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  1. #1
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    predefinito la cultura ha subito i forti tagli.....

    Tutti i teatri in rivolta,come la pensate voi?

  2. #2
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    solo i Teatri Violetta? E la scuola? E tutto il resto?
    E' uno schifo!

    Ciao, buona giornata a te e a chi passerà!

  3. #3
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    predefinito La cenerentola sempre piu' mortificata......

    Quote Originariamente inviata da violetta2004 Visualizza il messaggio
    Tutti i teatri in rivolta,come la pensate voi?
    La cultura in generale.da anni ormai,è sempre stata la cenerentola per quanto concerne i finanziamenti,l'ultima in graduatoria nelle voci dei bilanci delle "finanziarie" annuali e di conseguenza come voce di spesa a livello locale (Comuni,Regioni e Province).
    Mi riferisco agli anni in cui gli attuali problemi congiunturali di crisi economica non erano cosi' gravi,oggi,si possono accampare alibi piu' contingenti a meschina giustificazione della potatura in quasi tutti i settori della cultura!
    Da parte mia, penso (ma non sono il solo)che, la penalizzazione generalizzata oltre a mortificare (nel senso proprio della parola) conoscenze,esperienze valoriali di tante professionalità( scuola.cinema,teatro,beni culturali,musei,biblioteche), impedisce e limita la gia' scarsa fruizione di cittadini economicamente piu' deboli ma non per questo meno sensibili e interessati!
    Per non parlare dei piu' giovani,in particolare,in province maggiormente penalizzate da una offerta culturale sempre piu' limitata.
    L'insensibilità nei confronti di un bene immateriale come la cultura, considerata spesso ininfluente per la bassa economicità che rappresenta è,al contrario,una opportunità importante per la crescita e lo sviluppo sociale di una società moderna ,non solo perchè tecnologicamente avanzata, ma anche perchè devra' (per essere tale e competere con le altre societa) essere formata umanisticamente!
    Ultima modifica di Paolo Gruppuso : 08-05-10 a 08:54

  4. #4
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    un piccolo contributo visto che è di giornata

    http://notizie.virgilio.it/notizie/p...,24209617.html

    ciao e buona giornata a tutti

  5. #5
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    predefinito

    Vorrei partire dall'ultimo capoverso della dichiarazione del Governatore Vendola cui fa riferimento Angelo Visotto:
    "............. c'è un superministro che decide tutto, che è il ministro Tremonti, che ha un'idea arcaica della cultura. Per esempio lui fa una polemica diretta con me per le scelte che io faccio in Puglia sul cinema. 130 produzioni cinematografiche negli ultimi due anni, due cineporti dove collochiamo tutte le attività produttive, sto mettendo in piedi un'accademia del cinema digitale: ho immaginato il cinema in Puglia non semplicemente come location per film, ma come industria, come attività produttiva. ........... Io penso invece - conclude - che la cultura sia l'unica possibilità di salvare l'umanità".
    Questa intervista mi ricorda una celebre frase di Berlinguer, se non sbaglio, che chiedeva aumenti dei salari considerando il costo del lavoro come una variabile indipendente.
    Vendo la dice che ha fatto mille iniziative culturali, ma non dice come le ha pagate e se il loro bilancio economico è positivo o negativo. Se si hanno i soldi è possibile comprare arte e fondare scuole, se i soldi non ci sono è inutile pensare al dopodomani se domani si è morti di fame.
    Per troppi anni sono stati fatti finanziamenti a qualsiasi iniziativa che avesse l'odore di culturale o di investigazione scientifica: dal festival della poesia antico etrusca allo studio sul tacchino geneticamente puro
    Per troppi anni siamo andati avanti con il "6 politico", le promozioni uguali per tutti, la svalutazione del merito, soprattutto pensando che bastava emettere certificati di debito (buoni del tesoro e simili) che è arrivato il momento di onorare e che ci pesano sulle spalle.
    Ora è arrivato il momento di fare i conti e quando si ha a che fare con un tecnico come Tremonti, la poesia non conta e occorre prima pensare a sopravvivere poi a tutto il resto.
    Sono belle parole, anche condivisibili, ma ""Primum vivere, deinde philosofari" come dice una antica consolidata massima filosofica.
    Sarò forse un banale manovale del pensiero, ma ...........
    Attilio A. Romita

