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Discussione: la paura

  1. #1
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    Jun 2008
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    predefinito la paura

    Il " Nouvel Observateur" di questa settimana mette in copertina un ritratto di Sarkozy con la domanda: "quest'uomo è pericoloso?
    Nell'articolo all'interno si esaminano i recenti comportamenti di Sarkozy ,
    che ultimamente ha perso consensi in Francia , spiegando come Sarkozy stia facendo una politica dura contro i Rom per raccogliere voti a destra . La sua politica (e quella di chi l'approva ) si basa sulla PAURA, non sulla ragione e
    associa la delinquenza all'immigrazione , senza tenere conto dei dati reali.
    Un ragionevole commento- mi pare - su cui si potrebbe meditare a lungo.

  2. #2
    Adriana Peratici Guest

    predefinito

    Io dei rom effettivamente ho paura. Ritengo che delle persone che non pensano minimamente ad integrarsi nel territorio e non hanno nessuna intenzione di lavorare non possano vivermi accanto. Come pensano di vivere se non lavorano? - Penso che una persona che lavora, non abbia voglia di vivere in una roulotte, la sua massima aspirazione dovrebbe essere poter avere una casa, anche piccola. E non parlatemi di culture diverse! Gli extracomunitari che arrivano sui barconi, scappano dalla guerra e dalla miseria, e sognano un lavoro e un po' di tranquillità. Io credo che è difficile anche lavorare sui bambini, obbligarli ad andare a scuola, quando poi a casa la mamma e il papà invece di incoraggiarlo nel suo percorso, lo spronano all'accattonaggio! Divenuto adulto lui farà uguale al suo papà.

  3. #3
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    Nov 2008
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    San Mauro TO
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    predefinito Paura, pregiudizi, ecc.ecc.

    E' un argomento difficile da affrontare quello dei rom, personalmente ho della simpatia verso questo popolo e spesso e volentieri nelle conversazioni che li riguardano arrivo sempre al limite del litigio...
    Riporto qui di seguito parte di un'intervista fatta ad Alexian Santino Spinelli, l'intero articolo nel link a fondo pagina:

    Perché ancora oggi non è possibile integrare i rom nelle nostre città?
    "C'è una totale ignoranza nei confronti del mondo e della cultura rom. Il signor Sarkozy e il signor Maroni non saprebbero dire una sola parola in lingua rom, non saprebbero citare un solo poeta, un solo musicista, non saprebbero citare una sola opera in lingua romanì. Ecco spiegato: nei confronti del mondo rom c'è un'ignoranza pressoché totale. Però tutti sanno che i rom rubano i bambini".
    Il famigerato stereotipo che nei secoli accompagna l'immagine dei rom.
    "Chiariamo un concetto: innanzitutto i rom sono carichi di bambini e non sanno cosa farsene dei bambini degli altri. Secondo: non un solo caso e dico uno accertato dalla magistratura italiana di rapimento di bambini da parte di persone rom. La balla più grande. Però tutti sono convinti che i rom rubino i bambini. Così come tutti sono convinti che i rom siano nomadi e quindi siano loro a voler vivere nei campi nomadi in queste condizioni disumane. Balla colossale".
    La disinformazione che crea "mostri".
    "Significa che c'è diffidenza e una volontaria mistificazione della realtà. Se noi facciamo passare i campi nomadi, che sono una forma orrenda di segregazione razziale indegna di un paese civile, come espressione culturale, capite che mistifichiamo la realtà? Diamo un'immagine della realtà diametralmente opposta. E' quello che faceva Goebbles, mistificava la realtà. Grazie a quelle mistificazioni sono morti 5 milioni di ebrei, 500mila rom e così via: manipolazione dell'opinione pubblica ignara e inerme. Dove sono oggi gli intellettuali italiani che si sono mobilitati contro la pena di morte o contro l'Apartheid in Sudafrica? Perché non si mobilitano contro i campi nomadi che sono una forma scellerata di segregazione razziale?"

    Fonte:http://notizie.tiscali.it/articoli/c...li.html#social

  4. #4
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    predefinito il futuro è conoscere l'altro

    Grazie Maria delle tue sagge osservazioni a proposito dei pregiudizi sui Rom e della totale NON CONOSCENZA dell'altro, del diverso. Il futuro sarà sempre più interculturale, noi in Occidente siamo una popolazione che invecchia e nuovi incontri saranno inevitabili, anche con i poveri migranti, ( Occidente viene dal latino occidens-occidentis , participio presente di occidere= cadere , riferito al sole che tramonta, lo ha detto un saggio filosofo come Umberto Galimberti) . Queste nostre certezze riguardo a chi vive in modo diverso da noi, questi pregiudizi , questa chiusura sono PAURA , lo ripeto, e riguarda anche i lati più oscuri che abbiamo dentro di noi. Non so spiegarlo bene , l'ho sentito dire anche dagli psicologhi _ sono di fretta , scusa , è il mio compleanno e anch'io sono nel segno del tramonto.

