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  1. #1
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    Lightbulb Iran, oriente ed informazione.

    Posto queste righe perchè l'informazione su ciò che accade in Iran, Iraq, Afghanistan ed in tutto l'Oriente e Medio Oriente..lascia molto a desiderare.
    Spesso, molto spesso, i mezzi di informazione ufficiali e non ufficiali danno immenso risalto a notizie fasulle (a dir poco), magari con interpretazioni di avvenimenti o dichiarazioni di leader politici orientali che magari hanno origine da traduzioni dalla lingua errate.
    Il caso Sakineh è un caso eclatante..

    http://www.corriere.it/esteri/10_set...4f02aabe.shtml
    -
    http://www.eurasia-rivista.org/6022/scandalo-sakineh
    -
    Tutti i bloggers, tutti i maître à penser, tutti gli 'intelligentoni', tutti gli 'organizzatori sociali' che hanno mobilitato le coscienze per Sakineh (per esempio) e che speculano sulla gente per il loro ego, dovrebbero chiedere scusa, magari se non all'Iran, alla gente.
    Segnalo all'attenzione degli amici Grey-Pantheres un sito che può aiutare a comprendere la geopolitica che riguarda l'europa ed il medio oriente.
    Ricco di informazioni e studi dettagliati.
    Documentarsi con fonti attendibili è importante per comprendere, visto che chi lo fa per mestiere ( i giornalisti) spesso latitano o ..manipolano.
    Solo informazione.
    .
    Ecco il sito che suggerisco:
    http://www.eurasia-rivista.org/
    Roberto Gioffredi

  2. #2
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    predefinito Premesso che ...

    ....non credo di essere un "buono", non credo alla pena come esclusivo mezzo di rieducazione; non credo alla pena come esempio, ma talvolta penso che qualche buon esempio di punizione la società umana, civile o incivile, debba darlo; non sono un fautore della pena di morte, ma penso che talvolta possa essere il giusto risarcimento ad una società, civile o incivile, offesa pesantemente.
    Tutto ciò premesso, penso che nel caso di Sakineh, come altre volte è capitato, da un caso di "normali corna con omicidio associato" si sono estrapolati solo dei particolari e la "soluzione finale".
    Ed è stata la "soluzione finale" - la lapidazione - che ha scatenato le ire di tutti, benpensanti e malpensanti.
    La sola vaga possibilità dell'applicazione di una punizione, la lapidazione, che mi illudo di pensare nessuna persona, civile o incivile, può accettare, ha giustamente scatenato l'ira di tutti contro un modo di pensare che ci fa tornare mille anni addietro.
    "Non è vero che vogliamo lapidarla" dichiarano le voci ufficiali iraniane che, aggiungono, l'Iran è uno stato di diritto che riconosce tutti i diritti dell'accusato. Sarà vero? Io non lo so, ma queste dichiarazioni mi ricordano dichiarazioni simili fatte nel corso dei secoli a partire dalla Santa Inquisizione per finire al Nazismo, l'URSS, la Cina del Libretto Rosso e quanti altri volete aggiungere di più "moderni".
    Si dice che dobbiamo rispettare anche la gente, il popolo che sotto quei regimi vive: è vero, non tutte le persone condividevano - poco, qualcosa o del tutto- il regime cui erano costretti a vivere le idee dei loro governanti, ma in nome della gente non possiamo assolvere Gestapo, Ghepeu, Guardie Rosse o Talebani.
    Sotto tuti i regimi sono esistiti i dissidenti che in qualche modo hanno fatto sentire la loro voce, ma, io penso, nessuno potrà dire che la voce di un dissidente può essere definita come prova della libertà di espressione permessa da un regime.
    E' vero che Sakineh è colpevole di un delitto enorme, l'omicidio, e per questo deve ricevere una punizione anche esemplare.
    E' vero che Sakineh è colpevole di adulterio, delitto che praticamente è scomparso dai codici di molta parte del modo e forse anche dal lessico normale.
    Secondo le dichiarazioni dei responsabili iraniani, per il delitto principale si parla di applicare processo e leggi: e questo è giusto.
    Quello che non è ammissibile è che per un comportramento, non encomiabile sicuramente, si possa anche soltanto parlare di una pena, la lapidazione, che ci riporta indietro di 10.000 anni.
    In altra occasione possiamo parlare dell'estrimismo religioso e delle idee stupide che può generare.
    Attilio A. Romita

