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Vittorio Galli
22-08-09, 23:08
Ho seguito con piacere le vostre sperimentazioni poetiche a cui non ho partecipato. Scusatemi, ma non ne sono capace, giambi, ottonari e rime baciate non sono nel mio DNA. Però vorrei lanciare una sfida: scrivere un racconto in collaborazione, magari qualcuno scopre di avere la vena dello scrittore, un novello Camilleri o una Jane Austen.
Allora chi accetta la sfida?

vitalba paesano
23-08-09, 08:04
Ho seguito con piacere le vostre sperimentazioni poetiche a cui non ho partecipato. Scusatemi, ma non ne sono capace, giambi, ottonari e rime baciate non sono nel mio DNA. Però vorrei lanciare una sfida: scrivere un racconto in collaborazione, magari qualcuno scopre di avere la vena dello scrittore, un novello Camilleri o una Jane Austen.
Allora chi accetta la sfida?


Caro Vittorio, mi sembra una buonissima idea da prendere al volo. E da non sottovalutare, naturalmente, inserendo testi che depistino. Suggerirei, se siete d'accordo:
proporre (e potresti farlo tu, vista la paternità di idea) un tema, un ambiente, un'epoca e alcuni personaggi
integrare con l'aiuto di tutti questo scenario
partire a scrivere con l'impegno di proporre non meno di dieci righe per volta, perchè il racconto abbia ritmo e respiro. Che ne dici? Che ne dite? buona giornata vp

Maria Bertuzzo
23-08-09, 08:36
Caro Vittorio, mi sembra una buonissima idea da prendere al volo. E da non sottovalutare, naturalmente, inserendo testi che depistino. Suggerirei, se siete d'accordo:
proporre (e potresti farlo tu, vista la paternità di idea) un tema, un ambiente, un'epoca e alcuni personaggi
integrare con l'aiuto di tutti questo scenario
partire a scrivere con l'impegno di proporre non meno di dieci righe per volta, perchè il racconto abbia ritmo e respiro. Che ne dici? Che ne dite? buona giornata vp


oltre che poeti diventiamo narratori, che meraviglia! (sempre apprendisti, naturalmente)

proponi Vittorio e noi ti seguiamo!

Vittorio Galli
23-08-09, 20:14
Personalmente opterei per i primi anni '20, subito dopo la fine della prima guerra mondiale, pensavo ad un ambiente contadino, ai rapporti con i latifondisti e i primi industriali ma con la prospettiva di un ragazzino di allora. Le famiglie di allora erano piuttosto ampie e di tipo patriarcale per cui non dovrebbe essere un problema inserire personaggi in qualunque punto della storia.

vitalba paesano
24-08-09, 07:24
Personalmente opterei per i primi anni '20, subito dopo la fine della prima guerra mondiale, pensavo ad un ambiente contadino, ai rapporti con i latifondisti e i primi industriali ma con la prospettiva di un ragazzino di allora. Le famiglie di allora erano piuttosto ampie e di tipo patriarcale per cui non dovrebbe essere un problema inserire personaggi in qualunque punto della storia.
Carissimo, personalmente avrei scelto gli anni 50-60 che tutti conosciamo bene, ma se preferisci atmosfere anni 20... procedi! vp

Maria Bertuzzo
24-08-09, 08:40
Carissimo, personalmente avrei scelto gli anni 50-60 che tutti conosciamo bene, ma se preferisci atmosfere anni 20... procedi! vp

Vittorio, forse è meglio come dice Vitalba, ma sentiamo il parere degli altri anche...a me risparmieresti di dovermi documentare un po' perrò in ogni caso va bene...

Vittorio Galli
24-08-09, 23:19
Vittorio, forse è meglio come dice Vitalba, ma sentiamo il parere degli altri anche...a me risparmieresti di dovermi documentare un po' però in ogni caso va bene...
Benissimo, vada per la meta del secolo scorso allora. Ora però suggerite anche un'ambientazione.
Maria, se sei ancora propensa a farne un giallo dovremmo cominciare a trovare dei personaggi, un detective (non la classica signora geniale tipo Miss Marple però, sarebbe troppo scontata), un colpevole e magari qualche vittima.

Attilio A. Romita
24-08-09, 23:58
Ieri era stata l'ennesima giornata calda ed umida ed anche traversare la piazza centrale di B* era una impresa da allenati legionari.
Il dott. Filippo Bellei, alle 16,30, aveva ricevuto una chiamata urgente: la signora Luisa Fersei aveva trovato nel Portone del loro Palazzo al centro della città, suo marito, il comm. Fersei, che, riverso sul pavimento mormorava strane parole in una lingua a lei sconosciuta.
Il dott. Bellei affretto il passo ed entrò nel portone.
Il comm. Fersei, un bruno robusto cinquantenne, era al centro dell'ampio ingresso del palazzo e ripeteva, come una poesia o una preghiera: " Kalum comen piraki asolame epirotiki!".
....................a Voi il seguito........................

Angelo Galli
25-08-09, 20:00
Caro Vittorio, la tua vena artistica, che ti spinge a scrivere insieme almeno una novella lunga, mi pare apprezzabile. Naturalmente ci sto, anche se sono notoriamente un pigro. ciao. Angelo

Vittorio Galli
26-08-09, 14:20
Accanto a lui la moglie angosciata tentava invano di farsi riconoscere: "Giovanni, sono io Luisa.Ti prego guardami, guardami. " Poco distante il portiere del palazzo osservava la scena con evidente preoccupazione ma anche, notò il dottore, con un'ombra di compiacimento sul volto magro e ossuto.
Dopo un primo sommario esame che non rivelò alcun problema fisico, il medico si rivolse al portiere: "presto, mi dia una mano, dobbiamo portarlo in casa. Non possiamo certo lasciarlo qui in queste condizioni. Chiami l'ascensore e poi mi aiuti a sollevarlo". Nel frattempo il comm. Fersei continuava a ripetere il suo mantra: " Kalum comen piraki asolame epirotiki!", senza dar segno di aver notato ciò che accadeva attorno a lui.
Non appena l'ascensore arrivo al piano terra il portiere si affrettò a raggiungere il dottore. Insieme sollevarono Fersei e faticosamente lo trascinarono al suo interno subito seguiti dalla moglie.

vitalba paesano
26-08-09, 19:29
Bravi e coraggiosi... mi sembra che l'incipit sia già impegnativo. Io intanto metto insieme i pezzi e anzi trovo un sistema, ma non prima della settimana prossima, per tenere tutto insieme. Chi ha idee suggerisca! bravi vp

Vittorio Galli
26-08-09, 21:21
Si potrebbe implementare un wiki, se la cosa non è troppo complessa, altrimenti anche una pagina dedicata in cui qualcuno faccia copia-incolla come sto facendo io sul mio pc per non perdermi :confused: :o :mad:

Cristina Ricchetti
26-08-09, 22:23
......

L’appartamento al quarto piano accolse nella penombra il gruppo che guidato da Luisa Fersei arrancava verso il soggiorno dove il malcapitato fu disteso, gemente, sul divano più ampio e più lontano dalla mobilia curata e restaurata di recente ma pur sempre opprimente in un ambiente afoso ed oscurato da pesanti teli drappeggiati, posti alle grandi finestre volte a sud. Delicatamente Luisa scostò le tende in modo appena sufficiente a socchiudere le tre vetrate dalle quali sembrava filtrare un sole più blando in quel pomeriggio che già volgeva a sera, verso l’ora più opprimente, dove tutto giace, ancor più fermo, in attesa di quel respiro dopo l’apnea, che fa rinascere tutto nella notte.
...........

Attilio A. Romita
26-08-09, 22:38
Contempraneamente in una isba isolata nel desertico altopiano del Gobi, un anziano pastore, che aveva appena alzato un lembo della tenda che chiudeva la sua capanna, cadde per terra come fulminato. La moglie, che stava cucinando un povero pasto, accorse in suo aiuto: "Kalum, Kalum, che succede....aiutatemi". Kalum, il pastore, mormorava parole che suonarono straniere alla moglie: "Aiuto Kalum, vieni non mi lasciare nel fuoco".
Un altro pastore aveva sentito la richiesta di aiuto della donna e si avvicinò alla tenda. Ascoltando le parole di invocazione di Kalum, trasalì ed una smorfia di paura si disegnò sulla sua faccia.
.................................................. ............

Attilio A. Romita
26-08-09, 22:56
Ho creato su http://greyphanthers.pbworks.com/Racconto-emozionanrte una area tipo-wiki dove è possibile inserire i propri contributi.
Per accedere a questa area si deve ricevere l'invito dall'amministratore che inserisce l'indirizzo mail dei collaboratori ammessi.
Io ho inserito il mio nome ed ho invitato Vitalba cui spetterà il compito di fornire le mail dei nuovi collaboratori.
Se qualcuno lo vuole, può mandarmi una mail (atromita@fastwebnet.it) ed io provvederò a accettare il nuovo collaboratore.
La procedura di accesso e collaborazione è semplice e risolve il problema di lavorare a più mani su un testo.
Buon lavoro!.

Vittorio Galli
26-08-09, 23:07
é un giallo o fantascienza? Non che non vada bene ma vorrei capire che direzione vorresti prendere. Mi hai spiazzato un po'

Attilio A. Romita
26-08-09, 23:25
in epoca di globalizzazione anche la fantasia ....viaggia.
Chi era il comm. Bellei, come aveva accumulato la sua fortuna......?
il Portiere conosceva qualche segreto di lontane avventure?
In un giorno lontano ed oggi alle 16,30 uno stesso evento metereologico potrebbe essersi verificato?
GengizKan, in una sua scorreria, al verificarsi di uno stesso evento, avavea nascosto un tesoro?
Chissà?
Vogliamo scrivere un banale Maigret a Parigi o un Camilleri in Sicila oppure vogliamo sfidare Dan Brown e Ken Follet insieme?
La palla è in campo....giochiamocela bene:D:D:D

Vittorio Galli
26-08-09, 23:37
Da parte mia accetto la sfida :cool:

Attilio A. Romita
27-08-09, 01:06
la pagina wiki (pbworks) ammette accessi contemporanei e questo potrebbe creare problemi nei salvataggi dei contributi.
IO consiglio di scrivere il proprio contributo in un file di testo personale ed una volta completato accedere al wiki e rapidamante inserire il contributo e salvare, con questo metodo si evitano perdite di aggiornamenti e sovrapposizioni non volute di aggiornamenti.
Grazie a tutti per la coopeerazione.

vitalba paesano
27-08-09, 07:08
Un blitz notturno! altro che sfida! Vi auguro la buona notte e mi ritrovo uno spazio wiki la mattina presto.... sapranno tutti utilizzarlo? Comunque in giornata vado, vedo e procedo! Bravi! vp

vitalba paesano
27-08-09, 07:22
Ho visto wiki e temo che tra inglese e altre formule, sia un po' difficile per i più. Propongo di trovare in settimana con i miei tecnici una soluzione più facile. Intanto il copia e incolla i contributi viene inserito dalla redazione nella parte editoriale degli articoli. Voi leggete, scrivete e a fine giornata noi aggiorniamo l'articolo, che trovate in home page. mi sembra più facile, che dite Attilio e Vittorio? Voi potete continuare anche su wiki, ma io devo pensare a tutti. buona giornata. vp

Attilio A. Romita
27-08-09, 08:18
Ciao Vitalba,
chiaramente la pubblicazione in prima pagina è molto più emozionante di un wiki che, d'altra parte, è un ottimo strumento di lavoro cooperativo e permette riletture, correzioni, etc.
L'idea di pubblicarlo in prima pagina è molto buona perchè permette di farla conoscere direttamente a più persone.
Io penso che qualche stimolo ad usare gli strumenti Internet sia molto utile anche per chi si avvicina per la prima volta al mondo dei "bit&byte".
Nei limiti del possibile, proverò ad inserire i contributi che arrivano dal forum nel brogliaccio che si sta sviluppando su wiki e vediamo come le cose vanno avanti.:)

vitalba paesano
27-08-09, 11:35
Ciao Vitalba,
chiaramente la pubblicazione in prima pagina è molto più emozionante di un wiki che, d'altra parte, è un ottimo strumento di lavoro cooperativo e permette riletture, correzioni, etc.
L'idea di pubblicarlo in prima pagina è molto buona perchè permette di farla conoscere direttamente a più persone.
Io penso che qualche stimolo ad usare gli strumenti Internet sia molto utile anche per chi si avvicina per la prima volta al mondo dei "bit&byte".
Nei limiti del possibile, proverò ad inserire i contributi che arrivano dal forum nel brogliaccio che si sta sviluppando su wiki e vediamo come le cose vanno avanti.:)
Grazie Attilio! come sempre ricettivo e disponibile. Siamo tutti più tecnologici, grazie a te! vp

Cristina Ricchetti
27-08-09, 11:41
Vorrei capire se il capitolo inserito in home page faccia parte del racconto,
ovvero se tutto l'antefatto dei personaggi si debba considerare racconto stesso.
Mi sembra infatti che l'analisi e la storia di ognuno sia limitativo alla creatività in fatto di stesura, nel senso che ora, chiunque voglia continuare il racconto si deve per forza di cose attenenere ad una "storia" precostituita che ne dà inesorabilmente un percorso ben delimitato e meno propenso a voli creativi. Non è un appunto negativo, prendetela solo come una delle tante considerazioni che si possono elaborare sul "fare assieme", sul pensiero di cosa significhi una creazione a più mani, meglio sarebbe, a più menti, e quali limiti ogni collaboratore debba osservare per garantire pari opportunità di elaborazione. Infatti ritengo, posso benissimo sbagliare, che lavorando assieme non si debba mai partire con un'idea già sviluppata, ma si debba lasciare sempre libertà di manovra in tutti i sensi e in qualsiasi fase temporale il racconto si trovi. Dare troppe direttive, detto semplicemente, fa di un prodotto un marchio. Scuse moi.
Bye bye

vitalba paesano
27-08-09, 12:17
Vorrei capire se il capitolo inserito in home page faccia parte del racconto,
ovvero se tutto l'antefatto dei personaggi si debba considerare racconto stesso.
Mi sembra infatti che l'analisi e la storia di ognuno sia limitativo alla creatività in fatto di stesura, nel senso che ora, chiunque voglia continuare il racconto si deve per forza di cose attenenere ad una "storia" precostituita che ne dà inesorabilmente un percorso ben delimitato e meno propenso a voli creativi. Non è un appunto negativo, prendetela solo come una delle tante considerazioni che si possono elaborare sul "fare assieme", sul pensiero di cosa significhi una creazione a più mani, meglio sarebbe, a più menti, e quali limiti ogni collaboratore debba osservare per garantire pari opportunità di elaborazione. Infatti ritengo, posso benissimo sbagliare, che lavorando assieme non si debba mai partire con un'idea già sviluppata, ma si debba lasciare sempre libertà di manovra in tutti i sensi e in qualsiasi fase temporale il racconto si trovi. Dare troppe direttive, detto semplicemente, fa di un prodotto un marchio. Scuse moi.
Bye bye
Cara Cristina,
nel racconto a più mani, nulla di predefinito. Il testo è l'assemblaggio di quanto avete scritto singolarmente; è vero, il titoletto capitolo primo induceva in errore ed è stato eliminato. Tutto è alla portata di tutti. Si tratta di aver voglia di dedicarsi a questa cosa senza lasciarla in mano a pochi. Un abbraccio e complimenti per le foto di Loano. vp

Vittorio Galli
27-08-09, 14:36
Spesso le storie non hanno un unico inizio per cui nulla vieta che chi non si ritrovasse nella trama che si sta costruendo inizi, a sua volta, un nuovo troncone che poi si unirà all'altro. Per assurdo ognuno di noi potrebbe seguire una sua trama fino a farla confluire in un filone unico. Forse la partenza di Attilio è stata un po' brusca ma il bello di un progetto collaborativo come questo è proprio la libertà di seguire o meno una trama preordinata.

Attilio A. Romita
28-08-09, 18:24
Riprendendo le parole di Vittorio, mi scuso se l'incipit è stato brusco.
Il mio era solo un modo per aprire il sipario su uno scenario a prima vista normale, ma che già dalle prime righe inseriva un mistero.
Non ho assolutamente in testa uno schema e tutti sono liberi di aggiungere qualcosa o di spiegare, a loro modo, qualche domanda che man mano viene fuori.
Come si vede sono partiti due filoni che appaiono al momento paralleli, ma che dovranno trovare un punto di incontro: quando? dove? come? a voi la sfida letteraria.
Sono stati inseriti due personaggi di controrno: il portiere e il secondo pastore. Sono importanti o servono solo per sviare l'attenzione.
Chi sono i buoni e chi i cattivi?
Sono tutti questi interrogativi aperti che dovrebbero trovare risposta magari attraverso interrogativi derivati.
Stiamo creando "a mille mani" e tutti i contributi, idee, salti temporali hanno lo stesso valore.
Ho messo all'inizio alcuni nomi, potrebbero essere pseudonimi che nascondono tempi precedenti.
Non c'è nulla di definito o definitivo.
Una sola cosa è importantissima: la collaborazione di più mani possibili e l'inserimento di fatti che appaiano realistici. Secondo me questo è importante in un libro giallo o di avventure. Il miracolo è una soluzione troppo facile e, secondo me, non vale!!
Buon lavoro a tutti.

Attilio A. Romita
29-08-09, 09:31
che succede? la vena creativa si è inaridita?
Dopo lo spunto che ho inserito, forse un po strano, ed i primi contributi non ne sono seguiti altri.

Lo stimolo a creare una storia, più o meno credibile, mi pareva una simpatica sfida alla nostra immaginazione.
Possiamo anche fermare quella storia ed iniziarne un'altra meno irreale con una frase del tipo di quella usata da Collodi come incipit di Pinocchio: "c'era una volta una storia strana, avrete detto miei saggi amici, no...c'era una volta una piazza in un giorno di festa, ma non tutti erano felici...." .
Abbiamo la possibilità di inventare, immaginare intrighi, tracciare percorsi inesplorati, insomma di divertirci un poco.
Sfruttiamo questa possibilità!
Facciamo volare la nostra immaginazione, mischiamo qualcosa della nostra esperienza con qualche desiderio inappagato.
Voliamo con la fantasia e, con la nostra esperienza, rendiamola credibile.
Il gioco è bello, non interrompiamolo alla prima piccola asperità!
Suvvia, svitiamo il cappuccio della nostra stilografica dedicata all'immaginazione, e scriviamo .........

Vittorio Galli
29-08-09, 17:35
Il problema è, come al solito, lo scarso tempo a disposizione. Comunque sto già rimuginando un seguito e lo riporterò quanto prima.

Attilio A. Romita
30-08-09, 11:04
Bene Vittorio, attendiamo il tuo contributo, ma vorrei che anche altri si buttassero nella mischia.
In questo momento varie spinte contrarie mi frullano nella testa:
1. Scrivere altre aggiunte, ma non mi pare giusto fare tutto da solo
2. Scrivere qualche domanda che possa stimolare gli amici scrittori, ma anche in questo caso mi sembrerebbe di voler troppo indirizzare il racconto che invece deve "volare" da una idea all'altra.
3. Stare zitto ed aspettare, ma come avrete capito non è nella mia indole curiosa ed anche un po rompiscatole.
Metto ai voti le tre ipotesi, o anche altre che avete in mente, e ...... vinca il migliore!

Maria Bertuzzo
31-08-09, 08:50
Scusate, ma dal momento che vorrei inserirmi, mi piacerebbe capire cosa state combinando...

Dal mio semplicissimo copia e incolla arrivo a questo punto:

Un altro pastore aveva sentito la richiesta di aiuto della donna e si avvicinò alla tenda. Ascoltando le parole di invocazione di Kalum, trasalì ed una smorfia di paura si disegnò sulla sua faccia.

Poi vedo un pezzo in prima pagina che comincia con il
Comm. Fersei....

