La ricerca di un equilibrio tra impegni di lavoro ed esigenze della vita familiare sta subendo una transizione, a livello concettuale, tra la «possibilità di una gestione autonoma del lavoratore (worklife balance) ad un progetto che devono seguire le aziende per accaparrarsi i migliori talenti e renderli più fedeli e produttivi (“worklife design”)». Così commenta Kelly Services, alla luce dei risultati di una recente indagine condotta intervistando 164 mila lavoratori in 28 paesi (4 mila in Italia). «E proprio da casa nostra arriva un dato esplosivo, - sostiene Giorgetti – una fetta consistente di italiani nettamente superiore della media europea, non è più stipendiocentrica». (E. Riboni, Corriere della Sera, 15 Marzo, 2016, p. 33). Per saperne di più, in particolare i risultati di altre indagini, leggi:
http://www.corriere.it/economia/16_m...661f1950.shtml