  3. #3
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    Post Iran

    Quote Originariamente inviata da Attilio A. Romita Visualizza il messaggio
    ....non credo di essere un "buono", non credo alla pena come esclusivo mezzo di rieducazione; non credo alla pena come esempio, ma talvolta penso che qualche buon esempio di punizione la società umana, civile o incivile, debba darlo; non sono un fautore della pena di morte, ma penso che talvolta possa essere il giusto risarcimento ad una società, civile o incivile, offesa pesantemente.
    Tutto ciò premesso, penso che nel caso di Sakineh, come altre volte è capitato, da un caso di "normali corna con omicidio associato" si sono estrapolati solo dei particolari e la "soluzione finale".
    Ed è stata la "soluzione finale" - la lapidazione - che ha scatenato le ire di tutti, benpensanti e malpensanti.
    La sola vaga possibilità dell'applicazione di una punizione, la lapidazione, che mi illudo di pensare nessuna persona, civile o incivile, può accettare, ha giustamente scatenato l'ira di tutti contro un modo di pensare che ci fa tornare mille anni addietro.
    "Non è vero che vogliamo lapidarla" dichiarano le voci ufficiali iraniane che, aggiungono, l'Iran è uno stato di diritto che riconosce tutti i diritti dell'accusato. Sarà vero? Io non lo so, ma queste dichiarazioni mi ricordano dichiarazioni simili fatte nel corso dei secoli a partire dalla Santa Inquisizione per finire al Nazismo, l'URSS, la Cina del Libretto Rosso e quanti altri volete aggiungere di più "moderni".
    Si dice che dobbiamo rispettare anche la gente, il popolo che sotto quei regimi vive: è vero, non tutte le persone condividevano - poco, qualcosa o del tutto- il regime cui erano costretti a vivere le idee dei loro governanti, ma in nome della gente non possiamo assolvere Gestapo, Ghepeu, Guardie Rosse o Talebani.
    Sotto tuti i regimi sono esistiti i dissidenti che in qualche modo hanno fatto sentire la loro voce, ma, io penso, nessuno potrà dire che la voce di un dissidente può essere definita come prova della libertà di espressione permessa da un regime.
    E' vero che Sakineh è colpevole di un delitto enorme, l'omicidio, e per questo deve ricevere una punizione anche esemplare.
    E' vero che Sakineh è colpevole di adulterio, delitto che praticamente è scomparso dai codici di molta parte del modo e forse anche dal lessico normale.
    Secondo le dichiarazioni dei responsabili iraniani, per il delitto principale si parla di applicare processo e leggi: e questo è giusto.
    Quello che non è ammissibile è che per un comportramento, non encomiabile sicuramente, si possa anche soltanto parlare di una pena, la lapidazione, che ci riporta indietro di 10.000 anni.
    In altra occasione possiamo parlare dell'estrimismo religioso e delle idee stupide che può generare.
    *****
    Attilio, condivisibile il tuo pensiero di principio.
    Occorre però considerare che la lapidazione in Iran non esiste più.
    Nell'articolo che ho riportato si legge:
    " La pena di morte è suscettibile di essere attuata per impiccagione. La lapidazione, che era in vigore sotto lo scià e qualche anno dopo la sua caduta, è stata abolita dalla Rivoluzione islamica. Indignato per le affermazioni di Bernard-Henri Levy e Nicolas Sarkozy, il vicepresidente del potere giudiziario iraniano ha detto a Dieudonne M’Bala M’Bala che sfidava questi personaggi sionisti a trovare una legislazione iraniana contemporanea che preveda la lapidazione"
    -
    Il mondo Islamico non lo conosciamo, e ritengo che ciò sia frutto anche (mi duole dirlo) di pura malafede dei mezzi di informazione.
    Ci sono molti casi a dimostralo.
    La 'malainformazione' sul caso Sakineh, e molte altri casi lo stanno obiettivamente a dimostrare.
    Io, sono occidentale e Cattolico ma l'occidente non si sta comportando bene su questo fatto dell'informazione su ciò che accade in quei luoghi.
    Il predominio degli Stati Uniti e degli Inglesi sulla politica mondiale porta a pensare che molti politici di questi paesi, siano dei 'furbacchioni' che vogliono perseverare nella loro storica e funesta propensione al dominio.
    Dominio che per molti secoli ha tenuto interi popoli sotto il peggiore colonialismo e razzismo.
    -
    ps - Giovedi prossimo negli Stati Uniti, in Virginia, verrà giustiziata una donna americana. Tale donna sembra che sia una disabile.
    Gli 'intellettuali' che avevano promosso la falsa campagna per Sakineh non si muovono. Non mobilitano le folle.
    Per Sakineh lo hanno fatto solo per il loro tornaconto politico: attaccare l'Iran, falsificando la realtà.
    http://www.corriere.it/esteri/10_set...4f02aabe.shtml
    Ultima modifica di Roberto Gioffredi : 21-09-10 a 10:28 Motivo: Aggiunto ps
    Roberto Gioffredi