Ora mi chiedo a che punto siamo, mi chiarite bene, bene, come si fa con i bambini delle scuole elementari?
e per favore cercate di rendermi le cose semplici, non complicatemele, grazie

RINGRAZIO E ATTENDO...

Maria

Attilio A. Romita
31-08-09, 09:22
Vittorio ha lanciato la bella idea di scrivere una storia, più o meno lunga, a mille mani, chi vuole puà aggiungere un pezzo di poche righe p più a seconda della vena poetica
Io, Attilio, ho scritto un inizio, tanto per mettere la prima palla in campo.
Vittorio e Cristina hanno inserito contributi ed attualmente l'ultimo pezzo, sono quasi sicuro, è quello che comincia con "il comm Bellei...."
Sul forum, mescolate con i contributi veri, ci sono alcune note di precisazione e risposta che spiegano bene la genesi e lo sviluppo dell'idea.
Vitalba, ha offerto la possibilità di raccogliere giornalmente i vari contributi e di pubblicarli nella parte redazionale.
....ora siamo a questo punto

Maria Bertuzzo
31-08-09, 11:41
Attilio, ti ringrazio, ora leggo con molta attenzione tutto, poi ritorno...
Maria

vitalba paesano
31-08-09, 18:14
Riporto a galla il tema.... perchè anche chi è appena rientrato alla base e ricompare sul sito venga aggiornato! Qui si sta scrivendo un racconto... non collaborate?
affettuosamente vp

Vittorio Galli
31-08-09, 20:43
Budimir Petrovic Smelov, il robusto geologo della stazione orbitante, si voltò a fatica sullo stretto sediolo della sua postazione. "Mitchell, vieni a vedere, ho trovato qualcosa di curioso". Lewis Mitchell, il comandante del ISS, International Space Station, fluttuò vicino al geologo con una leggera spinta dei piedi. "Cosa c'è?" Chiese. Smelov era impegnato in una prospezione geologica della zona del Sudan al confine con l'Etiopia, nella zona di An Nil al Azraq, il Nilo Blu. "Guarda questa immagine, ho incrociato i dati del Landsat con quelli del nostro sensore Aster, vedi quel blu?" Mitchell osservò con attenzione lo strano disegno evidenziato dai sensori, una sorta di drago azzurro dove non avrebbe dovuto esserci altro che rocce aride. "Sicuro di aver applicato correttamente l'algoritmo Effort per correggere l'errore indotto dall'atmosfera? Questo potrebbe essere il Nilo Blu con una prospettiva falsata, una specie di miraggio. Budimir si voltò piccato verso il collega: "Mi hai preso per uno studentello? Sono anni che esamino queste immagini! Quella è acqua, o almeno un terreno umido ed è a parecchi chilometri dal Nilo Blu". Isamu Itou, il tecnico dei computer, nel frattempo si era avvicinato e sbirciava silenzioso sopra la spalla di Mitchell.
Giovanni Adami, l'astronauta dell'ESA, si affacciò dal modulo ricreativo: "Drago? Mi viene in mente una cosa; mio nonno ha fatto la guerra da quelle parti e mi raccontava del drago del Nilo, mi diceva "cerca l'occhio del drago e saprai cosa fare". Per caso il tuo drago ha qualcosa che assomigli ad un occhio?". Budimir scrutò l'immagine sul monitor fingendo grande attenzione: "Come no, e magari anche una coda e le fiamme". "Calcare" esclamò Mitchell "Li, nell'angolo in alto a sinistra; non sembra un occhio?" Nel frattempo Isamu aveva registrato le coordinate sul suo palmare e si era allontanato, non visto, verso la sala radio.

Attilio A. Romita
01-09-09, 09:31
Isamu, prima di partire per questa missione, aveva sentito parlare il suo amico Adami di uno strano malore che aveva colpito un suo coinquilino a Roma ed aveva letto un articolo su National Geographic che raccontava di un pastore nel deserto del Gobi che era stato colpito da un malore simile.
Quasi per gioco, Isamu aprì il suo portatile, fece partire Google Maps e cercò le tre località: Roma, Nilo Azzurro e Deserto del Gobi. Continuando il gioco collegò le tre località ed un'ombra sinistra si coprì larga parte dell'Asia centrale. Questo primo risultato sembrava non dare alcuna spiegazione. Isamu si ripromise di approfondire la ricerca.
La sera, dopo cena, Isamu comunicò la sua scoperta al suo amico Adami ed insieme cominciarono a guardare con attenzione la cartina che Isamu aveva stampato. Adami cercò di ritrovare nella sua mente le nozioni che aveva imparato a scuola ed i racconti del nonno. All’improvviso la luce apparve: ma certo quell’ombra sulla cartina poteva disegnare l’impero romano esteso sin dove la Legione Perduta era arrivata e, molto più tardi, una parte centrale dell’impero di Gengiz Khan. La mente dei due modernissimi uomini si appassionò a quelle antiche storie, e Isamu ed Adami si dettero appuntamento per la sera successiva: volevano decisamente saperne di più.

vitalba paesano
01-09-09, 10:07
Bravi, ragazzi, così ci piacete e siccome il tema e la suspence sono prettamente maschili, proporrei alle signore di fare un racconto a latere, per esempio, come dicevamo all'inizio, ambientato negli anni 1950-1960, che conosciamo tutte. Un po' più "credibile" forse del racconto di Attilio e Vittorio (di cui ormai siamo presi e che desideriamo leggere con ansia!), forse meno articolato negli eventi, ma più ricco di sfaccettature e umori, di sentimenti e memorie, quelli che piacciono tanto a noi donne.... Ma è solo una proposta, naturalmente, che faccio perchè vedo le amiche grey panther latitare su questa opportunità Ditemi! affettuosamente vp

Attilio A. Romita
01-09-09, 10:21
Penso che sia importante che qualche mano gentile intervenga per dare al racconto un maggior respiro descrittivo.
Io penso che piuttosto che far partire una seconda storia, sia meglio aggiungere sfaccettature meno tecniche e più psicologiche.
I nostri primi "pezzetti" hanno introdotto personaggi, forse troppi, ma non li hanno analizzati, sono stati aperti dei filoni che dovranno ricongiungersi, il reale dovrà prendere il sopravvento sullo strano. Questo dovrà avvenire in modo realistico.
Teniamoci tutti per mano nella scrittura comune ed insieme andiamo avanti nel racconto.
Come ho detto alcuni punti ed alcuni interrogativi sono stati posti, tentiamo di seguirli ....e vediamo che succede.
Una ottima strategia potrebbe essere quella di riportare questo racconto, che è partito tra Indiana Jones ed Harry Potter, in un mondo più reale.
Un cambio di sensibilità, potrebbe fare questa deviazione.
Forza ...e datevi da fare.:):)

Maria Bertuzzo
01-09-09, 12:28
il che non è detto, ci dovremmo inserire nel racconto con delle storie parallele? Magari qualche intrallazzo particolare, è concesso? Visto che non l'ho mai fatto nella vita, potrei farlo qui...la cosa mi stuzzica, intanto con dei mariti o compagni che pensano solo al lavoro, si potrebbe benissimo, come si dice "mangiare fuori casa"...ho esagerato? ;)
Certo che voi correte così veloci che non riesco a starvi dietro, benchè a me piaccia l'alta velocità!
Vedrò se riesco a combinare qualcosa, ma ho l'impressione che in questi giorni faccio solo pasticci...

vitalba paesano
01-09-09, 15:21
Attendo il parere di altri, prima di procedere. Mi sembra che l'intervento di Attilio sia interessante anche se non credo, come Maria, che si tratti di inserire degli spezzoni che non c'entrano nulla, piuttosto profili e flash di arricchimento psicologico, cosa che di solito riesce meglio alle donne. Nulla impedisce che diventi una storia anche più trasgressiva. Basta essere d'accordo e trovare molti che collaborano. L'impresa non è semplice, ma questo non ci spaventa... vp:p;):rolleyes:

Maria Bertuzzo
01-09-09, 16:02
Certo sinceramente non so, per me è difficile stare al passo però devo dire che mi piace leggerli, ho visto che è già stato aggiunto anche l'ultimo pezzo di Attilio nella pagina iniziale del forum...vado a leggere intanto...stasera farò un altro giro tanto per restare aggiornata...
ciao a tutti

Vittorio Galli
01-09-09, 19:18
Il racconto, fin qui, è un po' tecnico e, a parte qualche descrizione fisica, non approfondisce il carattere dei personaggi. Penso che si possa scrivere qualche capitolo che caratterizzi meglio le persone coinvolte; magari scoprendo relazioni passate, amori segreti ecc. Ho notato comunque che l'universo femminile manca ancora nel cast, non ci sono eroine. Un po di Liala magari ce la potreste mettere voi signore. ;)

vitalba paesano
01-09-09, 20:13
Il racconto, fin qui, è un po' tecnico e, a parte qualche descrizione fisica, non approfondisce il carattere dei personaggi. Penso che si possa scrivere qualche capitolo che caratterizzi meglio le persone coinvolte; magari scoprendo relazioni passate, amori segreti ecc. Ho notato comunque che l'universo femminile manca ancora nel cast, non ci sono eroine. Un po di Liala magari ce la potreste mettere voi signore. ;)
Signore, alla riscossa, altro che Liala (peraltro donna affabilissima, che ho conosciuto, se volete vi racconto), è il momento di tirar fuori...la penna e dare sostegno al racconto dei nostri uomini! vp

Attilio A. Romita
01-09-09, 20:15
Credo che Vitalba abbia colto lo spirito della mia risposta, cioè arricchire le sommarie identificazioni dei personaggi di qualche "speculazione" (in termini filosofici) sul loro carattere oppure aggiungere caratteristiche fisiche che potrebbero meglio indirizzare l'immaginazione di chi scrive.
Vitalba, da un punto di vista pratico e finchè non verrà messo a punto il sistema (WIKI o quel che sia) di scrittura collaborativa, vorrei consigliarti, quando pubblichi l'aggiornamento giornaliero, di inserire una numerazione per ciascun capoverso in modo che sia possibile fare degli inserimenti, delle descrizioni e simili all'interno.
Grazie e ....andiamo avanti.

Maria Bertuzzo
02-09-09, 09:16
Signore, alla riscossa, altro che Liala (peraltro donna affabilissima, che ho conosciuto, se volete vi racconto), è il momento di tirar fuori...la penna e dare sostegno al racconto dei nostri uomini! vp
Si, mi piacerebbe che ci raccontassi qualcosa di Liala, seduta su uno sdraio, ma anche facendomi cullare da un'amaca, all'ombra di due bellissimi alberi, in montagna, circondata da una vista spettacolare, mentre gli altri riposavano, io sognavo con lei...ad occhi aperti...letture leggere, per me piacevoli...

Attilio A. Romita
02-09-09, 10:55
Dai Maria, datti da fare e non rifuggiarti nel romantico ricordo di Liala.:):)

Maria Bertuzzo
02-09-09, 13:11
comincio con la descrizione di Luisa (moglie del comm. Fersei)

Luisa Farsei: stessa età del marito, capelli e occhi scuri, corporatura esile, con lo sguardo sempre velato di tristezza, gentile ma distaccata, poche amicizie.

per il momento... mi riservo di aggiungere altri dettagli.

Qualcuno trovi il modo di inserire questa piccola descrizione per favore; mi piacerebbe qualche altro personaggio femminile, me ne mettete uno da qualche parte?
Ancora il portinaio ce l'ha la moglie portinaia?

l'ho trovato utile l'inserimento del nome di chi ha scritto il pezzo in caso di richiesta precisazioni ci si può rivolgere direttamente a chi l'ha scritto non si sa mai...

Può andare il mio piccolo inserimento? Quando si legge è bello sapere come sono anche fisicamente i personaggi

vitalba paesano
02-09-09, 15:28
comincio con la descrizione di Luisa (moglie del comm. Fersei)

Luisa Farsei: stessa età del marito, capelli e occhi scuri, corporatura esile, con lo sguardo sempre velato di tristezza, gentile ma distaccata, poche amicizie.

per il momento... mi riservo di aggiungere altri dettagli.

Qualcuno trovi il modo di inserire questa piccola descrizione per favore; mi piacerebbe qualche altro personaggio femminile, me ne mettete uno da qualche parte?
Ancora il portinaio ce l'ha la moglie portinaia?

l'ho trovato utile l'inserimento del nome di chi ha scritto il pezzo in caso di richiesta precisazioni ci si può rivolgere direttamente a chi l'ha scritto non si sa mai...

Può andare il mio piccolo inserimento? Quando si legge è bello sapere come sono anche fisicamente i personaggi
Ho inserito il tuo profilo, dove credo ci possa stare. verifica e dimmi. vp

Maria Bertuzzo
02-09-09, 15:32
Grazie, Vitalba mi pare vada benissimo
Maria

Attilio A. Romita
02-09-09, 22:04
Va bene per le descrizioni dei personaggi, ma suggerirei che fossero in qualche modo funzionali alla storia, per es qualche caratteristica fisica o caratteriale che potrebbe essere di spunto per ........
Riguardo a nuovi personaggi femminili, non c'è limite all'immaginazione. Dovrebbero essere sempre di spunto a nuovi fatti.
Per es. quando il dott. Adami parla con il tecnico, Isuzu mi pare, potrebbe essere inserita una dottoressa XY, che in quel momento passava, ed essendo esperta di tradizioni antiche dice.....
Diamo sfogo alla fantasia.;):):rolleyes::D

vitalba paesano
02-09-09, 22:10
Va bene per le descrizioni dei personaggi, ma suggerirei che fossero in qualche modo funzionali alla storia, per es qualche caratteristica fisica o caratteriale che potrebbe essere di spunto per ........
Riguardo a nuovi personaggi femminili, non c'è limite all'immaginazione. Dovrebbero essere sempre di spunto a nuovi fatti.
Per es. quando il dott. Adami parla con il tecnico, Isuzu mi pare, potrebbe essere inserita una dottoressa XY, che in quel momento passava, ed essendo esperta di tradizioni antiche dice.....
Diamo sfogo alla fantasia.;):):rolleyes::D
Bravo, indomito Attilio!

Maria Bertuzzo
02-09-09, 22:33
Va bene per le descrizioni dei personaggi, ma suggerirei che fossero in qualche modo funzionali alla storia, per es qualche caratteristica fisica o caratteriale che potrebbe essere di spunto per ........
Riguardo a nuovi personaggi femminili, non c'è limite all'immaginazione. Dovrebbero essere sempre di spunto a nuovi fatti.
Per es. quando il dott. Adami parla con il tecnico, Isuzu mi pare, potrebbe essere inserita una dottoressa XY, che in quel momento passava, ed essendo esperta di tradizioni antiche dice.....
Diamo sfogo alla fantasia.;):):rolleyes::D

ma se hai notato ho detto che la signora ha uno sguardo sempre velato di tristezza...è questo lo spunto per...la descrizione fisica è relativa
anche la dottoressa non sarebbe male, pensavo anch'io che si poteva inserire una donna esperta di qualcosta, nel contesto...

Attilio A. Romita
02-09-09, 22:45
inserisci qualche personaggio femminile ...intrigante.
Una Matha Hari in agguato ...per es.
Una discendente di Temuzin .....
Chi aveva incontrato il comm. quando durante la battaglia di ..... per non farsi prendere prigioniero era scappato ed era stato salvato da una giovane eritrea che si era rivelata essere ...............
Che la fantasia voli e che altre autrici scendano in campo.
Prendete spunto da qualcosa che avete letto e trasformatelo per il nostro racconto.
Non abbiate paura di essere considerati banali o sognatori o ...matti.
Ricordatevi che il peggior critico di ciascuno è "se stesso" e ....non datevi retta.:D:):rolleyes::p

Vittorio Galli
02-09-09, 22:48
La scoperta di Smelov era la conferma che le loro potevano essere molto più che semplici speculazioni. Isamu confrontò le coordinate del Landsat con la cartina che aveva stampato e mostrato ad Adami mesi prima sulla Terra. Il loro periodo di permanenza a bordo del ISS stava per concludersi e presto sarebbe arrivato lo shuttle che avrebbe portato i loro sostituti. Chiamò Adami e gli mostrò ciò che aveva scoperto. Entrambi sapevano già come avrebbero trascorso la loro licenza.

Attilio A. Romita
03-09-09, 08:02
Signori,
mi pare che la fantasia langue e solo timide 4-5 righe di Maria e Vittorio cercano di aggiungere qualcosa.
Vorrei proporre che tutti i nuovi contributi devono essere di almeno 10 righe e possibilmente debbano inserire nuove idee e spunti e quindi aggiungano nuove possibilità di sviluppo.:(
Al punto cui siamo arrivati, abbiamo accertato che c'è un legame possibile tra ROMA, Deserto del Gobi ed Nilo Azzurro; che una vista dall'alto ha permesso di avere un'idea di questo legame; che forse si intrecciano interessi commerciali/venali con leggende antiche e forse ritrovamenti moderni.:cool:
Forse sarebbe il caso di introdurre una etnologa o forse .............:D
Si attendono nuovi scrittori!!!:rolleyes:
Paolo, ti vedo in linea ....dai scatena la tua fantasia, immagina un quadro sulla situazione e descrivilo!

Maria Bertuzzo
03-09-09, 09:54
prima di tutto le mie saranno solo due righe ma fondamentali!
E' solo una battuta...
Comunque mentre aspettiamo anche Paolo in tutt'altro affaccendato in questi giorni, deve risolvere i problemi che "io gli ho causato" certo che devo avere delle doti speciali se scrivendo una cosa riesco a fargliene fare un'altra...forse con il pensiero chissà avrò voluto giocare un po' a nascondino!...(ciao Paolo, vieni fuori adesso, mi giro dall'altra parte e tu puoi liberarti!).
Ritornando al racconto, chi ci capisce niente di questo triangolo!? (i triangoli sono sempre un po' complicati) non siamo tutti preparati su cosa sta succedendo da quelle parti, quindi pregherei chi ha intromesso questa parte e mi pare che sei tu Attilio, di darci qualche delucidazione di cosa sta succedendo, magari al di fuori del racconto ma tanto per far capire un po' a tutti qualcosa in più, perchè così potrà intervenire chiunque lo voglia.
Certa che lo farai, ti ringrazio, Maria

Attilio A. Romita
03-09-09, 10:09
Non esistono spiegazioni logiche, non si parla di fatti storici.
Dall'alto (da un satellite) si vede tutta la terra e possono essere identificate tre località: Roma, il desero di Gobi e il Nilo azzurro.
Il triangolo che le unisce non ha alcun valore diverso da quello che vogliamo dargli per rendere la storia interessante.
Potrei unire Roma, NewYork e Mosca ed inventare che ................
Il racconto deve essere minimamente credibile, non stiamo scrivendo un libro di storia.
Il racconto deve svilupparsi rapidamente tra fatti simil-falsi e leggende simil-vere.
Il racconto non è stato pensato come intimista, ma un po più Indiana Jones o Ken Follet: a Voi tutti la capacità di emularli o ....sopravvanzarli.:D

vitalba paesano
03-09-09, 12:01
Carissimi, vedo che ci dibattiamo tra ampie possibilità e pochi fatti. Il progetto non è facile, il lavoro di gruppo non si inventa, ma forse la dimensione planetaria non aiuta. Diamoci un tempo. Se entro domenica la storia non decolla, resettiamo tutto e riproviamoci, con una storia ambientata in luoghi e tempi che ci sono più noti. Del resto potremmo fare al contrario, che gli apporti più provocatori compaiano
come storie a latere. Pensiamoci, come sempre in tranquillità e armonia. Buon tutto a tutti
vp

Maria Bertuzzo
03-09-09, 12:04
Kalum, non mi lasciare nel fuoco, è la stessa frase che diceva il comm. Farsei e Kalum è anche il nome del pastore? Quanti Kalum ci sono?

