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  1. #11
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    predefinito Una riflessione...

    L'economia è un sistema in equilibrio instabile, come una piramide poggiata sulla punta, e basta una qualsiasi piccolo spinta sbagliata per farla cadere.
    L'uomo, cioè un essere umano, è un sistema chiuso che tenta di mantenere in equilibrio prima se stesso.
    E' una visione egoistica e semplicistica delle cose? Forse si, ma a me sembra che raffiguri abbastanza bene quello che succede.
    Lo stato sociale è una utopia perchè fondato su un uomo e su una economia che non esistono.
    Tutti noi vorremmo che si potessero mandare avanti avanti gli uomini giusti e punire gli ingiusti: non avviamo ancora trovata una medicina adatta.
    La mia è una visione solo pessimistica? può essere, ma è facile dire: "cambiamo il mondo, rendiamolo buono, cancelliamo cattivi capi, etc. etc.", ma poi occorre trovare gli strumenti per farlo ......mantenendo l'equilibri instabile dell'economia.
    Parliamo di patrimoniale. Già nella legge itaaliana è previsto che le tasse siano proporzionali ai guadagni e che aliquote maggiori siano applicate a guadagni maggiori. E questo è sano e giusto. Ma poi si calca troppo la mano e si sottraggono troppe risorse per, giustamente, indirizzarle a supporto sociale, ma poi si spende, bene o male non voglio giudicarlo, più di quello che si incassa e si crea debito che mangia altre risorse.
    E tutte queste risorse "perse" non vengono investite in imprese utili e produttive e nel sistema si innesca un ciclo vizioso e non un ciclo virtuoso.
    Questa è la realtà delle cose, nolenti o volenti, ed è inutile continuare a fare discorsi da Madre Teresa....l'uomo è "home oeconomicus", non "homo bono". Facendo questi discorsi "sociali" imbrogliamo solo noi stessi.
    La soluzione: io non la conosco, ho solo conoscenze tecniche meccaniche e so che quando ho sete mi devo contentare anche di un quarto di bicchiere d'acqua e che sicuramente la sete mi aumenterà se spreco il fiato urlando contro chi ha tre o quattro bicchieri pieni.
    Lo so che queste mie parole scateneranno un mare di commenti "non proprio consenzienti", ma per favore fateci un pensierino prima di scatenarvi in discorsi pieni di "aria sociale" che non disseta e non sfama.
    Attilio A. Romita

  2. #12
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    predefinito FIL più che PIL

    Quote Originariamente inviata da Bruno Di Gioacchino Visualizza il messaggio
    Paolo, Attilio, ma cosa pensate del movimento mondiale che, per ora non viene messo in evidenza dai media e che sta propugnando a gran voce il fallimento e superamento dei concetti come il PIL verso diversi, uovi, inediti modi di concepire il soddisfacimento dei bisogni bell'uomo ?

    Mi piacerebbe avere altri pensieri in merito, pensieri, non prese di posizione, pensieri spontanei.
    Si comincia a parlare di FIL cioè di felicita perche la qualità della vita comincia a valere più del denaro! E questo anche in tavoli tecnici, indagini di mercato, progetti di sostenibilita

  3. #13
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    predefinito ...

    ".... Lo so che queste mie parole scateneranno un mare di commenti "non proprio consenzienti", ma per favore fateci un pensierino prima di scatenarvi in discorsi pieni di "aria sociale" che non disseta e non sfama...."

    Carissimo Attilio, non mi scatenerò mai contro una persona come te ! Penso di aver imparato a prendere dalle tua parole, dai tuoi ragionamenti, tutto quello che c'è di buono (e ce n'è !) prendendo, altresì in considerazione tutto ciò che "non condivido".

    Posso solo dire che, da "passionale" ed "appassionato" quale sono e sono sempre stato, come io mi perdo la "sicurezza" dell'oggettività così tu ti perdi la "leggerezza" della speranza.....ma questa è filosofia !

    Grazie, sempre, del dialogo.....

    Quele è il tuo pensiero sul FIL ?
    Bruno

  4. #14
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    predefinito Pil....Fil......il peso filosofico delle scelte

    Se devo stringere un bullone prendo una oggettiva chiave inglese di sicurezza.
    Se devo scrivere unapoesia mi ammanto di leggero aere.
    Se devo stringere un bullone sto attento a non spanarlo.
    Se devo assagiare un vino ascolto il mio gusto e parlo di leggeri sentori, fluttuanti retrogusti e pallidi riflessi argentati.
    Purtroppo l'economia è una banale scatola di montaggio piena di viti e bulloni da rinserrare....poi quando il pezzo finale sarà ben montato e tutto ben serrato, allora con la leggerezza di pennelli di piuma potremo decorarlo, avendo robuste basi su cui far conto.
    Purtroppo è la vita e possiamo anche scegliere tra: "chi vive di speranza disperato muor" o mutuando un altro verso patriottico "che la felicità raggiunge, vissuto è assai".
    Attilio A. Romita

  5. #15
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    predefinito Bulloni e viti ben serrati