  4. #4
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    predefinito Grazie

    Quote Originariamente inviata da Roberto Gioffredi Visualizza il messaggio
    *****
    Attilio, condivisibile il tuo pensiero di principio.
    Occorre però considerare che la lapidazione in Iran non esiste più.
    Nell'articolo che ho riportato si legge:
    " La pena di morte è suscettibile di essere attuata per impiccagione. La lapidazione, che era in vigore sotto lo scià e qualche anno dopo la sua caduta, è stata abolita dalla Rivoluzione islamica. Indignato per le affermazioni di Bernard-Henri Levy e Nicolas Sarkozy, il vicepresidente del potere giudiziario iraniano ha detto a Dieudonne M’Bala M’Bala che sfidava questi personaggi sionisti a trovare una legislazione iraniana contemporanea che preveda la lapidazione"
    -
    Il mondo Islamico non lo conosciamo, e ritengo che ciò sia frutto anche (mi duole dirlo) di pura malafede dei mezzi di informazione.
    Ci sono molti casi a dimostralo.
    La 'malainformazione' sul caso Sakineh, e molte altri casi lo stanno obiettivamente a dimostrare.
    Io, sono occidentale e Cattolico ma l'occidente non si sta comportando bene su questo fatto dell'informazione su ciò che accade in quei luoghi.
    Il predominio degli Stati Uniti e degli Inglesi sulla politica mondiale porta a pensare che molti politici di questi paesi, siano dei 'furbacchioni' che vogliono perseverare nella loro storica e funesta propensione al dominio.
    Dominio che per molti secoli ha tenuto interi popoli sotto il peggiore colonialismo e razzismo.
    -
    ps - Giovedi prossimo negli Stati Uniti, in Virginia, verrà giustiziata una donna americana. Tale donna sembra che sia una disabile.
    Gli 'intellettuali' che avevano promosso la falsa campagna per Sakineh non si muovono. Non mobilitano le folle.
    Per Sakineh lo hanno fatto solo per il loro tornaconto politico: attaccare l'Iran, falsificando la realtà.
    http://www.corriere.it/esteri/10_set...4f02aabe.shtml
    Vi ringrazio su questo interessantissimo dibattito, che meriterebbe la partecipazione di molti. vp

  5. #5
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    predefinito Informazione e disinformazione.