  6. #6
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    Quote Originariamente inviata da Attilio A. Romita Visualizza il messaggio
    Vorrei partire dall'ultimo capoverso della dichiarazione del Governatore Vendola cui fa riferimento Angelo Visotto:
    "............. c'è un superministro che decide tutto, che è il ministro Tremonti, che ha un'idea arcaica della cultura. Per esempio lui fa una polemica diretta con me per le scelte che io faccio in Puglia sul cinema. 130 produzioni cinematografiche negli ultimi due anni, due cineporti dove collochiamo tutte le attività produttive, sto mettendo in piedi un'accademia del cinema digitale: ho immaginato il cinema in Puglia non semplicemente come location per film, ma come industria, come attività produttiva. ........... Io penso invece - conclude - che la cultura sia l'unica possibilità di salvare l'umanità".
    Questa intervista mi ricorda una celebre frase di Berlinguer, se non sbaglio, che chiedeva aumenti dei salari considerando il costo del lavoro come una variabile indipendente.
    Vendo la dice che ha fatto mille iniziative culturali, ma non dice come le ha pagate e se il loro bilancio economico è positivo o negativo. Se si hanno i soldi è possibile comprare arte e fondare scuole, se i soldi non ci sono è inutile pensare al dopodomani se domani si è morti di fame.
    Per troppi anni sono stati fatti finanziamenti a qualsiasi iniziativa che avesse l'odore di culturale o di investigazione scientifica: dal festival della poesia antico etrusca allo studio sul tacchino geneticamente puro
    Per troppi anni siamo andati avanti con il "6 politico", le promozioni uguali per tutti, la svalutazione del merito, soprattutto pensando che bastava emettere certificati di debito (buoni del tesoro e simili) che è arrivato il momento di onorare e che ci pesano sulle spalle.
    Ora è arrivato il momento di fare i conti e quando si ha a che fare con un tecnico come Tremonti, la poesia non conta e occorre prima pensare a sopravvivere poi a tutto il resto.
    Sono belle parole, anche condivisibili, ma ""Primum vivere, deinde philosofari" come dice una antica consolidata massima filosofica.
    Sarò forse un banale manovale del pensiero, ma ...........
    Non si tratta di pensierini ne' di filosofia spicciola;la cultura,quella che consente di crescere e di sviluppare senso critico,quella che rende liberi (senza essere troppo altisonantii),è un investimento importante,produce ricchezza allo stesso modo di qualsiasi attività imprenditoriale...l'andazzo ha una triste tradizione tutta italica che si protrae da decenni e che ora gioco forza fa risentire gli echi anche al peggior sordo!
    Certo,non si possono allestire iniziative culturali di facciata per biechi interessi di bottega,sperperando denaro pubblico;questo comportamento è condannabile severamente a prescindere dal colore partitico di amministratori irresponsabili e incapaci,tuttavia ritengo che,il grado di civiltà di un Paese come il nostro,ricco di beni culturali importantissimi,non possa sottovalutare e/o svalutare ogni intervento di natura culturale attraverso un impegno economico ridicolo che penalizza tutti,in particolare il valore aggiunto che scaturisce da una politica d'investimenti mirata!
    Ultima modifica di Paolo Gruppuso : 08-05-10 a 14:00

