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Discussione: momenti di riflessione

  1. #41
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    predefinito Oh Attilio.....

    se ti avessi conosciuto qualche anno fa! Nel 2000, alla bella età di 50 anni, un giorno in ufficio mi hanno tolto la mia adorata macchina da scrivere e mi hanno detto: "Questo è il tuo PC". Mi ha aiutato solo la mia grande passione per l'elettronica in genere: cellulari, VCR, PC, eccetera.... ed ho imparato quel po' che so tutto da sola cercando di carpire qualcosa a chiunque ne sapesse più di me. A volte ci mettevo giorni e giorni per arrivare alle cose, però alla fine ci arrivavo tra prove, forum, call centers, arrabbiature.
    Spieghi in modo molto chiaro e te ne sono molto grata. Finalmente, quando avrò un dubbio, saprò a chi rivolgermi.
    Grazie in anticipo e grazie per la tua squisita disponibilità.

  2. #42
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    Thumbs up Grazie Anna50.....

    ...per i complimenti.
    Su GreyP ho scritto un po di pillore varie su informatica e tecnologia.
    Se per caso possono interessarti, e non le hai ancora viste, è sufficiente che inserisci la parola "Romita" nel cerca della pagina principale e troverai un ventina di link a "pillole di ....".
    Ciao.
    AAR
    Attilio A. Romita

  3. #43
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    predefinito osho ?

    Scusa la mia ignoranza Maria ma osho è un artista, un genere musicale o una disciplina tipo yoga? Questa musica è come un piacevole massaggio e vorrei approfondire.
    Ultima modifica di Vittorio Galli : 28-07-09 a 00:01

  4. #44
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    Smile

    Quote Originariamente inviata da attilio.romita Visualizza il messaggio
    ...per i complimenti.
    Su GreyP ho scritto un po di pillore varie su informatica e tecnologia.
    Se per caso possono interessarti, e non le hai ancora viste, è sufficiente che inserisci la parola "Romita" nel cerca della pagina principale e troverai un ventina di link a "pillole di ....".
    Ciao.
    AAR
    Mi ci fiondo........

  5. #45
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    predefinito Per Vittorio

    Quote Originariamente inviata da Vittorio Visualizza il messaggio
    Scusa la mia ignoranza Maria ma osho è un artista, un genere musicale o una disciplina tipo yoga? Questa musica è come un piacevole massaggio e vorrei approfondire.
    Osho è stato un grande Maestro Spirituale, le sue tecniche di meditazione credo siano le più famose nel mondo, le musiche sono un accompagnamento...ti metto il link di Wikipedia dove puoi leggere qualcosa di lui, ciao

    http://it.wikipedia.org/wiki/Osho_Rajneesh

  6. #46
    renata44 Guest

    predefinito

    ciao Maria sono andata a leggere il link che hai posto e devo dire che è molto interessante ho deciso che approfondirò l'argomento

  7. #47
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    predefinito citazioni celebri - riflettiamo...

    Se l’amore è davvero il potere più grande,perché hai bisogno ancora di altri strumenti di potere?
    Walter Lubeck

    Un po’ di bene da uomo a uomo è meglio di tutto l’amore per l’umanità
    Richard Dehmel

    La gioia è la passione attraverso cui noi diventiamo migliori. Se sottrai e rovini la gioia a te e agli altri, commetti peccato.
    Henrich von Stein

    Chi non ha pace all’interno del proprio cuore non ce l’ha neanche all’esterno.
    Johann Geiler von Kaysersberg

    Se non si ama se stessi è impossibile anche amare il prossimo.
    Hermann Hesse

    Se sulla terra regnasse l’amore, ogni legge sarebbe superflua.
    Aristotele

    L’ebbrezza dei sensi è per l’amore quello che il sonno è per la vita.
    Novalis

    Sono tutte belle, ma una in particolare...
    ciao a chi passerà a leggere, Maria
    Ultima modifica di Maria Bertuzzo : 10-08-09 a 13:34

  8. #48
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    predefinito riflettiamo sul pettegolezzo?

