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Visualizza la versione completa : la cultura ha subito i forti tagli.....



violetta2004
07-05-10, 15:03
Tutti i teatri in rivolta,come la pensate voi?

Maria Bertuzzo
08-05-10, 07:22
solo i Teatri Violetta? E la scuola? E tutto il resto?
E' uno schifo!

Ciao, buona giornata a te e a chi passerà!

Paolo Gruppuso
08-05-10, 07:50
Tutti i teatri in rivolta,come la pensate voi?

La cultura in generale.da anni ormai,è sempre stata la cenerentola per quanto concerne i finanziamenti,l'ultima in graduatoria nelle voci dei bilanci delle "finanziarie" annuali e di conseguenza come voce di spesa a livello locale (Comuni,Regioni e Province).
Mi riferisco agli anni in cui gli attuali problemi congiunturali di crisi economica non erano cosi' gravi,oggi,si possono accampare alibi piu' contingenti a meschina giustificazione della potatura in quasi tutti i settori della cultura!
Da parte mia, penso (ma non sono il solo)che, la penalizzazione generalizzata oltre a mortificare (nel senso proprio della parola) conoscenze,esperienze valoriali di tante professionalità( scuola.cinema,teatro,beni culturali,musei,biblioteche), impedisce e limita la gia' scarsa fruizione di cittadini economicamente piu' deboli ma non per questo meno sensibili e interessati!
Per non parlare dei piu' giovani,in particolare,in province maggiormente penalizzate da una offerta culturale sempre piu' limitata.
L'insensibilità nei confronti di un bene immateriale come la cultura, considerata spesso ininfluente per la bassa economicità che rappresenta è,al contrario,una opportunità importante per la crescita e lo sviluppo sociale di una società moderna ,non solo perchè tecnologicamente avanzata, ma anche perchè devra' (per essere tale e competere con le altre societa) essere formata umanisticamente!

Angelo Visotto
08-05-10, 08:23
un piccolo contributo visto che è di giornata

http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/05_maggio/07/governo_vendola_gelmini_e_bondi_ministri_di_rappre sentanza,24209617.html

ciao e buona giornata a tutti

Attilio A. Romita
08-05-10, 09:27
Vorrei partire dall'ultimo capoverso della dichiarazione del Governatore Vendola cui fa riferimento Angelo Visotto:
"............. c'è un superministro che decide tutto, che è il ministro Tremonti, che ha un'idea arcaica della cultura. Per esempio lui fa una polemica diretta con me per le scelte che io faccio in Puglia sul cinema. 130 produzioni cinematografiche negli ultimi due anni, due cineporti dove collochiamo tutte le attività produttive, sto mettendo in piedi un'accademia del cinema digitale: ho immaginato il cinema in Puglia non semplicemente come location per film, ma come industria, come attività produttiva. ........... Io penso invece - conclude - che la cultura sia l'unica possibilità di salvare l'umanità".
Questa intervista mi ricorda una celebre frase di Berlinguer, se non sbaglio, che chiedeva aumenti dei salari considerando il costo del lavoro come una variabile indipendente.
Vendo la dice che ha fatto mille iniziative culturali, ma non dice come le ha pagate e se il loro bilancio economico è positivo o negativo. Se si hanno i soldi è possibile comprare arte e fondare scuole, se i soldi non ci sono è inutile pensare al dopodomani se domani si è morti di fame.
Per troppi anni sono stati fatti finanziamenti a qualsiasi iniziativa che avesse l'odore di culturale o di investigazione scientifica: dal festival della poesia antico etrusca allo studio sul tacchino geneticamente puro
Per troppi anni siamo andati avanti con il "6 politico", le promozioni uguali per tutti, la svalutazione del merito, soprattutto pensando che bastava emettere certificati di debito (buoni del tesoro e simili) che è arrivato il momento di onorare e che ci pesano sulle spalle.
Ora è arrivato il momento di fare i conti e quando si ha a che fare con un tecnico come Tremonti, la poesia non conta e occorre prima pensare a sopravvivere poi a tutto il resto.
Sono belle parole, anche condivisibili, ma ""Primum vivere, deinde philosofari" come dice una antica consolidata massima filosofica.
Sarò forse un banale manovale del pensiero, ma ...........

