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  1. #1
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    predefinito Utopici Governi Tecnici

    Nell’antica, antichissima Roma, nei momenti critici si nominava un Dittatore con poteri decisionali ed esecutivi pieni.
    Facendo finta di copiare quella assolutamente non replicabile iniziativa, in tempi moderni si fanno “Governi Tecnici” o “di emergenza” o comunque li si voglia chiamare. Ma questi Governi, è bene chiarirlo, decidono solo quello che il Parlamento vuole ed infatti sono soggetti alla sua fiducia.
    Cosa succederà? I provvedimenti semplici e di piccolo cabotaggio sarannovotati da tutti. I punti critici ed i provvedimenti ostici, ai quali sono state alternativamente ostili le vecchie maggioranze ed opposizione, non verranno affrontati o, quantomeno saranno discussi, sdrammatizzaati, semplificati, depurati e ...rimandati, ancorchè lo studio e le soluzioni proposte per i temi sgradevoli siano formulate al massimo della sapienza scientifica.
    Una piccola protezione per il Governo Tecnico poteva essere l’inclusione di alti esponenti delle avverse fazionii, e questa sarbbe stata una minima garanzia di corresponsabilità nelle decisioni o delle non decisioni. Con pretestuose ragione le opposte fazioni hanno voluto il Governo vergine dai politici per potersi garantire di non perdere la faccia accettando regole sino al giorno prima ostate con caparbia determinazione.
    Ovviamente queste considerazioni non sono, e non vogliono essere, valutazioni su le persone che compongono il nuovo governo TECNICO a cominciare dal valore assoluto del prof. Monti.

    Infine una considerazione, tra il serio ed il faceto.... anche questa volta la Lega, faccendo finta di opporsi, ha vinto ed il nuovo governo è a maggioranza nordista.

    Non sono un promotore del caosa tutti i costi, ma tento di essere un promotore di tesi di basso livelo pratico.
    C’è qualcuno che sappia spiegarmi dove è l’errore di questo mio punto di vista…..politicamente e realisticamente parlando.
    Attilio A. Romita

  2. #2
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    predefinito Inconcludenti governi politici

    Caro Attilio,finalmente emergono le utopie che in fondo possono rappresentare una flebile speranza dopo tanto disamore per la politica,quella vera,capace(se c'è la volonta'),di risolvere i problemi di una comunità!
    Sei partito dal "neolitico"quando non era proprio in auge la "demos-crazia; prevalevano le elite' senatoriali e gli Imperatori avevano il potere assoluto che esercitavano con il "glaudio" e con la crocifissione!
    Tuttavia in "croce" ci siamo finiti noi,poveri tapini,dopo 2000 anni di disullusioni,forse con qualche intervallo gaudente e consolatorio!
    Un Governo,cosiddetto d'emergenza o tecnico che dir si voglia e' la logica conseguenza di questa elite "politica" che,pur essendo regolarmente eletta dal popolo,non ha ottemperato al mandato e alle promesse sbandierate durante la campagna elettorale; inoltre,dimmi tu,quale poteri ha avuto il Parlamento in questi ultimi anni,ti pare che abbia posto dei veti,che si sia opposto con forza quando l'esecutivo,s'imponeva platealmente attraverso il potere della maggioranza?
    Certo la mia critica,è rivolta anche all'opposizione che non ha saputo esercitare la sua capacità propositiva,arroccandosi,prevalentemente, su posizioni ideologiche di vecchio stampo!
    Aspettiamo il programma dell'esecutivo,prima di esprimere pareri e/o critiche anche perchè l'alternativa,"al voto,al voto" non era nella testa di nessun politico e di nessun partito!

