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  1. #1
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    predefinito Metti i nonni in cassaforte

    Buon giorno a tutti
    Stamattina, mentre "Gheddafi" soffia sulla penisola salentina col suo Libeccio e con raffiche a 60 kmh,in un cielo azzurro e con temperatura,al momento ,di circa 14 gradi,leggo un piacevole articolo apparso sul quotidiano pugliese "La Gazzetta del Mezzogiorno" di Bari, a firma del bravo giornalista,ex direttore,dott. Lino Patruno. Di che parla? Di noi nonni!!
    L'ho letto tre-quattro volte e mi è passo rivedere me stesso in alcuni passi.Io credo che questa sia la realtà attuale,ma vorrei aggiungere soltanto qualcosa di mio personale e poi,qui in allegato, troverete l'articolo riportato con lo scanner,in attesa di leggere anche qualche vostro competente giudizio.
    Negli ultimi anni, negli ambienti lavorativi di grandi aziende, si è assistito ad una graduale "cacciata" degli anziani dalle stesse, con ingiustificate pressioni da parte di molti giovani pseudo-dirigenti,spesso impreparati professionalmente,oltre che umanamente.E non che i posti vacanti siano stati poi occupati ,nemmeno in minima parte,dai tanti giovani diplomati/laureati in cerca di lavoro,assolutamente No.Tanto ha trasferito a carico degli Enti Previdenziali incenti sovraccarichi finanziari e che,guarda un po',ha avuto ricadute su chi oggi lavora, alla meno peggio.Cioè quelli che oggi lavorano,tanti di meno rispetto al passato,devono sostenere anche noi pensionati...ma fino a quando questo sarà possibile?
    Come diceva il compaesano maestro Renzo Arbore, meditate gente..meditate (me compreso ovviamente).Vi auguro un felice weekend.

  2. #2
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    Maglie(LE)
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    predefinito Metti i nonni in casseforte

    non sono riuscito ad allegare il testo..non so il perchè,ma ci riprovo

  3. #3
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    Maglie(LE)
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    predefinito Metti i nonni in casseforte

    Ecco il testo che non sono riuscito ad allegare:
    Metti i nonni in cassaforte
    Un tempo si diceva:vai sopra alla nonna.Oggi lo dicono soprattutto i comici, ma i nipoti continuano ad andare dalla nonna.Il problema è che questi nipoti diminuiscono,nel senso che i figli sono sempre meno e quindi i nipoti anche.E i nonni vivono sempre piu’ a lungo (lo volesse la Madonna). E se ora i nonni ,i salvatori di tanti nipoti,chissà se domani i nipoti saranno i salvatori di tanti nonni che piu’ avranno età, piu’ avranno acciacchi,anche se invecchiare è l’unico sistema per vivere piu’ a lungo.Troppi acciacchi,per i nipoti unici.
    Ma quel che sarà,benedetta sia la famiglia.Soprattutto ora che la famiglia, non si capisce piu’ niente.Anche i nonni,che sono all’antica,hanno imparato a non dire piu’ marito o fidanzata,ma compagno. Qualcuno s’impalla con “partner”. E si litiga perché a Natale, che è l’ultima festa stretta della famiglia,la nipote non ci viene se non può portare non il fidanzato, ma il compagno col quale convive.Cosa sono queste cose.

    I NIPOTI SENZA LAVORO
    Eppure,piu’ la famiglia scompare, piu’ è l’unica speranza.Ed è allargatissima non perché nascono piu’ figli,tutto il contrario. Ma perché siccome di famiglie se ne sfasciano piu’ dei gol che prende il Bari,quando se ne forma un’altra,sia pure senza chiesa né municipio,si porta appresso i figli di lui e di lei,che se non si possono chiamare neanche fratellastri o sorellastre, anzi quasi mai si chiamano,ho conosciuto il figlio del compagno di mia madre.E se il compagno o la compagna ne fanno poi uno per conto loro,il ciccino o la ciccina che c’entrerà con gli altri figli di mamma e papà che avranno vent’anni di piu’? Un casino.E meno male che non gli mettono lo stesso nome. Il bello è che in questo caravanserraglio,il punto fermo sono i nonni.Ora inutile stare a ricordare che i nipoti per i nonni sono piu’ dei figlierché li fanno tornare mamma e papà.Sono il punto fermo nel senso che sono la polizza di assicurazione per tanti nipoti di questa generazione proprio sfortunata, pur se fortunatissima per tante cose,come sempre quando si va avanti col progresso. Il problema è che, dopo secoli, per la prima volta non si va avanti col progresso,si va indietro:si starà peggio. I figli di oggi sono in mezzo a un tempo che passa da indeterminato a determinato.Cioè dal fisso al mobile,e non solo col telefono.Soprattutto nel lavoro.Ma anche nella famiglia come visto.Nell’informazione,con le notizie del giorno dopo sostituite dal flusso delle notizie Internet minuto per minuto,o dall”all news”,i canali TV tutti informazione 24 ore.Con le frontiere aperte,uno va tranquillo da una parte all’altra e siamo tutti nomadi. O un tempo ex. Ex marito,ex moglie,ex democristiano,ex socialista,ex comunista,ex sovietico, ex cecoslovacco,ex etero.Qualcuno si agita per fare anche gli ex italiani,tipo La Lega Nord,che da sola sarebbe la Terronia della Svizzera.Mondo ex,come il libro dell’intellettuale ex croato, ex bosniaco ora mezzo italiano Matvejevic.
    IL BASTONE PER LA GIOVINEZZA

