Da sempre sosteniamo che i senior debbano superare il Digital Divide che li tiene lontani, per diffidenza e autoesclusione, dalle nuove tecnologie. Lo diciamo, attraverso www.grey-panthers.it e in ogni contesto qualificato dove sia possibile, da almeno una decina d’anni. E non siamo contenti neppure di dire “l’avevamo detto”, ogni volta che qualcuno ci dà conferma della validità di questo pensiero. Finchè ci sarà un senior che si rifiuta di aprire un computer per rendersi conto delle potenzialità e dell’utilità di un collegamento web, noi continueremo la nostra battaglia. Ma le conferme, naturalmente confortano e aiutano!
Ultima occasione è stata la trasmissione Smart City, condotta brillantemente dal giornalista Marco Gatti, già direttore del mensile Espansione, e trasmessa da Sky canale 816 Teleconomy. www.grey-panthers.it è stata invitata a dire la sua in una recente puntata che sarà trasmessa giovedì 26 giugno prossimo alle ore 22. Insieme a Vitalba Paesano, in studio anche il professor Francesco Zurlo, della scuola di Design del Politecnico di Milano e in collegamento il dottor Giuseppe Minoia, Presidente onorario GfK Eurisko. L’argomento: Senior e Smart City.
Invitiamo gli amici grey-panther a vedere la trasmissione (anche in diretta streaming sul sito www.reteconomy.it ) e commentare poi a volontà in calce a questo testo!
L’introduzione di tecnologie all’interno del tessuto urbano lo rendano più (o in alcuni casi meno!) vivibile da parte di una fascia di popolazione che è sempre più in crescita, che ha una buona capacità di spesa e che ha un forte bisogno di socialità e di mobilità. Fra due o tre anni al massimo, nel mondo il numero degli over 65 supererà per la prima volta quello dei bambini sotto i 5 anni. E in Paesi come l’Italia già oggi gli over 65 sono un abitante su cinque. Entro il 2040, quando la maggior parte di noi sarà ancora viva, la popolazione over 65 del pianeta crescerà dagli attuali 500 milioni a 1 miliardo e 300 milioni. Con i centenari che potrebbero superare i 5 milioni, contro i 340 mila di oggi. E fra una trentina d’anni, con un over 65 su tre, l’Italia degli anziani sarà preceduta solo da Giappone e Singapore. Le stime sono dell’Us Census Bureau, autore di uno studio per il dipartimento della Sanità americano. Il rischio, ovvio, è che vi siano forti ripercussioni su pensioni, welfare e conti pubblici dei governi. «L’invecchiamento globale sta cambiando la natura socioeconomica del pianeta», ha commentato Richard Suzman del National Institute of Aging. Ma il rischio, aggiungiamo noi, è che questa popolazione sempre più ampia venga tagliata fuori anche dai benefici che le smart city possono offrire. Per un rifiuto “fisiologico” dell’anziano di star dietro a tecnologie che per loro natura cambiano e si rinnovano sempre più velocemente, ma soprattutto per l’incapacità di progettare Smart City a misura dei suoi abitanti presenti e futuri. Che inevitabilmente saranno, o meglio saremo, sempre più anziani.