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Discussione: Il Nostro Ricettario

  1. #101
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    predefinito insalata di portulaca

    oggi ho scoperto una cosa interessante che non sapevo e cioè che si chiama portulaca anche questa piantina

    è buonissima in insalata insieme ai pomodori poi...
    di seguito riporto delle informazioni interessanti ricavate da wikipedia

    La portulaca (Portulaca oleracea L., Portulacaceae), detta Porcellana comune, è una pianta particolarmente infestante.
    Denominazione
    È nota nelle diverse regioni con diversa denominazione: in italiano come porcellana, procaccia, porcacchia, pucchiacchella o picchiacchella (in alcune zone del Sannio viene chiamata, eufemisticamente, erba vasciulella per evitare il diretto riferimento dialettale al sesso femminile), perchiazza, sportellaccio, andraca; in inglese come purslane, purslave, pursley, pusley; in spagnolo e catalano come verdolaga, verdalaga, buglosa, hierba grasa, porcelana, tarfela, peplide' (Spagna), colchón de niño (Salvador), flor de las once (Colombia), flor de un día, lega (Argentina); in portoghese e galiziano come beldroega, bredo-femea, baldroaga; in basco come ketozki, ketorki, getozca; in francese come pourpier, portulache; in cinese come Ma-Chi-Xian. Alla specie Portulaca oleracea L. sono ascrivibili sette subspecie:
    • subsp. granulatostellulata (Poellnitz) Danin e H.G. Baker;
    • subsp. nitida Danin e H.G. Baker;
    • subsp. oleracea;
    • subsp. papillatostellulata Danin e H.G. Baker;
    • subsp. sativa (Haw.) Celak.
    • subsp. stellata Danin e H.G. Baker.
    • subsp. sylvestris (DC.) Celak
    Tra queste la oleracea è la più diffusa. Il nome botanico latino significa 'piccola porta' per il modo con cui si aprono le capsule. Gli Arabi nel Medio Evo l’hanno denominata baqla hamqa, che significa 'pianta pazza' o 'pazzesca' a causa del modo in cui i rami si estendono per terra senza alcun controllo.
    Origine e diffusione
    Di probabili origini asiatiche, nell’antico Egitto era utilizzata come pianta medicinale, mentre era coltivata durante il Medio Evo nei Paesi Arabi e nel Bacino del Mediterraneo, soprattutto in Spagna. In Arabia Saudita, Emirati Arabi e Yemen, sono coltivate correntemente diverse varietà di portulaca della sottospecie sativa. Negli Emirati Arabi la varietà coltivata è reperibile in molti negozi di ortaggi per essere utilizzata come insalata. Nelle regioni dell’Italia meridionale la portulaca, raccolta negli orti come spontanea, veniva venduta alla rinfusa da ambulanti durante gli anni ’50 – ’60.
    Usi
    Culinario
    Raccolta allo stato spontaneo o talvolta coltivata, viene consumata da tempi remoti nelle regioni mediterranee. Le foglie dal sapore acidulo, crude o cotte, si consumano in insalata; sono utilizzate per preparare minestre saporite e rinfrescanti, si possono conservare sottaceto. Nella cucina napoletana era un tempo raccolta insieme alla rucola da piante che crescevano spontaneamente, e venduta da ortolani ambulanti. Rucola e pucchiacchella erano un binomio quasi inscindibile tra gli ingredienti dell'insalata.
    Medicinale
    Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze
    Uso Interno
    Usato per curare dissenteria, enterite acuta, emorroidi ed emorragie post-partum.
    Uso esterno
    Un impacco di foglie è usato in caso di foruncoli, punture d’api ed eczema. Negli ultimi anni sono state scoperte notevoli proprietà nutritive e medicinali: è una delle migliori fonti vegetali dell’acido grasso omega-3 (importanti per la prevenzione di attacchi cardiaci), ?-linolenico, possiede un elevato contenuto di proteina cruda e di polisaccaridi idrosolubili, una buona tolleranza alla salinità e una discreta capacità di accumulo di metalli pesanti.
    Nomi regionali
    Calabria
    'Ndraca
    Campania
    pucchiacchella
    Puglia
    Perchiazza (dialetto di Vieste), Brugacchia, m'brucacchia, Pugghiazza (salentino)

