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TRA DUE CANDIDATI ALL’ASSUNZIONE CON TITOLI E MERITI EQUIVALENTI IL 78,1% DELLE IMPRESE SCEGLIEREBBE QUELLO CHE HA FREQUENTATO IL PROGRAMMA DI MOBILITÀ. ECCO COS’ALTRO RIVELA UNA RICERCA DELL’UFFICIO STUDI BACHELOR
Titti Lo Papa



Roma Erasmus, una carta vincente per trovare lavoro. Anche se sei donna. Il 78,1% delle aziende, tra due candidati “equivalenti” per titoli e meriti, sceglierebbe quello che può vantare nel proprio curriculum universitario una partecipazione al programma mentre per il 70,3% il genere non è un parametro influente come l’Erasmus. I dati emergono dall’indagine condotta dall’Ufficio Studi Bachelor, in occasione del 25° anniversario del programma di mobilità, su un campione rappresentativo dei direttori delle risorse umane di 150 aziende sul territorio nazionale. Il 95,3% degli intervistati, inoltre, dichiara che incoraggerebbe un proprio figlio a partire con Erasmus. Ma cosa ne pensano i laureati già inseriti nel mondo del lavoro? Su 200 intervistati, l’88% è convinto che l’Erasmus sia stato un valore aggiunto al momento dell’assunzione. Anche coloro che non lo hanno svolto ne riconoscono comunque l’importanza. Il 69,7%, infatti, dichiara che, potendo tornare indietro, seguirebbe un programma Erasmus. Due le motivazioni principali alla base della mancata esperienza: il timore di non laurearsi in tempo (48,5%) e i costi (33,3%). Una motivazione, quest’ultima, non trascurabile visto che il contributo comunitario mensile è pari a 230 euro per la borsa di studio e a importi variabili fino a 500 euro per i tirocini. Insomma, i risultati ottenuti da Bachelor, il network internazionale specializzato nella ricerca e selezione di giovani talenti da zero a 48 mesi


dalla data di laurea, mettono in evidenza quanto la partecipazione a un programma Erasmus faccia la differenza anche all’interno del mercato del lavoro. E sembra proprio che gli studenti italiani ne siano consapevoli. Secondo l’ultimo Rapporto Annuale Erasmus, nell’anno scolastico 2010-2011, ne sono partiti 22.031 per motivi di studio (19.773) o per placement (2.258), il 4,7% in più rispetto al periodo precedente. In Europa, l’ultimo dato disponibile riguarda il 2009-2010, sono partiti 231 mila studenti. La crescita più consistente, per quanto riguarda la mobilità per studio in uscita in Italia, si è registrata nelle Isole (+9,5%), con un forte contributo della Sardegna (+17%). Seguono il Nord Ovest (soprattutto Lombardia e Università della Valle d’Aosta), il Nord Est (con l’Emilia Romagna in testa) e il Sud (spicca la Calabria con +9,9%). Stabile il Centro. A partire di più gli studenti di Bologna, Università Sapienza di Roma e Padova, rispettivamente al terzo, settimo e decimo posto nella classifica europea delle cento Università più attive in Erasmus. Gli studenti italiani che hanno usufruito di una borsa Erasmus per studio si sono recati soprattutto in Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. Il dato della mobilità per studio in entrata in Italia è passato da 15.530 a 15.884 persone (+2,3%) provenienti soprattutto da Spagna, Francia e Germania. Le preferenze degli studenti europei sono andate in particolare a Bologna, Firenze e Università Sapienza di Roma (al quinto, nono e decimo posto nella classifica delle Università che hanno accolto il maggior numero di studenti stranieri). Oltre alla mobilità per studio, con Erasmus è possibile anche svolgere un tirocinio formativo in un’azienda europea. Nel 2010-2011, i tirocini hanno fatto registrare un +17,5% rispetto all’anno precedente e corrispondono al 10,2% della mobilità italiana Erasmus in uscita. La crescita più consistente al Nord-Est (38,8%) e al Sud (25,5%). A livello regionale, il maggiore incremento si registra in Molise (120%), in Trentino Alto Adige (113,3%) e in Friuli Venezia Giulia (85,3%). Spagna, Regno Unito e Germania le destinazioni privilegiate dagli studenti italiani in mobilità per placement. Anche il numero degli studenti stranieri che hanno svolto un tirocinio in Italia è cresciuto (+14,8%). Hanno scelto le aziende italiane soprattutto i giovani provenienti da Spagna, Germania, Francia e Polonia. Alla soglia dei tre milioni di studenti partiti con Erasmus in 25 anni in tutta Europa, la Commissione Europea ha lanciato “Erasmus per tutti”, una nuova generazione di programmi per l’istruzione e la cultura per il 2014-2020 che si propone di unificare sette programmi attualmente attivi per superare l’attuale frammentazione e duplicazione di iniziative. La dotazione finanziaria proposta è di 19 miliardi di euro con un aumento del budget di oltre il 70% rispetto agli attuali programmi presi singolarmente. L’obiettivo è di riuscire a offrire l’opportunità di studiare o di formarsi all’estero a 5 milioni di persone. Secondo l’ultimo Rapporto Annuale Erasmus, nell’anno scolastico 2010-2011, Bologna (1) e Firenze (2) sono state le mete preferite dagli studenti stranieri 1 2

(02 luglio 2012)© Riproduzione riservata