Attilio A. Romita
03-09-09, 19:29
a Vitalba
Mi pare un'ottima decisone. Come dici tu il lavoro di gruppo non si inventa, l'importante è tentare, capire, affinare ed infine riuscire.
Come in un labirinto, se si scopre che la strada è sbagliata, se ne tenta un'altra senza fermarsi o peggio recriminare.
a Maria
Forza con l'immaginazione, amica mia, non stiamo scrivendo un trattato di matematica.
Forse Kalun è un nome o un soprannome di qualcuno che è scappato al momento del bisogno ed ora è colto dai rimorsi.
Forse il fatto è successo alla fine di eclissi di sole che quella calda giornata si è ripetuta ed il ricodo, come una spada, ha colpito i protagonisti che, per es perdendo i sensi, ripetono la frase come un mantra.
Non stiamo facendo un quiz sul Romanzo emozionante, lo stiamo scrivendo ed il significato di Kalun è tutto da inventare.
Fantasia!!!:):):)

Maria Bertuzzo
06-09-09, 14:07
è tutto quello che sono riuscita a fare, per il momento, spero vada bene, dovrebbe seguire l'ultimo pezzo di Vittorio:

In quel momento entra nella stanza (?, trovate voi un nome per favore) un’etnologa che vede le coordinate e l’occhio le cade sul punto che indica il Nilo Azzurro, si ferma di scatto: le tornano in mente gli studi fatti sui culti africani, magia nera, incantesimi e maledizioni, amuleti e pozioni magiche, spiriti invisibili e oscuri poteri soprannaturali. Riti magici per ottenere potere e ricchezza. Ci sarà un legame con il commendator Fersei il suo malore e l’origine della sua fortuna?

Attilio vedo che sei qui, trovalo tu caso mai il nome, perchè da questo si può capire la provenienza e magari può essere importante per aggiungere un altro tassello ciao

vitalba paesano
06-09-09, 14:38
è tutto quello che sono riuscita a fare, per il momento, spero vada bene, dovrebbe seguire l'ultimo pezzo di Vittorio:

In quel momento entra nella stanza (?, trovate voi un nome per favore) un’etnologa che vede le coordinate e l’occhio le cade sul punto che indica il Nilo Azzurro, si ferma di scatto: le tornano in mente gli studi fatti sui culti africani, magia nera, incantesimi e maledizioni, amuleti e pozioni magiche, spiriti invisibili e oscuri poteri soprannaturali. Riti magici per ottenere potere e ricchezza. Ci sarà un legame con il commendator Fersei il suo malore e l’origine della sua fortuna?
Quando sarà completo del nome, inserirò il pezzetto in home. vp

Maria Bertuzzo
07-09-09, 17:22
La scoperta di Smelov era la conferma che le loro potevano essere molto più che semplici speculazioni. Isamu confrontò le coordinate del Landsat con la cartina che aveva stampato e mostrato ad Adami mesi prima sulla Terra. Il loro periodo di permanenza a bordo del ISS stava per concludersi e presto sarebbe arrivato lo shuttle che avrebbe portato i loro sostituti. Chiamò Adami e gli mostrò ciò che aveva scoperto. Entrambi sapevano già come avrebbero trascorso la loro licenza.

alla fine tra e e f mi pare manchi questo pezzo di Vittorio che non era ancora stato inserito
invece all'inizio dopo
tra c e d ne manca un pezzetto che però non so se è stato tolto volutamente da Attilio il pezzetto lo trascrivo:
il comm Fersei, un bruno e robusto cinquantenne, era al centro dell'ampio ingresso del palazzo e ripeteva, come una poesia o una preghiera: "kalum comen piraki asolame epirotiki!.
però non vorrei fosse stato inserito in seguito..., mi pare però di aver confrontato tutto bene
grazie Vitalba

vitalba paesano
07-09-09, 17:24
alla fine tra e e f mi pare manchi questo pezzo di Vittorio che non era ancora stato inserito
invece all'inizio dopo
Provvedo e grazie per la segnalazione! vp

Maria Bertuzzo
07-09-09, 18:51
non tener conto del mio intervento, sono andata per ordine a fare il confronto invece poi ho visto che il pezzo di Vittorio era comunque stato inserito, mi spiace, rimedierò dandomi da fare per aggiungere qualcosa!
Ma spero che ci siano anche altri GP che vogliano intervenire, anzi li vado ad invitare anche in salutiamoci in linea...
ciao, Maria

vitalba paesano
07-09-09, 20:03
non tener conto del mio intervento, sono andata per ordine a fare il confronto invece poi ho visto che il pezzo di Vittorio era comunque stato inserito, mi spiace, rimedierò dandomi da fare per aggiungere qualcosa!
Ma spero che ci siano anche altri GP che vogliano intervenire, anzi li vado ad invitare anche in salutiamoci in linea...
ciao, Maria
... Perdonata, cara Maria, apprezzo sempre l'attenzione che dai al sito. buona serata. vp

Vittorio Galli
08-09-09, 00:30
Queste righe andrebbero inserite nel capitolo "in un altra parte del mondo"

c. Corse fuori dalla tenda come un indemoniato ed impartì alcuni secchi ordini ai figli che subito si affrettarono a radunare le bestie e a smontare la tenda. Avevano notato, nella voce del padre, qualcosa che non si sarebbero mai aspettati di sentire; paura. Per spaventare un uomo che non aveva esitato ad affrontare un branco di lupi con un vecchio fucile era necessario qualcosa di veramente terribile e nessuno di loro voleva restare li a sperimentarlo sulla propria pelle.

d. Kalum, nel frattempo, continuava a mormorare le stesse parole con lo sguardo sbarrato e gocce di sudore freddo che gli colavano dalla fronte. L'anziano pastore, appena finito di radunare le sue povere cose, si avvicinò alla moglie di Kalum e le fece cenno di seguirlo, di fuggire con la sua famiglia; ma la donna, pur spaventata, rifiutò con rabbia di lasciare il marito ed egli le voltò le spalle con un misto di pena e di paura.

Vittorio Galli
08-09-09, 01:31
6 Viaggio in Africa

a. "Sentite" disse la dottoressa Etnos rivolta ad Isamu ed Adami " il museo per cui lavoro sta pensando di organizzare un viaggio esplorativo per studiare le usanze di alcuni gruppi etnici nel nord della Somalia. Con una piccola digressione possiamo arrivare nella zona del Nilo Blu e vedere da vicino il vostro occhio del drago. Penso di poter giustificare facilmente la deviazione e poi i dirigenti del museo non avranno molto da recriminare se troveremo qualche reperto di valore". Isamu si girò verso Adami con l'espressione del gatto che ha appena mangiato un topo: "la Nasa ci ha appena dato un mese di licenza, non potrei trovare modo migliore per sfruttare questo periodo di vacanza. Cosa ne dici? E non dovremo neppure preoccuparci dell'equipaggiamento, ci pensa il museo".

b. Il mattino seguente la dottoressa Etnos telefonò al direttore del Redpath Museum che si disse entusiasta della ricerca proposta dalla dottoressa ed il pomeriggio stesso tutti e tre erano in volo per Montreal per incontrarlo.

c. Il Redpath Museum era una sorta di riproduzione di un tempio greco costruito nel campus della McGill University. Il direttore, un ometto dai capelli arruffati e un espressione aperta sul volto, li accolse nell'ampio ufficio rivestito di legno scuro. " E così, Maria, ti sei finalmente decisa ad assecondare le richieste del tuo vecchio professore" esclamò con un tono divertito. " E questi sono i due astronauti che hanno deciso di accompagnarti?" chiese con espressione sorniona. "Non siete molto al di fuori delle vostre competenze?" Disse rivolgendosi ad Adami. "L'etnologia è molto lontana dall'astrofisica o dall'informatica del suo collega". "Vero" rispose Isamu "Ma dopo tanto tempo nello spazio sentiamo il bisogno di studiare qualcosa di più vicino all'uomo e la dottoressa Etnos ce ne ha fornito l'opportunutà". "Bene, inoltre la vostra presenza contribuirà a dare un po' di notorietà alla spedizione e, di conseguenza, al nostro museo." Disse il direttore:"Le attrezzature partiranno al più presto per Khartoum e gia domani potrete ritirare i vostri biglietti aerei presso la segreteria". Poi alzandosi soggiunse: " Buona fortuna e se vi capitasse qualche reperto interessante...bene, il museo potrebbe essere interessato, abbiamo anche una sezione paleontologica ed una geologica sapete?"

Attilio A. Romita
08-09-09, 08:31
Ciao Vittorio,
grazie per i contributi che ti suggerirei di inserire direttamente su pbworks.
Anche Maria ha detto che è in grado di lavorare su PBwork.
Se c'è qualche altro scrittore interessato, ci sono due modi uguali di collaborare:
1. Scrivere il contributo come risposta in questa sezione del forum, ed io poi lo inserirò nel racconto che Vitalba giornalmente pubblicherà;
2. Collaborare su PBWORK, in questo caso può inviarmi privatamente (messaggio privato da GreyP Forum) il suo indirizzo mail ed io provvederò ad inserire il suo nome tra gli scrittori collaboratori su http://pbworks.com/

Forse riusciremo ad andare avanti per trovare il bandolo della matassa: ”Kalum comen piraki asolame epirotiki!”.

A proposito, se andate su Google e cercate la frase magica ” Kalum comen piraki asolame epirotiki!”, ebbene ....potete trovarla: provare per credere.:):p:rolleyes:

Maria Bertuzzo
08-09-09, 09:02
soprattutto perchè ti arrivano gli aggiornamenti a casa, ma io preferirei continuare qui almeno prima qui perchè così tutti possono vedere immediatamente il prosieguo della storia poi per quanto riguarda quello che inserirò io ti sarò grata Attilio se sarai tu a trasferirlo dall'altra parte ugualmente non vorrei fare pasticci, già ne faccio tanti...grazie

metti anche i tuoi prima qui Attilio, poi li trasferiamo, in fondo si tratta di fare copia e incolla
Maria

Maria Bertuzzo
08-09-09, 20:26
...
A proposito, se andate su Google e cercate la frase magica ” Kalum comen piraki asolame epirotiki!”, ebbene ....potete trovarla: provare per credere.:):p:rolleyes:

io ero già andata in precedenza ma se ci vai oggi sai cosa salta fuori?
il nostro racconto e basta

pensa che importanza!

Attilio A. Romita
08-09-09, 21:01
..che pensavi di trovarla 100 volte.
L'importante è che con Google è possibile trovare sempre qualsiasia cosa, anche una frase inventata che fa parte di un racconto che u po di persone stanno cercando di scrivere.
E' questo l'importante, la capacità di Google di aiutarti a trovare qualsiasi cosa, anche le meno importanti!:eek::D;)

Maria Bertuzzo
09-09-09, 07:13
ieri rileggendo il nostro racconto mi sono accorta di alcuni errori grammaticali, devo solo verificare l'ultima stesura per vedere se ci sono ancora, li ho registrati e corretti in una pagina di word che ho io, vorrei fare le correzioni nel posto giusto per non farle fare a te, è vero che nel sito sono entrata senza problemi e leggo il racconto ma le correzioni non ho ancora capito come si fanno, mi dai una piccola indicazione? Poi cerco di arrangiarmi...grazie

ok Vitalba, credevo fosse Attilio ad inserire i pezzi in quel sito, quello che possiamo fare per aiutarti, lo facciamo volentieri, ciao

vitalba paesano
09-09-09, 07:18
ieri rileggendo il nostro racconto mi sono accorta di alcuni errori grammaticali, devo solo verificare l'ultima stesura per vedere se ci sono ancora, li ho registrati e corretti in una pagina di word che ho io, vorrei fare le correzioni nel posto giusto per non farle fare a te, è vero che nel sito sono entrata senza problemi e leggo il racconto ma le correzioni non ho ancora capito come si fanno, mi dai una piccola indicazione? Poi cerco di arrangiarmi...grazie
Tocca a me, cara Maria, ma se li comunichi ad Attilio, che mi manda il file aggiornato, mi aiuti moltissimo. grazie. vp

Attilio A. Romita
10-09-09, 08:29
...ecco un altro pezzetto di storia ed uno spunto per proseguire....:rolleyes::)

7. I preparativi
a.Verso la ricerca di scoperte ed emozioni, era stato fatto il primo passo, quello più importante e quello che ha sempre bloccato molte iniziative: la ricerca di uno sponsor finanziatore.
b.Ai nostri tre amici Isamu, Adami ed Etnos toccava ora il non facile compito di sbrogliare una matassa che sembrava avere molti capi.
c.La prima cosa era di cercar di mettere in ordine le informazioni che sino a quel momento erano state raccolte.
d.Poi occorreva contattare quello che sembrava uno dei principali protagonisti, il comm. Fersei.
e.Infine fare un piano di lavoro operativo. La loro pregressa esperienza forniva molti strumenti di programmazione, ma per ottenere risultati validi era necessario stabilire alcuni punti fermi ed alcune ipotesi valide.
f.Al termine della missione spaziale in corso, i tre nostri protagonisti si accordarono ad iniziare separatamente il lavoro di preparazione e di sentirsi con cadenza regolare usando gli strumenti di rete che conoscevano benissimo.
g.Isamu si sarebbe dedicato alle pianificazioni geografiche, Etnos avrebbe dedicato i suoi sforzi iniziali a tentare una qualche decifrazione delle strane parole “Kalum comen piraki asolame epirotiki!”, il cui significato letterale era comprensibile confrontando le frasi del Comm. Fersei e del Pastore del Gobi. Era importante capire quale era il dialetto usato per capire dove poteva aver avuto inizio la storia.
h.Adami, vivendo a Roma, avrebbe tentato un contatto con Fersei per stabilire un appuntamento durante il quale i tre novelli esploratori avrebbero cercato …non sapevano neanche loro cosa!
8. I punti fermi della storia: personaggi ed avvenimenti

Maria Bertuzzo
10-09-09, 15:30
ho lavorato tutta la mattina per aiutare Maria Etnos ad interpretare la frase, ma per ora non ho trovato, continuerò le ricerche, se non altro sto imparando un sacco di cose in questi giorni di duro lavoro!

Attilio A. Romita
11-09-09, 08:35
Mi sembra di constatare che il Nostro Racconto Interessante non decolli e ci sono contributi radi e solo di un paio di persone.
Io ho provato a stimolare la vostra fantasia e mi sembra di aver scritto molta parte del racconto. Forse questo non è stato bene perchè in qualche modo forzava le vostre idee fantastiche: me ne scuso.:o
Forse il tema originale era troppo fantastico, forse la vena letteraria, al contrario di quella poetica, è più difficile da scoprire...non so.:eek:
Penso che a questo punto l'esperienza sia conclusa e tutti resteremo con la curiosità di conoscere cosa mai vorrà dire “Kalum comen piraki asolame epirotiki!".:(
Forse potremo riprovare con un tema più vicino al normale trantran quotidiano.
Cercherò nel futuro di essere un buon esecutore piuttosto che un prepotente "indirizzatore".
Buon lavoro a tutti, ma, per favore, riproviamoci.:)

vitalba paesano
11-09-09, 08:59
Mi sembra di constatare che il Nostro Racconto Interessante non decolli e ci sono contributi radi e solo di un paio di persone.
Io ho provato a stimolare la vostra fantasia e mi sembra di aver scritto molta parte del racconto. Forse questo non è stato bene perchè in qualche modo forzava le vostre idee fantastiche: me ne scuso.:o
Forse il tema originale era troppo fantastico, forse la vena letteraria, al contrario di quella poetica, è più difficile da scoprire...non so.:eek:
Penso che a questo punto l'esperienza sia conclusa e tutti resteremo con la curiosità di conoscere cosa mai vorrà dire “Kalum comen piraki asolame epirotiki!".:(
Forse potremo riprovare con un tema più vicino al normale trantran quotidiano.
Cercherò nel futuro di essere un buon esecutore piuttosto che un prepotente "indirizzatore".
Buon lavoro a tutti, ma, per favore, riproviamoci.:)


Concordate con la proposta di Attilio? o volete "giocare" alla scoperta del significato della frase più criptica che sia stata scritta sul nostro sito? Vorrei sapere il vostro parere, ma intanto si potrebbe cominciare a una nuova ambientazione. Io continuo a pensare che coinvolgerebbe molto una storia ambientata negli anni che conosciamo bene... vp

Attilio A. Romita
11-09-09, 09:27
Era una bella giornata di settembre e sulla spiaggia di B* c'erano solo pochi affezionati frequentatori ..................

oppure

Quella mattina Luca Serantoni si era svegliato presto e, davanti alla finestra, ripensò alla serata precedente che era iniziata molto bene, ma si era conclusa con una spiacevole discussione.....

oppure

La prima aria frizzantina d'autunno quella mattina aveva colpito, come una carezza di una mano rugosa, la faccia di Filippa Carsoli che era appena uscito per recarsi al lavoro ..........................

oppure

Un odore floreale caldo ed intenso aveva colpito Luigi Pendoli che stava passeggiando lungo il Corso di T*..........................

oppure

....a questo punto la sfida è lanciata, chi prosegue?:):D;)

AAR

Maria Bertuzzo
11-09-09, 09:43
Concordate con la proposta di Attilio? o volete "giocare" alla scoperta del significato della frase più criptica che sia stata scritta sul nostro sito? Vorrei sapere il vostro parere, ma intanto si potrebbe cominciare a una nuova ambientazione. Io continuo a pensare che coinvolgerebbe molto una storia ambientata negli anni che conosciamo bene... vp

Intanto continuo ugualmente le mie ricerche di interpretazione che mi stanno piano piano svelando un sacco di cose...tanti legami, stamattina ne ho trovato uno con il mito di Cibele e Attis, equinozio di primavere, Roma Antica e tanti altri...certo si dovrà inventare il significato...

iniziamo pure una storia più semplice, Attilio la tua testa falla lavorare ad una velocità media...che vada bene per tutti!

mentre scrivevo questo, Attilio scriveva il suo intervento io chiederei, per la storia che cominceremo, di non arricchirla subito con tanti personaggi, anche Cristina la pensa in questo modo l'ho appena sentita e ci piacerebbe veramente che si partecipasse in molti

Attilio A. Romita
11-09-09, 10:00
...e resto in attesa di sviluppi!!!:):):):)

Attilio A. Romita
11-09-09, 11:41
;):)Per facilitare il compito ai novelli autori prorrei la regola che un vecchio direttore di giornale americano imponeva ai giovani collaboratori:
Quando si scrive un articolo (ma va bene anche per una storia) iniziare rispondendo alle 5 W e poi arricchire la storia.
Le 5 W sono:

WHO = chi
WHEN = quando
WHERE = Dove
Why = Perché
What
per chi ne vuole sapere di più
http://www.google.it/search?hl=it&source=hp&q=5+w+del+giornalismo&meta=&aq=0&oq=5+w+

Buon lavoro!

Maria Bertuzzo
11-09-09, 14:19
Nuovo racconto


Era una bella giornata di settembre e sulla spiaggia di B* c'erano solo pochi affezionati frequentatori ...(da integrare...)

Nel contempo, una sua carissima amica, Rebecca, approfittando dell’assenza del marito andato in Spagna a trovare un ex collega di lavoro, trascorreva una breve vacanza in un luogo di villeggiatura dove abitavano i genitori. Le giornate passavano piacevolmente, tra passeggiate, gradevoli visite a parenti e piacevoli pomeriggi in giardino a farsi riscaldare dal sole ancora caldo, mentre un leggero venticello, che non mancava mai nella zona, l’accarezzava dolcemente.
Una sera, improvvisamente, una visita inaspettata: un vecchio amico si presenta alla porta, era venuto a conoscenza per caso della sua presenza in città, e la invita ad una serata di ballo, sicuro che lei non avrebbe rifiutato…

Attilio A. Romita
11-09-09, 19:23
Maria, bene per aver iniziato una nuova storia, però vorrei fare due precisazioni.
1. non è necessario ne assolutamente richiesto di partire da uno degli incipit che avevo semplicemente suggerito e poi, dopo una riga, cambiare scena. Alla tuo storia non serve l'inizio sulla spiaggia e può essere sostituito tranquillamente dal tuo.
2. Per evitare eccessivi spezzettamenti io proporrei che i contributi siano di almeno 20 righe.
3. Per la migliore comprensione proporrei di evitare eccessivi salti di luogo e di tempo a meno che non siano necessari allo sviluppo del discorso.
Scusate queste "grillo-parlanterie" che penso siano necessarie per permettere uno sviluppo logico di un filone narrativo.
Per il resto vale la regola: vai dove ti porta la fantasia!