Paolo Gruppuso
08-05-10, 12:46
Vorrei partire dall'ultimo capoverso della dichiarazione del Governatore Vendola cui fa riferimento Angelo Visotto:
"............. c'è un superministro che decide tutto, che è il ministro Tremonti, che ha un'idea arcaica della cultura. Per esempio lui fa una polemica diretta con me per le scelte che io faccio in Puglia sul cinema. 130 produzioni cinematografiche negli ultimi due anni, due cineporti dove collochiamo tutte le attività produttive, sto mettendo in piedi un'accademia del cinema digitale: ho immaginato il cinema in Puglia non semplicemente come location per film, ma come industria, come attività produttiva. ........... Io penso invece - conclude - che la cultura sia l'unica possibilità di salvare l'umanità".
Questa intervista mi ricorda una celebre frase di Berlinguer, se non sbaglio, che chiedeva aumenti dei salari considerando il costo del lavoro come una variabile indipendente.
Vendo la dice che ha fatto mille iniziative culturali, ma non dice come le ha pagate e se il loro bilancio economico è positivo o negativo. Se si hanno i soldi è possibile comprare arte e fondare scuole, se i soldi non ci sono è inutile pensare al dopodomani se domani si è morti di fame.
Per troppi anni sono stati fatti finanziamenti a qualsiasi iniziativa che avesse l'odore di culturale o di investigazione scientifica: dal festival della poesia antico etrusca allo studio sul tacchino geneticamente puro
Per troppi anni siamo andati avanti con il "6 politico", le promozioni uguali per tutti, la svalutazione del merito, soprattutto pensando che bastava emettere certificati di debito (buoni del tesoro e simili) che è arrivato il momento di onorare e che ci pesano sulle spalle.
Ora è arrivato il momento di fare i conti e quando si ha a che fare con un tecnico come Tremonti, la poesia non conta e occorre prima pensare a sopravvivere poi a tutto il resto.
Sono belle parole, anche condivisibili, ma ""Primum vivere, deinde philosofari" come dice una antica consolidata massima filosofica.
Sarò forse un banale manovale del pensiero, ma ...........

Non si tratta di pensierini ne' di filosofia spicciola;la cultura,quella che consente di crescere e di sviluppare senso critico,quella che rende liberi (senza essere troppo altisonantii),è un investimento importante,produce ricchezza allo stesso modo di qualsiasi attività imprenditoriale...l'andazzo ha una triste tradizione tutta italica che si protrae da decenni e che ora gioco forza fa risentire gli echi anche al peggior sordo!
Certo,non si possono allestire iniziative culturali di facciata per biechi interessi di bottega,sperperando denaro pubblico;questo comportamento è condannabile severamente a prescindere dal colore partitico di amministratori irresponsabili e incapaci,tuttavia ritengo che,il grado di civiltà di un Paese come il nostro,ricco di beni culturali importantissimi,non possa sottovalutare e/o svalutare ogni intervento di natura culturale attraverso un impegno economico ridicolo che penalizza tutti,in particolare il valore aggiunto che scaturisce da una politica d'investimenti mirata!