  5. #5
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    predefinito ROM. Realtà, tradizioni, pregiudizi, storia e filosofia

    Mi farebbe piacere fare un ragionamento "agnostico" e realistico allo stesso tempo.
    E' sicuramente una impresa difficile ...ci provo.
    Sicuramente la paura del "diverso" è sempre stata una molla negativa connaturata all'uomo e ciò rende sicuramente più difficile l'accettazione ed esalta gli aspetti negativi di una particolare tipologia di persone e tende ad esaltare come comportamenti tipici i comportamenti errati di alcuni o molti componenti di quel gruppo.
    Seconda ipotesi di lavoro: nel mondo, da sempre, le persone hanno dovuto lavorare per ottenere il guadagno che li aiutasse a sopravvivere. Vorrei che questa banale osservazione non scatenasse considerazioni "di bel pensiero sociologico", ma scarsamente utili nella realtà dei fatti.
    E torniamo ai ROM.
    Sono una popolazione per origini nomade che ha avuto un suo sviluppo culturale specifico nei secoli.
    Negli ultimi anni si sono verificati vari fatti.
    La caduta di alcuni regimi, il miglioramento delle possibiltà di spostamento, la maggiore facilità di recepire parziali informazioni da cui trarre spesso false conclusioni, hanno indotto molte persone a trasmigrare ed in molto casi trasmigranti e ROM sono stati visti come due facce della stessa medaglia ed hanno indotto le stesse considerazioni.
    E queste considerazioni credo che possano essere condivise.
    Nello stesso tempo anche i ROM hanno avuto un profondo cambiamento culturare.
    Forse 100 anni fa i ROM, ancora nomadi, esercitavano mestieri, i famosi calderari, che permettevano loro di sopravvivere senza far ricorso eccessivo all'accattonaggio.
    Oggi alcuni dei vecchi ROM si sono integrati e quelli che non sono riusciti, o non hanno voluto, si sono insediati in modo stabile in campi pubblici, o loro dedicati o da loro autopromossi, e vivono stentatamente al limite della normale vita civile normalmente intesa.
    Qualcuno dice: la cultura ROM deve essere preservata è obbligo farlo.
    Qualcuno dice: i poveri devono essere aiutati e protetti per obbligo morale.
    Qualcuno dice: chi scappa dalle regioni povere deve essere aiutato prima degli altri.
    Qualcuno dice: .....tante belle parole e la coperta è corta!

    Io sono idea che la legge del taglione dovrebbe essere applicata a chi sopraffa un debole (leggi: arrostiamo chi ha dato fuoco ad un debole).
    Ma allo stesso tempo dico che non esistono le risorse e quindi è necessario fare delle scelte con la conseguenza che, se un "diverso" non segue le regole minime della società normale ( o volutamente evitato l'aggettivo civile), sia punito e, se la sua provenienza è certa, sia rispedito al mittente.
    Tutto ciò non è cristiano e neanche umano? forse, ma la sopravvivenza ce lo impone.
    Forse troverò poche persone che siano d'accordo con me, ma non è detto che il pensiero della maggioranza sia sempre giusto....certe adunate oceaniche, la porta di Brandemburgo o la Piazza Rossa potrebbero farci pensare.
    Attilio A. Romita

  6. #6
    Adriana Peratici Guest

    predefinito

    Io senza divulgarmi troppo dico solo che non è questione di rispettare o meno la cultura di un popolo: non si può vivere senza lavorare. Quindi posso rispettare un ROM che lavora, ma non quello che manda i figli all'accattonaggio. Posso averne paura?

  7. #7
    maria luisa Guest

    predefinito Rom e dintorni

    No, io non ho paura dei rom nel senso letterale del temine, ma non sopporto che si faccia sempre di tutta l'erba un fascio. Mi va ben rispettare la loro cultura e le loro tradizioni, ma se non proprio " pretendo" vorrei che
    rispettassero anche loro le nostre. Non dico che sono tutti ladri,(esperienze vicine e personali) ma molti di loro lo sono. Non dico che tutti i rom
    rubano i bambini, ma molti ci hanno provato perlomeno.
    Non dico che tutti violano le nostre leggi, che tutti sono assassini, ma moltissimi lo fanno e lo sono. Perciò vanno puniti come tutti, anche se poveri e nomadi. Un saluto a tutti.