  7. #7
    maria luisa Guest

    predefinito

    Per anni ho assistito allo spreco più sfrenato nel teatro dove lavoravo.
    Straordinari inventati, scenografie non riutilizzate e andate al macero, furti
    Veri e propri perpetrati con la connivenza di chi avrebbe dovuto controllare.
    Un numero eccessivo di lavoratori, sia che si trattasse di masse artistiche,
    impiegatizie, o semplici operai. In amministrazione, c’era la capo ufficio che dava
    il lavoro alla sua segretaria, costei lo dava all’impiegata, che lo espletava, lo passava
    alla segretaria, che lo controllava, che lo passava alla capoufficio che lo ricontrollava.
    Un lavoro che avrebbe dovuto essere fatto da una sola persona, che avrebbe dovuto assumersi le sue responsabilità.
    Sono amica di una preside: avete idea dello spreco che c’è in una scuola? Materiale
    Scolastico portato a casa, bidelli, impiegati per fare lavori a maglia per le insegnanti,
    che vengono mandati a destra e a manca per le commissioni più svariate, però si
    prendono cooperative esterne per le pulizie! Dovremmo avere l’onestà intellettuale
    di ammettere che per anni s’è speso molto più di quanto sarebbe stato giusto e onesto
    fare, perché soldi pubblici. E lo dice una che ha ancora due figli che lavorano in
    teatro e che ha rischiato di vedere un figlio lavorare a tempo determinato per tutta
    la vita, penalizzato per
    gli errori fatti da personale altamente retribuito, ma di scarsa qualifità professionale solo perché
    raccomandato.
    Naturalmente parlo di ciò che ho potuto verificare personalmente., e non mi interessa e indipendentemente dal colore partitico del momento.

  8. #8
    ofelia Guest

    predefinito

    Non credo che il problema siano gli sprechi, nel senso che quello è un altro problema e rientra nella moralizzazione della vita pubblica. Il problema posto qui è: è giusto o no tagliare fondi alla cultura? E' evidente che siamo in un momento difficile, è evidente che bisogna spremere dove si può, ma spremi spremi poi non rimane più niente (e per carità non voglio cadere nel fin troppo facile riferimento a stipendi- buonuscite- pensioni miliardarie). Non credere nella cultura significa non credere nel futuro, non rendersi conto che la cultura (come del resto la ricerca) è non una spesa, ma un investimento. Certo, va organizzata, certo, va moralizzata, certo, va distribuita, certo, va riformata, ma non si cura un albero decapitandolo o un organo asportandolo: quello non è un rimedio, quello è solo la pretesa grossolana e arrogante, ma non efficace né produttiva, di risolvere un problema, qualunque sia la parte, il colore, l'ideologia di chi l'ha adottata.

  9. #9
    Adriana Peratici Guest

    predefinito

    Come il problema non sono gli sprechi? - Se in una famiglia arrivano meno soldi, tutti sono costretti a rimboccarsi le maniche, oppure dici che ci saranno meno spettacoli? - Meno cultura? - Non credo!

  10. #10
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    predefinito Testimonianza di sprechi

    Mi fa piacere la testimonianza di Maria Luisa perchè viene dal vissuto reale e non da "altisonanti pensieri".
    Il Teatro, quello vero, non ha bisogno di contributi, si "vende da solo". E lo stesso vale per il cinema.
    La CULTURA è bella, giusta e deve essere diffusa, ma non si aiuta con soldi a pioggia per manifestazioni pseudo-culturali mascherate di avanguardia. Un anno fa sono andato al Palazzo delle Esposizioni a Roma per un importantissimo evento espositivo (non ricordo il nome). C'era solatanto una collezione di "cose" finanziate, non so meglio qualificarle, mascherate da opere d'arte: guaiti in una stanza buia, giochi di luce computerizzati, strani oggetti indefiniti. Molti anni fà, la cacca d'autore, i sacchi e le tele tagliate fecero effetto e qualcuno le ha comprate con soldi buoni, ma non per questo devono finire al ...Museo degli Uffizi!.
    Io penso che dovremmo iniziare a discernere senza altisonanti generalizzati inneggiamenti a qualsiasi cosa. Forse dovemmo iniziare a svegliare il Pinocchio che è in noi ed ha fargli capire che talvolta Il Gatto e la Volpe lo imbrogliano e talvolta lo prendono in giro.
    A proposito ..non affannatevi a capire chi sono il Gatto e la Volpe....sono solo due personaggi di Collodi!
    Attilio A. Romita

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