Dal governo 2 miliardi per il lavoro ai giovani. Ma serve di più contro la fuga dei cervelli

«… Paolo Gentiloni investirà due miliardi l’anno in sgravi contributivi biennali sui nuovi contratti permanenti ai giovani fino a 29 o a 32 anni. Per i primi 24 mesi si riduce così del 16% circa il costo di tenere questi in azienda sulla base di assunzioni a tempo indeterminato; dopo lo sgravio scompare, ma almeno avrà aiutato a far entrare qualcuno nel mondo del lavoro dalla porta principale». (F.Fubini, Corriere della Sera, 19 Settembre 2017 p. 32). Ma gli sgravi temporanei quale beneficio recano ai giovani? Gli sgravi temporanei introdotti nel 2015 ai contratti permanenti – scrive Fubini – mostrano un aumento di assunzioni stabili finché sono in vigore, poi tutto torna come prima. «Il dramma dei giovani in Italia – continua Fubini - non è una questione di costo. Non sono esclusi dal mondo del lavoro perché i loro contratti risultano troppo onerosi. Infatti, in base ad uno studio di P. Pinotti e F. Schivardi per l’Inps, […] i cosiddetti salari d’ingresso dal 1990 al 2012 non hanno fatto che alleggerirsi». Sempre secondo Fubini la svalutazione del lavoro giovanile ha l’effetto di spingere i laureati a cercare lavoro all’estero e i diplomati a investire meno che altrove negli studi e dunque nella produttività futura propria e del sistema. Per saperne di più leggi:
http://cinquantamila.corriere.it/sto...=59c0cc5d09a05