    Riporto qui una cosa che avevo pubblicato in un altro settore ma che esulava dall'argomento trattato (era la presentazione di Giovanni), questo mi pare un posto più adatto, ma perchè voglio inserire un'altra cosa sempre sul pettegolezzo che mi sembra alquanto interessante, prima questa (Socrate), poi se riesco inserisco il link dell'altra, in caso non riuscissi chiederò aiuto a Cristina:

    leggiamo insieme questa cosa sul pettegolezzo:

    “Un discepolo arrivò a casa del saggio Socrate tutto agitato, e non appena entrato cominciò a parlargli in questo modo:
    - Maestro, voglio che tu sappia che due giorni fa mi sono incontrato con un tuo amico, del quale devi assolutamente sapere che ha parlato molto male di te… e ha detto a certi suoi amici delle cose terribili… Dato che sono qui da te, voglio che tu venga a conoscenza di tutto quello che ho scoperto, affinché tu sappia che genere di amici hai…
    Allora Socrate sorrise e, dopo aver fatto un gesto pieno di compassione, lo interruppe dicendogli:
    - Mio caro, aspetta un istante, e prima di parlare pensaci bene! Hai già fatto passare quel che mi vuoi dire per le tre sfere del saggio?
    Il discepolo rispose:
    - Le tre sfere? Ma non sapevo nemmeno che esistesse qualcosa del genere! Cosa sono mai le tre sfere del saggio, di cui non so nulla a riguardo?
    - Proprio perché non lo sai ti inizierò adesso nei misteri delle tre sfere del saggio – gli rispose Socrate. LA PRIMA SFERA E’ QUELLA DELLA PURA VERITA’. Hai cercato con cura e alla fine hai scoperto che tutto quello che vuoi dirmi è completamente vero, da tutti i punti di vista? Sei completamente certo che quel che mi vuoi dire sia proprio la PURA VERITA’?
    - No… - rispose il discepolo. Perché io ho solo sentito quel tuo amico dire cose terribili su di te ad alcuni suoi amici con i quali parlava.
    - Comincio a capire di cosa si tratta. Passiamo adesso alla SECONDA SFERA, CHE E’ QUELLA DELLA BONTA’ E DELLA BELLEZZA. Ciò che hai scoperto e che mi vuoi riferire è qualcosa di buono? È qualcosa di bello?
    - No, anzi, è proprio il contrario… Quando ti dirò tutto quello che ha detto il tuo amico su di te ti farà impressione, e probabilmente ti arrabbierai moltissimo…
    - Aha! Si fa sempre più chiaro, disse Socrate. Passiamo adesso alla TERZA SFERA, CHE E’ QUELLA DELLA NECESSITA’ E DEI BENEFICI. Ritieni che sia per me proprio necessario, e allo stesso tempo benefico, sapere tutto ciò che quella persona ha detto su di me?
    - Ad essere sinceri, no. Non credo che ti serva, e tra l’altro neanch’io ho tratto alcun beneficio da tutto ciò che quella persona diceva su di te, anzi, sarebbe, semmai, qualcosa di miserabile per quel che ti riguarda.
    Allora – sorrise Socrate – se quello che mi vuoi dire non è né la Pura Verità, né qualcosa di buono e bello e non mi è assolutamente necessario, visto che non mi porta alcun beneficio, meglio che rinunci a dirmi alcunché a riguardo. Dimentica tutto ciò, distaccatene completamente, e adesso, visto che comunque sei venuto da me, sappi che sono molto più felice di parlare di qualcosa di bello o di buono, o delle delizie dell’amore. E se non ti interessa nessuno di questi argomenti, sappi che io sono molto felice di condividere la mia esperienza riguardante gli imperituri vantaggi della saggezza.”

    prego chi ha delle cose sull'argomento di inserirle l'argomento mi pare interessante anche se potrebbe sembrare frivolo, se avete voglia leggete l'allegato...
    ok vedo che ci sono riuscita
    Maria
    Attached Files Attached Files
    Ultima modifica di Maria Bertuzzo : 08-09-09 a 10:44

  9. #49
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    predefinito aggiungo una cosa interessante

    se vi piace l'argomento, leggete anche questo e buona lettura:

    Il pettegolezzo nasce nel 400 a.C. con Socrate. E’ intellettualistico-moralistico che coinvolgerà presto la letteratura e i tre ceti sociali, oggi più che mai colpiti. La litania dei perché, delle continue domande, la curiosità di sapere, la meraviglia e la chiacchiera sono caratteristiche e della filosofia e del pettegolezzo. I primi a parlare male della filosofia non sono stati i non filosofi, ma i filosofi. Se Socrate è l’emblema del pettegolezzo filosofico, Dante è l’emblema del pettegolezzo letterario. La Divina Commedia è la più grande mistificazione della verità letteraria, ma è anche la più grande rivincita e vendetta che il più grande poeta del mondo si sia preso contro i suoi nemici.
    Scrive Giorgio Manganelli nel libro “La letteratura come menzogna” (edizione Adelphi 1986): “La letteratura è immorale ed è immorale attenderla. O è inutile o è velenosa. Dissacrante, perversa, affascina e sgomenta, corrotta, impone la coerenza sadica della sintassi; irreale, priva di sentimenti, impone la coerenza sadica della sintassi; irreale, priva di sentimenti, li usa tutti. La sua coerenza nasce dall’assenza di sincerità. Nessuno se ne allontanerà intatto”.
    Nell’800 Leopardi spettegola contro la natura, il prossimo e se stesso. Scrive nei suoi pensieri: “Il mondo è una bega di birbanti contro gli uomini da bene e di vili contro i generosi”.
    Dostoevskij nei suoi romanzi e nel “Diario” smaschera la falsità della vita condotta dagli intellettuali di Mosca e di Pietroburgo. Una volta, all’età di 24 anni, è capitato a lui stesso di essere oggetto di pettegolezzo. In una serata mondana sviene davanti ad una bellissima donna, che gli era stata presentata da alcuni amici-nemici, che lo odiavano per il successo avuto con il racconto “Povera gente”. Gli amici, anziché prendersi cura di lui, preparano una canzoncina che lo metteva in ridicolo, passandola ad un giornale. L’indomani nei salotti di Mosca non si parlava d’altro.
    Cesare Pavese raccomandava alle sue amiche ed ai suoi amici di non spettegolare sul suo suicidio. Probabilmente prima di compiere quel gesto, in una stanza d’albergo a Torino il 27 agosto 1950, gli era venuto in mente che il suo libro, “Il mestiere di vivere”, conteneva una filosofia del pettegolezzo e che filosofica fosse la scelta di togliersi la vita. Così finisce: “Non più parole, un gesto, non scrivo più il mestiere di vivere”.
    I personaggi del romanzo “La Recherche …” di Proust sono pettegoli. Proust ridicolizza gli scrittori, contemporanei e del passato, perché parlavano per luoghi comuni, mentre lui si vantava di non conoscere, perfino, la sintassi e non servirsi della grammatica.
    Ciononostante con molta o con poca malevolenza, il pettegolezzo ha sempre una funzione protettiva dell’io. L’io si sente protetto dal pettegolezzo. Ma nel momento in cui questa protezione dovesse venire a mancare, per motivi vari, e non fosse pronto un altro strumento di difesa dell’io, la situazione potrebbe degenerare in una forma di follia. Anche perché non c’è più amore. Ma chi ama veramente il prossimo?
    Nessuno dei pettegoli, perché sono loro che vogliono essere amati. I non pettegoli sono talmente superficiali da ignorare il prossimo. Sicuramente ha amato il prossimo Gesù Cristo, morto in croce.
    Ormai si parla per sparlare. Nei giornali, come si sa, fanno notizia le cose sgradevoli non le cose piacevoli. Nel ventennio fascista al contrario, per ragioni che tutti sappiamo, c’era la censura e facevano notizia le cose belle e non quelle brutte. Sempre spettegolando si elogia o si disprezza qualcuno senza conoscerlo. I motivi che possono provocare la maldicenza sono tanti: invidia, spirito di vendetta, sadomasochismo, frustrazione, sofferenza mal sopportata, complesso di inferiorità, … Ognuna di queste patologie, perché di patologie si tratta, accompagna in particolare il pettegolezzo calunnioso. Il pettegolezzo smascheratore, sia pure con qualche pizzico di malvagità, non è patologico, è fisiologico.
