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  1. #1
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    Thumbs up Un rinnovamento che aiuta anche i giovani

    Abbiamo seguito ieri per conto degli amici grey-panther l'incontro organizzato a Milano da Sodalitas. Ve ne diamo resoconto perchè i risultati delle sperimentazioni organizzate da questa importante struttura di riferimento si stanno rivelando interessanti per l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
    FONDAZIONE SODALITAS PRESENTA “WORKING AGE”:
    LA GUIDA ON LINE PER LA GESTIONE DELLE DIVERSE ETA’ IN AZIENDA
    Il primo studio del LABORATORIO WORKING AGE disponibile da oggi sul sito della Fondazione. Sono stati presentati oggi durante il convegno “Le diverse età al lavoro:generazione Y, over 50 e dialogo intergenerazionale”, presso la sede di Accenture, i primi risultati del
    LABORATORIO WORKING AGE promosso da Fondazione Sodalitas insieme con 8 imprese aderenti:
    Accenture, Banca Popolare di Milano, IBM, Kraft Foods, L’Oreal, Randstad, Telecom Italia e Vodafone
    Italia.
    Avviato nel gennaio 2010, il LABORATORIO WORKING AGE è nato su idea di Fondazione Sodalitas con l’obiettivo di raccogliere informazioni di scenario sulla gestione delle diverse età in azienda, tema che a fronte di un’elevata disoccupazione giovanile e di una difficoltà occupazionale per gli over 50 è di forte attualità. Nello specifico, il LABORATORIO si propone di costruire e comunicare una conoscenza diffusa sul tema, condividere le esperienze che le singole imprese hanno intrapreso su queste problematiche e avviare
    sperimentazioni su specifici ambiti tematici i cui risultati possano essere condivisi con altre imprese e rappresentanti delle Istituzioni.
    Tutte le best practice e i risultati raggiunti dal LABORATORIO WORKING AGE sino ad oggi sono da ora
    disponibili on line all’interno di una guida scaricabile direttamente dal sito della Fondazione
    (www.sodalitas.it).
    “Il posto di lavoro è il luogo in cui ognuno è chiamato a confrontarsi con persone diverse da sé per genere, per livello di scolarizzazione, per le abilità, per nazionalità e, non ultima, per età – ha dichiarato Roberto Ramasco, Consigliere Delegato di Fondazione Sodalitas – Anche dalla capacità di integrare queste diversità dipendono non solo il ‘clima’ aziendale ma anche le possibilità dell’impresa di competere sul mercato”. In questi mesi di lavoro, le imprese partecipanti al LABORATORIO WORKING AGE si sono confrontate in particolare sui temi della gestione della Generation Y (i giovani nati negli anni ’80), della popolazione over 50 e del dialogo intergenerazionale.
    “Dialogo e confronto intergenerazionale costituiscono oggi un valore tangibile per ogni tipo di business, che sia profit o non profit – ha affermato Rodolfo Landini, Direttore Servizi Centrali e Human Capital & Diversity Lead di Accenture. Nella nostra azienda, tale capacità viene quotidianamente interpretata mettendo talento, energia e intraprendenza al servizio di uno sviluppo sostenibile nel lavoro e a fianco dei nostri clienti: ciò è possibile solo attraverso il trasferimento alle risorse più giovani di competenze sempre più mirate e specialistiche, coniugando la più ampia conoscenza con valori etici che consentono di operare le scelte giuste, per far crescere il business e creare solidi riferimenti per le generazioni future”.
    All’interno della guida “Working Age” le iniziative di active age management che le imprese hanno già intrapreso sono state suddivise all’interno di tre categorie, definite a seconda delle finalità che si prefiggono:
    1. Orientare i giovani nel mondo del lavoro e attrarre in azienda i talenti: ampliare i confini aziendali, incontrare i giovani nel loro “ambiente” attraverso una presenza nelle scuole e nelle università, adattare i linguaggi della comunicazione d’impresa alle caratteristiche degli interlocutori, sviluppare
    iniziative di employer branding anche interattive, proporre posizioni costruite sul know how di esperienza, che rendano l’azienda attrattiva anche per le fasce più.
    2. “Far crescere” le persone in azienda sia in termini formativi che di performance: valorizzare la “age diversity” come elemento centrale della cultura d’impresa, attivare iniziative di scambio generazionale e di cross-fertilization tra giovani e over 50, per dare voce alle diverse età (ne sono esempio il reverse
    mentoring di IBM; il community meeting di Accenture; la formazione dirigenti d’azienda di BPM; il graduate program di Vodafone).
    3. Favorire una migliore integrazione delle persone in azienda coltivando il senso di appartenenza: informare i collaboratori sull’andamento dell’azienda, attivare strumenti di ascolto delle esigenze e dei bisogni per il benessere delle diverse fasce aziendali, sviluppare strumenti di flessibilità per rispondere
    alle esigenze di giovani e over 50, promuovere il volontariato d’impresa come strumento per includere ad aumentare motivazione e senso di appartenenza di giovani e over50.
    Fondazione Sodalitas e le imprese partecipanti al LABORATORIO WORKING AGE intendono promuovere il lavoro svolto insieme impegnandosi a diffondere a livello nazionale i progetti già portati a termine, sviluppando un confronto attivo anche con gli interlocutori istituzionali e cercando la collaborazione e l’integrazione di queste esperienze con il mondo della scuola, affinché questa accresca la propria capacità di intercettare le reali necessità – in termini di competenze e di professionalità – del mondo dell’impresa.
    www.sodalitas.it

  2. #2
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    predefinito

    ...perdonami Vitalba ma..........mi sono fermato leggendo i nomi delle aziende che hanno commissionato lo studio "Laboratorio working age".....

    La IBM (e parlo per esperienza diretta !) è meglio se si va a nascondere sotto un sasso ! Quella azienda gestisce le età lavorative con il MOBBING SFRENATO ! E non solo, comincia quasi sempre dai portatori di handicap (che sono più deboli) come ha fatto a Torino 15 anni fa quando in Italia nessuno parlava ancora di mobbing !

    Rifacciamoci ad interlocutori eticamente più seri !
    Ultima modifica di Bruno Di Gioacchino : 11-11-11 a 22:47
    Bruno

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