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...capace si scatenare mille polemiche
Sicuramente i cambiamenti, non voglio dire evoluzione, intervenuti negli ultimi secondi della lunga vita della terra, da quando l'uomo è apparso, sono stati tantissimi. Altrettanto sicuramente gli ultimi millesimi di secondo di qualche centinaia di migliaia di anni hanno portato a cambiamenti enormi.
Purtroppo, o per fortuna, l'animale uomo è l'unico capace di ragionamenti complessi e questo lo ha portato a cercare, con maggiore o minore successo, una vita più comoda e migliore.
La capacità di ragionamenti complessi ha portato nel migliore dei casi a soluzioni buone per tutti come la scoperta di medicinali o di strumenti che alleggeriscono la fatica. Nei casi peggiori alla ricerca del successo attraverso la prepotenza.
La vita dell'uomo sulla terra è stato un alternarsi tra uno o pochi che comandano a nome di molti e, quella che chiamiamo democrazia, la delega a pochi a decidere in nome di tutti.

In questo alternarsi, tremila anni fa qualcuno teorizzava su "homo hominis lupus" , cioè sul potere che il più forte ha sul più debole. Questo avrebbe dovuto portare ad una società strettamente verticistica, ma non mi sembra che si sia verificato.
Questa tesi fu ripresa 500 anni fa da Hobbes, filosofo inglese, che teorizzava l'avvento di un governo assolutista per governare l'incremento demografico che nel corso di un secolo avrebbe stipato la terra di uomini viventi.
Nei secoli seguenti c'è sempre stato qualche illuminato che ha eccessivamente elencato i pericoli che la nostra Terra corre ed ha indicato praticamente come sola soluzione il ritorno all'uomo semplice dei bei tempi andati. Quali fossero i bei tempi andati o il modo per tornare indietro con l'accordo di tutti.
Ultimamante, 20 anni, si teorizza sul buco dell'ozono, l'aumento della temperatura, il famoso "protocollo di Kioto". Poi se si vanno a leggere i rapporti scientifici seri si legge, nel migliore dei casi, che questi pericoli sono validati dal "principio di precauzione" e non da solide dimostrazioni scientifiche, vorrei dire Galileiane.
Tutti noi leggiamo come ironica provocazione la prima legge di Murphy : "se qualcosa di negativo potrebbe accadere, sicuramente accadrà", ma l'enunciato del principio di precauzione è proprio questo.
Ho affastellato un po di notizie, mie posizioni e ricordi culturali che forse rendono difficoltosa la lettura, ciò nonostante spero che la mia posizione sia chiara: "ho fiducia nel futuro e nell'uomo per quanti errori possa fare"
e "oggi è meglio di ieri e peggio di domani".
Dal mio sciocco bicchiere pieno a tre quarti offro un po di contenuto a quanti hanno il bicchiere mezzo vuoto per superare questa carenza.
Se le citazioni spesso possono offrire spunti di riflessione interessanti,cio' che conta veramente,sono le valutazioni dei dati scientifici ed empirici inerenti i repentini cambiamenti atmosferici e geologici del nostro Pianeta.
Gran parte della comunità scientifica concorda sui danni innescati dalle attività umane (in senso lato),sull'ambiente (atmosfera-ambiente fisico):
queste teorie,pero',non sono accettate da tutti gli scienzati che motivano il loro dissenso con discorsi meno catastrofisti,da imputare a situazioni che si ripetono ciclicamente , con periodi di migliaia di anni.
Se consideriamo pero' che, in meno di un secolo,la temperatura media è cresciuta di 1,5°C.,(quindi con una velocità di crescita impressionante negli ultimi scecoli),possiamo avere la cognizione, piuttosto concreta, di un trend preoccupante per il prossimo futuro (anche a brevissima scadenza).
A chi dar ragione? .La messe di dati scientifici a disposizione,le casistiche accertate,cio' che notiamo giornalmente, c'induce a pensare che indubbie responsabilità siano da imputare all'uomo,allo sfruttamento esasperato del territorio,dell'ambiente,in generale.Senza essere un assertore estremista del pensiero "Verde", v'invito a esporre il vostro pensiero!
Paolo