    portulaca è anche il nome del fiore effimero che ho allegato stamattina in messaggio del giorno che per comodità allego di nuovo e che a quanto pare è lo stesso fiore che fa anche questa piantina, sono due tipi di portulaca, l'insalata non l'ho mai vista fiorita perchè si mangia quando non lo è ancora, se ci fate caso se ne trova tanta tra le piante di pomodoro e comunque da tutte le parti come avrete potuto leggere...
    sarebbe proprio l'ora ideale per una bella insalatona!...buon appetito a chi l'ha a portata di giardino!
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  2. #102
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    Wink riprendiamo a cucinare?

    in verità non abbiamo mai smesso...in questo periodo mi è capitato di fare qualche volta questo piatto unico semplice e buono, non ricordo se avevo messo la ricetta forse si o forse no, ultimamente più del solito la mia mente non è molto...a fuoco...

    Torta salata zucchini e peperoni

    Affettare zucchini e peperoni
    Cuocerli in padella con poco olio evo, uno spicchio d’aglio, e dello speck (oppure prosciutto cotto o crudo o mortadella)
    Aggiungere una grattata di parmigiano o grana
    Stendere il composto su una pasta sfoglia tirata sottile e ricoprire con altra pasta sfoglia, bucherellare e mettere in forno, come al solito 180° per il tempo necessario ad ottenere una bella doratura.

    l'ultima volta l'ho fatta senza affettati, il risultato è stato ottimo comunque e avendo tirato la sfoglia sottile anche non troppo calorica

  3. #103
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    Wink un antipastino?

    ricordiamo un piccolo antipastino velocissimo:
    un bel fico aperto in quattro a forma di petali e nel mezzo un po' di prosciutto crudo arrotolato a forma di rosellina...da noi si usa il salame crudo e poi disponeteli a piacimento basta mangiarli e se avete la fortuna di avere un fico in giardino, beh allora vengo a mangiarli a casa vostra, non entro neppure in casa mi fermo sotto l'albero! tanto i fichi non si lavano...peccato per la forma (la nostra!)

    faccio invece questo antipastino (che diventa pranzo o cena per me): la pasta sfoglia tirata sottile e tagliata a quadrettini o tondini condita con pomodori a pezzettini o polpa, origano, sale e olio extravergine, il condimento lo praparo in un piatto fondo un po' prima e lascio insaporire, col cucchiaino lo metto sulle pizzettine e inforno 180° per qualche minuto vado ad occhio...che buone!

  4. #104
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    Wink Cipolle, magari borretane o di Tropea

    La settimana scorsa mi è capitata tra le mani questa ricetta, avevo l'occorrente e mi son fatta questa torta, ho solo sostituito il burro con l'olio anche nella pasta, il risultato è stato ottimo comunque, anche se la prossima volta riduco la quantità di latte e magari metto solo un uovo...quella riportata di seguito è l'originale della ricetta:

    Torta di peperoni e cipolla

    Ingredienti:

    300 g di cipolle
    130 g di farina bianca
    90 g di burro
    2 uova
    2 dl di latte
    1 peperone giallo
    1 peperone rosso
    Sale e pepe

    Preparare l’impasto con la farina, 50 g di burro, 3 cucchiai di acqua, una presa di sale, impastare rapidamente e avvolgere il composto ottenuto in una pellicola trasparente e riporlo in frigo per 30 minuti.
    Nel frattempo pulire le cipolle e tagliarle a fette sottili, pulire i peperoni e ridurli a listarelle.
    Fate fondere 20 g di burro e unire le cipolle e fatele appassire poi mettetele da parte in una terrina. Fate rosolare i peperoni per 5 minuti nello stesso recipiente ed uniteli alle cipolle.
    In una ciotola sbattete le uova insieme al latte, aggiustate di sale e macinate un po’ di pepe, versate il composto nella terrina e amalgamate il tutto.
    Togliete la pasta dal frigo, preparate la tortiera e impostate il forno a 180° .
    Stendete la pasta in uno strato di 3 mm e bucherellate il fondo con la forchetta e distribuitevi sopra il preparato.
    Mettete in forno caldo e cuocete per 40’

    Cipolle borretane

    Un'amica mi ha suggerito di farle al forno in questo modo:
    dopo averle sbucciate, metterle in una teglia e ricoprirle per metà di acqua, aggiungere sale e zucchero nella stessa quantità e cuocere in forno, per il tempo andate ad occhio secondo anche al colore che assumono, buonissime!

