La repubblica Affari e Finanza 12 ottobre

“La difficoltà dei giovani a trovar lavoro spesso dipende dalla mancanza di competenze richieste dal mercato”. A dirlo è l’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) nel suo rapporto dedicato all’occupazione giovanile “Oecd skills outlook 2015”. In questo documento l’Italia spicca in quanto ultimo paese della classifica: appena il 52,8 per cento di coloro tra i 25 e i 29 anni ha un lavoro, contro una media di tutti gli altri Stati presi in considerazione pari al 73,7 per cento. I paesi più virtuosi per numero di giovani occupati sono invece l’Olanda (81,7 per cento), l’Austria (81,4 per cento) e il Giappone (81,2 per cento). Con una disoccupazione giovanile superiore al 40 per cento, il Bel Paese conquista anche la maglia nera per l’alto tasso di abbandono scolastico e per una preparazione non sempre di qualità. Secondo l’organizzazione internazionale esiste un grave problema da risolvere: adeguare la scuola e fare in modo che formi giovani in grado di rispondere alle esigenze del mondo produttivo. “Il compito - spiegava durante la presentazione del rapporto il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria - spetta ai governi”.