Maria Bertuzzo
11-09-09, 20:38
Va benissimo questo inizio, l'ho lasciato apposta perchè credo che Cristina vorrà iniziare, visto che si trova proprio in tema, se poi non lo farà nessun problema modificherò le righe iniziali e cominceremo con il mio contributo.
Per quanto riguarda le venti righe non sarei così fiscale, se vogliamo che tutte le nostre amiche, e anche i nostri amici, contribuiscano, credo che dobbiamo lasciare spazio anche a chi vuole aggiungere poche righe, altrimenti ritorniamo di nuovo ad essere solo in due o tre e non lo trovo affatto giusto. Questo non vuol dire che chi si sente di scrivere un pezzo lungo non lo debba fare, ma dobbiamo lasciare ampia libertà a tutti.
Guarda che non è una polemica questa, possiamo benissimo tenere come indicazione principale le 20 righe, ma dobbiamo ammettere anche deroghe...ha parlato la prof. Maria! A parte gli scherzi, mi pare che questo metodo possa andar bene per tutti, vorrei proprio che questa volta intervenissero in molti...per quanto riguarda i tempi pensavo fosse ovvio che la storia è ambientata nei giorni nostri e potranno naturalmente essere inseriti dei ricordi del passato...
domani mattina aggiungerò qualche riga e cercherò di arivare a 20 o almeno a 15, farò il possibile!

Vittorio Galli
11-09-09, 20:44
L'importante è che partecipino tante persone. Penso però che trattandosi di un racconto a più mani sarebbe utile prima trovare una trama anche se molto vaga, anche senza un finale prefissato, giusto per evitare di creare confusione.

Attilio A. Romita
11-09-09, 20:53
Maria, d'accordo andiamo avanti anche con piccoli contributi e vediamo.

Vittorio, prova a buttar giù una traccia di trama e vediamo se stavolta arriviamo a qualcosa con il contributo di molti.

Provando e riprovando sicuramente troveremo una strada!

Maria Bertuzzo
12-09-09, 09:05
Grazie per la comprensione possiamo scatenarci, ho parlato con Cristina ed abbiamo deciso di cominciare con Rebecca quindi non ci sarà nessun pezzo da inserire prima poi andremo avanti nella storia.
Teniamo conto che l'inizio è questo, ora preparo qualche altra riga da inserire poi...

Vittorio prepara pure la traccia che vuoi, la seguiremo, sei libero... non tenere conto di nulla inventala come vuoi, la storia comincia da questo incontro, ci sarà solo qualche cenno al passato dei due "amici" ma di poco conto la storia comincia ora, tieni solo conto che questa Rebecca farà tutto quello che non ha mai fatto prima!
Siamo nei tempi di oggi, lei è una "graziosa cinquantenne" una Grey-Panthers...aspettiamo te! Sono sicura che sarà un bel racconto a tante mani, poi comunque proviamo e speriamo che ce la caviamo!

Maria Bertuzzo
12-09-09, 10:31
Nuovo racconto



Rebecca,una simpatica cinquantenne, approfittando dell’assenza del marito andato in Spagna a trovare un ex collega di lavoro, in trasferta da qualche mese nei dintorni di B*, sta trascorrendo una breve vacanza in una graziosa cittadina in un luogo di villeggiatura dove abitano i suoi genitori. Le giornate trascorrono piacevolmente tra passeggiate, gradevoli visite a parenti,rilassanti pomeriggi in giardino a farsi riscaldare dal sole ancora caldo e accarezzare da quel leggero venticello che non manca mai in quella zona ai piedi della montagna.
Una sera, improvvisamente, una visita inaspettata: un vecchio amico si presenta alla porta con un fiore in mano, era venuto a conoscenza per caso della sua presenza in città, e la invita ad una serata di ballo latino-americano, sicuro che lei non avrebbe rifiutato… Il cuore di Rebecca comincia a battere all’impazzata, l’emozione è tanta, rimane senza parole,mille ricordi le affiorano alla mente… quegli anni passati mai dimenticati… quando, ragazzi, trascorrevano molto tempo insieme, spesso anche solo guardandosi negli occhi e poi quella sera proprio in una sala da ballo, quel balconcino, quella luna complice, ci vuole qualche attimo per riprendersi, poi lo invita ad entrare…

Attilio nella mia pagina word erano di più di 20 righe qui ne vengono poche...

Adriana Peratici
12-09-09, 12:18
Scusate: ma il marito va in Spagna a trovare una ex collega di lavoro? è già la traccia per eventuali corna? Almeno poteva mentire, non ce lo vedo un marito che dice che fa un salto in Spagna da una Ex collega! Scusate l'intromissione! Adri

Maria Bertuzzo
12-09-09, 13:33
Scusate: ma il marito va in Spagna a trovare una ex collega di lavoro? è già la traccia per eventuali corna? Almeno poteva mentire, non ce lo vedo un marito che dice che fa un salto in Spagna da una Ex collega! Scusate l'intromissione! Adri

l'ex collega è maschio (Leo) ma...tutto da costruire, potrebbe essere solo una scusa per incontrare...oppure questo ex collega ...chissà com'è, chi frequenta...
le corna ci saranno sicuramente in questa storia...chissà cosa succederà...aspettiamo la traccia di Vittorio, poi ci scateniamo...

dai Vittorio fai presto!

Adri che dici! nessuna intromissione tutti dobbiamo partecipare!

Attilio A. Romita
12-09-09, 19:46
Mi sembra che il commento di Adriana sia molto pertinente.
Va bene essere moderni, vanno bene le coppie aperte, ma, se dobbiamo scrivere un racconto e non descrivere un avvenimento reale, lasciamoci aperta qualche via per scatenare ....passione e gelosia.:p;)
Vi prego, non fatemi fare sempre la parte del Grillo Parlante ....che poi fece una brutta fine.
Saluti

Maria Bertuzzo
13-09-09, 06:08
Quello se ne è andato veramente in Spagna a trovare l'ex collega di lavoro (ripeto maschio e Rebecca lo conosceva pure bene), più reale di così si muore!...poi quello che ha fatto là...questo viaggio è stato un pretesto per...le vie sono tutte aperte...

Mi piace questo scambio di opinioni vuol dire che la cosa desta interesse...

Cristina Ricchetti
13-09-09, 09:31
Qualcuno mi fa per favore un copia incolla
del primo pezzo finora scritto ? Vorrei
stamparlo per rifletterci un attimo sopra,
non ho il tempo per andare a vedere chi e
quanti ne hanno scritto, grazie !!!!

Maria Bertuzzo
13-09-09, 09:39
Nuovo racconto



Rebecca,una simpatica cinquantenne, approfittando dell’assenza del marito andato in Spagna a trovare un ex collega di lavoro, in trasferta da qualche mese nei dintorni di B*, sta trascorrendo una breve vacanza in una graziosa cittadina in un luogo di villeggiatura dove abitano i suoi genitori. Le giornate trascorrono piacevolmente tra passeggiate, gradevoli visite a parenti,rilassanti pomeriggi in giardino a farsi riscaldare dal sole ancora caldo e accarezzare da quel leggero venticello che non manca mai in quella zona ai piedi della montagna.
Una sera, improvvisamente, una visita inaspettata: un vecchio amico si presenta alla porta con un fiore in mano, era venuto a conoscenza per caso della sua presenza in città, e la invita ad una serata di ballo latino-americano, sicuro che lei non avrebbe rifiutato… Il cuore di Rebecca comincia a battere all’impazzata, l’emozione è tanta, rimane senza parole,mille ricordi le affiorano alla mente… quegli anni passati mai dimenticati… quando, ragazzi, trascorrevano molto tempo insieme, spesso anche solo guardandosi negli occhi e poi quella sera proprio in una sala da ballo, quel balconcino, quella luna complice, ci vuole qualche attimo per riprendersi, poi lo invita ad entrare…

Attilio nella mia pagina word erano di più di 20 righe qui ne vengono poche...

stiamo solo aspettando Vittorio per la trama...ti mando il pezzo per mail, ciao

Matteo Bertili
13-09-09, 11:57
Ecco il mio primo contributo. Mi sono permesso di mettere qualche elemento in più, nel testo proposto da Maria perchè a mio parere più precisi siamo, meglio connotiamo la storia e ci vengono idee. Ho ripreso dall'inizio e continuato. Attendo con ansia il vostro parere (confesso, ho sempre sognato di scrivere romanzi e forse questa volta con voi....)

Rebecca, una simpatica cinquantenne, approfittando dell’assenza del marito, andato in Spagna a trovare un ex collega di lavoro, in trasferta da qualche mese nei dintorni di Barcellona, sta trascorrendo una breve vacanza a Loano, la graziosa cittadina ligure dove abitano i suoi genitori. Le giornate trascorrono piacevolmente tra passeggiate, gradevoli visite a parenti, rilassanti pomeriggi in giardino a farsi riscaldare dal sole ancora caldo e accarezzare da quel leggero venticello che non manca mai in quella zona ai piedi della montagna.
Una sera, improvvisamente, una visita inaspettata: è Aldo, un vecchio amico di scuola, del tempo del liceo: una simpatia ricambiata, qualche gelato insieme e qualche stella di troppo, una passione tutto sommato inespressa… Bene, Aldo si presenta alla porta, con un fiore in mano, tra il romantico e l’ironico, proprio come era già nel suo carattere di adolescente; è venuto a conoscenza per caso della presenza di Rebecca in città, e ha pensato di invitarla a una serata di ballo latino-americano, sicuro che lei non avrebbe rifiutato… Rebecca guarda allibita la figura maschile comparsa quasi per magia sul pianerottolo della casa dei suoi. Aldo? Ma queste cose avvengono solo nelle trame dei film! Lei è spostata, con figli adolescenti…. Una serata di ballo? Il tango che è sempre stata la sua passione? Il cuore di Rebecca, nonostante la razionalità cui cerca di attenersi, comincia a battere all’impazzata, l’emozione è tanta, rimane senza parole, mille ricordi le affiorano di colpo alla mente… gli anni mai dimenticati… quando, ragazzi, trascorrevano molto tempo insieme, spesso anche solo guardandosi negli occhi … una sera proprio in una sala da ballo, la luna complice… le ci vuole qualche attimo per riprendersi, poi lo invita a entrare…

“Cara Rebecca, ho osato troppo? Meno male che i tuoi non sono in casa, altrimenti, proprio come un tempo, tuo padre mi avrebbe guardato attraverso gli occhiali con aria severa. Ma io ho sentito dal giornalaio la Lia (te la ricordi, la secchiona del primo banco?) che diceva di averti vista lungo il Corso Umberto. Non ho resistito e mi son detto: se ha voglia ci raccontiamo i nostri ultimi… trent’anni e se invece non ha voglia di parlare, tango a gogo tutta la sera!”.
Era troppo trasparente Aldo per non sorridere. Rebecca avrebbe voluto fare entrambe le cose: parlare con lui tutta la notte e ballare i ritmi più languidi del tango argentino. Sorrise, diede un colpetto di tosse tanto per darsi un contegno, mise la rosa in un piccolo vaso lungo e stretto e si rivolse all’amico: “Caro Aldo,….

Maria Bertuzzo
13-09-09, 12:19
sei il benvenuto nella storia...
prima che qualcuno decida di far restare in casa Rebecca aggiungo una piccola cosa...

...“Cara Rebecca, ho osato troppo? Meno male che i tuoi non sono in casa, altrimenti, proprio come un tempo, tuo padre mi avrebbe guardato attraverso gli occhiali con aria severa. Ma io ho sentito dal giornalaio la Lia (te la ricordi, la secchiona del primo banco?) che diceva di averti vista lungo il Corso Umberto. Non ho resistito e mi son detto: se ha voglia ci raccontiamo i nostri ultimi… trent’anni e se invece non ha voglia di parlare, tango a gogo tutta la sera!”.
Era troppo trasparente Aldo per non sorridere. Rebecca avrebbe voluto fare entrambe le cose: parlare con lui tutta la notte e ballare i ritmi più languidi del tango argentino. Sorrise, diede un colpetto di tosse tanto per darsi un contegno, mise la rosa in un piccolo vaso lungo e stretto e si rivolse all’amico: “Caro Aldo, i miei rientreranno tra poco, dammi dieci minuti, mi preparo e andiamo a ballare"

Anna Cittadini
13-09-09, 18:15
Rebecca, una simpatica cinquantenne, approfittando dell’assenza del marito, andato in Spagna a trovare un ex collega di lavoro, in trasferta da qualche mese nei dintorni di Barcellona, sta trascorrendo una breve vacanza a Loano, la graziosa cittadina ligure dove abitano i suoi genitori. Le giornate trascorrono piacevolmente tra passeggiate, gradevoli visite a parenti, rilassanti pomeriggi in giardino a farsi riscaldare dal sole ancora caldo e accarezzare da quel leggero venticello che non manca mai in quella zona ai piedi della montagna.
Una sera, improvvisamente, una visita inaspettata: è Aldo, un vecchio amico di scuola, del tempo del liceo: una simpatia ricambiata, qualche gelato insieme e qualche stella di troppo, una passione tutto sommato inespressa… Bene, Aldo si presenta alla porta, con un fiore in mano, tra il romantico e l’ironico, proprio come era già nel suo carattere di adolescente; è venuto a conoscenza per caso della presenza di Rebecca in città, e ha pensato di invitarla a una serata di ballo latino-americano, sicuro che lei non avrebbe rifiutato… Rebecca guarda allibita la figura maschile comparsa quasi per magia sul pianerottolo della casa dei suoi. Aldo? Ma queste cose avvengono solo nelle trame dei film! Lei è spostata, con figli adolescenti…. Una serata di ballo? Il tango che è sempre stata la sua passione? Il cuore di Rebecca, nonostante la razionalità cui cerca di attenersi, comincia a battere all’impazzata, l’emozione è tanta, rimane senza parole, mille ricordi le affiorano di colpo alla mente… gli anni mai dimenticati… quando, ragazzi, trascorrevano molto tempo insieme, spesso anche solo guardandosi negli occhi … una sera proprio in una sala da ballo, la luna complice… le ci vuole qualche attimo per riprendersi, poi lo invita a entrare…

“Cara Rebecca, ho osato troppo? Meno male che i tuoi non sono in casa, altrimenti, proprio come un tempo, tuo padre mi avrebbe guardato attraverso gli occhiali con aria severa. Ma io ho sentito dal giornalaio la Lia (te la ricordi, la secchiona del primo banco?) che diceva di averti vista lungo il Corso Umberto. Non ho resistito e mi son detto: se ha voglia ci raccontiamo i nostri ultimi… trent’anni e se invece non ha voglia di parlare, tango a gogo tutta la sera!”.
Era troppo trasparente Aldo per non sorridere. Rebecca avrebbe voluto fare entrambe le cose: parlare con lui tutta la notte e ballare i ritmi più languidi del tango argentino. Sorrise, diede un colpetto di tosse tanto per darsi un contegno, mise la rosa in un piccolo vaso lungo e stretto e si rivolse all’amico: “Caro Aldo, i miei rientreranno tra poco, dammi dieci minuti, mi preparo così usciamo e possiamo parlare e ballare, come ci pare"
Mentre Rebecca infilava un paio di pantaloni neri e una maglia di seta, anch’essa nera, ma con una scollatura a V piuttosto accentuata, due perle di orecchini e un filo delle stesse perle al collo, pensava: “da quanto tempo non ho un appuntamento! E per andare a ballare… e con Aldo, pensa un po’! Devo lasciare il cellulare a casa!”. Non aveva in mente nulla di male (non ci si può far stravolgere da un incontro imprevisto alla nostra età, pensava), ma non sopportava di dover rispondere a suo marito Carlo mentre sarebbe stata in compagnia di Aldo. E non poteva neppure chiudere il telefono. Avrebbe dovuto spiegarne il motivo, dopo, a Carlo e non le piaceva mentire. Sì, avrebbe lasciato il cellulare a casa, quasi a dimenticarsi di tutti i legami e i collegamenti con le persone e con le realtà della sua vita quotidiana. In dieci minuta fu pronta: un po’ di fard, ma non troppo, una riga discreta sopra gli occhi, un filo di rossetto rosso ciliegia, che le stava ancora bene, sulle labbra, ed era sempre stata una protezione voluta a qualunque affettuosità imprevista. “Eccomi”, disse comparendo sulla porta.

Maria Bertuzzo
13-09-09, 20:28
Mi riservo domani mattina di dare una descrizione di Rebecca e anche di Aldo (alto, biondo, occhi verdi), Carlo, il marito (altezza media, bruno occhi scuri)e dell'amico Leo (alto, capelli castani, occhi castani, molto bello)
piccole indicazioni in caso si volesse proseguire il racconto.
Farei anche una proposta per evitare equivoci magari quando inseriamo un personaggio forse è meglio descriverlo...

