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  1. #1
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    predefinito Non sappiamo leggere né scrivere. In coda alla classifica dei Paesi Ocse

    Non sappiamo leggere né contare. In coda alla classifica dei paesi Ocse
    Secondo i risultati dell’ultima indagine condotta dall’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) sulle «capacità fondamentali» della popolazione adulta dai 16 ai 65 anni in 24 paesi sviluppati gli italiani risultiamo ultimi in italiano e penultimi in matematica. In cima stanno il Giappone e la Finlandia, in fondo i tre grandi paesi mediterranei: Francia, Spagna e Italia (non inclusa la Grecia). I dati della classifica, raccolti in Italia da Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori), sono riportati da O. Riva (Corriere della Sera, 9 ottobre 2013, pag. 29). I dati del rapporto Ocse, i testi e gli approfondimenti sono disponibili sul canale Scuola di Corriere.it.

  2. #2
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    Non mi stupisco più ! Questi messaggi li ho già letti e riletti su vari organi di informazione ma non vi ho mai trovato, a latere, un approfondimento sul "perchè" !

    Sono, senza ombra di dubbio, dati a dir poco allarmanti per non dire di peggio e pure ho ascoltato alcuni studenti universitari lamentarsi dei così detti "test di ingresso" alle facoltà.

    Tutti gli studenti che mi è capitato di sentire, vorrebbero che i "test", ammesso che sia giusto far sostenere dei test a un giovane che vuole iscriversi all'Università, vertessero solo sulle naterie che si andrà a studiare.....e su null'altro ! O, comunque, su argomenti attinenti strettamente a quanto si andrà a studiare.

    Ma i giovani sono appunto giovani e non comprendono che se non si è capaci a destreggiare la (difficile e stupenda)lingua Italiana, faticosissimamente si sarà in grado di articolare un discorso fatto di concetti coerenti per rispondere alle domande di un esaminatore o per rendere disponibile agli altri il contenuto della propria preparazione, o per porgere la propria candidatura ad un ipotetico datore di lavoro......

    E così via ma il problema che ritengo sia grave stà nella gran parte delle famiglie Italiane nelle quali oggi, in special modo, si ritiene palesemente inutile una preparazione di livello superiore oltre la "scuola dell'obbligo" frequentata proprio perchè "obbligatorio" ! Perchè studiare se non c'è lavoro ?

    Siamo ancora un popolo non-popolo, dobbiamo ancora crescere molto prima di arrivare a concepire lo studio e la conoscenza come un mezzo per "arricchirsi" e "crescere" e "saper fare le scelte" abbandonando la tragicamente deleteria visione del "titolo di studio legale" quale strumento per "trovare un lavoro" (oltre ad una buona raccomandazione !)

    Le scuole Italiane, di ogni ordine e grado, quelle pubbliche in prima fila, dal nido all'università DEVONO tornare ad essere dispensatici di CULTURA e CONOSCENZA nell'ambito di REGOLE ben precise da RISPETTARE e DEVONO MOTIVARE e PREMIARE gli studenti che profondono impegno e coerenza nell'apprendere e che ottengono, guadagnandoseli, i meritati risultati. Bisogna, altresì, cominciare a PREMIARE anche quei Docenti i cui allievi, in maggiornanza, al termine di un ciclo di studi, ottengono risultati brillanti pagando questi Docenti più degli altri i cui allievi , in maggioranza, alla fine del ciclo di studi, non si sono mostrati interessati alla conoscenza, non sono progrediti e non si sono impegnti non ottenendo risultati superiori alla mediocrità. Questo secondo tipo di Docenti va riesaminato per decidere se è opportuno che prosegua nella professione o meno.

    Personalmente ritengo che una società Civile DEBBA offrire a TUTTI i giovani l'opportunità GRATUITA di dimostrare le proprie capacità nell'apprendere ma che non è obbligata a seguire e mantenere agli studi a spese dei cittadini, a vita, giovani che non mostrano impegno e capacità nell'apprendere.

    Se non si farà così, non c'è scampo, usciremo da tutte la classifiche !

    Vorrei dire che ho fiducia ma sono vecchio e, temo che non vedrò questo cambiamento...
    Ultima modifica di Bruno Di Gioacchino : 12-10-13 a 15:50
    Bruno

  3. #3
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    Ma i giovani sono appunto giovani e non comprendono che se non si è capaci a destreggiare la (difficile e stupenda)lingua Italiana, faticosissimamente si sarà in grado di articolare un discorso fatto di concetti coerenti per rispondere alle domande di un esaminatore o per rendere disponibile agli altri il contenuto della propria preparazione, o per porgere la propria candidatura ad un ipotetico datore di lavoro......

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