Discutono gli eletti, nelle stanze del potere
sul come, e chi deve affrontare l'emergenza,
intanto l'hangar stato liberato
dalle trecento bare dell'ultima mattanza,
ma nulla cambiato.
La gente fugge ancora da Damasco
dove fanatici e ignobili cecchini,
sparano a vista
sulle donne e sui bambini.
C' sempre a un porto un avido Caronte
con un rottame che definisce barca,
e in cambio dei risparmi di una vita,
vende biglietti di sola andata,
per l'inferno.
Ai piedi della porta d'Europa,
una madre prostrata dal dolore,
prega il suo Dio
che forse non il mio,
ma poco importa.
Stringono un fiore bianco, mani ambrate
nella struggente attesa che il mare,
restituisca il piccolo Nadir.
Aveva cinque anni
e gli stato negato tutto,
nella sua Terra, l'infanzia tra violenza e terrore,
qui, negli abissi profondi finito
il sogno di futuro migliore.