Mi fa piacere il tuo ritorno Anna

Cristina Ricchetti
14-09-09, 07:06
Per ora solo un piccolo brano, ma solo per via del tempo che mi manca :
.......
La semplicità è sempre stata la sua eleganza, Aldo la sta osservando compiaciuto ma sempre un po’ intimorito, come tanto tempo addietro. Quel senso di inadeguatezza quando, standole accanto, condivideva movenze, parole e sorrisi, non solo rivolti a lui, lo riassale all’improvviso, così da fargli distogliere repentinamente lo sguardo da quel viso luminoso, gentile, aperto al mondo intero e a lui, che in quell’istante le è ancora vicino, come piccolo satellite, come luna di un pianeta tutto da riscoprire.
........

ciao maria a dopo
cri

Maria Bertuzzo
14-09-09, 07:37
per questo racconto, come ci regoliamo questa volta? Sta diventando un po' lungo ed è bene tenerlo sempre aggiornato, si può fare un riepilogo al giorno, questo non è un problema ma continuiamo a tenerlo qui? Dicci tu, da me tutta la collaborazione che vuoi...ciao

vitalba paesano
14-09-09, 11:23
per questo racconto, come ci regoliamo questa volta? Sta diventando un po' lungo ed è bene tenerlo sempre aggiornato, si può fare un riepilogo al giorno, questo non è un problema ma continuiamo a tenerlo qui? Dicci tu, da me tutta la collaborazione che vuoi...ciao
Carissimi, aspettavo di vederlo decollare, direi di aspettare fino a domani trascinandolo ciascuno dentro il forum. Domani sera lo metto in prima pagina. Che dite? grazie
vp

Maria Bertuzzo
14-09-09, 12:52
Nuovo racconto

Rebecca, una simpatica cinquantenne, approfittando dell’assenza del marito, andato in Spagna a trovare un ex collega di lavoro, in trasferta da qualche mese nei dintorni di Barcellona, sta trascorrendo una breve vacanza a Loano, la graziosa cittadina ligure dove abitano i suoi genitori. Le giornate trascorrono piacevolmente tra passeggiate, gradevoli visite a parenti, rilassanti pomeriggi in giardino a farsi riscaldare dal sole ancora caldo e accarezzare da quel leggero venticello che non manca mai in quella zona ai piedi della montagna.
Una sera, improvvisamente, una visita inaspettata: è Aldo, un vecchio amico di scuola, del tempo del liceo: una simpatia ricambiata, qualche gelato insieme e qualche stella di troppo, una passione tutto sommato inespressa… Bene, Aldo si presenta alla porta, con un fiore in mano, tra il romantico e l’ironico, proprio come era già nel suo carattere di adolescente; è venuto a conoscenza per caso della presenza di Rebecca in città, e ha pensato di invitarla a una serata di ballo latino-americano, sicuro che lei non avrebbe rifiutato… Rebecca guarda allibita la figura maschile comparsa quasi per magia sul pianerottolo della casa dei suoi. Aldo? Ma queste cose avvengono solo nelle trame dei film! Lei è spostata, con figli adolescenti…. Una serata di ballo? Il tango che è sempre stata la sua passione? Il cuore di Rebecca, nonostante la razionalità cui cerca di attenersi, comincia a battere all’impazzata, l’emozione è tanta, rimane senza parole, mille ricordi le affiorano di colpo alla mente… gli anni mai dimenticati… quando, ragazzi, trascorrevano molto tempo insieme, spesso anche solo guardandosi negli occhi … una sera proprio in una sala da ballo, la luna complice… le ci vuole qualche attimo per riprendersi, poi lo invita a entrare…

“Cara Rebecca, ho osato troppo? Meno male che i tuoi non sono in casa, altrimenti, proprio come un tempo, tuo padre mi avrebbe guardato attraverso gli occhiali con aria severa. Ma io ho sentito dal giornalaio la Lia (te la ricordi, la secchiona del primo banco?) che diceva di averti vista lungo il Corso Umberto. Non ho resistito e mi son detto: se ha voglia ci raccontiamo i nostri ultimi… trent’anni e se invece non ha voglia di parlare, tango a gogo tutta la sera!”.
Era troppo trasparente Aldo per non sorridere. Rebecca avrebbe voluto fare entrambe le cose: parlare con lui tutta la notte e ballare i ritmi più languidi del tango argentino. Sorrise, diede un colpetto di tosse tanto per darsi un contegno, mise la rosa in un piccolo vaso lungo e stretto e si rivolse all’amico: “Caro Aldo, i miei rientreranno tra poco, dammi dieci minuti, mi preparo così usciamo e possiamo parlare e ballare, come ci pare"
Mentre Rebecca infilava un paio di pantaloni neri e una maglia di seta, anch’essa nera, ma con una scollatura a V piuttosto accentuata, due perle di orecchini e un filo delle stesse perle al collo, pensava: “da quanto tempo non ho un appuntamento! E per andare a ballare… e con Aldo, pensa un po’! Devo lasciare il cellulare a casa!”. Non aveva in mente nulla di male (non ci si può far stravolgere da un incontro imprevisto alla nostra età, pensava), ma non sopportava di dover rispondere a suo marito Carlo mentre sarebbe stata in compagnia di Aldo. E non poteva neppure chiudere il telefono. Avrebbe dovuto spiegarne il motivo, dopo, a Carlo e non le piaceva mentire. Sì, avrebbe lasciato il cellulare a casa, quasi a dimenticarsi di tutti i legami e i collegamenti con le persone e con le realtà della sua vita quotidiana. In dieci minuta fu pronta: un po’ di fard, ma non troppo, una riga discreta sopra gli occhi, un filo di rossetto rosso ciliegia, che le stava ancora bene, sulle labbra, ed era sempre stata una protezione voluta a qualunque affettuosità imprevista. “Eccomi”, disse comparendo sulla porta.

La semplicità è sempre stata la sua eleganza, Aldo la sta osservando compiaciuto ma sempre un po’ intimorito, come tanto tempo addietro. Quel senso di inadeguatezza quando, standole accanto, condivideva movenze, parole e sorrisi, non solo rivolti a lui, lo riassale all’improvviso, così da fargli distogliere repentinamente lo sguardo da quel viso luminoso, gentile, aperto al mondo intero e a lui, che in quell’istante le è ancora vicino, come piccolo satellite, come luna di un pianeta tutto da riscoprire.
........




Personaggi:

Rebecca: non molto alta, capelli e occhi castani, sempre allegra e disinvolta.

Aldo, l’amico ex compagno di scuola,: alto, biondo, un po’ brizzolato, occhi verdi, corporatura atletica nonostante i cinquant’anni.

Carlo, il marito, altezza media, capelli scuri brizzolati, uomo di notevole cultura, molto gradevole la sua compagnia.

Leo, ex collega del marito, bellissimo, occhi e capelli castani, sguardo seducente, persona gradevolissima, divorziato.

gabriella gaggini
14-09-09, 14:36
E' realtà o sono sogni?
Non è proibito sognare senza però perdere il contatto con la realtà.....
Un caro saluto a tutti
Gabriella Gaggini

Maria Bertuzzo
14-09-09, 14:46
ti assicuro che quello che è stato scritto finora è vicinissimo alla realtà diciamo fino al punto in cui l'amico è arrivato alla porta di Rebecca poi...
non capisco perchè nessuno crede che sia reale...

Vittorio Galli
14-09-09, 18:56
Mi presento con il capo cosparso di cenere ma purtroppo ho avuto dei problemi che mi hanno tenuto lontano e che tuttora mi tengono lontano dal forum. Contribuiro' certamente ma per il momento continuate senza di me.

vitalba paesano
14-09-09, 21:11
Mi presento con il capo cosparso di cenere ma purtroppo ho avuto dei problemi che mi hanno tenuto lontano e che tuttora mi tengono lontano dal forum. Contribuiro' certamente ma per il momento continuate senza di me.
Caro Vittorio, ci spiace dei tuoi problemi che speriamo non gravi. Se ti tengono lontano, ci auguriamo non sia per molto. Ormai sei indispensabile per la comunità dei grey-panther e non solo per il racconto! In bocca al lupo per tutto. vp

vitalba paesano
14-09-09, 21:15
E' realtà o sono sogni?
Non è proibito sognare senza però perdere il contatto con la realtà.....
Un caro saluto a tutti
Gabriella Gaggini
Cara Gabriella, questa che gli amici grey panther stanno componendo sembra essere una storia verisimile, intrisa di fatti e persone possibili, ma assemblate in modo estemporaneo, da più mani, e più teste. Sogno? Realtà? Perchè non entri nel gioco, senza porti troppe domande, ma lavorando di fantasia e arricchendo il tutto con il tuo contributo? ciao. vp

Maria Bertuzzo
14-09-09, 22:25
Gabriella: ti aspettiamo!

Vittorio: mi spiace per i tuoi problemi, niente cenere, ci mancherebbe! torna presto e con tutti i problemi risolti!

A tutti gli altri amici l'invito è a partecipare, siete tutti benvenui!

Maria Bertuzzo
18-09-09, 12:57
.......
La semplicità è sempre stata la sua eleganza, Aldo la sta osservando compiaciuto ma sempre un po’ intimorito, come tanto tempo addietro. Quel senso di inadeguatezza quando, standole accanto, condivideva movenze, parole e sorrisi, non solo rivolti a lui, lo riassale all’improvviso, così da fargli distogliere repentinamente lo sguardo da quel viso luminoso, gentile, aperto al mondo intero e a lui, che in quell’istante le è ancora vicino, come piccolo satellite, come luna di un pianeta tutto da riscoprire,

comincia qui l'ultimo pezzo che segue il precedente dopo la virgola

lei gli fa una carezza e si avviano alla macchina, poi ripensa al cellulare “dimenticato”, no, non era giusto doveva portarlo con lei in caso ci fosse stata un’emergenza, il figlio lontano non si sa mai, non poteva essere così irresponsabile: chiede scusa ad Aldo e ritorna in casa, prende il telefono e lo infila nella pochette, richiude la porta e questa volta sale in macchina.
I due “ragazzi” si avviano…ma verso dove?...bisogna decidere se andare in un posto tranquillo dove poter parlare e ricordare i vecchi tempi o semplicemente andare a ballare. Decidono per il ballo, in caso si può sempre vedere dopo di concludere la serata in altro modo...
Carino il locale dove Aldo la porta, si siedono a un tavolo, qualche parola…la musica invitante, poi quel tango che suscita lontani ricordi …raggiungono la pista da ballo, i loro corpi troppo vicini, l’attrazione è inevitabile, i sensi si scatenano ma cercano di controllarli, intanto la musica finisce e ritornano a sedersi. Qualche minuto di intervallo, iniziano una conversazione normale, forse non vogliono neppure parlare, si guardano negli occhi, la tentazione è in agguato…riprende la musica e ritornano in pista credendo di smorzare così l’incendio che stava per divampare, poco da fare, forse era meglio prendere un po’ d’aria e si avviano verso il giardino del locale. La serata è splendida, la luna è piena con quella sua stellina che l’accompagna, un cielo meraviglioso, si tengono per mano poi lui le cinge la vita, vicino a loro un dondolo vuoto, invitante, si siedono…le appoggia la testa sulla spalla di lui, intanto si fanno cullare, poi inavvertitamente dalla borsetta di lei lasciata aperta involontariamente, scivola il cellulare e cade a terra, tutti e due si chinano per raccoglierlo, i loro visi troppo vicini, un bacio è inevitabile…poi un altro… lunghissimo…la passione sta per scatenarsi , i due si rendono conto che se non interrompono immediatamente quelle effusioni le cose si complicano e malgrado il desiderio di continuare all’infinito…decidono di tornare a casa…escono dal locale e risalgono in macchina…
(ma andranno a casa o faranno una sosta o…)

Attilio A. Romita
18-09-09, 14:19
ma quando succede qualcosa di più intrigante di una banale storia di .... tradimenti.
Qualcuno scopre qualcosa?
Arrivano terzi o quarti incomodi?
L'aereo per la Spagna non è partito a causa di uno sciopero?
Nella discoteca è presente anche una "amica" impicciona?
La macchina ha un guasto e guarda un po chi presta soccorso?
e .......................

vitalba paesano
18-09-09, 15:10
Difficile conciliare... lo spirito romantico di Maria, con la voglia di avventura di Attilio, ma anch'io, confesso, darei una limatina alla rosea serata in fondo prevedibile (oppure non lo è?). Insomma, ci vorrebbe una trovata per evitare che si finisca come in un telefilm.

vitalba paesano
18-09-09, 15:25
.......
La semplicità è sempre stata la sua eleganza, Aldo la sta osservando compiaciuto ma sempre un po’ intimorito, come tanto tempo addietro. Quel senso di inadeguatezza quando, standole accanto, condivideva movenze, parole e sorrisi, non solo rivolti a lui, lo riassale all’improvviso, così da fargli distogliere repentinamente lo sguardo da quel viso luminoso, gentile, aperto al mondo intero e a lui, che in quell’istante le è ancora vicino, come piccolo satellite, come luna di un pianeta tutto da riscoprire,

comincia qui l'ultimo pezzo che segue il precedente dopo la virgola

lei gli fa una carezza e si avviano alla macchina, poi ripensa al cellulare “dimenticato”, no, non era giusto doveva portarlo con lei in caso ci fosse stata un’emergenza, il figlio lontano non si sa mai, non poteva essere così irresponsabile: chiede scusa ad Aldo e ritorna in casa, prende il telefono e lo infila nella pochette, richiude la porta e questa volta sale in macchina.
I due “ragazzi” si avviano…ma verso dove?...bisogna decidere se andare in un posto tranquillo dove poter parlare e ricordare i vecchi tempi o semplicemente andare a ballare. Decidono per il ballo, in caso si può sempre vedere dopo di concludere la serata in altro modo...
Carino il locale dove Aldo la porta, si siedono a un tavolo, qualche parola…la musica invitante, poi quel tango che suscita lontani ricordi …raggiungono la pista da ballo, i loro corpi troppo vicini, l’attrazione è inevitabile, i sensi si scatenano ma cercano di controllarli, intanto la musica finisce e ritornano a sedersi. Qualche minuto di intervallo, iniziano una conversazione normale, forse non vogliono neppure parlare, si guardano negli occhi, la tentazione è in agguato…riprende la musica e ritornano in pista credendo di smorzare così l’incendio che stava per divampare, poco da fare, forse era meglio prendere un po’ d’aria e si avviano verso il giardino del locale. La serata è splendida, la luna è piena con quella sua stellina che l’accompagna, un cielo meraviglioso, si tengono per mano poi lui le cinge la vita, vicino a loro un dondolo vuoto, invitante, si siedono…le appoggia la testa sulla spalla di lui, intanto si fanno cullare, poi inavvertitamente dalla borsetta di lei lasciata aperta involontariamente, scivola il cellulare e cade a terra, tutti e due si chinano per raccoglierlo, i loro visi troppo vicini, un bacio è inevitabile…poi un altro… lunghissimo…la passione sta per scatenarsi , i due si rendono conto che se non interrompono immediatamente quelle effusioni le cose si complicano e malgrado il desiderio di continuare all’infinito…decidono di tornare a casa…escono dal locale e risalgono in macchina…
(ma andranno a casa o faranno una sosta o…)
Cara Maria, se sei d'accordo...ho inserito solo una parte del tuo intervento perchè, forse presa da animo romantico, mi sembra tu abbia corso un po' troppo nella storia.... che dici di questa signora così pronta a "si tengono per mano poi lui le cinge la vita...". Naturalmente se vuoi inseirsco tutto per intero e pazienza se ci toccherà mandarli presto in qualche romantica alcova. Ma se accetti, potrebbe essere interessante vedere cos'altro può ancora succedere... Mi sembra che Attilio avesse qualche ipotesi.... Mi scuso dell'nterferenza, naturalmente disposta ad eseguire! vp

Maria Bertuzzo
18-09-09, 17:19
va benissimo, mi sono lasciata prendere la mano dal romanticismo e ho fatto fare a Rebecca quello che non ho potuto fare io nella realtà, causa genitori, fedeltà, ecc.ecc., questo è un racconto e tutto può succedere, ben vengano le aggiunte e anche le correzioni; solo una cosa, stasera Vittorio avrà tempo di leggere quindi sarebbe bene sapere fin dove arriva il racconto, se puoi dire che pezzo hai aggiunto... devo guardare fuori?
Me lo sono perso...

ok l'ho trovato, tutto a posto!

vitalba paesano
18-09-09, 17:41
va benissimo, mi sono lasciata prendere la mano dal romanticismo e ho fatto fare a Rebecca quello che non ho potuto fare io nella realtà, causa genitori, fedeltà, ecc.ecc., questo è un racconto e tutto può succedere, ben vengano le aggiunte e anche le correzioni; solo una cosa, stasera Vittorio avrà tempo di leggere quindi sarebbe bene sapere fin dove arriva il racconto, se puoi dire che pezzo hai aggiunto... devo guardare fuori?
Me lo sono perso...
L'aggiunta è già inserita e trovi il racconto al solito posto. ciao.vp

Vittorio Galli
18-09-09, 19:42
In quel momento squilla il cellulare; Rebecca, indecisa tra il maledirsi per aver deciso di portarlo e la preoccupazione per la chiamata inaspettata, si scusa con Aldo. "Solo un momento, torno subito". Aldo le sorride : "Fai pure non scappo di sicuro". Rebecca si allontana di qualche passo,ha letto il nome del marito sul display e non sa perché ma non vuole che Aldo ascolti. E' Leo, l'ex collega del marito: "Rebecca? Mi scusi se la chiamo con il cellulare di Carlo ma non conosco il suo numero. Vorrei chiederle un favore. Io e suo marito siamo stati invitati ad una lunga gita in barca, so che Carlo le aveva promesso di tornare entro il fine settimana ma e' un'occasione unica e...ecco, mi chiedevo se le è possibile rinviare il ritorno di un po'". Rebecca un po' confusa non riesce a rispondere, teme, o forse spera, che rimanere a Loano possa trasformarsi per lei in una tentazione irresistibile. "Io, non saprei, ma...ma perchè Carlo non mi ha chiamato di persona?" " E' che a lui non l'ho ancora detto, voglio fargli una sorpresa ma, naturalmente, ho preferito chiedere prima alei." "Capisco" risponde Rebecca sentendosi come una in procinto di lanciarsi nel vuoto con un paracadute. " Bene, penso che a Carlo farà piacere, va bene; ma gli dica di farmi sapere se verrà in barca con lei o se deciderà di rientrare comunque." "Ci conti" risponde Leo "Grazie e buona serata". Rebecca rimane un po' a fissare il cielo buio cercando di risvegliarsi dal torpore che l'ha presa. Aldo, notando che non sta più parlando al telefono, le si avvicina "Tutto bene?" dice sottovoce "Mi sembri turbata, cattive notizie?" Rebecca si volta come svegliandosi da un sogno "No,no tutto bene, penso che mi fermerò qualche giorno in più del previsto, mio marito potrebbe partire per un giro in barca e così..." Tace, quasi temendo che l'accenno al marito rovini la serata. Aldo però le sorride: "Bene, più tempo per noi allora, ci sono dei posti di Loano che certamente non conosci, vieni con me."
Aldo le apre la portiera, poi, con un gesto elegante la invita ad accomodarsi: "Mia signora, al vostro servizio" scherza. Una corsa veloce con il fresco settembrino nei capelli giù per la strada che porta alla marina e Rebecca si ritrova a passeggiare sulla battigia con le scarpe in mano facendo un bilancio della sua vita sentimentale mentre Aldo le offre la giacca per proteggerla dall'umidità. In quel momento squilla il cellulare, Aldo si scosta un po' per lasciarle un poco di privacy. "Pronto? Oh Alida, sei tu? Ciao come stai? Ma dove sei? Anche tu, c'e' anche Carlo lì. L'hai visto...come? con chi?"
Il cellulare le scivola dalla mano ma lei non se ne accorge, continua a camminare come un pupazzo poi si accascia sulla sabbia bagnata. Aldo accorre con il viso preoccupato. "Rebecca, che hai?". "Io...no, niente.Aldo, portami a casa, vuoi? Sono un po' stanca, scusami." Parlando si volta verso di lui e Aldo si accorge delle lacrime che iniziano a rigarle il volto." Certo, subito. Aspettami qui, vado a prendere la macchina.

vitalba paesano
19-09-09, 10:22
In quel momento squilla il cellulare; Rebecca, indecisa tra il maledirsi per aver deciso di portarlo e la preoccupazione per la chiamata inaspettata, si scusa con Aldo. "Solo un momento, torno subito". Aldo le sorride : "Fai pure non scappo di sicuro". Rebecca si allontana di qualche passo,ha letto il nome del marito sul display e non sa perché ma non vuole che Aldo ascolti. E' Leo, l'ex collega del marito: "Rebecca? Mi scusi se la chiamo con il cellulare di Carlo ma non conosco il suo numero. Vorrei chiederle un favore. Io e suo marito siamo stati invitati ad una lunga gita in barca, so che Carlo le aveva promesso di tornare entro il fine settimana ma e' un'occasione unica e...ecco, mi chiedevo se le è possibile rinviare il ritorno di un po'". Rebecca un po' confusa non riesce a rispondere, teme, o forse spera, che rimanere a Loano possa trasformarsi per lei in una tentazione irresistibile. "Io, non saprei, ma...ma perchè Carlo non mi ha chiamato di persona?" " E' che a lui non l'ho ancora detto, voglio fargli una sorpresa ma, naturalmente, ho preferito chiedere prima alei." "Capisco" risponde Rebecca sentendosi come una in procinto di lanciarsi nel vuoto con un paracadute. " Bene, penso che a Carlo farà piacere, va bene; ma gli dica di farmi sapere se verrà in barca con lei o se deciderà di rientrare comunque." "Ci conti" risponde Leo "Grazie e buona serata". Rebecca rimane un po' a fissare il cielo buio cercando di risvegliarsi dal torpore che l'ha presa. Aldo, notando che non sta più parlando al telefono, le si avvicina "Tutto bene?" dice sottovoce "Mi sembri turbata, cattive notizie?" Rebecca si volta come svegliandosi da un sogno "No,no tutto bene, penso che mi fermerò qualche giorno in più del previsto, mio marito potrebbe partire per un giro in barca e così..." Tace, quasi temendo che l'accenno al marito rovini la serata. Aldo però le sorride: "Bene, più tempo per noi allora, ci sono dei posti di Loano che certamente non conosci, vieni con me."
Aldo le apre la portiera, poi, con un gesto elegante la invita ad accomodarsi: "Mia signora, al vostro servizio" scherza. Una corsa veloce con il fresco settembrino nei capelli giù per la strada che porta alla marina e Rebecca si ritrova a passeggiare sulla battigia con le scarpe in mano facendo un bilancio della sua vita sentimentale mentre Aldo le offre la giacca per proteggerla dall'umidità. In quel momento squilla il cellulare, Aldo si scosta un po' per lasciarle un poco di privacy. "Pronto? Oh Alida, sei tu? Ciao come stai? Ma dove sei? Anche tu, c'e' anche Carlo lì. L'hai visto...come? con chi?"
Il cellulare le scivola dalla mano ma lei non se ne accorge, continua a camminare come un pupazzo poi si accascia sulla sabbia bagnata. Aldo accorre con il viso preoccupato. "Rebecca, che hai?". "Io...no, niente.Aldo, portami a casa, vuoi? Sono un po' stanca, scusami." Parlando si volta verso di lui e Aldo si accorge delle lacrime che iniziano a rigarle il volto." Certo, subito. Aspettami qui, vado a prendere la macchina.
Inserito! potete continuare. vp

Cristina Ricchetti
19-09-09, 20:07
Mi è venuta una VOGLIA irrefrenabile di scrivere questo pezzo, scusatemi se stacca di brutto dalla impostazione iniziale. Potete benissimo censurarlo oppure sistemarlo come meglio vi potrebbe sembrare, in particolare mi rivolgo a Vitalba. L'ho scritto in reazione ad un andamento troppo scontato della storiella .... penso che in questo caso, molte realtà superino brillantemente e audacemente la narrazione in corso.

