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Discussione: sorridiamo

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  1. #1
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    Ieri cercando nella libreria, mi sono capitati in mano due libri di Marcello D'orta, maestro di Arzano-Napoli, in questi libri sono riportati i temi dei suoi alunni...ne ho riletti alcuni e ne riporto tre, per il momento:

    Parla della condizione della donna

    Le donne,poverelle, non sono state mai considerate.
    Al tempo degli Egiziani le donne o facevano le sacerdotesse o le modelle per le Piramidi. Il pittore di una piramide le faceva entrare e le metteva di profilo, con i piedi di profilo e le mani alzate di profilo. Poi quando aveva finito se ne andava e magari le lasciava sempre ferme di profilo.
    Diventate romane, le donne pettinavano le madri oppure preparavano da mangiare: Se veniva un ricco principe in casa e si sdraiava sul lettino, dovevano ballare e fare la spaccata. Ai tempi medioevali portavano un lungo cappello in testa a forma di coppetto (cartoccio conico), e una cintura di castità a chiave. Se si apriva quella chiave le donne medioevali erano uguali a quelle attuali.
    Nel Mille e Ottocento le donne suonavano solo il violino, nel Mille e Novecento aspettavano l’uomo che ritornava dalla guera. Se passavano due o tre mesi e ancora non tornava non aspettavano più e se ne prendevano a un altro.
    Le donne moderne anche se sono moderne, lo stesso non contano niente. Per esempio perché in questa classe ci sono venti maschi e solo due bambine? Allora si dovrebbe chiamare SCUOLO, non SCUOLA!


    Spiega il significato dei Dieci Comandamenti

    Prima di ricevere i 10 Comandamenti, il popolo ebreo non aveva niente di scritto. Si sapeva sì che bisognava rispettare dei comandamenti ma non si sapeva quali.
    Così ognuno rispettava quello che voleva ed era difficile stabilire chi aveva peccato e chi no.
    Così, per mettere un poco d’ordine in giro, Mosè salì sul monte Sinai e pregò Dio di scrivergli 10 Comandamenti.
    Noi tutti li sappiamo a mente e il primo vuol dire esiste un solo Dio e sono io, tutti gli altri sono balle.
    Il secondo vuol dire non bestemmiare neanche se sei nervoso, se no ti mando all’inferno.
    Il terzo vuol dire: vai a messa, anche se la messa è lontana da casa tua e padre Gerardo dice una predica che è una schifezza.
    Il quarto vuol dire obbedisci a mamma e papà.
    Il quinto vuol dire non ammazzare.(Però ci sono delle eccezioni: se si va alle Crociate, per legittima difesa e per salvare la tua famiglia.)
    Il sesto vuol dire non fare le porcherie prima del tempo.
    Il settimo vuol dire non rubbare (ma pochi lo obbediscono).
    L’ottavo vuol dire non dire le bugie e non mandare e non mandare in galera qualcuno inventando palle solo perché ti è antipatico o ti hanno pagato.
    Il nono vuol dire non desiderare la donna d’altri, non fare il rattuso (lo sporcaccione) e il guardone. (In Floridiana – parco pubblico sulla collina del Vomero – e al bosco di Capodimonte ci sono due guardoni. Quei due guardoni sono la stessa persona.)
    Il decimo comandamento vuol dire: non essere invidioso e non pregare che tuo zio muoia per lasciarti i mobili e la cucina.
    L’unica cosa dei 10 comandamenti che non ho capito è questa: se Mosè appena scese dal monte Sinai scagliò le tavole sugli ebrei, quelle tavole non andarono in mille pezzi? E allora come fecero gli ebrei a sapere quali erano i 10 Comandamenti?

    Vi presento i miei nonni

    Di nonni se ne possono avere da un minimo di zero a un massimo di quattro. Per legge tutti ne hanno quattro, perché una madre e un padre hanno dovuto avere per forza dei genitori, che sono appunto i nostri nonni. Però è anche possibile che di nonni non se ne ha neppure uno perché al momento che nascevamo erano già tutti morti.
    In questo caso si tratterebbe di nonni irrealizzati come certi gol.
    Io di nonni ne ho in media soltanto uno, ed è il padre di mio padre, cioè mio nonno.
    Poiché in casa a quell’epoca uscivano sia mia madre che mio padre, io stavo tutto il tempo con mio nonno, è lui che mi ha insegnato a camminare (infatti a quel tempo non portava ancora il bastone).
    Quando poi sono cresciuto, mi portava sopra le spalle, e meno male che non ero grassoccio come ora se no lo scamozzavo.(schiacciavo)
    Egli come tutti i nonni ha il difetto di dare troppi baci e di trattarmi come un neonato, però io gli voglio bene lo stesso e non solo perché lui ne vuole a me, ma anche per altre ragioni. Infatti lui:
    - fa i piatti;
    - dà la pensione a mamma;
    - cura le piante e le galline;
    - fa la spesa (anche se lo fanno fesso sul peso).
    Lui vive in casa con noi e senza di lui la nostra casa sarebbe più triste. Così spero proprio che possa vivere fino alla fine dei suoi giorni.
    E quando lui morirà io lo piangerò l’equivalente di quattro nonni morti.


    Marcello D'Orta "il maestro sgarrupato" - Mondadori

    ho riportato qui i due temi che avevo scritto in raccogliamo un po' di strafalcioni...perchè non sono per niente strafalcioni, anzi...
    Ultima modifica di Maria Bertuzzo : 20-07-09 a 18:32

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