Cari amici, vi segnalo che il
29 ottobre alle ore 21.00
Presso: Auditorium Candiani
Piazzale Candiani, 7 Mestre

ci sara' lo Spettacolo Teatrale

NEL CONFINE - in ricordo di Giulio Alfredo Maccacaro

regia di Claudio Misculin

un'occasione da non perdere, per gli amici di Mestre per fare di una serata a Teatro un'occasione di riflessione.
e se volete saperne di più....

"Il confine, viverci dentro; per allargare le terre di nessuno, per insegnare all’uomo ad occuparle.
Né nella zona A né nella zona B, ma proprio dentro la linea per muoverla…fino a farla sparire.
Questo è il luogo mentale e fisico dove si agisce lo spettacolo:
la Locanda “Nel Confine”, dove troviamo Maccacaro, Semmelweis, Basaglia, Cooper, morti e defunti; ma anche Rotelli, la Hack, che sono vivi e vegeti.
Maccacaro è uno dei fondatori della locanda.
Maccacaro è uno dei fondatori di Medicina Democratica, ma anche partigiano, medico, scienziato, intellettuale democratico, militante del movimento dei lavoratori.
Alla Locanda però è la prima volta che ci va.
“Come mai?” chiede la locandiera.
“Perché è un uomo molto riservato” risponde la cuoca.
E questo è l’ostacolo più grande che l’autrice, Angelina Pianca, ha incontrato nello scrivere la drammaturgia, la riservatezza sua di lui e di tutto quel gruppo di persone, che come lui, scienziati, avevano deciso di lavorare per una scienza al servizio dell’uomo."

“Toglie il respiro il nitrile nei corridoi,
mentre marciano in divisa baroni plebei:
vanno in processione col camice, il regolo, i quiz
la superbia, l’ignoranza e la routine”
Giulio Maccacaro


L’Accademia della Follia si occupa di teatro e follia.
La ricerca nasce all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste nel periodo in cui le sue mura venivano abbattute da Franco Basaglia. Viene fondata da Claudio Misculin: artista, attore e regista.
Claudio Misculin si trova lì, in quel momento, a far parte del grande sogno; e da lì, da dentro, fonda il primo gruppo (1976), apre il primo teatro di matti ed, insieme ad altri, partecipa alla costruzione di quella idea che poi diventera' la legge 180. È un progetto teatrale e culturale.
Formato da attori a rischio, è un’esperienza singolare-universale. Qui il Teatro diventa terreno comune per agire la diversita' e la sua trasformazione. Si opera ai confini: geografici, culturali, etnici, di generazione, di centralita' e marginalita', di rischio personale, di gruppo, di eta', di status.