  8. #8
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    Post Rom

    Il problema dei Rom non credo che possa avere una soluzione imposta.
    Espellere i Rom che provengono dalla Romania per delinquere, credo sia giusto rimandarli al loro paese, così come i non-Rom.
    Ma una gran parte dei Rom sono italiani a tutti gli effetti. Non si possono espellere!
    Sono attaccati alla loro tradizione e vanno rispettati..e contrastati se delinquono.
    A me piace essere obiettivo, anche se poi faccio le mie conclusioni, e non posso non dire che per alcune cose i Rom sono meglio anche di noi 'normali'. Magra, magrissima consolazione, ma si deve dire ad onor del vero.
    Un esempio: non mandano i loro vecchi negli ospizi a morire, come facciamo noi.
    Senza però dimenticare gli obbrobri che fanno parte del loro costume.
    Roberto Gioffredi

  9. #9
    Adriana Peratici Guest

    predefinito

    Guarda Roberto che evidentemente non sei mai stato in un ospizio! Non si mandano a morire i vecchi. Ci sono figli amorevoli che li vanno a trovare tutti i giorni, stanno con loro per diverse ore della giornata. I motivi che si porta una persona cara in casa di riposo sono tanti. Finchè la persona anziana, anche se con problemi vari, è capace di intendere e volere, se non si può accudirla in casa propria, ci si può mettere la badante, perchè si è a conoscenza di che cosa succede quando noi non ci siamo, perchè l'anziano riferisce! Ma se la persona è incapace di riferire come ci si può fidare di una badante? Sapessi che cosa ne combinano......Sembra tutto perfetto, ma la realtà è diversa. Allora meglio una casa di riposo, e dico di più, possibilmente pubblica, perchè anche le case di riposo private fanno speculazioni sul personale ecc.... Poi sta alla coscienza dei figli, essere sempre presenti e denunciare le cose che non vanno!!!! Io prima di mettere mia mamma "all'ospizio" le ho provate tutte, ma quella era la soluzione migliore, ero diventata amica con tutte le infermiere, e quasi facevo da animatrice, tanto che mia mamma certe volte mi rimproverava dicendomi che era ora che andassi a casa a preparare la cena per i miei figli! E poi chi ti dice che i ROM italiani non mettano le persone malate in ospizio e poi se ne vanno dimenticandosene?

  10. #10
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    predefinito Ospizi e Rom

    Quote Originariamente inviata da Adriana Peratici Visualizza il messaggio
    Guarda Roberto che evidentemente non sei mai stato in un ospizio! Non si mandano a morire i vecchi. Ci sono figli amorevoli che li vanno a trovare tutti i giorni, stanno con loro per diverse ore della giornata. I motivi che si porta una persona cara in casa di riposo sono tanti. Finchè la persona anziana, anche se con problemi vari, è capace di intendere e volere, se non si può accudirla in casa propria, ci si può mettere la badante, perchè si è a conoscenza di che cosa succede quando noi non ci siamo, perchè l'anziano riferisce! Ma se la persona è incapace di riferire come ci si può fidare di una badante? Sapessi che cosa ne combinano......Sembra tutto perfetto, ma la realtà è diversa. Allora meglio una casa di riposo, e dico di più, possibilmente pubblica, perchè anche le case di riposo private fanno speculazioni sul personale ecc.... Poi sta alla coscienza dei figli, essere sempre presenti e denunciare le cose che non vanno!!!! Io prima di mettere mia mamma "all'ospizio" le ho provate tutte, ma quella era la soluzione migliore, ero diventata amica con tutte le infermiere, e quasi facevo da animatrice, tanto che mia mamma certe volte mi rimproverava dicendomi che era ora che andassi a casa a preparare la cena per i miei figli! E poi chi ti dice che i ROM italiani non mettano le persone malate in ospizio e poi se ne vanno dimenticandosene?
    -
    Cara Adriana, negli ospizi ci sono stato. In tanti ospizi.
    Ci sono tanti casi che si differenziano dal tuo che è lodevole.
    Credimi ne ho girati diversi, per motivi seri, ed ho conosciuto tante persone che vi soggiornavano.
    Nella vita c'è chi è fortunato e chi è sfortunato; oppure chi a soldi e chi non ha soldi; oppure che ha l'amore dei suoi cari e chi non ce l'ha.
    Ci sono situazioni dove il soggiorno in un ospizio puo anche essere confortevole per tutto, anche con l'assistenza dei propri cari (come nel tuo caso) ma ci sono anche altre realtà di abbandono che secondo la mia esperienza sono la stragrande maggioranza.
    Le mie esperienze sono queste che ho citato.
    Anche l'affermazione che ho fatto sui Rom (che non lasciano i loro vecchi negli ospizi) è frutto di esperienza personale e da varie letture in merito.
    Ricordo che la rivista Avvenimenti (di qualche anno fa) dedicò un ampio servizio in merito.
    Roberto Gioffredi

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