  3. #3
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    predefinito Utopie e realtà

    Paolo, c'è molto di vero in quello che scrivi, ma forse qualche precisazione è giusta.
    Il mio richiamo a Roma ed alla dittatura era chiaramente provocatorio.
    Purtroppo quel tipo di approccio è terminato quando Roma è passata da piccolo villaggio agricolo a Repubblica ed Impero. Quel cambiamento è coinciso con il passaggio da una demo-crazia reale ad una oli-crazia cioè al governo di pochi.
    Nel corso dei secoli, piccole comunità o avevano un padrone o erano realmente democratiche.
    L'incremento di grandezza delle comunità e l'aumento del rapporto tra comandati e comandanti, tra capi e sudditi, ha reso evidente la necessità di avere voce in capitolo da parte di chi sta sotto.
    Questa tendenza ad equilibrare le forze e nello stesso tempo di evitare un inutile consociativismo che ritarda le decisioni e le rende spesso impossibili ha creato la democrazia rappresentativa moderna dove esiste la delega alle decisioni, i criteri di maggioranza ed opposizione ....insomma le regole del gioco democratico.
    E veniamo alla seconda parte della risposta di Paolo.
    Mi viene automatica una domanda: Perchè le stesse persone che hanno bocciato provvedimenti dovrebbero ora accettarli solo perchè è cambiato l'inquilino dello scarnno più alto?
    Già dai primi talk show televisivi si cominciano a sentire distinguo e precisazioni, si però e no perchè, sui temi più scottanti.
    Perchè le cose dovrebbero cambiare?
    Attilio A. Romita

  4. #4
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    predefinito

    E' chiaro che anch'io non volevo tenere una lezione sulla storia dell'organizzazione dell società occidentali!Tra l'altro,a proposito di Democrazia,quella vera,ti potrei citare che la "diffusione del potere" è ampiamente praticato da alcune popolazioni africane (considerate sino a qualche anni fa,selvagge),gruppi entnici vicino ai Masai,che tutt'ora (al di fuori di ogni istituzione formalizzata),si alternano alla guida dei villaggi,prescindendo dal censo o dalla casta!
    Ma,tornando al discorso del "Commisariamento del Bel Paese",anch'io come tanti avrei preferito il ricorso alle urne,secondo una prassi consolidata nel nostro ordinamento costituzionale,ma obbiettivamente chi votare? avremmo perso del tempo prezioso inutilmente;qui non si tratta di rilevare incongruenze di dislocazione negli scanni piu' alti o piu' bassi,l'esecutivo tecnico prescelto è anche sostanzialmente politico,e,certamente quei professori(consulenti bancari e consiglieri delegati di molte società),sono stati imposti (tramite il nostro Presidente della Repubblica),dalla BCE per evitare la catastrofe!
    Tu potrai dirmi che non sembra sia miglirato l'andamento delle borse e
    degli effetti della speculazione,per cui il governo precedente non ha tutte le responsabilità! Eppure le responsabilità sono ascrivibili sia al Governo che all'opposizione,sostanzialmente alla cattiva ed errata interpretazione della politica interna e di quella internazionale!Dopo circa vent'anni di gestione della cosa pubblica,ci si poteva aspettare di piu'! Anche se non penso a interventi miracolistici,sono pero' fiducioso che siano necessari interventi urgenti di risanamento del Paese,anche strutturalmente con un programma di riforme vere che allontanino la sfiducia e la credibilità di uno Stato inesistente come quello in cui viviamo,purtroppo!!!
    Ultima modifica di Paolo Gruppuso : 18-11-11 a 15:46

  5. #5
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    predefinito democrazia utopia e realtà oligarchica

