. La mattina, nonostante il caldo estivo è abbastanza fresca, si sta bene. “Devo telefonare a Rosanna, non sa neppure che sono qui”, ancora un po’ poi si decide, nel frattempo erano passate le dieci quindi lei a quell’ora sarebbe stata sicuramente sveglia. Prende il cellulare e compone il numero, il telefono squilla ma nessuno risponde, sta per riattaccare ma in quel momento sente la voce di Rosanna ancora assonnata “si, pronto” “ciao sono io” “tu?...ma non dovevi tornare fra dieci giorni”, deve trovare una scusa anche con lei perché quella puntatina in città non era prevista, “ c’è un amico che vive in America che è venuto a trovare la famiglia e prima che riparta lo voglio salutare” “sono molti anni che non lo vedo almeno 40” “capisco” risponde lei, a questo punto decidono di vedersi per cena e si danno appuntamento in un ristorantino di loro conoscenza.
    La giornata scorre nonostante la mente torni spesso e volentieri ad Angela, a quella notte, anche al giorno che l’ha incontrata, alla baita… si è affezionato a quel posticino così tranquillo.
    E’ sera, una doccia e si prepara per l’incontro che spera gli faccia sparire per un po’ l’agitazione dei pensieri.
    Sono al ristorante seduti uno di fronte all’altra, fanno le loro ordinazioni come sempre e chiacchierano del più e del meno; finita la cena, inizialmente decidono di andare a vedere un film, però poi ci ripensano e d’accordo vanno a casa di Alberto, come di consueto a conclusione delle loro seratine.
    “Vuoi bere qualcosa”, “perché no”, Alberto apre il frigorifero, ha del succo d’ananas, ma anche una bottiglia di ottimo spumante. “Preferisci un succo di frutta o uno spumantino”, “ci facciamo lo spumantino?”
    Risponde lei, lui approva, prende bottiglia e bicchieri, mentre lei si accomoda sul terrazzino e bevono tranquillamente, la serata è anche bella, si vedono molte stelle nonostante siano in città. Lei nota che Alberto non è molto loquace gli chiede il perché ma lui sorvola,
    non può certo dirle che i suoi pensieri sono ben lontani dal presente…, Rosanna gli si avvicina e gli massaggia un po’ collo e spalle “rilassati, come sei teso!”, lui si lascia andare a quel massaggio comunque piacevole “è vero sono teso non so come mai”, invece lo sapeva benissimo, “andiamo di là” “certo” risponde lui, “intanto tu fai pure” “sciacquo questi due bicchieri e arrivo”, prendeva tempo, non l’aveva mai fatto prima, come se questa volta non gl’importasse passare la notte con Rosanna. Poi pensa che forse è la cosa migliore, far l’amore, si, almeno servirà a dimenticare Angela. Dopo poco si ritrovano a letto, cominciano i soliti approcci, lei lo accarezza come sempre, si baciano, si stringono ma lui non reagisce, “non preoccuparti ci penso io” e comincia a stimolarlo in modo più diretto finchè lui questa volta si lascia coinvolgere e concludono degnamente l’atto amoroso. Stanchi ma rilassati, si addormentano.
    L’indomani Rosanna torna a casa e Alberto decide di stare in città ancora un giorno la sua mente è sempre più confusa, una cosa è certa, dentro di lui è in corso una rivoluzione, capisce sempre meno e non sa proprio che fare, la cosa migliore forse è non fare nulla e aspettare, una cosa è certa, Angela gli manca da morire forse si è innamorato veramente di lei, e se non fosse ricambiato? E poi sarà amore o semplice infatuazione? Non avrebbe mai pensato di trovarsi in una situazione simile a questa età poi, ha avuto tante storie nella sua vita ma un coinvolgimento così mai, neppure da ragazzo!

    Vitalba, ti ho mandato il doc. Word che comprende il pezzo di Vittorio, quello che mancava dell'1.12 ore 21.06 e questo mio...ciao
    Ultima modifica di Maria Bertuzzo : 03-12-09 a 16:00

  6. #36
    maria luisa Guest

    predefinito

    Posso complimentarmi con voi? Veramente, che fantasia, non ho letto tutto, perchè vi ho scoperti da poco, però per quello che ho letto, sono riuscita a "vedere" quello che scrivevate. Vi invidio. Buon lavoro

  7. #37
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    Smile grazie Maria Luisa

    Quote Originariamente inviata da maria luisa Visualizza il messaggio
    Posso complimentarmi con voi? Veramente, che fantasia, non ho letto tutto, perchè vi ho scoperti da poco, però per quello che ho letto, sono riuscita a "vedere" quello che scrivevate. Vi invidio. Buon lavoro
    un complimento più bello non potevi farcelo!!

    nel prossimo ci conto sulla tua presenza...ciao

  8. #38
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    Wink e la storia continua