    Non sono un esperto delle Leggi estrapolate da Corano.
    Mi sembra che in IRAN esista e sia applicata la LA DURA LEGGE DELLA SHARI'A che prevede anche la lapidazione. Questi principi teologici vengano prima del Codice Penale e Civile come per consuetudine li conosciamo. E sono stati applicati in Iran ed in altri paesi soggetii alla SHARI'A.
    Penso che potremo continuare a discutere all'infinito se non consideriamo e ci accordiamo su questi fatti.
    Quanto alle dichiarazioni del " il vicepresidente del potere giudiziario iraniano" penso che valgano quanto le dichiarazioni sull'inesistenza dei campi di sterminio nazisti o dei gulag sovietici ed altre piacevolezze del genere.
    Infine sull'esecuzione capitale di una donna negli USA, non conosco il fatto e sono certo che quanto Roberto dice è vero. Ma se mio fratello è un ladro, questo non giustifica le mie ruberie.
    Attilio A. Romita

  6. #6
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    Post Iran

    Quote Originariamente inviata da Attilio A. Romita Visualizza il messaggio
    Non sono un esperto delle Leggi estrapolate da Corano.
    Mi sembra che in IRAN esista e sia applicata la LA DURA LEGGE DELLA SHARI'A che prevede anche la lapidazione. Questi principi teologici vengano prima del Codice Penale e Civile come per consuetudine li conosciamo. E sono stati applicati in Iran ed in altri paesi soggetii alla SHARI'A.
    Penso che potremo continuare a discutere all'infinito se non consideriamo e ci accordiamo su questi fatti.
    Quanto alle dichiarazioni del " il vicepresidente del potere giudiziario iraniano" penso che valgano quanto le dichiarazioni sull'inesistenza dei campi di sterminio nazisti o dei gulag sovietici ed altre piacevolezze del genere.
    Infine sull'esecuzione capitale di una donna negli USA, non conosco il fatto e sono certo che quanto Roberto dice è vero. Ma se mio fratello è un ladro, questo non giustifica le mie ruberie.
    -
    L'argomento è interessante, almeno per me, e si dovrebbe contribuire con le proprie opinioni purchè suffragate da documenti.
    Non si devono fare affermazioni categoriche senza apportare la benchè minima documentazione.
    Ciò che ho messo in evidenza, è riportato dal Corriere della Sera (intervista al Presidente Ahmanidejad che ha svergognato i creatori di bufale, come li ha chiamati anche Mentana nel suoTG7; donna americana che sarà giustiziata giovedi) e dalla Rivista EURASIA che ha il seguente Comitato Scientifico (riportato anche nel link alla Rivista che ho pubblicato):

    Paolo Bargiacchi, docente di Diritto internazionale (Università “Kore” di Enna).

    Alberto Buela, membro del Centro de Estudios Estratégicos Suramericanos (Buenos Aires).

    Alfredo Canavero, docente di Storia contemporanea, direttore del Centro per gli Studi di Politica Estera e Opinione Pubblica (Università Statale di Milano), segretario della Commissione di Storia delle Relazioni Internazionali (Congresso Mondiale di Scienze Storiche).

    Côme Carpentier de Gourdon, direttore aggiunto della rivista “World Affairs” (India), direttore e fondatore del Euro-Asia Institute (Jamia Millia Islamia, Delhi), co-fondatore dell’accademia Telesis (Svizzera), consigliere della fondazione Kapur Surya (India).

    Frederik William Engdahl, presidente della Engdahl Strategic Risk Consulting.

    Philip Kelly, docente di Scienze politiche (Emporia State University, Kansas, USA).

    Jurij Vasil’evi? Krupnov, presidente del Consiglio di Sorveglianza dell’Istituto di Demografia, Migrazioni e Sviluppo Regionale di Mosca.

    Vladimir Il’i? Maksimenko, direttore generale del Fond Strategi?eskoj Kul’tury (Mosca), ricercatore anziano del Institut Vostokovedenija Rossijskoj Akademii Nauk.

    Fabio Mini, generale di corpo d’armata in ausiliaria dell’Esercito Italiano; è stato capo di Stato Maggiore dell’AFSOUTH (NATO) e comandante della KFOR.