    Oh ragazzi....cercate bene di non farvi contagiare troppo dal Fil e dal Bil (benessere interno lordo),mai come oggi è necessario un sano pragmatismo per non finire con il culino sull'ortica!
    Anche se il desiderio dell'UTOPIA per una SANA POLITICA mi pare coinvolga giovani e meno giovani!
    Aleggia e fluttua questo sentimento, pur nelle brume della crisi internazionale, nell'intento di condannare l'utilizzo sfrenato di capitale finanziario,usato prevalentemente, per fini speculativi anzichè per sani investimenti produttivi:si aspira,in generale, al massimo profitto(come sempre),con l'aggravante che ad arricchirsi,sempre di piu',sono coloro che protetti da "solidi scudi" ed estese corruttele, esportano cospicui capitali nei paradisi fiscali e nelle banche compiacenti!
    Insomma, c'è qualcuno che pensa a potenziare il BIN,per aspirare al massimo FIL!!
    Ma,l'utopia non muore,anche se, viti e bulloni sono sempre piu' serrati!
    Ultima modifica di Paolo Gruppuso : 24-11-11 a 00:43

  6. #16
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    predefinito Un appello

    Cari Amici,
    Volevo proporre,per quello che puo' servire, sane discussioni anche su Facebook,per allargare e integrare pensieri e riflessioni (con una potenziale piattaforma molto piu' ampia), in merito all'attuale situazione politica e sociale!
    Le argomentazioni e le materie oggetto del contendere non mancano:anche se solo un vagito è pur sempre una coinvolgente consapevolezza che i problemi dell'Italia meritano un piu' analitico svisceramento,a partire dall'organizzazione della classe dirigente ai problemi piu' "spiccioli",penso alla disgregazione del territorio,alla corruzione,ai mille rivoli in cui si disperdono risorse pubbliche,ecc,ecc....
    Chissà se i "Bocconiani" e gli altri politici sopravvisuti potranno gettare un occhio!

  7. #17
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    Smile Utopia e Realtà

    E' giusto che UTOPIA non muoia per non morire troppo di triste realtà, ma è altrettanto giusto, come dice Paolo, che non ci culli troppo con rosee ninne nanne e che ci faccia trovare .....sgradevolmente assisi in terra sulle nostre terga.
    Detto ciò, mi sembra che non sia giusto considerare le banche come enti filantropici.
    Le banche, da quando sono state inventate dai preveggenti commercianti genovesi e fiorentini, hanno avuto come scopo il commerciare in denaro.
    All'inizio furono create per evitare di viaggiare portadosi apppresso oro e denaro in quanto la Banca, per es. in Francia, conservava i soldi che il Commerciante Genovese incassava in Francia vendendo i suoi prodotti e pagava gli acquisti che quel Commercainte faceva in Francia; il guadagno, cioè la differenza tra acquisti e vendite, andava in parte alla Banca stessa ed in parte veniva usato dal Commerciante per fare altri acquisti o investimenti in Francia, ma sempre a suo rischio e pericolo.
    Questo meccanismo, nel corso dei secoli, si è affinato, allargato, esteso, ma è sempre restato uguale a se stesso.
    La Banca, tutte le Banche cioè, hanno sempre lavorato così, sono state sempre enti economici, non enti filantropici.
    In questo meccanismo sono state poi introdotte due ulteriori variabili di senso opposto:il capitale di rischio ed il capitale "delittuoso".
    Il capitale di rischio è costituito da una piccola parte del denaroo della banca, o meglio dei guadagni di una banca, che questa investe in qualcosa non immediatamente produttivo, ma che, potrebbe creare nuovi guadagni, per es. una nuova impresa basata su una idea innovativa.
    Il capitale "delittuoso" è costituito dal denaro depositato che persone esterne alla banca e di pochi scrupoli hanno accumulato con affari disonesti, per es. il commercio di droga.
    In conclusione la Banca non è un ente morale, è un commerciante di denaro ed i suoi azionisti chiedono che faccia questo e che dia loro il massimo dividendo commercaindo onestamente in denaro.
    Per fare un esempio banale: una fabbrica di bisturi chirurgici vende i suoi attrezzi a specialisti che salvano vite umane, poi ogni tanto un bandito con un bisturi in mano fa una rapina.....e potrei continuare con mille esempi simili!
    Io penso che, se non sono chiari questi concetti di base, continueremo a gridare, inutilmente, "piove governo ladro" ed a "buttare il bambino con l'acqua sporca"!
    Per concludere: "Pecunia non olet" (il denaro non puzza) dicevano gli antichi e continua a non puzzare quando è in Banca, ma può odorare di rosa o puzzare a seconda di come NOI, uomini e donne del mondo decidiamo di usarlo.
    Attilio.

    P.S. Lo so che "excusatio non petita, accusatio manifesta", ma non sono un banchiere, ne provengo da una famiglia di banchieri .....sono solo un fautore del banale pensiero meccanico ed, essendo incapace di scrivere poesie, lascio questo compito ai Poeti.
    Attilio A. Romita

  8. #18
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    Thumbs down Caro Paolo....