    Solo i nonni non sono né a tempo determinato,né mobili,né ex.Sono.E non ci fossero,chissà come farebbero i nostri figli,anzi nipoti precari a vita,anzi mobili,anzi flessibili,che lavorano sei mesi,dopo di che sono ex lavoratori,altro giro altra corsa. Una generazione cui è stata presentata la flessibilità come un paradiso,non ti piace piu’ una cosa e ne fai un’altra.Ma poi l’hanno trasformata nell’inferno della precarietà,te ne vai non perché dopo aver fatto una cosa ne fai un’altra,ma perché dopo sei mesi al posto tuo ne prendiamo un altro.Che fa una cosa e dopo chissà se ne fa un’altra,ma sono affari suoi,anzi anche affari nostri visto che ci costa di meno ed è ciò che conta. Così neanche i nonni sono piu’ nonni,sono ammortizzatori sociali.Sono come la cassa integrazione per quelli che perdono il lavoro perché l’azienda appena ha un po’ di tosse li mette fuori come se il virus fossero sempre loro.I nonni sono i bastoni per la giovinezza dei nipoti che avrebbero dovuto essere il bastone della loro vecchiaia,se il lavoro l’avessero avuto foss’anche per sei mesi, e le nostre statistiche dicono pure che è aumentata l’occupazione perché basta che uno lavori per un’ora e i numeri lo fanno passare per uno che sta lavorando sempre.Quel nipote,anzi ex nipote e nuovo bamboccione a furia di aspettare senza lavoro e senza tutto il resto che vorrebbe dalla sua vita. La sua salvezza è così poter andare ancora sopra alla nonna,anzi si dice dalla nonna.

  4. #4
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    a poggio renatico (fe)
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    predefinito

    Quote Originariamente inviata da Michele farmer Visualizza il messaggio
    Buon giorno a tutti
    Stamattina, mentre "Gheddafi" soffia sulla penisola salentina col suo Libeccio e con raffiche a 60 kmh,in un cielo azzurro e con temperatura,al momento ,di circa 14 gradi,leggo un piacevole articolo apparso sul quotidiano pugliese "La Gazzetta del Mezzogiorno" di Bari, a firma del bravo giornalista,ex direttore,dott. Lino Patruno. Di che parla? Di noi nonni!!
    L'ho letto tre-quattro volte e mi è passo rivedere me stesso in alcuni passi.Io credo che questa sia la realtà attuale,ma vorrei aggiungere soltanto qualcosa di mio personale e poi,qui in allegato, troverete l'articolo riportato con lo scanner,in attesa di leggere anche qualche vostro competente giudizio.
    Negli ultimi anni, negli ambienti lavorativi di grandi aziende, si è assistito ad una graduale "cacciata" degli anziani dalle stesse, con ingiustificate pressioni da parte di molti giovani pseudo-dirigenti,spesso impreparati professionalmente,oltre che umanamente.E non che i posti vacanti siano stati poi occupati ,nemmeno in minima parte,dai tanti giovani diplomati/laureati in cerca di lavoro,assolutamente No.Tanto ha trasferito a carico degli Enti Previdenziali incenti sovraccarichi finanziari e che,guarda un po',ha avuto ricadute su chi oggi lavora, alla meno peggio.Cioè quelli che oggi lavorano,tanti di meno rispetto al passato,devono sostenere anche noi pensionati...ma fino a quando questo sarà possibile?
    Come diceva il compaesano maestro Renzo Arbore, meditate gente..meditate (me compreso ovviamente).Vi auguro un felice weekend.
    Certo Michele, è un problema terribile. Questa è una delle tante incapacità
    della nostra politica che dovrebbe occuparsi di bene organizzare la "polis"
    in tutte le sue problematiche. Ti assicuro che io medito, medito tanto.
    Saluti e auguri

  5. #5
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    predefinito meditando

    spesso mi vengono in mente i bambini di Arzano che con i loro temi ci danno tanti spunti per meditare e visto che si parla di nonni, eccone uno che avevo già riportato parecchio tempo fa ma che è sempre simpatico rileggere:

    Vi presento i miei nonni

    Di nonni se ne possono avere da un minimo di zero a un massimo di quattro. Per legge tutti ne hanno quattro, perché una madre e un padre hanno dovuto avere per forza dei genitori, che sono appunto i nostri nonni. Però è anche possibile che di nonni non se ne ha neppure uno perché al momento che nascevamo erano già tutti morti.
    In questo caso si tratterebbe di nonni irrealizzati come certi gol.
    Io di nonni ne ho in media soltanto uno, ed è il padre di mio padre, cioè mio nonno.
    Poiché in casa a quell’epoca uscivano sia mia madre che mio padre, io stavo tutto il tempo con mio nonno, è lui che mi ha insegnato a camminare (infatti a quel tempo non portava ancora il bastone).
    Quando poi sono cresciuto, mi portava sopra le spalle, e meno male che non ero grassoccio come ora se no lo scamozzavo.(schiacciavo)
    Egli come tutti i nonni ha il difetto di dare troppi baci e di trattarmi come un neonato, però io gli voglio bene lo stesso e non solo perché lui ne vuole a me, ma anche per altre ragioni. Infatti lui:
    - fa i piatti;
    - dà la pensione a mamma;
    - cura le piante e le galline;
    - fa la spesa (anche se lo fanno fesso sul peso).
    Lui vive in casa con noi e senza di lui la nostra casa sarebbe più triste. Così spero proprio che possa vivere fino alla fine dei suoi giorni.
    E quando lui morirà io lo piangerò l’equivalente di quattro nonni morti.

    Marcello D'Orta "il maestro sgarrupato" - Mondadori

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