    Luiz Alberto da Vianna Moniz Bandeira, professore di Politica estera del Brasile (Universidade de Brasilia), ha tenuto lezioni in numerose università di tutto il mondo. Nel 2005 è stato nominato intellettuale brasiliano dell’anno dall’União Brasileira do Escritores. È console onorario a Heidelberg, decorato con la Bundesverdienst Kreuz dalla Repubblica Federale di Germania.

    Carlos Pereyra Mele, membro del Centro de Estudios Estratégicos Suramericanos (Buenos Aires).

    Bernardo Quagliotti de Bellis, docente presso l’Academia de Fuerza Aérea Uruguaya, direttore della rivista “Geosur” (Uruguay), segretario generale dell’Asociación Sudamericana de Estudios Geopoliticos e Internacionales, presidente della Academia Urugaya de Geopolitica e Estrategia.

    Sergio Romano, ex diplomatico (ambasciatore della Repubblica Italiana presso la NATO e l’URSS), storico (ha insegnato presso le università di Harvard, Berkeley, Firenze, Sassari, Pavia e “Bocconi” di Milano), giornalista (“Corriere della Sera” e “Panorama”).

    Vasile Simileanu, direttore di “GeoPolitica” (Romania), vice-presidente dell’Associazione Geopolitica di Romania “Ion Conea”.

    François Thual, consigliere per gli Affari strategici della Presidenza del Senato della Repubblica francese, professore al Collège Interarmées de Défense (ex Ecole de Guerre).

    Igor Remualdovi? Tomberg, direttore del Centro per gli Studi Energetici dell’Istituto di Studi Orientali, Accademia delle Scienze russa.
    **
    Ognuno si documenti o si immagini le cose come vuole.
    Credo che il mio post iniziale non abbia senso in questo Forum che ha altri interessi, forse anche più divertenti.
    Credo che sia inadatto ai pregiudizi che la gente non vuole perdere.
    **
    Prego la Vitalba di annullare il tutto, se vuole, per cortesia.
    Per quello che mi riguarda, l'argomento è chiuso.
    Ultima modifica di Roberto Gioffredi : 22-09-10 a 01:02
    Roberto Gioffredi

  7. #7
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    predefinito perchè annullare?

    Io non sono intervenuta ma ho letto tutto con attenzione, come faccio di solito, qualsiasi sia l'argomento proposto.
    Sono contro la pena di morte, questo è risaputo, in ogni caso!
    Certo quando si parla di lapidazione chiunque rabbrividisce e si scaglia contro, è comprensibile che ci sia una mobilitazione generale, anche senza sapere il come e il perchè, questo dovrebbe essere per qualsiasi altra condanna a morte a mio parere, nessuno ha il diritto di togliere la vita ad alcuno. Nei casi citati se le donne sono colpevoli devono pagare, ma non certo con la morte!

  8. #8
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    predefinito Grazie..

    ...a Roberto Gioffredi per la considerazione in cui tiene chi la pensa diversamente da lui.
    Non mi considero il "pensatore massimo", rispetto la lunga lista di testimonial e la Rivista EURASIA. Prima di scrivere questa nota ho "fatto un giro" su EURASIA per cercare di capire come la pensa chi su di essa scrive. L'idea che mi sono fatta è che in tutti gli articoli aleggia un forte spirito antiUSA, la potenza talassocratica, ed una illusione antica che contrappone a quella una mai raggiunta potenza euroasiatica.
    Ognuno è libero delle sue idee, ma quando ci si dichiara, come fa EURASIA, al di sopra delle parti e poi si parteggia chiaramente, allora qualcosa non torna.
    Io, ripeto non sono nessuno rispetto a "tanti nomines", ma ho la cattiva abitudine di pensare, magari male, ma come diceva Andretti: " A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca."
    Questo come premessa d'opinione.
    Come premessa metodologica mi fa piacere suggerire la considerazione che una lista di Nomi per giustificare considerazioni di altri, mi ricorda tanto quelle Lettere pubbliche firmate da molti "Maitre a penser" che "parlavano bene" di molte dittature cadute rovinosamente sotto i colpi del tempo!.
    E a tutti coloro che pensano di ritirarsi nell'aureo isolamento dell'Aventino, ricordo che forse non fu una buona idea.
    Un caro saluto.
    Attilio A. Romita

  9. #9
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    predefinito Grazie..