  5. #105
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    predefinito Brave ragazze

    Brave ragazze, mi fa piacere vedere che con il freschino siete ritornate ai fornelli! vp

  6. #106
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    predefinito Salata de vinete

    Ovvero caviale di melanzane alla rumena

    Pensare che da giovane le melanzane non mi piacevano proprio. Adesso quando sono in Romania gli amici mi accolgono con insalatiere piene di questa crema, che rifaccio spesso anche a casa.

    Ci vogliono melanzane lunghe e molto sode. In estate si possono cuocere sul barbecue, in inverno l'operazione è più macchinosa: vanno abbrustolite sulla fiamma del gas (se avete la vetroceramica potete cuocerle in forno, o nel microonde, ma non sarà la stessa cosa perché non prendono quel bel sapore affumicato). Si lasciano raffreddare un poco, poi si spaccano (se non si sono spaccate in cottura), si mettono in un colino e si lasciano scolare per qualche ora.
    Si estrae la polpa e si mette su un tagliere possibilmente di legno, si tritano con una lama di legno o di plastica - il metallo le ossida - fino a ridurle in crema. Rassicuratevi, non ci vuole molto. Si condiscono con sale, succo di limone ed olio di semi o di oliva molto leggero, tipo quello del garda. Se piace, tritare una cipolla finissima e mescolarla.
    Servire decorando con foglie di prezzemolo ed olive nere.

  7. #107
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    predefinito Polpettone genovese

    Non esattamente leggero ... ma si prepara il giorno prima e si serve freddo, ed è BUONO!

    300g di fagiolini mondati, due patate medie, un cucchiaio colmo di cipolla tritata con mezzo spicchio d'aglio (o più se avete paura dei vampiri), una manciata di porcini secchi ammollati, quattro o cinque cucchiai di parmigiano grattugiato ("formaggio", diceva la mia mitica nonna genovese), un uovo per legare, molta maggiorana, quasi altrettanto origano, pangrattato, olio molto abbondante.
    Cuocere separatamente i fagiolini e le patate. Far raffreddare i fagiolini, tritarli finemente a coltello (nel mixer diventano purea: si devono sentire sotto i denti!) e farli scolare diverse ore, meglio se una notte.
    Rosolare il trito cipolla/aglio in una padella, aggiungere i funghi tritati, far insaporire i fagiolini spremuti per eliminare tutta l'acqua di cottura per cinque minuti, insieme a un cucchiaio di maggiorana. Salare e pepare. Io ci aggiungo anche un peperoncino che tolgo prima di mescolare il composto al purè.
    Intanto ridurre le patate in purè non troppo omogenea con la forchetta, aggiungere i fagiolini, il formaggio, un cucchiaio abbondante (o più) di maggiorana, sale e pepe, legare con l'uovo.
    NON è una frittata, l'uovo serve proprio soltanto per tenere insieme il composto. Se proprio non ci sta, aggiungere un tuorlo. Due sono decisamente troppi. Salare e pepare
    Prendere una teglia rotonda e bassa o un testo di rame, ungerlo molto abbondantemente d'olio (evita che si attacchi, il che guasterebbe tutto), cospargerlo abbondantemente con un misto di pangrattato e origano in parti uguali, appiattirvi sopra il composto, spolverare quest'ultimo con altrettanto pangrattato ed origano, irrorare d'olio.
    L'olio è sufficiente se forma un anello attorno al tortino.
    In forno a 180°C per 45 minuti circa.
    Far raffreddare prima di mangiarlo. E' migliore il giorno dopo.