    Dante, Leopardi, Dostoevskij, Nietzsche, Proust, Cesare Pavese e tanti altri sono pettegoli smascheratori.
    Di solito chi ha “pensieri indolori” (cioè che non derivano dal dolore) e gode di ottima salute non fa pettegolezzo. Si direbbe che sono i “pensieri dolorosi”, per dirla con Marcel Proust, a fare diventare pettegoli gli smascheratori. La conversazione benevola non piace più a nessuno, è ritenuta superficiale e non fa ridere. Si crede che il pettegolezzo che si fa su di noi sia più malvagio di quello che noi facciamo agli altri.
    Un letterato francese, Antonio Rivard, ha scoperto che su 20 perone 19 parlano male di noi, l’unico che ne parla bene lo dice malamente. Per il filosofo austriaco Vittigensten “delle cose di cui non si può parlare si deve tacere”. La maldicenza danneggia chi la fa, chi la riceve e chi la ascolta. La conversazione, che doveva essere la cosa più bella della vita, è degenerata in maldicenza, nell’arte di interrompersi a vicenda. Scrive Massimo Bontenpelli: “Conversare è entrare nel solco di ciò che ha detto l’altro e di qui proseguire per un tratto o perfezionare quel solco”.
    Quello che il filosofo inglese Thomas Hobbes scrisse nel 1600 “l’uomo è lupo per l’altro uomo”, oggi è valido più che mai. Il pettegolezzo è odio mascherato. Con la morte della vera morale il pettegolezzo continua a fare strage di quelle poche persone buone che sono rimaste. La gente pettegola è quasi sempre creduta. I pochi ingenui che credono alle parole che ascoltano senza aspettare i fatti, anche se i fatti dicono il contrario, continueranno a credere alle parole del pettegolo. Il pettegolo calunnioso può uccidere persone innocenti, anche se poi il male ritorna al calunniatore. E’ questa forse una delle ragioni per cui Goethe consigliava di non agire contro il pettegolezzo calunniatore. Afferma Goethe: “ Molte falsità si smentiscono da sole”.
    I giovani hanno gran paura di vivere. Per questo si rifugiano nelle discoteche, nella droga e nell’alcol. Gli adulti e gli anziani trovano conforto nello spettegolare. Quel che manca in generale agli uni e agli altri è l’esperienza della sofferenza e della solitudine.
    Il filosofo Pascal in uno dei suoi pensieri scrisse che abbiamo disimparato a stare in casa. Era il 1600. Figuriamoci cosa avrebbe detto oggi che tutti vogliono uscire di casa. Il CENSIS recentemente ha comunicato i risultati del suo rapporto sugli italiani. Dal sondaggio, secondo il sociologo Giuseppe De Rita, curatore e responsabile dell’inchiesta, è emerso che la nostra è una società che chiacchiera tanto senza riuscire a trovare una direzione di marcia. Il Cardinale Tonini, commentando il rapporto del CENSIS, ha fatto suo un pensiero di Platone dicendo che è venuto il tempo in cui c’è bisogno di filosofi.
    In arresa che l’introiezione prevalga sulla proiezione, è bene considerare il pettegolezzo come gioco, gioco della verità. Le parole perderanno il loro valore e significato, cesseranno di essere trappole. E la risata ci salverà.

    sarebbe bello commentare e se ci fosse qualcosa di errato, mi farebbe piacere saperlo, grazie!
    Ultima modifica di Maria Bertuzzo : 08-09-09 a 13:27

  10. #50
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    Thumbs up Socrate, gossip e pettegolezzo.

    Carina la storiella di Socrate che si potrebbe riassumere, in modo un po dissacratore e terra-terra, con la frase: CUI PRODEST è la regola da applicare prima di parlare.
    Per quanto riguarda il Rapporto, direi che è interessante e tuttovero, ma è anche la dismostrazione che si può sembrare seri facendo gossip sul gossip
    Ricordate la "Canzone intelligente" di Cochi e Renato.
    Attilio A. Romita

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