maria luisa
08-05-10, 21:29
Per anni ho assistito allo spreco più sfrenato nel teatro dove lavoravo.
Straordinari inventati, scenografie non riutilizzate e andate al macero, furti
Veri e propri perpetrati con la connivenza di chi avrebbe dovuto controllare.
Un numero eccessivo di lavoratori, sia che si trattasse di masse artistiche,
impiegatizie, o semplici operai. In amministrazione, c’era la capo ufficio che dava
il lavoro alla sua segretaria, costei lo dava all’impiegata, che lo espletava, lo passava
alla segretaria, che lo controllava, che lo passava alla capoufficio che lo ricontrollava.
Un lavoro che avrebbe dovuto essere fatto da una sola persona, che avrebbe dovuto assumersi le sue responsabilità.
Sono amica di una preside: avete idea dello spreco che c’è in una scuola? Materiale
Scolastico portato a casa, bidelli, impiegati per fare lavori a maglia per le insegnanti,
che vengono mandati a destra e a manca per le commissioni più svariate, però si
prendono cooperative esterne per le pulizie! Dovremmo avere l’onestà intellettuale
di ammettere che per anni s’è speso molto più di quanto sarebbe stato giusto e onesto
fare, perché soldi pubblici. E lo dice una che ha ancora due figli che lavorano in
teatro e che ha rischiato di vedere un figlio lavorare a tempo determinato per tutta
la vita, penalizzato per
gli errori fatti da personale altamente retribuito, ma di scarsa qualifità professionale solo perché
raccomandato.
Naturalmente parlo di ciò che ho potuto verificare personalmente., e non mi interessa e indipendentemente dal colore partitico del momento.

ofelia
08-05-10, 22:42
Non credo che il problema siano gli sprechi, nel senso che quello è un altro problema e rientra nella moralizzazione della vita pubblica. Il problema posto qui è: è giusto o no tagliare fondi alla cultura? E' evidente che siamo in un momento difficile, è evidente che bisogna spremere dove si può, ma spremi spremi poi non rimane più niente (e per carità non voglio cadere nel fin troppo facile riferimento a stipendi- buonuscite- pensioni miliardarie). Non credere nella cultura significa non credere nel futuro, non rendersi conto che la cultura (come del resto la ricerca) è non una spesa, ma un investimento. Certo, va organizzata, certo, va moralizzata, certo, va distribuita, certo, va riformata, ma non si cura un albero decapitandolo o un organo asportandolo: quello non è un rimedio, quello è solo la pretesa grossolana e arrogante, ma non efficace né produttiva, di risolvere un problema, qualunque sia la parte, il colore, l'ideologia di chi l'ha adottata.

Adriana Peratici
09-05-10, 08:05
Come il problema non sono gli sprechi? - Se in una famiglia arrivano meno soldi, tutti sono costretti a rimboccarsi le maniche, oppure dici che ci saranno meno spettacoli? - Meno cultura? - Non credo!

Attilio A. Romita
09-05-10, 10:17
Mi fa piacere la testimonianza di Maria Luisa perchè viene dal vissuto reale e non da "altisonanti pensieri".
Il Teatro, quello vero, non ha bisogno di contributi, si "vende da solo". E lo stesso vale per il cinema.
La CULTURA è bella, giusta e deve essere diffusa, ma non si aiuta con soldi a pioggia per manifestazioni pseudo-culturali mascherate di avanguardia. Un anno fa sono andato al Palazzo delle Esposizioni a Roma per un importantissimo evento espositivo (non ricordo il nome). C'era solatanto una collezione di "cose" finanziate, non so meglio qualificarle, mascherate da opere d'arte: guaiti in una stanza buia, giochi di luce computerizzati, strani oggetti indefiniti. Molti anni fà, la cacca d'autore, i sacchi e le tele tagliate fecero effetto e qualcuno le ha comprate con soldi buoni, ma non per questo devono finire al ...Museo degli Uffizi!.
Io penso che dovremmo iniziare a discernere senza altisonanti generalizzati inneggiamenti a qualsiasi cosa. Forse dovemmo iniziare a svegliare il Pinocchio che è in noi ed ha fargli capire che talvolta Il Gatto e la Volpe lo imbrogliano e talvolta lo prendono in giro.
A proposito ..non affannatevi a capire chi sono il Gatto e la Volpe....sono solo due personaggi di Collodi!

