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  1. #1
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    predefinito I giovani snobbano start up e apps

    Da Economia e Finanza La Repubblica del 10/06
    L’AD DI MICROSOFT ITALIA CARLO PURASSANTA LANCIA UN PIANO PER CONTATTARE 17 MILA STUDENTI ENTRO FINE ANNO CON UN CAMPER ITINERANTE. “AL CONTEST MONDIALE DELLE APP PER SMARTPHONE POCHI I CANDIDATI ITALIANI: ORA NE SUPPORTIAMO UN CENTINAIO”
    Stefano Carli
    Lo leggo dopo
    Roma «M icrosoft assieme a Nokia ha lanciato un anno fa un “contest” mondiale per premiare le nuove app per gli smartphone create da giovani. In palio assegni i dai 20 mila ai 70 mila euro. Sono arrivate oltre 2600 candidature da una novantina di paesi. Dall’Italia pochissime. I nostri giovani utilizzano cellulari e smartphone quanto e più dei loro coetanei europei e americani. Ma a differenza di loro non hanno ancora capito che quella può essere anche una fonte di guadagno, un modo per entrare nel mercato del lavoro, per fare esperienza e arricchire il proprio curriculum. E anche per arricchire se stessi intanto che ognuno di loro cerca la sua strada definitiva per abbandonare quella terribile percentuale del 40% di disoccupati giovani. E lo stesso ritardo riguarda le start up». Carlo Purassanta è da febbraio il nuovo ad di Microsoft Italia. E questa storia delle poche app italiane l’ha raccontata a marzo, a una platea di informatici di piccole e medie aziende, in una delle sue prime uscite ufficiali. Non sono solo i giovani in ritardo, anzi, il loro forse è effetto di quello più generale della società, no? «Ma certo, ovvio che sul gap italiano pesa di più, per esempio, il ritardo nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione: perché non si fa quasi nulla sugli Open Data? Significherebbe mettere a disposizione miliardi di informazioni disperse, chiuse in centinaia di banche dati, farle diventare materia prima per nuovi servizi, nuove società,
    nuovi lavori. Ma questo non vuol dire che non dobbiamo guardare anche a cosa si può fare per aprire la mentalità dei nostri giovani. Dobbiamo fare qualcosa». Da inizio anno c’è stata un’accelerazione nelle nuove start up... «Sì ma è ancora poco. Partiamo da un livello troppo basso: in Italia nascono un migliaio di start up l’anno. E’ vero che con le nuove norme solo nei primi tre mesi del 2013 ne sono nate oltre 500, ma è ancora poco. Se portassimo qui il tasso di natalità di start up negli Usa ne dovremmo vederne nascere dieci volte tanto. C’è tanto da fare. E noi cerchiamo di fare le nostra parte per sviluppare il mercato, a tutti i livelli». Come? Per esempio, per sostenere la nuova edizione dell’iniziativa sulle app, che si chiama AppsCampus, abbiamo deciso che la partecipazione italiana andava sostenuta. Un mese e mezzo fa abbiamo iniziato a selezionare idee tra quelle del programma di supporto alle start up, ne abbiamo scelte un centinaio e a fine maggio abbiamo riunito a Roma i 10 team più promettenti e li abbiamo fatti seguire da un team misto, nostro e di Nokia». E il programma start up? «E’ un programma denominato Start up Revolutionary Road che si articola su più livelli. Il primo è un training di base rivolto ai giovani universitari, principalmente di facoltà scientifiche ma aperto a tutti quelli che vogliono sapere come sviluppare idee e business. Spieghiamo che ciò che serve di più sono idee, creatività. La tecnologia non è oggi la cosa più importante, quella la mettiamo noi: c’è il “cloud”, il software on demand. Vogliamo anche promuovere una maggiore partecipazione di donne. Abbiamo in programma di incontrare 17 mila giovani entro questo 2013, E lo stiamo facendo anche con un nostro camper, che lo sta portando a toccare una ventina di città. E partito a marzo e in tre mesi ha già offerto il training a 6.500 giovani. Il secondo livello si chiama Start up School: è meno generalista e più focalizzato alla formazione di start up effettive. Coinvolgeremo oltre 2 mila persone per fine anno. Poi ne selezioneremo circa 800, il che vuol dire più o meno 200 start up, che da gennaio passeranno al terzo livello, il programma Bizspark». In che consiste? «Nel fatto che queste 200 start up verranno ospitate per tre anni, presso di noi o presso strutture dei nostri partner, che sono 27 mila in Italia, o presso incubatori e acceleratori che hanno aderito alla nostra iniziativa. E per tre anni, oltre a sede e connessione, riceveranno gratis le nostre tecnologie, avranno assistenza da mentori e “business angel”. L’obiettivo è che in tre anni siano in grado di stare da soli sul mercato. Quanto avete investito? «Difficile quantificare in denaro. Ci mettiamo molto lavoro dei nostri professionisti e dei nostri partner. Ma soprattutto stiamo creando un “ecosistema” di collaborazione. Assieme alla Fondazione Cariplo, attiva nella promozione di start up attraverso la Fondazione Filarete, e con la Fondazione Politecnico di Milano, Tech Garage, incumbatore del Politecnico di Torino, Innovaction Lab, stiamo organizzando la più grande iniziativa universitaria di business planning per idee innovative in Italia. E poi abbiamo una lunga lista di incubatori, acceleratori e venture capital con cui collaboriamo. Tutto questo è strategico non solo perché fa crescere il mercato del digitale in Italia ma perché senza questa spinta dal basso che si crea con le start up e le nuove iniziative l’intero processo dell’innovazione nelle piccole e medie imprese italiane rischia di perdere treni importanti». IL BAR CAMPER Sopra, il Bar Camper che Microsoft sta portando in una ventina di città italiane per incontrare giovani universitari. Sotto, l’ad di Microsoft Italia Carlo Purassanta
    (10 giugno 2013)

  2. #2
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    in provincia di Torino da tanti anni
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    predefinito

    ...ma chi è andato ad intervistare qualcuno di quei giovani che "snobbano" le start-up ?

    ...ho lavorato 20 anni in una multinazionale informatica ricevendo premi e riconoscimenti e.....per mio figlio sarei più contento se decidesse di seguire una strada diversa dall'IT sopratutto se la strada dell'IT fosse "appoggiata" dalle multinazionali perchè queste hanno loro specifici e mai palesi fini di lucro, non certo quello del bene dei giovani....credetemi ! A queste aziende la "carne umana" serve fintanto che da fatturato a basso costo poi.....un calcio nel c..o e......

    Valutate con moltissima attenzione, Ragazzi ! Valutate il "presente", il "futuro", la VOSTRA vita e ciò che VERAMENTE voletre da essa.....
    Ultima modifica di Bruno Di Gioacchino : 19-06-13 a 18:36
    Bruno

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