    Quote Originariamente inviata da Paolo Gruppuso Visualizza il messaggio
    Cari Amici,
    Volevo proporre,per quello che puo' servire, sane discussioni anche su Facebook,per allargare e integrare pensieri e riflessioni (con una potenziale piattaforma molto piu' ampia), in merito all'attuale situazione politica e sociale!
    Le argomentazioni e le materie oggetto del contendere non mancano:anche se solo un vagito è pur sempre una coinvolgente consapevolezza che i problemi dell'Italia meritano un piu' analitico svisceramento,a partire dall'organizzazione della classe dirigente ai problemi piu' "spiccioli",penso alla disgregazione del territorio,alla corruzione,ai mille rivoli in cui si disperdono risorse pubbliche,ecc,ecc....
    Chissà se i "Bocconiani" e gli altri politici sopravvisuti potranno gettare un occhio!
    Caro Paolo.... questo non me lo sarei proprio aspettato da te! Invitare gli amici grey panther a uscire dal salotto buono del nostro sito, dove poltrona e caffè non mancano mai, per andare a discutere su un portale come FB, generalista e confuso, persino ormai un po' passato di moda. Perchè non proporre il contrario? Nel nostro gruppo su FB "amici grey-panther" segnaliamo questa opportunità: di trasferire le conversazioni più interessanti in uno spazio virtuale di qualità. Condividi questa filosofia?

  9. #19
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    Thumbs up Riscoprire le antiche Mura

    Abbiamo letto su Social Trends di GfK Eurisko questo editoriale di Giuseppe Minoia e volentieri lo pubblichiamo come contributo a questo interessante dibattito.

    RISCOPRIRE
    LE ANTICHE MURA

    E’ importante non stare fermi ad osservare le tempeste che colpiscono il nostro Paese, soprattutto in questo autunno di disastri ambientali e finanziari. Non possiamo permetterci di sorbire il caffè sul balcone di casa pensando che la “nuttata” prima o poi passerà. In effetti sintomi di un risveglio di impegno si colgono da più parti. Basta muoversi nel territorio, frequentare le città che sono il nostro tessuto connettivo. Come da una ricerca tuttora in corso voluta da MPS e CLASS TV, che pone la lente d’ingrandimento sulla relazione, in sei specifici centri, tra cittadini-città-modi d’intendere il risparmio, oggi. Ove si colgono sentimenti meno critici, visioni meno apocalittiche di quelle rimandate dal Sentiment (Index Of Consumer Sentiment) medio della popolazione italiana. E’ come se il genio del luogo riuscisse ad arginare le paure per il futuro, che sempre più registriamo dai nostri Osservatori.
    Come se queste città (che si collocano - è opportuno dirlo - al Nord e al Centro del Paese) riescano, con i loro palazzi comunali e cattedrali, a funzionare da terapia di sostegno. In che senso? Nel fornire con il loro esempio, la loro memoria storica, la risposta certa che ci sarà un futuro anche per noi e per i nostri figli, e che questo futuro sarà fatto di pietre, marmi, case, strade e chiese, artigiani, operai, imprenditori, come è sempre stato. Tutto questo significa anche recupero del ruolo delle famiglie, che vengono riscoperte nella loro funzione solidaristica, soprattutto oggi, quando gli individui si sentono in condizioni di precarietà. La lunga crisi fa riscoprire le antiche mura, come le città a misura d’uomo e le famiglie perimetro di sostegno. Mentre gli individui, i singoli, si sentono soli, dopo essersi illusi di poter cavalcare le spinte distintive della cultura Metrosexual.
    [/QUOTE]

  10. #20
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    predefinito Pecunia non olet

    Concordo,in generale,sulle ossevazioni dell'amico Attilio,addirittura il principio del "corretto"(da non confondere con corrotto),guadagno era pienamente soddisfatto dai cambiavalute babilonesi;tuttavia, acqua sotto i ponti ne è passata(acqua piu' o meno chiara o addirittura melmosa)che ha stravolto e/o modificato anche in senso positivo queste istituzioni che vendono e acquistano pecunia!
    L'analisi dell' approvvigionamento del denaro "delittuoso" è di quello speculativo è una questione sempre tanto dibattuta e attuale,in particolare per salvaguardare l'andamento di una economia malata che ha forti ripercussioni sulla vita di tanti cittadini e imprese!
    Penso ad un controllo equilibrato da parte della BCE,come ente potenzialmente" al di sopra delle parti"per portare ordine e norme chiare,anche per tutelare e garantire le banche e l'economie dei Paesi piu' virtuosi!(ma sarà una gara dura)!
    Concordo,inoltre,sulla massima "Pecunia non olet"(con un limite pero' tecnico e meccanico,proprio come piace a te), cioè che la puzza non superi il limite di guardia, quando le fogne e i tombini tracimano deiezioni(cacca,escrementi),che inevitabilmente ammorbano l'intero Paese!
    Paolo
    Ultima modifica di Paolo Gruppuso : 24-11-11 a 10:42

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