    Paolo,
    il tuo esempio di organizzazione di alcune tribù Masai conferma la mia ipotesi che la democrazia, nella completa accezione della parola, è solo possibile in piccoli gruppi tribali.
    Nel mondo moderno costituito da grandi gruppi di persone può esistere solo una oligarchia delegata, cioè un piccolo gruppo di persone, rappresentative per idee e promesse, è scelto dalla maggioranza tra un gruppo di idee proposte.
    Io penso che sia una illusione, anche in emergenza, pensare che un gruppo di illustri cittadini sia in grado di far cambiare idea a coloro che sono stati eletti in precedenza sulla base delle loro idee, giuste o sbagliate che fossero.
    Nessun politico andrà contro le idee che ha propognato in precedenza e che sono state la base della sua elezione. Qualche politico, per scelta o per convenienza, può cambiare idea ...un partito può solo mimetizzare le sue idee di base, fatto salvo il fatto che, alla bisogna, riusciranno fuori.
    La politica non si è mai basata sulla scienza, talvolta, e per brevi tratti, la coscienza ha vinto, ma alla lunga ....le idee di base risuscitano.
    Allo stato delle cose io non ho ricette miracolistiche con effetto immediato ed, anche se le avessi, non avrei la forza per imporle.
    Purtroppo per noi, il prof. Monti ed i suoi collaboratori hanno le idee giuste, ma non hanno la forza per imporle....soprattutto in un popolo di 66 milioni di allenatori e finanzieri.
    Speriamo nello stellone!
    Attilio A. Romita

  6. #6
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    predefinito perdonatemi !

    ....mi rendo conto di non essere all'altezza delle considerazioni scaturite dalla "conoscenza" di Paolo e di Attilio e me ne dolgo molto, ma sono un cittadino di questo Paese, sono un lavoratore haimè "dipendente", sono un genitore ed un marito.

    Sono anche molto "stanco" di ascoltare e vivere sulla mia pelle quando è accaduto nel mio Paese negli ultimi 20-30 anni.

    Ci abbiamo rimesso tutti, sono certo di questo ma non sono, invece fiducioso che i più di noi abbiano compreso cosa è accaduto nel corso della ultima nostra storia. Forse dovremmo tutti rileggere Montanelli ! E con molta attenzione !

    Invece ora sto leggendo l'ultimo libro scritto dal giornalista Beppe Severgnini nel quale si "sforza" di spiegare a coloro che Italiani non sono e che non hanno capito come abbiamo sopportato ciò che è accaduto, cosa è accaduto in quel putrido bollito che ci ostiniamo ancora a chiamare la "politica italiana".

    Io ho 60 anni ma "desidero fortemente" che il Governo del mio Paese diventi Forte, forte di idee, forte di progetti, forte di capacità di realizzazione dei progetti nell'interesse del Paese.

    lo so, lo so, Attilio ! Mi dai dell'utopista o peggio mi darai del "folle" ! Lo accetto e mi ritengo onorato ! E desidererei che moti altri miei coetanei tornassero ad essere un pò "utopisti" perchè vorrebbe dire che hanno ancora qualcosa da dire su questo pianeta......

    Personalmente, come Paolo, sarei andato alle elezioni anticipate (perchè SO a chi dare il mio voto) ma l'Italia sarebbe corsa verso il "defolt" (come gli piace dire oggi) Mi sarebbe piaciuto dover "scegliere" tra persone "mai viste in Parlamento" del mondo della cultura, dell'imprese, della scenza, dell'arte, a chi affidare per 5 anni il governo della cosa pubblica.
    Ritengo che i partiti siano defunti e decotti, i rispettivi iscritti, ottusi e inconcludenti ergo, non mi rappresentano assolutamente.

    Nel nostro Pese siamo 60 milioni ! 60 milioni dico ! ma mi volete far credere che non ci sono 10,20 persone oneste ed in gamba ? O siamo moi Italiani che abbiamo il così detto "prosciutto sugli occhi" e la pappa nel cervello !

    Usiamo la rete ! Cerchiamoceli quelli onesti ed in gamba ! Smettiamola di aspettare che ALTRI facciano per noi !