Paolo Gruppuso
09-05-10, 14:38
Mi fa piacere la testimonianza di Maria Luisa perchè viene dal vissuto reale e non da "altisonanti pensieri".
Il Teatro, quello vero, non ha bisogno di contributi, si "vende da solo". E lo stesso vale per il cinema.
La CULTURA è bella, giusta e deve essere diffusa, ma non si aiuta con soldi a pioggia per manifestazioni pseudo-culturali mascherate di avanguardia. Un anno fa sono andato al Palazzo delle Esposizioni a Roma per un importantissimo evento espositivo (non ricordo il nome). C'era solatanto una collezione di "cose" finanziate, non so meglio qualificarle, mascherate da opere d'arte: guaiti in una stanza buia, giochi di luce computerizzati, strani oggetti indefiniti. Molti anni fà, la cacca d'autore, i sacchi e le tele tagliate fecero effetto e qualcuno le ha comprate con soldi buoni, ma non per questo devono finire al ...Museo degli Uffizi!.
Io penso che dovremmo iniziare a discernere senza altisonanti generalizzati inneggiamenti a qualsiasi cosa. Forse dovemmo iniziare a svegliare il Pinocchio che è in noi ed ha fargli capire che talvolta Il Gatto e la Volpe lo imbrogliano e talvolta lo prendono in giro.
A proposito ..non affannatevi a capire chi sono il Gatto e la Volpe....sono solo due personaggi di Collodi!

La critica che tu, anche giustamente , esprimi nei confronti degli sprechi,la condivido anch'io e l'ho chiaramente dichiarata come comportamento dannoso e insensato che si è protratto per troppi anni! Siamo certamente in una fase di ristrettezze economiche e non tornando i conti è evidente che è necessario contenere la spesa per far quadrare alla meno peggio i bilanci!La buona e avveduta massaia docet!
Quindi d'accordo su questo punto(che io ho affrontato gia' alcunii anni orsono in una tesi sulla politica culturale nei quartieri della città di Bologna),tuttavia,lo ribadisco,se condividiamo l'importanza di una oculata politica culturale,necessaria a salvaguardare determinate ricchezze del nostro patrimonio culturale,per esempio,o per incentivare lo sviluppo e la salvaguardia di aree di grande interesse architettonico e artistico,non mi pare d'essere altisonante se.(guardando concretamente la realtà),posso affermare disinteresse,insensibilità,inettitudine generalizzata.Gli esempi piu' evidenti di tale insensibilità sono tanti:musei di grande pregio,in Campania,abbandonati nell'incuria piu' assoluta;opere d'arte relegate in cantina e nei sottoscale per mancanza di personale che non è in grado di catalogarle;non credo poi che, sia il cinema che il teatro debbano autoalimentarsi sempre autonomamente;mi riferisco alle scuole serie,naturalmente,che non sempre hanno le risorse necessarie per sopravvivere;cosi dicasi per l'insegnamento nelle accademie di Belle Arti e di musica (qui a Perugia è in bilico,per mancanza di risorse);ma potrei citarti decine d'esempi.
Sta di fatto e lo ribadisco,la cronica insensibilità di questo Paese (a parte alcune rare eccezioni),nei confronti di tutto cio'che attiene la cultura in generale ci contraddistingue,purtroppo negativamente,fra i partner europei e non solo!

Paolo Gruppuso
09-05-10, 18:03
Come il problema non sono gli sprechi? - Se in una famiglia arrivano meno soldi, tutti sono costretti a rimboccarsi le maniche, oppure dici che ci saranno meno spettacoli? - Meno cultura? - Non credo!

Gli sprechi sono spesso una costante nella insana gestione del denaro pubblico(per non parlare della corruzione,quasi come una finanziaria),che riguardano anche le voci in bilancio della cosiddetta "Kultura"!
Ma,vorrei sapere che c'entra il cittadino-suddito,o il destinatario finale (gestione dei beni culturali,attività formative,cinema teatro),se dei dissennati sperperano il denaro pubblico finanziato dalle nostre tasse( o,almeno dai soliti fessi che le pagano)???
Secondo un detto rabbinico "Dio diede all'uomo,quattro qualità degli esseri celesti e quattro degli animali inferiori:
mangia e beve,si riproduce,espelle escrementi e muore come la bestia ma ha anche una posizione eretta,parla,possiede l'intelligenza e vede come gli angeli"
Mi sorge un dubbio amletico....non sarà che Dio facendoci a sua immagine e somiglianza, pecco' ,quantomeno di eccesso d'ottimismo?!?