Era tutta una scena. Dal momento di prepararsi per uscire, allo svenimento farsa sul letto sabbioso, morbido e ancora caldo del centro ligure, era tutto apparenza e imbroglio. Sapeva benissimo Rebecca che le sensazioni mielose, le immagini nostalgiche, i pudori, le ritrosie e le gentilezze accentuate nonché artefatte, erano parte di quell’aspetto esteriore e convenzionale di se stessa già buttato alle ortiche, almeno nei pensieri. Aspettava solo l’occasione per farlo concretamente, altro che amorevole recupero del telefonino per premure familiari, altro che passeggiatina romantica, e pudica attesa di ingenue avances.
Era uscita dal guscio, aveva deciso di abbattere le barriere, voleva volare libera dai protocolli a cui si era per decenni adeguata. Stava osservando il mondo socchiudendo gli occhi come il diaframma di una fotocamera, per vedere lontano, più lontano, per vedere fino in fondo, chiaro, aveva regolato la modalità in “profondità di campo” perché tutto, finalmente, le apparisse a fuoco, soprattutto le idee.

Attilio A. Romita
19-09-09, 23:07
...hai dato una raddrizzata realistica ad una storia che si stava impastoiando con il suo eccesso di miele.:D:D:D

Maria Bertuzzo
20-09-09, 06:30
Attilio::p:p invece di parlare e criticare datti da fare e scrivi qualcosa ... con simpatia...

Cristina: ma come Rebecca che fa le finte! Ma quando mai!! Quella poveraccia è troppo sincera! però hai ragione svegliamola un po' quella bella adormentata nel bosco...e adesso che succede?...

maria

vitalba paesano
20-09-09, 08:50
Mi è venuta una VOGLIA irrefrenabile di scrivere questo pezzo, scusatemi se stacca di brutto dalla impostazione iniziale. Potete benissimo censurarlo oppure sistemarlo come meglio vi potrebbe sembrare, in particolare mi rivolgo a Vitalba. L'ho scritto in reazione ad un andamento troppo scontato della storiella .... penso che in questo caso, molte realtà superino brillantemente e audacemente la narrazione in corso.

Era tutta una scena. Dal momento di prepararsi per uscire, allo svenimento farsa sul letto sabbioso, morbido e ancora caldo del centro ligure, era tutto apparenza e imbroglio. Sapeva benissimo Rebecca che le sensazioni mielose, le immagini nostalgiche, i pudori, le ritrosie e le gentilezze accentuate nonché artefatte, erano parte di quell’aspetto esteriore e convenzionale di se stessa già buttato alle ortiche, almeno nei pensieri. Aspettava solo l’occasione per farlo concretamente, altro che amorevole recupero del telefonino per premure familiari, altro che passeggiatina romantica, e pudica attesa di ingenue avances.
Era uscita dal guscio, aveva deciso di abbattere le barriere, voleva volare libera dai protocolli a cui si era per decenni adeguata. Stava osservando il mondo socchiudendo gli occhi come il diaframma di una fotocamera, per vedere lontano, più lontano, per vedere fino in fondo, chiaro, aveva regolato la modalità in “profondità di campo” perché tutto, finalmente, le apparisse a fuoco, soprattutto le idee.

inserito, with compliments. vp

Cristina Ricchetti
20-09-09, 09:02
Attilio::p:p invece di parlare e criticare datti da fare e scrivi qualcosa ... con simpatia...

Cristina: ma come Rebecca che fa le finte! Ma quando mai!! Quella poveraccia è troppo sincera! però hai ragione svegliamola un po' quella bella adormentata nel bosco...e adesso che succede?...

maria


Le porte si sono aperte, avete accettato il mio brano,
ora chiunque potrà aggiungere, arricchire con il massimo
della fantasia la storiella, se le barriere le ha abbattute
Rebecca, a maggior ragione noi, con uno sforzo di
creatività, meglio, con l'esperienza tangibile delle nostre
vite, osiamo, osate, almeno con la fantasia.
Maria poi hai ragione, aspettiamo un brano "sorprendente"
da Attilio .... ciao

Maria Bertuzzo
20-09-09, 09:29
A questo punto potrei solo inventare, nessuna esperenza di trasgressioni, per ora, anzi se qualcuno volesse insegnarmi qualcosa, sarei pronta ad imparare...;)

Attilio A. Romita
20-09-09, 10:30
penso che questo commento di Cristina non faccia parte della storia
"Mi è venuta una VOGLIA irrefrenabile di scrivere questo pezzo, scusatemi se stacca di brutto dalla impostazione iniziale. Potete benissimo censurarlo oppure sistemarlo come meglio vi potrebbe sembrare, in particolare mi rivolgo a Vitalba. L’ho scritto in reazione ad un andamento troppo scontato della storiella …. penso che in questo caso, molte realtà superino brillantemente e audacemente la narrazione in corso."

Attilio A. Romita
20-09-09, 10:38
Rebecca, dal momento che suo marito aveva annunciato il suo viaggio in Spagna, aveva capito che rischiava di perdere marito e soprattutto la posizione economica che aveva raggiunto.
Il primo impulso fu di rendergli il meritato compenso adornandolo di pluripalcate decorazioni della testa, poi, razionalmente pensò una soluzione più produttiva.
Qualche giorno prima aveva visto un vecchio film (aiutatemi a ricordarlo) nel quale il marito, aiutato da una sua vecchia fiamma, organizzava una "lieta fine" alla moglie e si proteggeva con un tranquillo alibi: bastava cambiare i ruoli ed il gioco era fatto.
Il fortuito incontro con il suo romantico antico amore veniva proprio a proposito.

vitalba paesano
20-09-09, 11:44
Rebecca, dal momento che suo marito aveva annunciato il suo viaggio in Spagna, aveva capito che rischiava di perdere marito e soprattutto la posizione economica che aveva raggiunto.
Il primo impulso fu di rendergli il meritato compenso adornandolo di pluripalcate decorazioni della testa, poi, razionalmente pensò una soluzione più produttiva.
Qualche giorno prima aveva visto un vecchio film (aiutatemi a ricordarlo) nel quale il marito, aiutato da una sua vecchia fiamma, organizzava una "lieta fine" alla moglie e si proteggeva con un tranquillo alibi: bastava cambiare i ruoli ed il gioco era fatto.
Il fortuito incontro con il suo romantico antico amore veniva proprio a proposito.
Il caso Paradine con ingrid Bergman? o forse Angoscia di Cukor?

Maria Bertuzzo
20-09-09, 12:57
e vuoi scrivere una buona volta? anzichè lanciare la pietra e tirare indietrola mano? SCRIVI SCRIVI SCRIVI!

Attilio A. Romita
20-09-09, 17:57
non era il caso Paradine, (lui, mentre era al circolo le telefona ed un killer pagato nello stesso momento la uccide)
Sullo stesso tema ci sono stati almeno due o tre film negli ultimi 60 anni.

Comunque andiamo avanti nella storia.---------------------------------------------------------------------------

Quando Rebecca aveva sposato Carlo, 20 anni prima, questi era un brillante ingegnere che peò non riusciva ad iniziare una propria attività per mancanza di fondi. Rebecca aveva impegnato più di metà del suo patrimonio per aiutare Carlo che ora sembrava avere una notevole fortuna negli affari. Ora Carlo, con le scuse più varie, la restituiva una moneta molto amara.
Il viaggio in Spagna era la goccia che colmava un lungo periodo di amare delusioni.
Rebecca, contanto sul restante suo patrimonio, aveva deciso di farla finita ed aveva architettato un piano perfetto. Sapeva che il suo vecchio amico Aldo era tornato in città dopo una serie di viaggi e di avventure economiche non molto eccitanti. Non voleva cercarlo direttamente, ma trovò il modo, buttando qualche chiacchera quà e là dal parrucchiere o in casa di amiche comuni, di fargli arrivare la voce che avrebbe avuto piacere di rivederlo, magari quando il marito era in viaggio. Non passarono molti giorni che Aldo bussò alla porta ed il piano di Rebecca poteva avere inizio.
La falsa telefonata sulla spiaggia era stata un'altra mossa accuratamente preparata.
Nei giorni successivi la trama di Rebecca si arricchi di altri particolari che la donna aveva cura di far conoscere quasi senza accorgersene.
Il patrimonio di Rebecca e quanto sembrava che Carlo avesse accumulato fu fatto brillare davanti agli occhi di Aldo, che non se la passava per nulla bene.
Giorno dopo giorno, parola dopo parola, la proposta di "far sparire" Carlo sembrò che fosse proprio una idea di Aldo e Rebecca, da brava attrice, si mostrò molto turbata. Risultato, come dicono i pescatori, Aldo inghiotti l'esca con tutto l'amo e qualche metro di filo.
Nei giorni successivi i due novelli amanti diabolici cercarono di disegnare un paino per il delitto perfetto.
------------------------------------------------------------------------

Amici, chi mi aiuterà a disegnare un delitto perfetto?
Io ho un'idea di come terminare la storia, ma non posso rovinarvi il finale, raccontandola.;):):eek:
Forza, raccontiamo un paio di pagine di preparativi!!!:D

Cristina Ricchetti
20-09-09, 18:35
Adesso si mette difficile, il mio cervellino è mooooolto poco fantasioso, al contrario mi pare che Vittorio ce la possa fare a dare una mano e magari altri, altri e altri, su gente, intanto io penso, mumble mumble.....

Maria Bertuzzo
20-09-09, 18:43
Assassina e pure vedova!! Coraggio fate voi io non posso...

Attilio A. Romita
20-09-09, 18:48
:):D:rolleyes:....una provocazione
....forse un suggerimento!

Chi uccide chi?

Trovatemi il come ed il perchè......
...ed io cambierò le carte in tavola!

Vittorio Galli
20-09-09, 19:10
Adesso si mette difficile, il mio cervellino è mooooolto poco fantasioso, al contrario mi pare che Vittorio ce la possa fare a dare una mano e magari altri, altri e altri, su gente, intanto io penso, mumble mumble.....
Il tuo pezzo mi ha fatto pensare a quei bambini che si divertono a distruggere i castelli di sabbia dei fratellini :D .
Adesso però non te la puoi cavare con un "andate avanti voi che mi viene da ridere" ;) .Hai distrutto il castello di sabbia e adesso ci aiuti a rifarlo. :p

Attilio A. Romita
20-09-09, 19:18
Non ho nessuna intenzione di mollare.
Non mi sento un dispettoso distruttore di castelli ne si sabbia ne in aria.:)
Ho solo tentato di aiutare Cristina nella sterzata che aveva suggerito.
Io provo soltanto a stimolare un po la fantasia verso soluzioni non scontate.
Il bello ha da venire....scopriamolo insieme.

Vittorio Galli
20-09-09, 19:20
Non era rivolto a te. La distruttrice di castelli di sabbia, detto con simpatia, beninteso, è Cristina. :D

Attilio A. Romita
20-09-09, 19:35
un simpatico gioco e ben vengano "le Cristine" che mettono un po di pepe in una costruzione piena di miele e cioccolato.
A proposito avete mai assaggiato il cioccolato al peperoncino: è un simpatico abbinamento.

Cristina Ricchetti
20-09-09, 22:53
Carissimi, proprio questo week end qui a Pietra c'è la rassegna "Dolcissima Pietra" e il cioccolato al peperoncino è una presenza scontata .... mmmm .... eccezionale.
Ha ragione Vittorio a definirmi "distruttrice"? Non lo so, preferirei
assumermi la responsabilità della sterzata che Attilio mi ha addebitata o accreditata (a seconda dell'impatto).

Avevo anche scritto che mi potevate censurare, o sistemare altrimenti.

Volevo dare una svolta, assolutamente di potenza devastante, rispetto all'andamento appiccicoso fino a quel momento percepito.

Ripeto che non voleva essere una violenza gratuita, era solo una proposta, a voi accettarla o meno.

Vorrei anche dire che la mia "svolta" non avrebbe avuto come proseguimento il "giallo" invece ipotizzato da Attilio, anzi, era una svolta finalizzata al modus vivendi della protagonista, al suo tormento interiore rispetto alle convenzioni, ai ruoli prestabiliti e conformisti che aveva fino a quel momento passivamente accettati e interpretati.
Ma dato che la composizione è collettiva, ben venga la novità del nostro amico Attilio che così ha voluto ancora sterzare e reimpostare il racconto come ognuno di noi potrà fare nel suo seguito, a sorpresa, o seguendo, volendo, le stesse indicazioni date da chi prma di noi si sia cimentato.

Riguardo al "delitto perfetto" ribadsco la mia difficoltà all'immaginazione costruttiva del progetto, ma non mi tirerò indietro, nel caso ce ne fosse proprio bisogno.
cristina

Maria Bertuzzo
21-09-09, 08:01
avevo capito bene a cosa alludevi e avrei voluto per Rebecca proprio quello che pensavi ma qui questo omaccio di Attilio la sta facendo diventare assassina, anzichè regalarle qualcosa di molto più romantico e trasgressivo, ma giustamente vige la demoscrazia e ci adeguiamo...:(

Vitalba:per quanto mi riguarda puoi inserire il pezzo di Attilio se ancora non l'hai fatto, non riesco ad andare nella pagina principale ho dei problemi con i collegamenti quindi non vedo, ho già in mente il seguito...una sorpresa, sicuramente per Attilio lo sarà...

Attilio A. Romita
21-09-09, 14:30
vediamo le novità!;):):rolleyes:

Maria Bertuzzo
21-09-09, 14:42
Questa Rebecca se la vuoi far diventare assassina fallo tu, altrimenti ti ribalto le carte in tavola in modo che non lo diventi, farò i salti mortali ma lo farò per cui se vuoi andare avanti col giallo fallo ma fallo subito o se c'è qualcuno che vuole seguire questa strada lascio il tempo di decidere, magari parlando dell'amico bellissimo che è a Barcellona devo solo vedere una cosa perchè quel "lei" che è stato usato mi piacerebbe trasformarlo in "tu" mi verrebbe più facile parlare di lui però mi arrangio lo stesso. Ho in mente una cosa piuttosto intrigante ...
Escogita pure il piano hai ancora tempo...ciao

Attilio A. Romita
21-09-09, 17:39
hai "in mente una cosa piuttosto intrigante ...", dai faccela sapere.
Io ero andato sul giallo perchè il tanto miele mi stava impastoiando!:D
Alti e bassi, gialli e rosa, i buoni che diventano cattivi e viceversa sono il succo di una storia intrigante.

vitalba paesano
24-09-09, 17:33
Carissimi amici, vedo languire il nostro racconto tra eccessi di miele e veleni e merletti... forse dovremo riprenderlo in mano, anche con l'aiuto dei nuovi iscritti ai quali va detto di questa nostra iniziativa letteraria. Vittorio? Maria? Attilio? O forse qualcuno dei nuovi? Dai ragazzi, la letteratura d'autore ha bisogno di voi!;) vp

Attilio A. Romita
24-09-09, 17:57
Vero Vitalba,
la vena letteraria langue moltissimo, solo commenti promesse e niente storia.
Dopo un inizio nel quale si gira in torno ad un tema, quando, scusate la franchezza, serve un po di inventiva tutti si ritirano nel proprio bozzolo.
Io aspetto un paio di giorni per salvarmi dall'accusa di invasivo sfasciatutto poco romantico, poi proverò ad aggiungere..............:D:);)

Maria Bertuzzo
24-09-09, 18:04
al più tardi domani mattina inserisco un pezzo ci sto lavorando...però nessun problema se qualcuno arriva prima meglio ancora!
Attilio non trovare scuse prima monti un assassinio e poi lasci la palla agli altri...eh eh eh!!

Attilio A. Romita
24-09-09, 18:14
Maria,
ci sono due possibilità:
1. scrivo un libro tutto da solo
2. scriviamo in collaborazione suggerendoci alternative e aggiungendo fatti, idee, possibilità, cambiando le carte in tavola.
Per adesso mi sembra abbiamo scelto la seconda ed essendo persone diverse non possiamo pensare di stare tutti nella stessa testa, io posso immaginare un seguito, ma un altro può cambiare strada. Questo è il bello di una collaborazione dinamica.
Scusa questo sfogo.:(:):D

Maria Bertuzzo
24-09-09, 18:39
Maria,
ci sono due possibilità:
1. scrivo un libro tutto da solo
2. scriviamo in collaborazione suggerendoci alternative e aggiungendo fatti, idee, possibilità, cambiando le carte in tavola.
Per adesso mi sembra abbiamo scelto la seconda ed essendo persone diverse non possiamo pensare di stare tutti nella stessa testa, io posso immaginare un seguito, ma un altro può cambiare strada. Questo è il bello di una collaborazione dinamica.
Scusa questo sfogo.:(:):D

mi confermi solo che possiamo, volendo, eliminare solo le ultime due righe quelle degli amanti diabolici? Mi pare l'avessi detto ora non ricordo se durante la chat comune o se l'avevi scritto...se me lo dici stasera mi fai una cortesia...grazie

Cristina Ricchetti
24-09-09, 21:08
mi confermi solo che possiamo, volendo, eliminare solo le ultime due righe quelle degli amanti diabolici? Mi pare l'avessi detto ora non ricordo se durante la chat comune o se l'avevi scritto...se me lo dici stasera mi fai una cortesia...grazie

Mi pare avessimo parlato Maria del fatto che avresti inserito nel racconto, fermo restando il pezzo di Attilio, una specie di "storia nella storia", sviscerando antefatti e personaggi che riguardino l'amico o collaboratore Leo del marito di Rebecca, Carlo. Così sia Attilio che altri tra noi abbiano il tempo di costruire un evento successivo in quel di Loano sia nel filone del giallo presagito che svoltando di nuovo verso altri misfatti o fatti. Che dici ? Ciao :rolleyes:

Maria Bertuzzo
24-09-09, 21:27
Mi pare avessimo parlato Maria del fatto che avresti inserito nel racconto, fermo restando il pezzo di Attilio, una specie di "storia nella storia", sviscerando antefatti e personaggi che riguardino l'amico o collaboratore Leo del marito di Rebecca, Carlo. Così sia Attilio che altri tra noi abbiano il tempo di costruire un evento successivo in quel di Loano sia nel filone del giallo presagito che svoltando di nuovo verso altri misfatti o fatti. Che dici ? Ciao :rolleyes:

La mia intenzione è questa, scriverò qualcosa su Leo ma volevo comunque la conferma alla mia domanda riguardo a quelle due righe sulla facoltà o meno di tenerle o cancellarle a piacere di chi vorrà continuare...