  8. #108
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    predefinito rimedi naturali

    ricordo l'intruglio per i primi mal di gola e per prevenire la tosse:

    il succo di un limone, un bel cucchiaio di miele e peperoncino in abbondanza...bere a cucchiaini durante la giornata, se preso ai primi sintomi previene il mal di gola, fa bene per gli abbassamenti di voce e per quella tossicina fastidiosa.

    mele cotte, nel pentolino o al forno, il miglior rimedio per chi ha problemi di stitichezza o semplicemente per mantenere l'intestino in ordine, sono cose che sappiamo ma ce ne dimentichiamo anche...

    ps per Cristina Hess: quella crema di melanzane con cosa la servono in Romania? Tanto per avere un quadro completo, grazie! La servono anche con il caciocavallo?

  9. #109
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    predefinito

    Quote Originariamente inviata da Maria Bertuzzo Visualizza il messaggio

    ps per Cristina Hess: quella crema di melanzane con cosa la servono in Romania? Tanto per avere un quadro completo, grazie! La servono anche con il caciocavallo?
    Fa parte degli antipasti classici, come anche i formaggi, i peperoni crudi, i cetrioli, la zacusca (immaginatevi una specie di ratatouille ridotta in crema), la crema di fagioli (fasole batute), la salata de icre (taramasalata)...
    Di solito gli antipasti sono seguiti dalle sarmale (involtini di verza o foglie di vite ripieni di carne e riso), per finire con un dolce, che può essere di tipo baklava, o una placinta (come dire 'torta', spesso alla crema di burro), o semplicemente un cozonac, ossia un dolce asciutto tipo cake molto consistente, normalmente alle noci.

  10. #110
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    predefinito Coliva

    Visto che Maria ha manifestato molto incautamente un certo interesse per la cucina rumena, vi segnalo una preparazione interessante ed assolutamente di stagione.
    Come in molte altre, nella tradizione ortodossa rumena gli atti legati alla morte comportano tradizionalmente delle preparazioni culinarie, in questo caso la coliva, che viene offerta al cimitero a chi viene ad omaggiare il defunto al momento dell'inumazione, ma anche nelle successive ricorrenze (per almeno sette anniversari si celebra una piccola cerimonia commemorativa sulla tomba, detta parastase) ed a volte il giorno dei Morti.
    Si tratta di un piatto antichissimo, risalente all'epoca di Giuliano l'Apostata, a base di grano. Il grano è l'alimento per eccellenza, quello che permette la vita, e quindi accompagna il defunto nella vita eterna.
    Negli ultimi anni sono sempre più numerose le persone, soprattutto anziane (una pensione media è di circa 80/90 € mensili), che si recano quotidianamente al cimitero sperando in una parastase che consentirà loro di mangiare anche quel giorno.

    Coliva

    Ingredienti:

    1 kg di grano (intero o spezzato)
    1/2 kg noci pestate
    1/2 kg zucchero
    1/2 biscotti macinati (eventualmente),
    scorza grattugiata di limone a piacere
    scorza grattugiata di arancia a piacere
    cocco grattugiato a piacere
    uva passa a piacere
    essenza di rum a piacere
    qualche cucchiaio di cacao (optional)
    un pizzico di sale

    Preparazione:

    Prima sera: risciacquare il grano in acqua tiepida (ripetere l'operazione da 4 a 6 volte), metterlo in una pentola con 2 l scarsi d'acqua bollente e il sale e cuocerlo a fuoco basso (o in forno a 200°C) per circa un'ora. Sorvegliare la cottura: verso la fine aggiungere eventualmente poca acqua bollente. Deve avere la consistenza di un risotto. Far riposare fino all'indomani.

    Il giorno successivo mescolare molto bene con lo zucchero e gli altri ingredienti (normalmente si fa senza cacao, ma se piace si può aggiungerne). Se la preparazione fosse molle, rettificarne la consistenza con qualche biscotto macinato.

    Rivestire un numero sufficiente di stampi con la pellicola e versarvi la preparazione. Lisciare bene e ricoprire con altra pellicola. Rimettere al fresco fino al giorno dopo.

    Al momento di servirla, spolverarla di noci macinate e decorarla con fiori commestibili o altro.

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