    ...a Roberto Gioffredi --------------------------------------
    Un caro saluto.
    Ultima modifica di Attilio A. Romita : 23-09-10 a 09:52 Motivo: dopia registrazione
    Attilio A. Romita

  10. #10
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    Post Non ci siamo

    Se si deve parlare di Oriente, un mondo lontano e diverso da noi, affidarsi alla voce di studiosi è l'approccio migliore, secondo me.
    Non è che si deve prendere come oro colato ciò che si legge quando si parla di queste cose.
    Ad Eurasia, che effettivamente ha l'impostazione che dici tu, si potrebbe contrapporre l'autorevole Limes che ha tutt'altra impostazione.
    Si potrebbe citare qualsiasi fonte attendibile, che abbia almeno la competenza alla quale noi si possa attingere per conoscere fenomeni importanti e che influenzano il mondo.
    Anche le recenti interviste rilasciate in America dal presidente Ahmanidejad ed il discorso che terrà all'ONU vanno seguiti e poi ognuno farà le sue sacrosante personali considerazioni.
    Mondi diversi che vanno conosciuti perchè influenzano la vita civile del nostro pianeta.
    Ognuno ha già le proprie convinzioni e, specialmente alla nostra età non si cambiano. Però, se non si studiano i fenomeni geopolitici si rischia di 'vivere fuori dal mondo', 'rallegrandoci' di sapere già tutto anche se non può essere vero perchè gli avvenimenti si evolvono incessantemente.
    Spero che almeno su questo tu sia d'accordo con me.
    Leggendo Eurasia ho potuto leggere delle cose abbastanza imbarazzanti per i 'Maître à penser anti-Iran, etc..' odierni che assomigliano molto a
    quelli che citi tu.
    Questo volevo discutere. Non altre polemiche o vedere chi la sa più lunga.
    Il motivo per il quale considero Eurasia attendibile, o almeno appetibile per l'informazione, è che nel Comitato Scientifico (tra tanti nomi che non mi dicono niente), c'è l'ex ambasciatore e giornalista Sergio Romano, che quotidianamente tiene una rubrica sul Corriere della Sera e che con i suoi saltuari articoli di fondo in materia di politica estera è probabilmente la persona più informata ed attendibile in Italia su questi argomenti.
    Gli argomenti sui quali sarebbe anche bello informarsi sull'Iran, il Medio Oriente e l'Oriente, sono tanti e studiarli è un po' difficile essendoci molto pregiudizio.
    Ho detto informarsi, studiare, comprendere, non convertirsi ad altre religioni o modelli politici distanti secoli dal nostro vivere civile.
    Internet è il mezzo di informazione e di comunicazione più grande che l'Umanità abbia mai avuto. Finchè vivrò lo userò per questo, per crescere grazie alla mia curiosità.
    In Rete c'è di tutto. Vedo tante piccole 'testate giornalistiche', che hanno migliaia di iscritti, che postano sempre le solite cose mirate contro qualcuno. Per non parlare dei commenti che sono sempre pieni di maleducazione indicibile.
    Però, in Rete ci sono anche molte cose attendibili, basta trovarle.
    Condividerle sarebbe interessante, e utile. Credo
    Un caro saluto!
    -
    ps - Io sono Cattolico convinto e non desidero propagandare altre religioni o stati-islamici.
    Però vivo sulla Terra e visto che vivo, la voglio vivere conoscendo ciò che vi accade.
    Ultima modifica di Roberto Gioffredi : 23-09-10 a 12:28
    Roberto Gioffredi

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