    Grazie Attilio, grazie Paolo per la vostra, da sola, per andare "avanti".
    Ultima modifica di Bruno Di Gioacchino : 20-11-11 a 18:09
    Bruno

  7. #7
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    predefinito Condivisione, non perdono

    Bruno,
    condivido quasi completamente il tuo, insieme, grido di dolore ed incitazione al cambiamento.
    E cerco di spiegare il mio "quasi".
    E' vero tutto quanto tu dici circa l'andazzo delle cose che ci hanno circondato negli ultimi 60 anni, quando, con uno sconsiderato progetto politico che ascoltò un "furor di folla", si dette il colpo di grazia al Miracolo Economico. Forse non tutti considerano o condividono questo fatto, ma mi farebbe piacere se tutti ci facessero un pensierino.
    E' parzialmente, secondo me, vero che un "paio di mesi di stracci in faccia" (leggi campagna elettorale) non avrebbe fatto granchè bene alla nostra disordinata economia. Ma forse avrebbe chiarito un po i pensieri nella testa della gente e forse, visto che molti di noi, anche se non nello stesso senso, avremmo votato per eliminare 32 dei 34 minipartiti oggi in Parlamento. Quei minipartiti che possono essere ben definiti "mosche cocchiere" (come mutuando la favola di Fedro, li chiamò Togliatti ....) e che con pochi deputati, molte volte transfughi, riescono a condizionare il Parlamento. E visto che nella maggior parte delle nazioni del mondo il bipartitismo funziona, non vedo perchè noi siamo differenti.
    Ma torniamo a bomba su "Utopico Governo Tecnico.
    Per Governare un Paese occorrono tre condizioni non contrattabili:
    Sapere, Volere e Potere.:
    Sapere
    implica scienza e conoscenza e nessuno mette in dubbio le capacità, la conoscenza e l'espperienza del prof. Monti e dei suoi collaboratori.
    Volere implica una scelta da parte dei Governati e da parte di chi è chiamato a Governare. Il prof Monti è stato prescelto e chiamato, ma quelle oltre due ore di colloquio con il Presidente Napolitano prima di accettare ...mi fanno un po dubitare su quanto la sua scelta sia stata personalmente decisa e quanto il prof. sia stato costretto ad accettarla per "il supremo bene del Paese".
    Potere implica avere la forza per eseguire un compito. E con questo non intendo fare alti discorsi di Democrazia e Libertà. Per me POTERE significa avere la capacità di fare cose che, avendo il SAPERE, sono giuste. Solo a questo punto si innesta il mio discorso su utopia e realtà. Vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè un certo provvedimento, chiamiamolo "Legge sul Soldo Bucato", che è condiviso dalla Parte X del Parlamento ed osteggiato dalla Parte Y, dovrebbe essere unanimamente accettato solo perchè proposto dal Governo Tecnico?
    E la stessa cosa vale per "La legge sul soldo sociale" o la "legge sul soldo prese dopo".

    Ho 73 anni, sono nonno e sono stato padre e figlio. Ho avuto sempre un grande difetto: voler ragionare su i fatti, buoni o cattivi che siano; non credere che qualcosa si verifica soltanto perchè è buona e giusta. Parafrasando una famosa parabola. ci sono semi buoni che cadono caduti nel deserto e non germogliano, e semi piccoli, brutti e da buttare che cadono sulla terra buona e danno grandi piante. La teoria è un buon seme che spesso cade nel deserto o meglio che no sappiamo usare e quindi si dimostra inutile.

    Infine l'incitamentoa alla rivoluzione, comunque lo si voglia chiamare, non ha mai portato al buon governo ....ed sufficiente guardare l'inizio dii tutte le dittature del '900, di destra o di sinistra che siano.

    Qualche decina di lustri fa, il citato Montanelli disse (cito a memoria): "Turatevi il naso e votate DC, è la scelta meno peggio!".
    La Libertà è bella, ma bisogna saperla conquistare e non si ottiene con l'indignazione, si ragginge con la convinzione, con scelte talvolta impopolari ed anche imponendo sacrifici .....gli slogan sono l'alimento delle mosche cocchiere.
    Ed infine, tanto per allinearmi, due slogan: "tagliamo le mani a chi non paga le tasse, ma tagliamo anche le mani a chi sperpera i soldi incassati in inutili, perchè solo palliative e spenderecce, spese falsamente sociali";
    " in uno stato di necessità è più utile ricevere un martello e dei chiodi, piuttosto che due carezze ed una scatola di cioccolatini".