Attilio A. Romita
24-09-09, 22:39
Maria, mi pare di aver detto chiaramente che ognuno è libero di tagliare, mofificare, aggiungere, ripensare, aprire storie laterali, accettare le provocazioni, controbattere, inserire personaggi, incrociare le storie.
L'importare è portare avanti la storia.
Gli amanti diabolici erano una provocazione per degli sviluppi che avevo in mente, ma non è detto che si inquadrino con quello che inserirete voi e allora cambierò, inventerò.
Ma tutti dobbiamo fare così, senza paura, non stiamo combattendo la battaglia per la vita...è solo un chattering icrociato a distanza.
Buon lavoro e .....stupitemi.:D:D:D

Maria Bertuzzo
25-09-09, 08:02
fra poco inserirò il nuovo pezzo in questo spazio, devo batterlo a macchina!

Come promesso ecco il pezzo del racconto:

Leo si era sposato giovanissimo, a 23 anni, con una ventenne, il matrimonio durò pochissimo, circa due anni, nessuno ha mai saputo il motivo della separazione e del conseguente divorzio. Ufficialmente la versione è stata incompatibilità di carattere. Ha sempre lavorato molto in trasferta in particolare nella sede di Barcellona, raggiunto anche da altri colleghi, saltuariamente. Della sua vita sentimentale non si è mai saputo molto, alle cene di gruppo che venivano organizzate dai colleghi, due o tre volte l’anno, si presentava quasi sempre con amiche diverse ma nessuno faceva caso a questo particolare tutti speravano sempre che la nuova amica fosse quella buona ma nessuno faceva domande, solo Rebecca, curiosa, cercava sempre di indagare e riusciva a carpire qualcosa ma poi c’era sempre il marito che l’azzittiva e quindi…
Tra lei e Leo c’era un’amicizia particolare i due si raccontavano un sacco di cose; a quelle cene erano sempre seduti vicini ma l’occhio vigile del marito era puntato su di loro, per cui spesso si doveva trattenere dal fare domande per evitare discussioni con Carlo che non era geloso perché sapeva che la loro era una semplice amicizia ma a lui dava comunque fastidio che lei facesse domande a chiunque, un controllo continuo. Durante uno degli ultimi incontri Leo confidò a Rebecca che a Barcellona aveva un amico,con il quale aveva un rapporto speciale, molto di più che semplice amicizia, e che si trovava molto bene con lui forse stava nascendo qualcosa tra di loro ma ancora per il momento era tutto in embrione. Queste confidenze naturalmente Rebecca non le ha mai rivelate a nessuno tanto meno al marito! Questo era quanto sapeva di Leo fino al momento dell’ultima trasferta.

Vitalba: devo fare delle piccole correzioni in una parte del racconto già pubblicato per fare in modo che Leo e Rebecca si diano del "tu" e non del "lei" le faccio e poi ti mando la copia corretta, magari anche con questo pezzo inserito se va bene anche per gli altri.

Attilio A. Romita
26-09-09, 08:46
Potremmo continuare con due filoni, uno italiano ed uno spagnolo. Poi, a seconda di come si evolveranno, troveremo il modo di riunificarli.
A questo punto serve il contributo di altri amici che si inventino qualcosa.
Forza amici, noti e meni noti, timidi o arditi, scrittori di lunga pezza ed emergenti.
Chi aggiunge qualcosa a questa storia poligonale? E' un triangolo, un quadrato, esistono delle diagonali?
Leo ha una passione nascosta? Cosa nasconde Carlo? Aldo è un pessimo soggetto o un debole?
Mille strade sono aperte, imboccatele e scrivete!!

vitalba paesano
26-09-09, 18:20
fra poco inserirò il nuovo pezzo in questo spazio, devo batterlo a macchina!

Come promesso ecco il pezzo del racconto:

Leo si era sposato giovanissimo, a 23 anni, con una ventenne, il matrimonio durò pochissimo, circa due anni, nessuno ha mai saputo il motivo della separazione e del conseguente divorzio. Ufficialmente la versione è stata incompatibilità di carattere. Ha sempre lavorato molto in trasferta in particolare nella sede di Barcellona, raggiunto anche da altri colleghi, saltuariamente. Della sua vita sentimentale non si è mai saputo molto, alle cene di gruppo che venivano organizzate dai colleghi, due o tre volte l’anno, si presentava quasi sempre con amiche diverse ma nessuno faceva caso a questo particolare tutti speravano sempre che la nuova amica fosse quella buona ma nessuno faceva domande, solo Rebecca, curiosa, cercava sempre di indagare e riusciva a carpire qualcosa ma poi c’era sempre il marito che l’azzittiva e quindi…
Tra lei e Leo c’era un’amicizia particolare i due si raccontavano un sacco di cose; a quelle cene erano sempre seduti vicini ma l’occhio vigile del marito era puntato su di loro, per cui spesso si doveva trattenere dal fare domande per evitare discussioni con Carlo che non era geloso perché sapeva che la loro era una semplice amicizia ma a lui dava comunque fastidio che lei facesse domande a chiunque, un controllo continuo. Durante uno degli ultimi incontri Leo confidò a Rebecca che a Barcellona aveva un amico,con il quale aveva un rapporto speciale, molto di più che semplice amicizia, e che si trovava molto bene con lui forse stava nascendo qualcosa tra di loro ma ancora per il momento era tutto in embrione. Queste confidenze naturalmente Rebecca non le ha mai rivelate a nessuno tanto meno al marito! Questo era quanto sapeva di Leo fino al momento dell’ultima trasferta.

Vitalba: devo fare delle piccole correzioni in una parte del racconto già pubblicato per fare in modo che Leo e Rebecca si diano del "tu" e non del "lei" le faccio e poi ti mando la copia corretta, magari anche con questo pezzo inserito se va bene anche per gli altri.
Ok, mandami la copia corretta e definitiva per te. Inserisco domani. vp

Vittorio Galli
27-09-09, 01:08
Rebecca rimuginava sui suoi piani per eliminare il marito, si chiedeva se ne valesse veramente il rischio. Mentre sorseggiava un caffè in un baretto del porto guardava le inevitabili coppie passare e si chiedeva quante di loro sarebbero state ancora assieme tra cinque o dieci anni. D'un tratto un paio di ragazzini passò rombando su uno scooter, sfiorando i passanti. In un lampo quello seduto dietro allungò una mano e strappò la borsetta di una turista. Neanche il tempo di rendersi conto dell'accaduto ed erano già scomparsi nelle viuzze del porto. Per Rebecca fu come un'illuminazione, ma certo se fosse riuscite a far incolpare il marito di qualcosa di illecito sarebbe rimasta lei unica proprietaria della società. Mandare Carlo in galera e togliergli tutto il suo patrimonio era un'idea più redditizia e meno rischiosa di un delitto. I frequenti viaggi all'estero potevano coprire una esportazione di capitali o forse meglio qualche traffico illecito. Doveva fare una capatina in ufficio, approfittando della prolungata assenza di Carlo avrebbe potuto spulciare i documenti della società ed imbastire una storia credibile.
Per prima cosa doveva scrivere un biglietto per Aldo, non poteva certo lasciarlo così, sui due piedi senza una spiegazione; dopotutto uno disposto ad uccidere le poteva far comodo per portare avanti il suo piano o magari anche come capro espiatorio nel caso le cose fossero andate male.
Prese un bigliettino dal cassetto della scrivania e si sedette a scrivere.
“ Caro Aldo, la tua idea mi ha spaventata, scusami ma ho bisogno di qualche giorno per chiarirmi le idee per cui ho deciso di partire. Non cercarmi, mi farò viva io quando mi sarò calmata.”
Rebecca rilesse le poche righe vergate in fretta poi aggiunse un “aspettami, tornerò presto” giusto per tenere Aldo un po' sulla corda. Infilò il bigliettino in una busta su cui spruzzò qualche goccia di profumo e si accinse ad uscire per recarsi ad acquistare il biglietto del treno e a spedire la missiva.
Adesso che il piano cominciava a prendere forma sentiva il bisogno di muoversi, di agire senza perdere altro tempo; che diamine, aveva già perso vent'anni!

Attilio A. Romita
27-09-09, 13:05
Questo è un passo avanti e ci si avvicina all'epilogo, che per ogni bel giallo deve essere una sorpresa e non vi rivelerò.
Se quello che ho inserito vi piace, sono contento.
Se non riscuote la vostra approvazione, aiutatemi a migliorarlo.
Un suggeriemnto, proviamo anche ad inserire il titolo dei capitoli, così rendiamo la storia più leggibile.
Ciao

-----------------------------------------------------------------------
Rebecca studia la situazione.
Rebecca aveva chiari in testa alcuni punti. Per prima cosa occorreva crearsi un alibi forte e resistente per il momento cruciale e per proteggersi da qualsiasi possibile aggancio con l’autore dell’omicidio.
Poi doveva proteggere anche l’amico che l’avrebbe aiutata ad eliminare Carlo perché questo sarebbe stato utile per allontanare i sospetti anche da lei.
Inoltre doveva far in modo che la morte di Carlo non producesse grossi vantaggi per lei.
Come aveva deciso, si recò nell’azienda che la vedeva contitolare con Carlo per verificarne lo stato finanziario.
Cercò il Capo Contabile, vecchio amico di suo padre che negli ultimi tempi era stato messo da parte perché eccessivamente legato a principi di antiquata corretta condotta. Il vecchio amico Amilcare si rese disponibile ed insieme cercarono di leggere nelle ultime attività dell’Azienda.
Con grande sorpresa venne fuori che i debiti verso le banche erano cresciuti molto e che le ultime commesse si erano rivelate in perdita: per acquisirle Carlo aveva vinto le gare proponendo sconti impossibili.
Fu chiaro che le ultime frenetiche attività in Spagna non erano altro che tentativi di salvare la barca in qualche modo o di prepararsi, in caso di fallimento, una strada verso paesi “facili”.
Fortunatamente per Rebecca, alcune clausole testamentarie incluse da suo padre, avevano protetto buona parte del suo patrimonio personale e questa fortunata idea di suo padre era nota soltanto a lei.
Il Piano di Rebecca.
L’ultima presa di posizione con Aldo si dimostrò provvidenziale e le permetteva di sfruttarla per proteggere Aldo e proteggersi. Chiamò subito Aldo, lo informò della situazione e gli raccomandò, da quel momento in poi di non chiamarla o incontrarsi. Sarebbe stata lei al momento opportuno a chiamarlo.
Poi scrisse a Carlo per chiedergli di rientrare al più presto perché c’era bisogno della sua competenza tecnica per definire la partecipazione ad una gara.
Il suo piano era estremamente semplice, andarlo a prendere all’aeroporto, e sulla strada del ritorno offrirgli qualcosa da bere che aveva in macchina: sapeva che i viaggi aerei spesso seccano la bocca e creano arsura.
Ovviamente il liquido era stato trattato prima con un efficiente sonnifero.
Aldo avrebbe aspettato in un punto preciso della strada dove Rebecca si sarebbe fermata con il marito addormentato. In quel punto la strada costeggiava una fitta selva su un terreno scosceso che nessuno frequentava a causa della presenza di molti animali selvatici poco disposti verso i visitatori. L’idea era di colpire Carlo con un masso, ce ne erano molti, e buttarlo nella forra: il pendio e gli animali selvatici avrebbero fatto il resto.
Il colpo di genio finale era di togliere a Carlo l’impermeabile ed il cappello, farli indossare ad Aldo e fare in modo che i vicini vedessero la coppia rientrare e magari riuscire il giorno dopo per riandare all’aeroporto. Lungo la strada Aldo avrebbe recuperato la sua macchina ed il gioco era fatto.
Il piano sembrava perfetto e Rebecca telefonò ad Aldo per dargli appuntamento sul Belvedere di Capo *B.
Questo belvedere era situato su un’alta scogliera, circa 100 m, era abbastanza isolata e per raggiungerla occorreva fare una arrampicata finale non molto agevole. Questa posizione così isolata dava a Rebecca la quasi certezza di non essere vista con Aldo.

Maria Bertuzzo
30-09-09, 21:35
La notte precedente l’incontro però fece un sogno: si trovava nel luogo che aveva progettato per l’appuntamento con Aldo e anziché arrivare Aldo, arrivò Carlo. Intorno a loro qualche coppia, pochi passanti, si salutarono come sempre, una sosta sul belvedere e poi s’incamminarono verso il molo, lo percorsero tutto fino in fondo, ad un certo punto Carlo le si mise dietro, fece per abbracciarla, almeno era quello che lei pensava ma, invece, le diede una spinta e lei cadde in acqua, In quell’istante si svegliò terrorizzata. “Che sogno orribile” pensò. A quel punto si alzò, non riusciva più a restare a letto, poi era quasi mattina, cominciò a gironzolare per casa, sempre con quell’incubo che la tormentava, era agitata: si fece una camomilla, nulla valse. Cominciò a chiedersi cosa significasse quel sogno, era solita farlo, trovava sempre una spiegazione logica. Lei stava progettando di far sparire Carlo e, nell’incubo, era lui a far sparire lei, in quel modo poi…

Vittorio Galli
02-10-09, 21:02
non potendone piu' decise di uscire a prendere una boccata d'aria.
La via era quasi deserta e Rebecca si avviò verso la piazza. All'improvviso uno stridio di pneumatici, neanche il tempo di voltarsi e qualcosa la colpi' violentemente da dietro. Poi fu il buio.
Lentamente i cominciò a sentire vaghe voci indistinte, come provenienti da lontano. Aprì gli occhi e un senso di vertigine la colse. Lottando per rimanere coscente aguzzò le orecchie. "Speriamo si riprenda", "E speriamo che prendano quel criminale, non si può più nemmeno passeggiare per strada senza rischiare di venir investite, che mondo".
Leo, sembrava proprio la voce di Leo.

Attilio A. Romita
03-10-09, 09:49
L'orologio della Torre iniziò a battere le tre e quel suono fece fare un soprassalto a Rebecca che si svegliò improvvisamente dal suo sonno pieno di sogni ed incubi che l'avevavno scossa in mono talmente realistico da provocare un forte tensione a tutti i suoi muscoli ed i suoi nervi.
Sudata ed impressionata si sedette sul letto e cominciò a pensare a tutti i personaggi che avevavno popolato il sogno, anzi l'intrico di sogni nei quali non riusciva più a discernere la realtà dalle terribili fantasie. Si sentiva in bocca il sapore della paura, quel sapore ferroso che impasta la lingua, insieme al dolce della camomilla che aveva sognato di prepararsi. Si rivide, che come sonnambula, usciva sulla piazza dove era colpita da un'auto, ma forse era stato il suono della campana che l'aveva svegliata.
Tutti questi pensieri le affollavano la mente e decise che la situazione, così intricata che si era andata creando, rischiava di travolgerla. Era il caso di arrivare ad una rapida conclusione liberatoria e l'incontro con Aldo sarebbe servito per arrivarci.
Ormai la notte lasciava il posto alle prime luci e Rebecca decise che il migior modo per recuperare freddezza fosse di recarsi nella vicina città di G* per fare un po di sano shopping liberatorio.

Attilio A. Romita
04-10-09, 00:00
Il breve viaggio in macchina sulla strada che costeggiava dall'alto la riviera, fu salutare.
Il suo piano era semplicissimo. Aldo sarebbe dovuto partire per la Spagna comprando il biglietto con un falso nome. In Spagna avrebbe invitato Carlo ad una partita di caccia nell'Alta Sierra. Questo invito, Rebecca lo sapeva, non sarebbe sato rifiutato da Carlo, appassionato cacciatore, che molto difficilmente trovava compagni di caccia. Durante la cacciata sarebbe stato facile per Aldo far partire un colpo mortale e quindi far cadere Carlo in una delle profonde fessure che caratterizzavano quei luoghi. Il passo successivo sarebbe stato di tornare in Italia con un biglietto andata e ritorno comprato a Madrid a nome di Carlo ed indossando un suo impermeabile e cappello che Rebecca gli avrebbe fornito. I vicini di casa avrebbero visto "Carlo" rientrare e ripartire il giorno dopo per la Spagna ed il gioco era fatto.
Rebecca, rinfrancata per aver programmato un piano perfetto, si concesse un piacevole pranzo in un ristorante alla moda e passò il pomeriggio al cinema.
Verso le 18, come previsto, si avviò all'appuntamento a Punta C*.
Dopo una mezzora di viaggio, parcheggiò l'auto e si accinse a salire gli ultimi metri a piedi.
Arrivata alla piazzola che dominava la Punta C*, si stupì di trovare Aldo che l'aspettava seduto sul ciglio del costone con le gambe nel vuoto.
Il tempo era sereno, l'aria primaverile piacevole ed il Sole planava lentamente sul mare.
Aldo la invitò a sedersi accanto lui per godere il romantico spettacolo naturale, dopo il tramonto avrebbero parlato di affari.
Quando il sole stava per immergersi completamente nel mare, Aldo fece un brusco movilemto per indicare il "raggio verde" che solo in quel momento si vede.
Rebecca, che si era completamente rilassata, per effetto del movimento brusco iniziò a scivolare e la sua ultima incerta sensazione fu il braccio dell'amico che tentava inutilmente di fermarla.
Aldo fece un balzo indietro e sembrò preso dal panico, ma un minuto dopo aveva preso la sua decisione.
Tornò indietro lungo lo stradello scosceso, arrivato al parcheggio si avvicinò alla macchina di Rebecca e per sicurezza cancellò qualsiasi traccia che potesse ricondurre a lui. Mentre stava tornando alla sua auto, pensò che, per maggior protezione, forse sarebbe stato utile lasciare un biglietto d'addio di Rebecca. Conosceva perfettamente la sua grafia e gli fu facile scrivere una breve frase d'addio: "Non posso più vivere senza Carlo. Addio".
Salì sulla macchina ed andò via.
Epilogo.
Lettera a Carlo:
Egregio Signore, come d'accordo ho dato seguito alla sua richiesta di fornitura e le sarò grato se volesse versare il saldo sul mio conto svizzero Doppio Gioco 34567.
Grazie.

Attilio A. Romita
04-10-09, 00:02
Ho scritto una conclusione, se vi piace possiamo concludere questo racconto; se non vi piace, non fatevi scrupoli e troviamone un'altra.
Un caro saluto.:eek::):D

Maria Bertuzzo
05-10-09, 07:21
Attilio e Vittorio: io vi seguo ma mi piacerebbe sentire Vittorio cosa pensa, se dice ci continuare...andiamo avanti...intanto lo rileggo bene...

mi sono rivolta ad Attilio e Vittorio, perchè gli autori principali ma chiunque può intervenire sia chiaro!

