Da Repubblica 6/12
ECONOMIA E POLITICA - Il caso
Adecco denuncia: dall’Italia alla Germania sono molti i lavori di livello che non trovano pretendenti
In Europa 3 milioni di posti vacanti il lungo elenco delle offerte senza risposta
LUISA GRION
ROMA — In Europa, considerando tale l’Unione a ventotto Stati, ci sono 3 milioni di posti di lavoro vacanti e 26 milioni di disoccupati. La domanda è tanta, l’offerta è poca, eppure le due strade non s’incontrano nemmeno quando potrebbero. Uno spreco di capitale umano e di produttività che - in tempi di crisi - sarebbe meglio evitare. A tenere il conto dei posti di lavoro che ci sono, ma non si vedono è uno studio di Adecco (primo gruppo nel mondo per la gestione delle risorse umane e prima «agenzia per il lavoro » in Italia) che fa riferimento alle stime ufficiali, ma anche ad una dettagliata ricerca sul territorio, prendendo in considerazione i posti che, nel 2012, sono rimasti inoccupati per almeno sei mesi.
Si va così dalle 46 mila offerte senza risposta registrate in Italia - la metà appena del «piccolo»Belgio - al milione e oltre di opportunità create sul fronte germanico. Dai 300 mila posti messi sul piatto dalla Francia ai 10 mila che anche la «povera» Grecia non riesce a coprire. Mansioni della più svariata natura, molte di alto livello, altre più strettamente tecniche tutte però riconducibili ad una manciata di settori di punta. Adecco sottolinea infatti come la potente Germania arranchi nel «reperire sufficienti talenti adeguatamente formati nel campo MINT: matematica, informatica, scienze naturali e tecnologia» per coprire 90 mila posti di elevato profilo. La Svizzera invece è scoperta soprattutto sul fronte sanitario: il 40 per cento degli incarichi ospedalieri è già ricoperto da cittadini stranieri. Ma accanto alle tendenze «top» si può costruire la lista del settori scoperti anche attingendo agli ultimi dati dell’«European vacancy monitor » che segnala le professioni che, nell’ultimo trimestre dello scorso anno, hanno ottenuto il maggior numero di assunzioni: dominano gli sviluppatori di applicazioni e software, ma conferma la leadership anche il settore sanitario (addetti alla cura delle persone, infermieri, tecnici medici e farmaceutici) seguito dall’istruzione (dagli insegnanti per la prima infanzia a quelli universitari) e dal segmento delle segreterie amministrative specializzate.