Paolo Gruppuso
10-05-10, 07:27
Mi fa piacere la testimonianza di Maria Luisa perchè viene dal vissuto reale e non da "altisonanti pensieri".
Il Teatro, quello vero, non ha bisogno di contributi, si "vende da solo". E lo stesso vale per il cinema.
La CULTURA è bella, giusta e deve essere diffusa, ma non si aiuta con soldi a pioggia per manifestazioni pseudo-culturali mascherate di avanguardia. Un anno fa sono andato al Palazzo delle Esposizioni a Roma per un importantissimo evento espositivo (non ricordo il nome). C'era solatanto una collezione di "cose" finanziate, non so meglio qualificarle, mascherate da opere d'arte: guaiti in una stanza buia, giochi di luce computerizzati, strani oggetti indefiniti. Molti anni fà, la cacca d'autore, i sacchi e le tele tagliate fecero effetto e qualcuno le ha comprate con soldi buoni, ma non per questo devono finire al ...Museo degli Uffizi!.
Io penso che dovremmo iniziare a discernere senza altisonanti generalizzati inneggiamenti a qualsiasi cosa. Forse dovemmo iniziare a svegliare il Pinocchio che è in noi ed ha fargli capire che talvolta Il Gatto e la Volpe lo imbrogliano e talvolta lo prendono in giro.
A proposito ..non affannatevi a capire chi sono il Gatto e la Volpe....sono solo due personaggi di Collodi!

...è bene ricordare la domanda iniziale della discussione,per chi finge di non sentire e vola via per la tangente per fare il bastian contrario : è utile ed è sempre opportuno tagliare i fondi destinati alla cultura,quella vera intendo,quella che rappresenta un investimento per tutti e per un Paese civilizzato e moderno???

Attilio A. Romita
10-05-10, 09:02
Non credo di aver spostato il problema, ma di aver soltanto applicate quelle che in fisica ed in ingegnaria si definiscono condizioni al contorno.
E' ovvio che la risposta alla domanda retorica "è giusto tagliare i fondi alla Cultura?" non può che essere un semplice NO, ma questa risposta altrettanto retorica non è utile a nessuno.
Sono altrettanto giustamente ovvie tutte le altre considerazioni sul valore assoluto della cultura. Ma anche queste sono "domande retoriche" che devono stimolare considerazioni e suggerimenti pratici.
Il mio tentativo di ragionamento voleva solo tentare di spiegare che in periodo di vacche magre occorre trovare soluzioni per salvare il salvabile.
In molte parti del mondo il teatro ha grande successo e non gode di finanziamenti pubblici.
In molte parti del mondo i beni culturali sono "sfruttati" per fare cassa, solo da Noi la quantità immensa di ottimio beni culturali ha bisogno di sovvenzioni statali. E' ovvio che, se qualcuno mi paga un vitalizio, io posso dedicarmi ad amene attività ludiche o allo studio delle farfalle delle Maldive. E' altrettanto ovvio, che quando finiscono i soldi, io mi devo ingegnare per legare il pranzo alla cena.
Aulici discorsi sul valore della cultura fanno solo male ai nostri Beni Culturali in quanto forniscono un comodo scranno sul quale i loro curatori si siedono in attesa di finanziamenti. Forse sarebbe ora che qualcuno alzi le terga da quegli scranni di velluto e si dia da fare per guadagnare ed autofinanziarsi ...ci sono file di vissitatori e turisti in attesa di fare il biglietto per vedere grandi e piccoli musei che però devono essere capaci di valorizzare le loro opere e non solo di spolverarle, talvolta, se non è troppo faticoso.
Spero con questa "tiritera" di aver sufficientemente risposto alla "domanda retorica"!

