Intervista di Catia Barone 28/01/2013
Affari e Finanza La Repubblica

Mauro Moretti: “La nostra immagine è cambiata”

“SIAMO PASSATI DAL DICIOTTESIMO AL SECONDO POSTO. È IL RICONOSCIMENTO DEL GRANDE LAVORO SVOLTO DA TUTTI I DIPENDENTI”

Roma Nel 2007 Ferrovie dello Stato rientrava a malapena nella classifica delle aziende preferite dai laureati (era al 18° posto), oggi è la seconda. Ingegner Moretti, si aspettava questo risultato? «Sinceramente, no. Essere davanti a Intesa San-Paolo, Bnl-Bnp Paribas, ma anche Enel, Ferrero e Ferrari ci riempie di soddisfazione e orgoglio. È il riconoscimento del grande lavoro di tutti i dipendenti, ma anche il risultato dell'immagine di una azienda che si è risanata da una situazione di fallimento, e che oggi fa utili e ripaga i debiti del passato. I laureati sanno che siamo degli innovatori e che per i nostri progetti abbiamo puntato su tecnologie d'avanguardia, per le quali spendiamo 2 miliardi di euro l'anno, autofinanziati, in un piano quinquennale. Ovviamente, tutto questo lo comunichiamo ai ragazzi: andiamo nelle università, parliamo con gli studenti, facciamo conferenze e curiamo un master a Roma con la Sapienza rivolto all'innovazione». Va bene la comunicazione e l'immagine. Ma alla fine quanti laureati assumete? E le donne che ruolo hanno? «Assumiamo ogni anno un centinaio di laureati di varie facoltà soprattutto scientifiche. E mi riferisco solo ai posti previsti per posizioni specifiche, a livello quadro e dirigenziale. Per quanto riguarda le donne ne abbiamo tante in ruoli cruciali (il 30% dei direttori centrali). Ed è una donna di 35 anni, mamma, il responsabile dei macchinisti della Frecciarossa, per esempio». La crisi quanto ha cambiato la selezione del personale? «Ha sicuramente
affinato la nostra ricerca nell'espressione del merito. In 6 anni da 1.200 dirigenti siamo passati a 780, tutti riselezionati e riposizionati in una mappatura specifica. Il capitale umano vale molto di più di quello economico». (c.bar.)

(28 gennaio 2013)© Riproduzione riservata