    Scusate l'enfasi dei miei discorsi, criticateli e distruggeteli, se volete, ma prima di farlo riflettete 20 secondi.
    Attilio A. Romita

  8. #8
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    ..." in uno stato di necessità è più utile ricevere un martello e dei chiodi, piuttosto che due carezze ed una scatola di cioccolatini".

    Concordo, Attilio e non sussistono elementi sostanziali per non condividere anche i tuoi pensieri, ma da essere umano mi sento defraudato del diritto di utopia che, poi, ha mosso molte cose sul nostro pianeta.

    Poi anch'io vado tutte le mattine a lavoro, faccio la spesa, mangio, vado al cinema con mia moglie ma non ce la faccio più a reggere questo stillicidio di "giochi perversi" qeusta atmosfera voluta da "poanico" e da "sfacelo della società" che molto poco hanno a che vedere con il bene collettivo.

    L'hai letto Maroni, oggi sull'ICI ? e quell'altro c......e di B. sulla patrimonlaie ?

    Attilio ma questa gente è proprio così disonesta ?

    Tu, Paolo, io ed altri "fortunati" riusciamo a frenare la mano che vorrebbe colpire ma come si fa a condannare i nostri giovani che protestano contro la banche in Italia ed in America ? Come si fa a non comprendere lo schifo provato dalla gente dell'Aquila ? come si fa a non condividere la lotta dei valsusini contro una scelta "inutile", "costosissima" e non rispettosa dell'ambiente ? E mi fermo.
    Ultima modifica di Bruno Di Gioacchino : 21-11-11 a 11:50
    Bruno

  9. #9
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    predefinito Il grido di disperazione

    Ebbene si',noi sessantenni,siamo fortunati,anche se le mani prudono alla maggioranza di molti cittadini indignati,con particolare riferimento ai giovani che,probabilmente, per almeno due generazioni, non godranno di pensione!
    Per non parlare della qualità della vità di neo famiglie che non potranno vivere decentemente!
    Chi piu' dei giovani possono assicurare un futuro alla nostra societa'?
    Eppure le risorse ci sono,basterebbe ridurre gli sprechi,i privilegi,le ingiustizie sociali,la corruzzione;intervenire con equità fiscale con una patrimoniale nei confronti di quel 10% che detiene il 60% della ricchezza del Paese e soprattutto procedere con tempestività con le riforme strutturali,in particolare la riforma del fisco,la madre di tutte le riforme e recuperare il 50% dell'evasione che impoverisce l'italia e che nessun partito politico ha mai voluto fare!
    A scanso di equivoci, io sono fondamentalmente a favore del primato della POLITICA,purchè raggiunga gli scopi e gli obbiettivi di una sana ed equa gestione amministrativa della cosa pubblica;e lo ribadisco senza ipocrisie ideologiche a favore della collettività!
    Ci sono gli uomini e le potenzialità per realizzare programmi politici efficaci!Questa crisi mondiale,per adesso, ha bisogno di interventi celeri e condivisi da tutti, per sanare il sanabile, senza porre ostacoli partitici,appunto di parte e inefficaci!
    Ultima modifica di Paolo Gruppuso : 21-11-11 a 16:06

  10. #10
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    predefinito ...

    Paolo, Attilio, ma cosa pensate del movimento mondiale che, per ora non viene messo in evidenza dai media e che sta propugnando a gran voce il fallimento e superamento dei concetti come il PIL verso diversi, uovi, inediti modi di concepire il soddisfacimento dei bisogni bell'uomo ?

    Mi piacerebbe avere altri pensieri in merito, pensieri, non prese di posizione, pensieri spontanei.
    Bruno

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