Maria Bertuzzo
10-05-10, 10:25
...è bene ricordare la domanda iniziale della discussione,per chi finge di non sentire e vola via per la tangente per fare il bastian contrario : è utile ed è sempre opportuno tagliare i fondi destinati alla cultura,quella vera intendo,quella che rappresenta un investimento per tutti e per un Paese civilizzato e moderno???


No, perché in un paese civile, investire sulla conoscenza dovrebbe essere uno dei principali compiti che deve svolgere un governo.
Se noi siamo tra coloro che sperano ancora con fiducia nel salto evolutivo, dobbiamo riuscire a realizzare e condurre un progresso culturale adeguato agli sviluppi di tecnica ed economia. Investire nella cultura, nella valorizzazione del patrimonio storico, artistico, filosofico e scientifico, tramandatoci da secoli di civiltà, significa infatti investire per lo sviluppo civile e morale di comunità che vogliano fondare su basi solide le proprie conquiste economiche e tecnologiche.

Paolo Gruppuso
10-05-10, 12:15
Non credo di aver spostato il problema, ma di aver soltanto applicate quelle che in fisica ed in ingegnaria si definiscono condizioni al contorno.
E' ovvio che la risposta alla domanda retorica "è giusto tagliare i fondi alla Cultura?" non può che essere un semplice NO, ma questa risposta altrettanto retorica non è utile a nessuno.
Sono altrettanto giustamente ovvie tutte le altre considerazioni sul valore assoluto della cultura. Ma anche queste sono "domande retoriche" che devono stimolare considerazioni e suggerimenti pratici.
Il mio tentativo di ragionamento voleva solo tentare di spiegare che in periodo di vacche magre occorre trovare soluzioni per salvare il salvabile.
In molte parti del mondo il teatro ha grande successo e non gode di finanziamenti pubblici.
In molte parti del mondo i beni culturali sono "sfruttati" per fare cassa, solo da Noi la quantità immensa di ottimio beni culturali ha bisogno di sovvenzioni statali. E' ovvio che, se qualcuno mi paga un vitalizio, io posso dedicarmi ad amene attività ludiche o allo studio delle farfalle delle Maldive. E' altrettanto ovvio, che quando finiscono i soldi, io mi devo ingegnare per legare il pranzo alla cena.
Aulici discorsi sul valore della cultura fanno solo male ai nostri Beni Culturali in quanto forniscono un comodo scranno sul quale i loro curatori si siedono in attesa di finanziamenti. Forse sarebbe ora che qualcuno alzi le terga da quegli scranni di velluto e si dia da fare per guadagnare ed autofinanziarsi ...ci sono file di vissitatori e turisti in attesa di fare il biglietto per vedere grandi e piccoli musei che però devono essere capaci di valorizzare le loro opere e non solo di spolverarle, talvolta, se non è troppo faticoso.
Spero con questa "tiritera" di aver sufficientemente risposto alla "domanda retorica"!

E' inutile,ogni battaglia è persa,(ma non la guerra), mi ritiro con discrezione e mi cibero' solo del " contorno " (in un periodo di vacche magre), cucinato nella rinomata trattoria romana "da ATTILIO "!!!

Paolo Gruppuso
10-05-10, 12:48
Tutti i teatri in rivolta,come la pensate voi?

...e tu Violetta che hai sollevato il problema che puoi dirci, proprio tu, che operando nel settore hai il cosiddetto termometro della scalcinata situazione!
Ti saluto con un " do di petto " prorompente (alla "Guglielmo Tell di Rossini), mentre rimango in attesa della tua disamina!
Poi,tutti insieme,a mangiare "contorno e companatico"(alla faccia delle vacche magre)!!!

Attilio A. Romita
11-05-10, 00:06
...ne un trattato di economia, ne un trattato di politica.
Solo due banali considerazioni:

per investire occorre avere i soldi da investire. Cara Maria i soldi non ci sono e quindi prima occorre fare in modo di ricostruire le fonti economiche e poi si può pensare ad investire;
"il governo dve investire", il governo non è il Mago Merlino, siamo tutti noi che viviamo nella situazione economica attuale e quindi si ritorna alla considerazione precedente.