Attilio A. Romita
05-10-09, 14:28
La mia conclusione, come tutte le conclusioni, non è detto che sia conclusiva. Anche questo esperimento letterario, come quello poetico mi sembra non susciti molto interesse e la mia conclusione è stata fatta per evitare che anche questa storia restasse appesa.:mad:
Voglio essere smentito!!:D

Maria Bertuzzo
07-10-09, 08:44
Vitalba: non chiuderlo per favore, ho chiesto un parere in salutiamoci in linea e poi anche Vittorio ha promesso di scrivere un pezzo e pure io vorrei andare avanti...così anche Attilio ci seguirà e speriamo anche che si aggiungano altri, grazie

Attilio A. Romita
07-10-09, 08:49
....ad incartare intrecci, ma "diamoci una mossa" se non vogliamo che la minestra si raffreddi e, come la maggior parte delle cose riscaldate, .....:D:);)

Maria Bertuzzo
07-10-09, 09:21
esistono anche i treni accelerati per la miseria! in questi ultimi giorni sono stata un po' presa da vicende neanche molto piacevoli non ero nello spirito adatto per scrivere e neppure leggere ho ancora bisogno di riposo mentale dammi ancora un giorno e poi ricomincio...grazie

Maria Bertuzzo
14-10-09, 09:20
io e Vittorio vorremmo proseguire il racconto però si tratterebbe di eliminarne un bel pezzo praticamente da dopo le parole scritte in piccoloRebecca ha gli incubi ma reagisce...
lo so è una richiesta strana ma è per poter andare avanti...
però in questo momento mi viene un'idea potremmo lasciare quel finale e nello stesso tempo proseguire tagliando quel pezzo e andare avanti con il racconto...ricordo che tanti libri per ragazzi lasciavano la possibilità di scegliere il finale che si voleva dando molte possibilità di scelta, forse è la soluzione migliore così ognuno ha il suo epilogo
Può andar bene la soluzione?
praticamente facciamo compri due e paghi uno...avremmo un racconto con due finali diversi, può essere divertente...

Vitalba è un problema per te?

vitalba paesano
14-10-09, 09:55
io e Vittorio vorremmo proseguire il racconto però si tratterebbe di eliminarne un bel pezzo praticamente da dopo le parole scritte in piccoloRebecca ha gli incubi ma reagisce...
lo so è una richiesta strana ma è per poter andare avanti...
però in questo momento mi viene un'idea potremmo lasciare quel finale e nello stesso tempo proseguire tagliando quel pezzo e andare avanti con il racconto...ricordo che tanti libri per ragazzi lasciavano la possibilità di scegliere il finale che si voleva dando molte possibilità di scelta, forse è la soluzione migliore così ognuno ha il suo epilogo
Può andar bene la soluzione?
praticamente facciamo compri due e paghi uno...avremmo un racconto con due finali diversi, può essere divertente...

Vitalba è un problema per te?
Mi sembra un'eccellente idea, poi potremmo addiritture mettere ai voti. Non è un problema per me: si tratta di inserire una versione 2, ma sarebbe bene che mi madaste già voi un word con il testo che lasciate, quello che volete togliere già tolto e il nuovo inserito in fondo. Così non faccio pasticci. vp

Attilio A. Romita
14-10-09, 15:42
un racconto due finali .....e se mi riesce ne inventerò un terzo!
Poi potremo lanciare una gara per altri finali!;):):D:eek:

Vittorio Galli
14-10-09, 18:47
Nel racconto una frase è stata scritta con un carattere più piccolo, è un caso ma mi ha fornito lo spunto per un finale alternativo che va letto di seguito alla frase in questione.
.................................................. ........................................
Lentamente incominciò a sentire vaghe voci indistinte, come provenienti da lontano. Aprì gli occhi e un senso di vertigine la colse. Lottando per rimanere cosciente aguzzò le orecchie. "Speriamo si riprenda", "E speriamo che prendano quel criminale,non si può più nemmeno passeggiare per strada senza rischiare di venir investite, che mondo".
Leo, sembrava proprio la voce di Leo. Di nuovo il buio. Quando si svegliò le luci basse della stanza d'ospedale facevano da sfondo alla nebbia ovattata che sembrava avvolgerla. Lentamente si rese conto di essere sdraiata in un letto con una flebo nel braccio e qualcosa appiccicato addosso, sensori di un EGC. Tento di parlare ma lo sforzo la fece tossire. Un'infermiera entrò nella sua visuale per sparire quasi subito. “Dottore, dottore la paziente del letto 36 si e' svegliata”.Nei giorni seguenti scoprì di essere rimasta in rianimazione per quasi quattro settimane, un'auto pirata l'aveva travolta e le ricerche dell'investitore erano ancora in corso.Leo era venuto quasi ogni giorno per avere sue notizie mentre, stranamente, Carlo non si era ancora fatto vivo. Leo le aveva detto che era partito immediatamente alla notizia dell'incidente ma non era mai arrivato e quando l'ospedale aveva richiamato chiedendo notizie del marito lui si era precipitato li.La scomparsa di Carlo era stata denunciata sia alle autorità spagnole che a quelle italiane ma per il momento le sue tracce si perdevano presso il confine franco spagnolo.Dopo qualche settimana, quando Rebecca venne dimessa si fece accompagnare alla sede della società. Amilcare, preavvertito, l'attendeva assieme a Leo. Quando entrarono nell'ufficio di Carlo quest'ultimo, con una scusa, allontanò il contabile. “Siediti Rebecca, ti devo parlare” le disse scostando la poltrona per farla accomodare. “Vedi, devo dirti alcune cose su tuo marito e su questa società” Rebecca si sedette un po' preoccupata, cosa ne poteva sapere un ex collega degli affari di suo marito? “Io non sono quello che pensi, o meglio, non solo. Tuo marito negli ultimi anni, per risanare i suoi affari, ha preso contatti con persone poco raccomandabili. Ha chiesto favori che poi ha dovuto ricambiare. Il suo ultimo viaggio in Spagna era una scusa per consegnare una partita di diamanti rubati; diamanti che però non sono mai arrivati a destinazione. Vedi io lavoro per l'Interpol ed avevo l'incarico di sorvegliare Carlo per scoprire chi gli forniva la merce e a chi doveva consegnarla. Quando è partito improvvisamente per il tuo incidente si è sottratto alla mia vigilanza, forse aveva capito qualcosa.” Rebecca era attonita, Carlo, la persona che credeva di conoscere da vent'anni non era altro che un contrabbandiere. “Temo che l'incidente sia stato provocato da un complice di tuo marito, aveva bisogno di una scusa per allontanarsi senza essere seguito ed io ci sono cascato”. Carlo che pagava qualcuno per investirla, no non era possibile, non ci credeva. “Leo, ti prego, versami qualcosa da bere, mi gira la testa”. Leo si avvicinò al mobile bar e le versò del cognac. “ Ora ho bisogno del tuo aiuto, Carlo e' scomparso ed io devo ritrovarlo a tutti i costi”. “Ma io cosa posso fare?” Chiese Rebecca “Carlo non mi diceva nulla dei suoi affari di copertura, figuriamoci di quelli segreti” “Per questo ho chiesto ad Amilcare di darti una mano, se c'è qualcosa di strano , qualcosa che c'è ma non dovrebbe esserci, qualcosa che vi sembra anormale, è importante che me lo comunichi subito. L'ho allontanato per non fargli sapere che Carlo ha tentato di ucciderti però sa cosa stiamo cercando e, con il tuo aiuto, può trovare il bandolo della matassa.” In quel momento entro Amilcare e Leo si alzò “Bene, vi lascio lavorare, avete il mio numero” Rebecca e il contabile passarono alcuni giorni a spulciare tutti i documenti dell'azienda e lentamente emerse una serie di spese che non avevano niente a che vedere con la conduzione dell'azienda. L'acquisto di una casa in sudamerica mascherato da pagamento per servizi mai resi, biglietti aerei per destinazioni con le quali l'azienda non aveva affari, mobili, un'auto che non aveva mai varcato i cancelli della loro proprietà. Un po' alla volta il gioco, o meglio il triplo gioco di Carlo emerse chiaramente. Per sottrarsi ai loschi personaggi che lo tenevano al guinzaglio Carlo aveva convinto Aldo a corteggiare la moglie mentre lui organizzava la sua sparizione, poi gli aveva ordinato di investire Rebecca per avere la scusa per allontanarsi rapidamente, sottraendosi al controllo di Leo e dei suoi ricattatori. Aldo, abbagliato dalla promessa di lauti guadagni aveva accettato e Carlo era sparito. Probabilmente ora era nella casa in sudamerica a godersi i diamanti dell'ultimo trasporto, che si era tenuto, pronto a prendere il volo per cancellare definitivamente le sue tracce.Rebecca tornò a casa sconsolata, non tanto per il tradimento di Carlo, dopotutto lei era pronta ad ucciderlo. Chissà che risate si era fatto Aldo quando avevano programmato l'omicidio del marito, sapendo che la vittima sarebbe stata lei. Ora però Aldo aveva poco da stare allegro con un'accusa di tentato omicidio e se avesse raccontato del suo progetto di uccidere il marito, chi gli avrebbe creduto?
Epilogo.
Qualche giorno dopo, mentre aiutava Amilcare a rimettere insieme i cocci della società, ricevette un pacchetto recante la scritta “SUSPENSO. DIRIJO DESCONOCIDO”; respinto, indirizzo sconosciuto. Provenienza Brasile. Perplessa prese un tagliacarte e lo aprì. Parecchi sacchettini neri rigonfi scivolarono fuori. Incuriosita ne aprì uno e si senti svenire, uno sfavillio di diamanti faceva capolino dall'apertura. Appena si riprese infilò il tutto in cassaforte e la chiuse. In quel momento squillò il telefono, era Leo:”Rebecca, l'abbiamo preso, pensa era ancora nella casa in Brasile, stava aspettando che arrivassero i diamanti per fuggire, aspettami, vengo a prenderti e ne parliamo.”
Si incontrarono poco dopo in un bar tranquillo e si sedettero ad un tavolo appartato. Non appena il cameriere si fu allontanato Leo si allungò verso Rebecca e la baciò. Stupita lei lo fissò come vedendolo per la prima volta.”Non meravigliarti” disse lui” anche la mia omosessualità faceva parte della copertura, in realtà mi sei sempre piaciuta ma non potevo dirtelo” “ E poi eri già sposata “soggiunse con un sorriso. “Adesso mi piacerebbe sapere dove sono finiti i diamanti, sembra che si trattasse di un valore di alcuni miliardi di euro.””Forse posso dirtelo io” gli sussurrò Rebecca e gli raccontò del pacchetto ricevuto poco prima. Leo scoppiò a ridere: “Un piano così elaborato fallito per un disguido postale? Non ci posso credere”. Poi improvvisamente si fece serio, guardando Rebecca negli occhi le chiese. “c'è qualcosa che ti trattiene qui? In Italia?” “ Ma io, la società, No, a pensarci bene non c'è nulla che mi trattenga qui.” Andiamo a prendere il pacchetto allora. Nessuno sa che è tornato indietro e quando lo scopriranno avremo già fatto perdere le nostre tracce. Con le mie conoscenze non sarà un problema smerciarli e potremo vivere da re per tutto il resto della nostra vita. Forza dai, andiamo” “ Ma , e la società?” Chiese Rebecca “ Cosa ti importa, regalala ad Amilcare, se lo è meritato”. Rebecca sorrise ed insieme uscirono sotto il caldo sole di ottobre.

Attilio A. Romita
14-10-09, 19:03
Vittorio,
il tuo finale mi sembra molto migliore del mio che ora appare quasi banale e scontato.:(
Forse occorre solo qualche limatina di editing del testo per dargli un poco "di aria" che faciliti la lettura.:)

Ed ora vediamo chi si inventa la terza fine!!!

Maria Bertuzzo
14-10-09, 19:56
sarebbe bello avere altri finali...sono aperte le danze...cimentatevi...partecipate in tanti!

Attilio A. Romita
14-10-09, 19:59
....forza, facci leggere il tuo finale.

Maria Bertuzzo
15-10-09, 07:35
Intanto Vittorio: mi è piaciuto molto il tuo finale, bello!

Attilio: ora ci penso e se riesco...

vitalba paesano
15-10-09, 07:51
Intanto Vittorio: mi è piaciuto molto il tuo finale, bello!

Attilio: ora ci penso e se riesco...
Per cortesia, qualcuno degli autori mette insieme la seconda storia così posso inseririla più facilmente? Non capisco in che punto Vittorio vuole mettere il suo interessante finale. Grazie. vp

Maria Bertuzzo
15-10-09, 08:09
Per cortesia, qualcuno degli autori mette insieme la seconda storia così posso inseririla più facilmente? Non capisco in che punto Vittorio vuole mettere il suo interessante finale. Grazie. vp

Per favore fatelo voi, io ho cancallato tutto perchè contavo di recuperarlo, mi è rimasta solo la versione stampata, mi spiace, l'avrei fatto volentieri...

Vittorio Galli
15-10-09, 23:05
circa a tre quarti del racconto originale c'è una frase scritta con caratteri più piccoli e precisamente questa:

non potendone piu’ decise di uscire a prendere una boccata d’aria.La via era quasi deserta e Rebecca si avviò verso la piazza. All’improvviso uno stridio di pneumatici, neanche il tempo di voltarsi e qualcosa la colpi’ violentemente da dietro. Poi fu il buio.

Dopo il buio iniziano sia il finale di Attilio che il mio. Penso però che se qualcuno volesse aggiungere altri finali potrebbe inserirli in qualsiasi punto.

Attilio, grazie per l'apprezzamento ma anche il tuo finale è originale, non svalutarti. ;)

Maria Bertuzzo
17-10-09, 13:29
Per favore fatelo voi, io ho cancallato tutto perchè contavo di recuperarlo, mi è rimasta solo la versione stampata, mi spiace, l'avrei fatto volentieri...

E' stato fatto il riepilogo della seconda versione del racconto per Vitalba?

Per favore mi servirebbe il primo pezzo che ho cancellato dal'archivio, Attilio vedo che sei in linea, se leggi me lo mandi per cortesia? grazie

Attilio A. Romita
17-10-09, 14:24
Maria, recuperare tutto il testo pubblicato su Intenet è molto semplice.

Andare al sito dove tutto il racconto è pubblicato.
Selezionare tutto il testo, Posizionando il cursore a inizio testo tenendo premuto MAIUSC e con le freccette arrivare a fine testo
Premere tasto CTRL + tasto C (il testo è copiato in una area di servizio)
Aprire un nuovo file con MSWord
Posizionare il cursore all'inizio del nuovo testo vuoto
Premere tasto CTRL + Tasto V (il testo è incollato nella nuova pagina vuota.


Con questo "giochetto" è possibile, salvo rari casi, copiare qualsiasi cosa appare sullo schermo ed incollarla su un file di testo.:);)

Maria Bertuzzo
17-10-09, 14:28
Maria, recuperare tutto il testo pubblicato su Intenet è molto semplice.

Andare al sito dove tutto il racconto è pubblicato.
Selezionare tutto il testo, Posizionando il cursore a inizio testo tenendo premuto MAIUSC e con le freccette arrivare a fine testo
Premere tasto CTRL + tasto C (il testo è copiato in una area di servizio)
Aprire un nuovo file con MSWord
Posizionare il cursore all'inizio del nuovo testo vuoto
Premere tasto CTRL + Tasto V (il testo è incollato nella nuova pagina vuota.


Con questo "giochetto" è possibile, salvo rari casi, copiare qualsiasi cosa appare sullo schermo ed incollarla su un file di testo.:);)


Lo so bene come si fa ormai ho una certa esperienza, ma non c'è più il testo non so dove prenderlo! Il mio me lo sono perso l'ho cancellato!

Attilio A. Romita
17-10-09, 14:46
Maria,
Sul sito c'è la storia completa ad oggi.
Nella mail di Vittorio c'è la nuova versione.
Nella mia testa ci sarà una terza soluzione, ma non è ancora uscita.
Scusa la battuta, ma non ho capito quale testo desideri trovare. :D:D:D

Maria Bertuzzo
17-10-09, 15:11
Maria,
Sul sito c'è la storia completa ad oggi.
Nella mail di Vittorio c'è la nuova versione.
Nella mia testa ci sarà una terza soluzione, ma non è ancora uscita.
Scusa la battuta, ma non ho capito quale testo desideri trovare. :D:D:D

Non c'è più fuori, altrimenti facevo tutto io copiavo e incollavo!

A me serve il primo pezzo fino alle parole in piccolo

Ma tu dici che c'è questo ultimo racconto dove avevamo l'altro per caso? Se è così per favore ridammi il link grazie

Attilio A. Romita
17-10-09, 16:39
Il link del racconto completo è :http://www.grey-panthers.it/2009/10/il-nostro-racconto/.
Basta inserire la parola "racconto" nell'apposita casella "CERCA" in alto a destra della home di greyp.
Era questo che volevi?

Maria Bertuzzo
17-10-09, 17:38
Il link del racconto completo è :http://www.grey-panthers.it/2009/10/il-nostro-racconto/.
Basta inserire la parola "racconto" nell'apposita casella "CERCA" in alto a destra della home di greyp.
Era questo che volevi?

Grazie mille Attilio era proprio questo che volevo, ora farò il riepilogo con la versione di Vittorio e la manderò a Vitalba e nello stesso tempo tengo tutto in archivio 1^ e 2^ versione...
scusami se ti ho fatto impazzire oggi, ma non prometto di non farlo più!

Attilio A. Romita
17-10-09, 18:02
La pazzia è una peculiarità dei geni e certamente le tue domande non possono riempire di pazzia un cervello di pazzia già pieno:p:D:)
Un caro saluto!!

Maria Bertuzzo
18-10-09, 07:17
Per cortesia, qualcuno degli autori mette insieme la seconda storia così posso inseririla più facilmente? Non capisco in che punto Vittorio vuole mettere il suo interessante finale. Grazie. vp

Ho provveduto io poco fa a mandarti la copia con il finale di Vittorio...ciao

vitalba paesano
18-10-09, 18:37
Ho provveduto io poco fa a mandarti la copia con il finale di Vittorio...ciao
Già fatto! Trovate in home page la versione n2. Buona serata e buona lettura a tutti. vp

Vittorio Galli
18-10-09, 23:21
Come al solito solerte e gentile, avrei dovuto farlo io per cui grazie

Laura Rapetti
16-11-09, 22:23
Intendi un racconto a più mani o una specie di gioco di scrittura creativa in cui uno inizia la storia con i personaggi, le loro carattesristiche e un incipit e poi "la cosa" passa di mano e via via si forma una storia di cui tanti à tour de role prendono le fila e continuano... Che ne dite?

Attilio A. Romita
16-11-09, 22:36
.....lo abbiamo portato avanti a più mani, ma non in modo ordinato: chi aveva una idea, scriveva e la palla partiva, qualcuno la raccoglieva e continuava senza alcuna preordinazione o schema.
La cosa è stata divertente e, tra l'altro, sono stati scritti anche finali alternativi.
Se vuoi ricominciare, lancia un titolo e scrivi un po' di righe e poi.....:eek::p

Maria Bertuzzo
17-11-09, 05:58
Il link del racconto completo è :http://www.grey-panthers.it/2009/10/il-nostro-racconto/.
Basta inserire la parola "racconto" nell'apposita casella "CERCA" in alto a destra della home di greyp.
Era questo che volevi?


Intendi un racconto a più mani o una specie di gioco di scrittura creativa in cui uno inizia la storia con i personaggi, le loro carattesristiche e un incipit e poi "la cosa" passa di mano e via via si forma una storia di cui tanti à tour de role prendono le fila e continuano... Che ne dite?

l'hai letto quello che abbiamo già scritto? "Rebecca" ce ne sono due versioni come ti ha già detto Attilio, io avevo cominciato la terza ma mi sono arenata un po', se vuoi cominciarne uno nuovo ti veniamo dietro molto volentieri, ognuno aggiungerà un pezzo di volta in volta come abbiamo sempre fatto con i precedenti, sarà divertente...dicci qualcosa o addirittura scrivine un pezzo...

In caso non l'avessi letto nel link indicato da Attilio lo trovi, ciao, maria

vitalba paesano
17-11-09, 10:46
Ottimo, ma per favore su Protagonisti noi, spazio dedicato alle vostre creazioni. affettuosamente. vp;)

Maria Bertuzzo
17-11-09, 11:31
Lo spazio è tuo, perchè l'hai aperto tu, quindi per favore va ad aprirne uno in noi protagonisti, grazie!