    Angela da un po’ di tempo, indipendentemente da Alberto, sta pensando seriamente di lasciare quel rozzo di Ruggero, che marito! Decisione difficile da prendere, non può certo sbatterlo in mezzo a una strada, anche se è quello che si meriterebbe dopotutto, terreni, mucche e casa lei li aveva ereditati dai genitori, Ruggero aveva un buon lavoro, il piastrellista, molto ricercato all’epoca del loro matrimonio, avrebbero potuto fare una bella vita senza problemi economici, non che ora li abbiano, lui all’inizio l’aiutava molto, avevano fatto anche dei viaggi insieme, ma ora è ridotto proprio male, più nessuno gli offre il lavoro si deve accontentare di qualcosa ogni tanto. La sua amica glielo dice sempre quando si vedono “lascialo, sei bella, non hai problemi economici, ti puoi rifare una vita”, lei ascolta, le dice che ci sta pensando seriamente e intanto il tempo passa, è rassegnata a quella vita monotona, fino a ieri non desiderava neppure altri uomini i suoi sensi erano come addormentati, non le importava nulla, quindi tanto valeva, si sentiva appagata dalla bellezza della natura che aveva intorno, da quelle visite all’amica e da altre piccole cose ma tutto questo fino a qualche giorni fa…
    Ora però si sente come risvegliata da un lungo letargo, Alberto è riuscito in pochi giorni a farla sentire di nuovo viva, come rinata, si ha proprio voglia di ricominciare tutto, rifarsi una vita… magari!
    Scaccia quei pensieri troppo arditi e si rimette al lavoro.

    In città Alberto, è seduto al suo bar preferito, il giornale in mano, legge a malapena i titoli, si guarda intorno e ordina il suo solito caffè, quando il suo amico barista glielo porta, scambiano due parole “bevilo subito altrimenti si raffredda”, se lo gusta con piacere, rimane ancora un po’ seduto, va dentro a pagare e si avvia verso i portici, fa quattro passi e torna a casa.
    Nel pomeriggio preferisce starsene seduto nel terrazzo, fa troppo caldo, c’è un angolo all’ombra e per fortuna arriva un leggero venticello.
    E’ la mattina seguente è ora di recarsi alla stazione, i bagagli sono pronti, poche cose, il resto è rimasto su, finalmente è sul treno che lo riporterà dalla “sua” Angela.
    Arriva alla baita, che bella sensazione, nonostante tutti i suoi pensieri a volte chiari a volte confusi, si sente bene, deve solo decidere dove incontrarla.
    Sicuramente nel pomeriggio la troverà alla quercia, contemporaneamente lei pensa la stessa cosa, anche i loro pensieri s’incontrano…
    Infatti si ritrovano proprio lì, tutte le ansie, che avevano attanagliato le loro menti sono sparite per incanto, peccato non potersi abbracciare, solo le loro mani si sfiorano per un attimo, parlano i loro occhi “ciao” “ciao”, l’unica parola che riescono a pronunciare poi si riprendono, “ricordi la baita?” “ti avevo…” “andiamo” risponde lei.

    La baita è graziosa una bella veranda, una vista meravigliosa, una panca con lo schienale, imbottita e comoda, uno sdraio di legno altrettanto comodo, un tavolo in un angolo e un’altra panca, all’interno nella cucina, un piccolo divanetto, il tavolo, un’altra panca, una vecchia credenza con vetrinetta, e la stufa a legna che non può mancare, in camera un bel letto un a due piazze un po’ alto, vecchio ma ben sistemato, il classico comò e un piccolo armadio, pavimento di legno, un piccolo lampadario, le finestre strette con delle belle tendine di lino, insomma veramente un’alcova.