Caro Paolo, vorrei essere il raffinato cuoco che mi descrivi, purtroppo sono un banale meccanico, sicuramente incapace di altisonanti "do di petto", che tenta solo di applicare le 4 operazioni in attesa di acquistare la capacità di moltiplicare pane e pesci ....sto studiando!

ofelia
11-05-10, 08:27
Come il problema non sono gli sprechi? - Se in una famiglia arrivano meno soldi, tutti sono costretti a rimboccarsi le maniche, oppure dici che ci saranno meno spettacoli? - Meno cultura? - Non credo!

Credo di non essermi ben spiegata, volevo solo dire che avevo capito che il nocciolo della questione era un altro, del quale gli sprechi erano uno degli aspetti, non la questione fondamentale, ma forse sono io che non ho capito. Succede.

Paolo Gruppuso
11-05-10, 13:57
...ne un trattato di economia, ne un trattato di politica.
Solo due banali considerazioni:

per investire occorre avere i soldi da investire. Cara Maria i soldi non ci sono e quindi prima occorre fare in modo di ricostruire le fonti economiche e poi si può pensare ad investire;
"il governo dve investire", il governo non è il Mago Merlino, siamo tutti noi che viviamo nella situazione economica attuale e quindi si ritorna alla considerazione precedente.


Caro Paolo, vorrei essere il raffinato cuoco che mi descrivi, purtroppo sono un banale meccanico, sicuramente incapace di altisonanti "do di petto", che tenta solo di applicare le 4 operazioni in attesa di acquistare la capacità di moltiplicare pane e pesci ....sto studiando!

Studiare e imparare non si finisce mai e, anche per i meccanici non è piu' sufficiente sapere le tabelline!!!
Dai,ogni tanto,prova ad applicarti con un bel "do di petto",vedrai che panorami meno uggiosi si dischiuderanno all'orizzonte....potrai aspirare anche ai piaceri della cucina,gioiosamente senza altisonanti proclami.....da mecca-tronico moderno!

Angelo Visotto
11-05-10, 21:24
"La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri". A. Gramsci

Troppo preso da altre cose - me ne dispiaccio - ed al di là di speculazioni che ovviamente sono ricadute in considerazioni politiche, mi sembra che la frase di Gramsci possa ben riassumere il concetto di cultura.
Con affetto a tutti quelli che sono intervenuti, Angelo

vitalba paesano
12-05-10, 06:40
Grazie Angelo, intervento prezioso. vp

Paolo Gruppuso
12-05-10, 07:01
"La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri". A. Gramsci

Troppo preso da altre cose - me ne dispiaccio - ed al di là di speculazioni che ovviamente sono ricadute in considerazioni politiche, mi sembra che la frase di Gramsci possa ben riassumere il concetto di cultura.
Con affetto a tutti quelli che sono intervenuti, Angelo

Come non condividere il pensiero di un uomo che ha pagato con il carcere e con la vita gli ideali di libertà individuali e sociali ,contro ogni forma di totalitarismo ideologico!

Relegato in carcere sino alla morte ha saputo tener fede ai suoi principi temprati da una solida cultura personale e politica che l'hanno reso "libero"anche se recluso!

Attilio A. Romita
12-05-10, 07:53
..................... frase perfetta e letterariamente condivisibile.
"La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri". A. Gramsci

Ma noi viviamo in un mondo reale dove, come si diceva sin dai tempi di Aristotile "primum vivere deinde philosophari" che forse questo modo di ragionare "a basso livello" mi fa brutto, sciocco e cattivo nel "primum vivere" continuando a banalmente nuotare controcorrente in modo che ad altri sia possibile "philosophari" per apparire belli, intelligenti e buoni. Ma va bene così!!!

