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  1. #1
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    predefinito Lavorare fuori orario, vincono i sì

    Lavorare fuori orario, vincono i sì

    Secondo l’indagine Workmonitor condotta su 34 paesi dall’agenzia per il lavoro Randstad il 67 % degli italiani ha un datore di lavoro che richiede disponibilità al di fuori dall’ufficio (percentuale che supera di dieci punti la media globale). «L’ ibridazione del lavoro con il tempo libero e il gioco è un fenomeno corposo e inarrestabile - commenta il sociologo Domenico De Masi - E’ ciò che io chiamo “ozio creativo” ed è dovuto al fatto che il lavoro manuale, quello con macchine intrasportabili, è sempre più delegato ai robot, mentre quello intellettuale si fa con strumenti trasportabili, Pc, tablet e smartphone». Per conoscere altri dati dell’indagine e commenti sul fenomeno, leggi:
    http://www.corriere.it/economia/trov...6e9b2de2.shtml

  2. #2
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    predefinito

    Il professor De Masi non mi è stato particolarmente simpatico da quando ebbi la ventura di incontrarlo e conoscerlo nell'occasione della partecipazione ad una trasmissione RAI alcuni anni or sono.
    Il suo "ozio creativo" non prende neanche minimamente in considerazione il fatto che molti giovani in cerca di lavoro, oggi, farebbero "carte false" per 8-900 euro al mese (Quante ne fattura De Masi per un'ora di consulenza ?) ergo, sono disposti a "prostituirsi" (perchè di questo stiamo parlando come si evince anche dalle parole del nostro Illuminato Papa) pur di non restare o essere buttati per strada....Il riposo o lo svago devono restare parte importante della esistenza di tutti gli esseri umani !
    Bruno

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