    Alberto fa accomodare Angela sul piccolo divanetto, le chiede cosa preferisce bere “vuoi un tè, un caffè o qualcos’altro?”, “beviamoci un tè se sei d’accordo” “certamente” lo preparo subito, questa volta è lui il padrone di casa, ci sono delle belle tazze nella vetrinetta, si appresta a prenderle ma Angela si offre di collaborare “tu pensa all’acqua, le prendo io le tazze” “aspetta ti do una tovaglietta” “grazie” risponde Angela mentre lui le porge una bella tovaglietta bianca ricamata, “magnifica” risponde Angela, “è vero” “visto che c’è, tanto vale usarla” “devo dire che qui non manca nulla”, “com’è accogliente questo posticino” dice Angela.
    Il tè è pronto tutti e due si accomodano sulla panca vicino al tavolo, finiscono di berlo e Alberto chiede ad Angela se vuole uscire in veranda o se preferisce stare in casa, insieme decidono di uscire, nessuno li vede davanti solo un prato in discesa e alberi, “voglio portare con me questo bel ricordo, “viene qui vicino a me”, lui l’abbraccia, lei si accoccola e stanno quasi immobili a godere della vista appagante ma soprattutto della vicinanza dei loro corpi. Mano nella mano, un bacio ogni tanto, semplici e delicate carezze, ma poi, l’attrazione fisica comincia a farsi sentire, le carezze diventano più intense, sensuali, i baci più ardenti “aspetta, vieni” dice Alberto prendendola per mano e portandola in camera da letto. La fa sedere sul letto e comincia a spogliarla lentamente, prima la maglietta, lui si toglie la camicia velocemente, le sbottona il reggiseno, le mani di lei scorrono sul petto di lui e scivolano in basso verso i pantaloni che in un attimo finiscono a terra, qualche secondo e si ritrovano nudi su quelle lenzuola che profumano di lavanda, lui le bacia tutto il corpo, lei anche si assaporano, si girano e si rigirano, prima l’uno poi l’altro, i sensi ormai sono tutti coinvolti, i loro corpi diventano uno solo, i movimenti dapprima sono lenti poi più veloci e intensi fino a terminare nel più totale appagamento fisico.
    Dopo poco avrebbero potuto riprendere ma ormai si era fatta sera e Angela doveva rientrare, si rivestono loro malgrado.
    Ultima modifica di Maria Bertuzzo : 05-12-09 a 17:25

  9. #39
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    Angela arriva a casa, la aspetta la solita incombenza, riportare il marito a casa. Questa volta però non le pesa, è l'ultima. Ormai ha deciso, non può più restare con Ruggero. Si prende tutto il tempo, fa i bagagli, poche cose, al resto penserà poi. Si prepara con calma, si fa bella, vuole essere al massimo per Alberto. Dopo essersi guardata un'ultima volta allo specchio sospira come chi ha finalmente preso una decisione irrevocabile ed esce per recarsi al bar.
    Il marito, come al solito sta russando chino sul tavolino del bar. Alberto la sta aspettando. Senza preoccuparsi degli sguardi curiosi e un po' invidiosi, degli avventori, si avvicinano a Ruggero, si guardano negli occhi. Un tacito cenno d'intesa ed entrambi si voltano e se ne vanno lasciandolo lì.
    Escono nella notte ancora calda e si avviano verso la casa di Angela. Camminando le loro mani si sfiorano, poi si cercano e continuano la strada mano nella mano, come due fidanzatini adolescenti.
    Passano da casa a prendere la valigia ed Angela chiude la porta a chiave con un'espressione soddisfatta. La baita li aspetta e che Ruggero dorma pure nel fienile, ammesso che riesca a tornare a casa.
    Ora sono vicini, si guardano negli occhi e intanto si spogliano. La frenesia dei primi incontri ha lasciato il posto alla calma, al desiderio di gustare ogni istante, ogni sensazione, ogni gesto. Fanno l'amore con movimenti misurati, quasi studiati e alla fine si abbandonano sul letto scambiandosi lievi carezze.
    Il primo a parlare è Alberto. "Lascia tuo marito, vieni a vivere con me. Penso io a tutto, ho un amico avvocato. Non dovrai preoccuparti di nulla" Lei lo fissa con uno sguardo sornione. Ha già deciso di divorziare ma lo lascia parlare, vuole vedere cosa le dirà per convincerla. "Angela, non posso più fare a meno di te, ti prego, promettimi che almeno ci penserai" continua lui. "Non so, certo non è una cosa da poco un divorzio" gli risponde lei fingendo un'indifferenza che non prova. "Lo so, ho sessant'anni, non sono un ragazzino, ma credimi non ti farò pentire di questa scelta". Angela lo guarda negli occhi e non riesce più e continuare il suo gioco. "Vedi, in realtà avevo già deciso di lasciare Ruggero e venire con te. Nella valigia non c'è qualcosa per passare una settimana qui ma ci ho messo le cose a cui tengo di più per portarle con me." Lui la guarda come se dovesse esplodere per la gioia da un momento all'altro, poi comincia a parlare a raffica, incapace di fermarsi. "Benissimo, non te ne pentirai. Casa mia, in città, è grande, spaziosa, non ti manchera nulla e poi, poi potremo fare dei viaggi, tanti viaggi e, e avere animali e vedere spettacoli e, e tutto quello che vuoi" Alberto affastella ormai le parole preso dalla gioia incontenibile del futuro che gli si apre davanti. "Calma, calma, riprendi fiato" Angela gli sorride "con calma decideremo cosa fare, per esempio non mi dispiacerebbe acquistare questa baita per tornare qui di tanto in tanto. Casa mia la potrei affittare ad un mezzadro assieme ai campi; comunque avremo tempo per pensarci, una cosa alla volta. Adesso taci e abbracciami" e per evitare una nuova replica gli chiude la bocca con un lungo dolcissimo bacio.

    Fine

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