Paolo Gruppuso
12-05-10, 13:33
..................... frase perfetta e letterariamente condivisibile.
"La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri". A. Gramsci

Ma noi viviamo in un mondo reale dove, come si diceva sin dai tempi di Aristotile "primum vivere deinde philosophari" che forse questo modo di ragionare "a basso livello" mi fa brutto, sciocco e cattivo nel "primum vivere" continuando a banalmente nuotare controcorrente in modo che ad altri sia possibile "philosophari" per apparire belli, intelligenti e buoni. Ma va bene così!!!

La cultura e tutto cio' che rappresenta,in particolare, in un Paese come l'Italia,dove è concentrato piu' del 70% del patrimonio artistico mondiale,esprime la misura piu' concreta e REALE (come dici tu),per un impegno almeno di valorizzazione decoroso,senza strafare(in condizioni di vacche magre),mirato anche ad una potenziale CRESCITA dell'economia nazionale!
Adesso basta,se no rischio d'essere e/o apparire troppo intelligente!!!

Paolo Gruppuso
12-05-10, 14:34
..................... frase perfetta e letterariamente condivisibile.
"La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri". A. Gramsci

Ma noi viviamo in un mondo reale dove, come si diceva sin dai tempi di Aristotile "primum vivere deinde philosophari" che forse questo modo di ragionare "a basso livello" mi fa brutto, sciocco e cattivo nel "primum vivere" continuando a banalmente nuotare controcorrente in modo che ad altri sia possibile "philosophari" per apparire belli, intelligenti e buoni. Ma va bene così!!!

...forse Gramsci viveva in un mondo irreale???
In tempi in cui c'era Lui con la mascella volitiva.....

Attilio A. Romita
12-05-10, 15:03
....penso che Tu sia troppo intelligente per non distinguere il mondo reale dal pensiero assoluto.
Gramsci non era perseguitato per il suo pensiero assoluto sulla cultura, ma per altri pensieri contrari all'idea del momento.
Sia ben chiaro io sono un sostenitore della libertà di pensiero e sono contrario a qualsiasi atto che tenda alla sua coercizione.
Lo "uomo dalla mascella volitiva" ha sicuramente fatto molte cose sbagliate, ma sicuramente non ha perseguitato Gramsci per la sua idea della cultura, ma perchè portatore di una idea Marxista contraria all'ideologia del momento. Ripeto non è giusto contrastare una ideologia per se stessa, come non è giusto citare una frase come esempio totale di una persona.
Infine, io non mi reputo superiore a nessuno, ma continuerò ad esporre il mio pensiero .....l'Aventino non fa per me!

Paolo Gruppuso
12-05-10, 15:17
....penso che Tu sia troppo intelligente per non distinguere il mondo reale dal pensiero assoluto.
Gramsci non era perseguitato per il suo pensiero assoluto sulla cultura, ma per altri pensieri contrari all'idea del momento.
Sia ben chiaro io sono un sostenitore della libertà di pensiero e sono contrario a qualsiasi atto che tenda alla sua coercizione.
Lo "uomo dalla mascella volitiva" ha sicuramente fatto molte cose sbagliate, ma sicuramente non ha perseguitato Gramsci per la sua idea della cultura, ma perchè portatore di una idea Marxista contraria all'ideologia del momento. Ripeto non è giusto contrastare una ideologia per se stessa, come non è giusto citare una frase come esempio totale di una persona.
Infine, io non mi reputo superiore a nessuno, ma continuerò ad esporre il mio pensiero .....l'Aventino non fa per me!

Non certamente per la sua idea di cultura in assoluto, mi sembrava ovvio,ma per cio' che la sua cultura(in senso lato),e il suo pensiero d'intellettuale illuminato era d'ostacolo all'ideologia dominante,ergo anche per la sua cultura di uomo libero da ogni condizionamento totalitario!
Sempre amici,come sempre,se entrambi consideriamo la libertà e la cultura(Gramscianamente intesa), un bene da preservare pur con visioni e pareri differenti!!!